The Disney Afternoon Collection Recensione

Una raccolta di sei giochi NES a marchio Capcom incentrati sugli storici cartoon Disney che, negli anni ‘90, accompagnavano le giornate dei più giovani.

recensione The Disney Afternoon Collection
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Ti ho beccato. Sei anche tu un trentenne - anno più anno meno - che è entrato qui in un impeto di nostalgia, sospinto da quell'immagine colorata in home page col logo della Disney in bella mostra. Fantastica, vero? Ci sono proprio tutti: Baloo vestito da aviatore, Cip e Ciop in assetto da agenti speciali, e poi "il terrore che svolazza nella notte" e lo Zione per eccellenza. Bei tempi, quelli del Disney Club. Interi sabati pomeriggio e domeniche mattina inchiodati sul divano, col televisore perentoriamente sintonizzato sulla Rai, pronti ad assorbire racconti animati talmente avvincenti da ricordarci tutt'oggi, pur coi capelli un po' cacio e pepe, che le favole più belle sono DuckTales (woo-hoo!). Mica c'è da vergognarsi. Anzi, rallegrati. Perché oggi, 18 aprile 2017, per te - per noi - c'è una bellissima sorpresa sugli store digitali di PlayStation 4, Xbox One e PC. Però forse sto dando troppe cose per scontate. Può darsi che tu sia un giocatore più giovane, che non abbia la minima idea di cosa io stia blaterando e che sia qui, insomma, per mera curiosità. Se ti va, comunque, mettiti comodo. Non posso prometterti che ciò che tratterò in questa sede ti piacerà, e io stesso non saprei se consigliartene l'acquisto - tanto più che non tutti i titoli che leggerai sono invecchiati nel migliore dei modi. Forse, però, ti servirà da testimonianza di un tempo dove i videogiochi "su licenza" non venivano visti con troppa circospezione, ed anzi non era raro che fossero parecchio rispettati in quanto, a loro volta, rispettosi del materiale di partenza. Che è poi il motivo per cui oggi mi accingo a scrivere di The Disney Afternoon Collection con una certa gioia fra le dita.

    Da Paperopoli a Saint Canard

    Capire cosa possa rappresentare The Disney Afternoon Collection per noialtri cresciuti negli anni Novanta e nutriti a pane, videogame e prodotti d'intrattenimento a marchio Walt Disney è piuttosto facile. Basta prendere l'epoca d'oro dell'action a scorrimento laterale, amalgamarla con la Golden Age delle serie TV a cartoni prodotte dagli Studios, ed ecco servita una costa del bel "videogiocare a saltelli" che i possessori di un NES ricorderanno senza dubbio con immenso piacere. Furbescamente Capcom decide oggi di compendiare parte di quel mondo con una riedizione contenente sei dei sui esponenti illustri che appartengono al filone disneyano a 8-bit, nella fattispecie i rappresentanti del sessennio 1989-1994. Punta di diamante del quale è senz'altro DuckTales, che accorpiamo per praticità a DuckTales 2 del '93, il quale differisce dal suo predecessore per una manciata di nuove meccaniche, tra le quali il trascinamento degli oggetti tramite bastone del protagonista. Declinazioni digitali dell'omonimo show, a sua volta influenzato dal piglio avventuroso dell'Uncle $crooge a fumetti di Carl Barks, i due giochi vedono il sempre arzillo Paperon de' Paperoni setacciare le zone più pericolose della Terra - e non solo - alla ricerca di tesori e altre rarità, ovviamente accompagnato dai nipotini e dal mitico Jet McQuack. Al di là dei setting dal design davvero ispirato nonché di tante citazioni all'opera di riferimento, vale la pena ricordare un gameplay esplorativo molto godibile, per altro anticipatore di una dinamica di rimbalzo, da lì in poi definita del "pogo stick", che è stata successivamente ripresa da tanti altri congeneri, da Shovel Knight a Donkey Kong Country: Tropical Freeze. Più tradizionale è invece la formula platform fondante Chip'n Dale Rescue Rangers 1 e 2, entrambi basati sulla serie spin-off dei due scoiattoli più famosi dell'universo Disney. Con l'obiettivo di sventare i piani del perfido Gattolardo, la coppia deve farsi largo fra scenari di dimensioni comuni resi giganti dalla minuscola statura dei due, il tutto saltellando e sollevando casse, mele e altri oggetti contundenti da scagliare contro i nemici. Divertenti ma meno estrosi dei loro simili "paperopolesi", i due episodi hanno il plus di prevedere anche una co-op per due videogiocatori, capace di renderne le campagne un tantino più interessanti e movimentate. Stiamo scrivendo di produzioni pensate in origine per i giovanissimi; eppure, curiosamente, la collection di Capcom rivela anche un'anima più propriamente "hardcore". La palma, in questo senso, va all'adattamento digitale di Darkwing Duck, classe 1992. Si tratta di un run'n'gun à la Mega Man dalla difficoltà niente male, invero un po' più adrenalinico ed entusiasmante rispetto ai giochi di piattaforme sopraccitati. Il merito va soprattutto a un sistema di gioco intrigante, fatto di balzi, appigli a ganci e sporgenze, munizioni alternative per la pistola a gas di DoppiaD e la capacità di deflettere i proiettili avversari con l'ausilio del proprio mantello. L'estrema resistenza dei villain è solo la ciliegina sulla torta di una sfida tosta e stimolante, i cui titoli di coda sanno esattamente come farsi sudare.

    Del sestetto, per finire, rimane da menzionare TaleSpin, il cui cartoon associato prende i personaggi principali de Il libro della giungla e li scaraventa in un susseguirsi di episodi ambientati tra i cieli della città di Cape Suzette. Il titolo, oltretutto, è l'unico del gruppo che devia dai binari platformer per abbracciare la causa dello shoot'em up in due dimensioni, la cui unica particolarità è quella di poter capovolgere l'aeroplano di Baloo per invertirne il senso di rotta e, di conseguenza, la direzione di sparo. A dirla proprio tutta, questo è anche il pezzo dell'offerta che ha reagito peggio alla prova del tempo, troppo ingessato nei suoi controlli approssimativi e nel suo incedere fiacco e semplicistico. Non sempre quel che i nostri occhi di bambini dipingevano come straordinario risulta tale anche sulla lunga distanza, purtroppo.

    Una festa nostalgica

    Dal punto di vista formale, The Disney Afternoon Collection segue in modo abbastanza pedissequo le impronte lasciate qualche anno fa da Mega Man Legacy Collection. Si basa, cioè, sull'impiego dell'Eclipse Engine, creato dai Digital Eclipse - ancora una volta messi da Capcom a capo dello sviluppo - al fine di ricostruire i sei giochi dalle fondamenta, cosicché non vengano emulati, bensì beneficino di una forma nuova che sia consona agli hardware di corrente generazione, mantenendo, nel contempo, un feeling identico a quello che ricordavamo giocando sui nostri tubi catodici. Una grafica tirata a lucido ma fedele alle sue origini, controlli senza lag, finanche le piccole ingenuità tecniche del tempo: tutto inneggia all'era NES senza risultare molesto, ed anzi, nelle sue saltuarie - e stavolta volute - manifestazioni di flickering e piccoli rallentamenti, farà di certo sorridere chiunque in gioventù vi abbia giocoforza avuto a che fare.

    Il manto cosmetico, si diceva, è stato reso adatto alla visualizzazione sui monitor di nuova tecnologia, ma è comunque possibile applicargli due differenti filtri video atti a sporcarne l'immagine, così da agevolare la sensazione di trovarsi di fronte a un tipico CRT di fine secolo scorso. Si può inoltre settare l'aspect ratio in formato originale, in 4:3 o in 16:9, laddove ai bordi neri dei primi due è consentito sovrapporre uno sfondo tematico che varia in base al titolo prescelto di volta in volta. Tra le restanti feature, torna l'opportunità, ormai costante nelle collezioni Capcom, di salvare le partite in itinere, senza cioè l'obbligo di arrivare ai credit tutto d'un fiato - un'eventualità che ai tempi nostri potevamo solo sognarci. Del tutto inedita è invece la funzione di Rewind, che consente appunto di riavvolgere le azioni in-game per porre rimedio ad eventuali mosse eseguite in maniera troppo maldestra o avventata. Risulta insomma chiaro l'intento di aprire delle esperienze così geneticamente old school a un'utenza quanto più possibile eterogenea, benché sia quasi certo che i gamer della vecchia guardia persevereranno nel ripudiare tutti questi mezzucci. Non dimentichiamo, tuttavia, che The Disney Afternoon Collection si configura altresì come vero e proprio spazio commemorativo, il cui appeal, oltre ai giochi celebrati, è anche dato dai contenuti extra del pacchetto. Due dei quali prendono la modalità single player di ciascun titolo per riassemblarla sotto forma di sfide pensate soprattutto per gli utenti più competitivi. Sia la Modalità a Tempo che la Battaglia Boss non lasciano nulla all'immaginazione, la prima incentrata sul completamento veloce delle singole campagne, la seconda sulle boss fight di ogni gioco poste una in fila all'altra. Entrambe dispongono, tra l'altro, di leaderboard online dedicate, così da poter confrontare le proprie performance migliori con quelle degli amici o degli altri utenti da tutto il mondo. Di supplementi non interattivi vi sono infine la Galleria, consueto pastiche d'illustrazioni, bozzetti, scansioni dei box fisici e curiosità assortite inerenti all'originario sviluppo per la console 8-bit di Nintendo, e in più i player per ascoltare tutte le OST separatamente. Continuiamo a pensare che operazioni di questo tipo necessitino di una mole di chicche per i fan un po' più sostanziosa - qualche contributo video, per dire, sarebbe davvero interessante -, sebbene il materiale inserito, tutto sommato, non sia nemmeno così disprezzabile. Non fosse altro che per le splendide musiche di DuckTales, il cui tema lunare, in particolar modo, rimane tutt'oggi un capolavoro di chiptune tra i migliori di sempre.

    The Disney Afternoon Collection The Disney Afternoon CollectionVersione Analizzata Playstation 4The Disney Afternoon Collection è un’operazione nostalgia che farà contenti tutti i “novantini” - o “tardo-ottantini” - rimasti orfani dell’omonimo contenitore televisivo, mettendo a loro disposizione sei titoli storici per NES raggruppati comodamente in un’unica soluzione. Eccezion fatta per TaleSpin, che dopo più di vent’anni ha perso parecchio smalto, la selezione ripropone degli action-platform ancora oggi godibilissimi, che potrebbero facilmente far gola anche a chi, cultore dei videogiochi 8-bit tout court, se li fosse fatti scappare durante i rispettivi anni d’esordio. Al di là della qualità dei singoli prodotti, lo sforzo di restauro è certamente di valore, mentre, dal punto di vista degli extra, si sente la mancanza di qualche contenuto un po’ più succulento rispetto a quelli che Capcom suole mettere in tutte le proprie raccolte a tema vintage. Comunque, se è vero che i ricordi sono la cosa più bella che abbiamo, The Disney Afternoon Collection sa toccare determinate corde con indubbio rispetto e rigore. E questo, al di là di tutto, merita un grande plauso.

    7.5

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