The Darkside Detective

Dal piccolo team Spooky Doorway arriva The Darkside Detective, un'avventura punta e clicca a metà tra un film di John Carpenter e Ghostbusters.

recensione The Darkside Detective
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  • Durante l'estate più calda di sempre ho messo mano sul primo lavoro dei ragazzi di Spooky Doorway, software house formata da un manipolo di due sviluppatori, un compositore, uno scrittore e un art designer. Nonostante la temperatura da scioglimento dei ghiacci e un notebook in preda alla febbre The Darkside Detective ha saputo donarmi più di un brivido freddo. Niente a che vedere con i brividi di terrore, tutt'altro, ma il punta-e-clicca di "lucassiana" memoria ha tutti i crismi di una storia autunnale, con un appeal che sta tra un film di John Carpenter e Ghostbusters. Twin Lakes è una città che pare uscita da una graphic novel di stampo noir: c'è la pioggia e la notte perenne, ci sono detective dai nomi altisonanti. A Twin Lakes succedono cose strane, legate al mondo dell'occulto; è una città nella quale i suoi cittadini hanno il brutto vizio di giocare con i rituali e manufatti carichi di magia. Poteri che vengono sprigionati e che, inevitabile, causano danni.
    A Twin Lakes bisogna fare attenzione con le cianfrusaglie che si comprano negli empori esoterici, come i rituali di invocazione di gremlins dispettosi. A Twin Lakes i fantasmi esistono, e nella muffosa biblioteca pubblica aleggiano quelli di alcuni famosissimi scrittori: i burberi Edgar Allan Poe e Lovecraft, i pacati spiriti di Douglas Adams e Terry Pratchett, l'inquietante Aleister Crowley e l'enigmatica Mary Shelley.
    A Twin Likes, dove la magia nera si concentra, si aprono portali per un mondo parallelo abitato da melliflui individui, simili ai mortali ma un po' deprimenti nei modi di fare. Sono gli abitanti del Darkside, una realtà alternativa distopica dalle cupe atmosfere. A Twin Lakes succede così spesso che il Dipartimento di Polizia ha una sezione dedicata al risolvere i casi legati al al lato oscuro.

    Il poliziotto buono e il poliziotto scemo

    Nel videogioco interpretiamo il detective McQueen, un acuto investigatore e dal fascino vintage. Indossa perennemente un trench marrone scuro, una cravatta nera su camicia bianca ed è dotato di un taglio di capelli ben ordinato. Un po' Humphrey Bogart, un po' Costantine. McQueen è accompagnato dall'agente Dooley, il tipico poliziotto un po' incapace, praticamente un inutile aiutante che vii seguirà per tutte le indagini. Dooley però, a discapito della sua passività, è un po' il succo di Darkside Detective. È un personaggio irriverente nella sua cocente stupidità, a tratti anarchico, una fonte di battute che alludono alla cultura pop.

    Le avventure del detective e del suo officer sono in tutto sei, e l'impressione è che nel corso degli episodi il rapporto trai due si intensifichi. La quinta missione, Loch Mess, è ambientata nel tipico camping all'americana: McQueen si presenta in solitaria e l'assenza del compagno cialtrone si fa sentire fin da subito. Cliccando sulla volante di servizio il detective ci dice che "It's too quiet when driving by myself. I need to get the radio fixed for when Dooley's not with me".
    Recupereremo nella prossima e ultima missione, quando potremo interpretare Dooley per qualche minuto. L'effetto coppia funziona alla grande, ad ogni quadro si ha la voglia di leggere l'ennesima stupida battuta uscita dalle labbra di Dooley.

    L'atmosfera giusta del punta-e-clicca

    Per chi è reduce da Thimbleed Park o qualche remastered à la Day of the Tentacle (che tra l'altro viene anche citato in una delle missioni!) potrebbe rimanere deluso dalla semplicità degli enigmi, che si risolvono con un impegno logico di base.

    Gli oggetti nell'inventario sono sempre pochi, si contano con una mano e le combinazioni con l'area di gioco sono limitate ad una decina. Diciamo che quella sezione del pensiero laterale che viene messa sotto sforzo - a volte esagerando - con le avventure tipiche del suo genere nel contesto di Twin Lakes può rimanere piuttosto rilassata. I videogiocatori più avvezzi alle avventure grafiche "hardcore" sono avvisati. E poi che bello avere un backtracking così ridotto, diciamolo!
    Un altro punto debole potrebbe essere la durata. Siamo su tempi piuttosto brevi, qualcosa come quattro, al massimo cinque ore spalmate nei sei file cases sbloccabili in successione.
    Le critiche si fermano qui, perché per il resto il gioco si può considerare una piccola perla della stagione indie estiva.
    Il punto forte è indubbiamente la scrittura. Le atmosfere e le battute del gioco sono di qualità, la percezione è quella di trovarsi di fronte ad un vero e proprio microcosmo narrativo del quale assistiamo solo ad una minima parte. Superato l'impatto nei confronti delle staticità nelle animazioni dei due protagonisti (a differenza di tante avventure grafiche questi rimangono immobili nel quadro) si possono apprezzare le animazioni scenografiche: come la pioggia notturna, le luci intermittenti dei neon e tanti altri dettagli disegnati in una elegante pixel art.
    E che dire della musica in mano al compositore Ben Prunty? The Darkside Detective va giocato con le casse a palla o con le cuffie in testa, le musiche dell'autore di Faster than light mettono al centro dell'attenzione il suono caratteristico del synth dai richiami eighties, che ormai va tanto di moda e che in questo contesto funziona benissimo.
    Ultima precisazione, il gioco non è presente in italiano, ma non ci vogliono chissà quali competenze di inglese per goderselo. E questa potrebbe essere anche una buona scusa per allenarsi un po' con la lingua.

    The Darkside Detective The Darkside DetectiveVersione Analizzata PCNonostante le sofferenze fisiche dovute al caldo estivo, il point & click degli Spooky Doorway ha saputo rinfrescarmi, merito delle atmosfere autunnali di Twin Lakes. The Darkside Detective è un gioco citazionista ma dotato di una più che dignitosa originalità, sia nei personaggi che nella trama. E ad impreziosire il pacchetto ci si mettono un’ottima pixel art e la colonna sonora di Ben Prunty. Acquisto obbligatorio per gli amanti dell’occulto, della commedia horror e per chiunque sia alla ricerca di un’avventura grafica poco stressante, intensa e longeva al punto giusto.

    7.5

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