Recensione The Bunker

Due sopravvissuti, un bunker e tanti misteri sono gli ingredienti di un'esperienza interattiva a base di filmati con attori in carne e ossa.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione The Bunker
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox
  • Pc
  • PS4
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fino all'anno scorso si pensava che i videogiochi basati in gran parte sui full motion video fossero ormai sorpassati, legati alla decade che ha dato alla luce The 7th Guest e Under a Killing Moon. L'arrivo di Her Story ha però riproposto un genere che ha ancora qualcosa da dire, soprattutto se è in grado di offrire un gameplay solido oltre alle sequenze con attori in carne e ossa. Da questo punto di vista il titolo indie scritto, diretto e sviluppato da Sam Barlow spostava l'interazione dal monitor alla mente del giocatore, fornendogli un tassello alla volta per tentare di venire a capo di una fosca vicenda. Dal punto di vista della struttura The Bunker è invece più semplice, e rappresenta un vero e proprio film interattivo, nel quale prendere decisioni e agire con il giusto tempismo, sullo sfondo di una storia breve ma ben scritta, messa in scena con passione.

Intrappolati

The Bunker è stato completamente girato in una vera struttura sotterranea risalente alla Seconda Guerra Mondiale, e tutte le sequenze video che compongono il gioco sono state quindi riprese all'interno di ambienti reali. Il bunker si trova nell'Essex, tra le campagne del Sud-Est dell'Inghilterra, e rappresenta a tutti gli effetti il protagonista della storia.

Tra gli attori va sicuramente citato Adam Brown, già apparso in Lo Hobbit, e Sarah Greene, che molti ricorderanno in Penny Dreadful. In The Bunker Adam è in realtà John, uomo che il personaggio interpretato da Sarah ha dato alla luce oltre trenta anni prima, periodo nel quale la struttura diede rifugio a molte persone, mentre all'esterno si stava abbattendo una catastrofe di probabile natura atomica. John vive una vita abitudinaria, in compagnia della madre ormai anziana e malata, seguendo un protocollo che permette loro di continuare a nutrirsi e rimanere in salute. Tale routine verrà però bruscamente interrotta e John dovrà trovare il modo di sopravvivere, scoprendo nel contempo cos'è accaduto nel passato, periodo della sua gioventù che ricorda ormai a fatica, stretto tra le spesse quattro mura di acciaio che lo dividono dal mondo esterno. Giocare a The Bunker significa tenere il controller in mano in completo relax, in quanto le sequenze video si alternano a momenti nei quali scegliere come proseguire, spingendo John ad esplorare una zona rispetto a un'altra o raccogliendo oggetti utili alla propria sopravvivenza. L'interfaccia è minimale e l'interazione avviene con un solo tasto, da premere con il giusto tempismo o ritmicamente in base al contesto, spostando nel contempo un cursore con lo stick sinistro, in modo da sovrapporlo a icone esplicative che compaiono in sovrapposizione ai video nei vari ambienti. Non si tratta quindi di una struttura a laser game, in quanto la storia non continua se non si effettua una scelta, e brevi sequenze in loop fanno da collante tra uno spezzone e l'altro, fornendo quasi sempre ben più di un attimo per riflettere sul prossimo passo. Se quindi l'interazione è minimale, ciò che appassiona è la storia e la narrazione, che avviene su due piani temporali differenti ma connessi tra loro: il John del presente, alle prese con un problema ad un filtro dell'aria, dovrà quindi abbandonare l'unica zona che conosce del bunker per effettuare una riparazione, scoprendo dettagli del suo passato che aveva dimenticato o che in gioventù sembravano poco importanti, rivelando quindi perché è rimasto da solo e cosa ne è stato degli altri sopravvissuti.

L'atmosfera è quasi sempre opprimente e alcune sequenze riportano alla memoria Metro 2033: il bunker è solido ma logoro, familiare ma potenzialmente letale, con ombre sinistre che sembrano nascondere oscuri segreti. Anche la fotografia risulta riuscita e gli attori, seppur ridotti in numero, offrono una prova convincente, segno che sia il cast che la troupe hanno lavorato in modo ottimale, interfacciandosi con gli sceneggiatori e il team di sviluppo per la buona resa dell'esperienza.

The Bunker The Bunker va valutato più con l’occhio del critico cinematografico che con quello del profondo conoscitore del mondo dei videogiochi. L’interazione è talmente ridotta da renderla un’esperienza quasi passiva, avvicinando il prodotto a un’idea di film interattivo molto più radicale rispetto ai titoli sviluppati da Quantic Dream. Se quindi atmosfera, recitazione e fotografia risultano riuscite, è nella durata dell’esperienza che The Bunker lascia spazio a più di una critica. Poiché la storia è lineare e la durata abbastanza contenuta, i titoli di coda potrebbero arrivare molto presto, soprattutto se si decide di non sfruttare quell minimo di libertà esplorativa che il gioco offre, magari cercando i collezionabili nascosti negli ambienti. Scoprire il segreto nascosto nel bunker sarà quindi un’esperienza da vivere una sola volta, che potrebbe lasciare un po’ insoddisfatti, soprattutto in relazione al prezzo di acquisto e download. Un’esperienza particolare, minimale e adatta anche a chi non ha quasi mai giocato ad un videogioco, che potrebbe risultare più appetibile soprattutto in presenza di una campagna di sconto che ne abbassi il prezzo.

7

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