The Division 2: Recensione della nuova espansione Warlords of New York

Abbiamo analizzato il più recente DLC di The Division 2: la nuova stagione di contenuti sarà riuscita ad arricchire l'offerta del gioco Ubisoft?

recensione The Division 2: Recensione della nuova espansione Warlords of New York
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  • PS4 Pro
  • Il lancio di Warlords of New York, la nuova espansione di The Division 2, ha segnato ufficialmente l'esordio del nuovo modello di distribuzione stagionale scelto da Ubisoft per il suo looter shooter cooperativo. Un modello che nelle settimane a venire dovrebbe aprire la strada all'arrivo di nuovi eventi e pezzi d'equipaggiamento per gli agenti della Divisione, in coda a una nuova campagna narrativa che si affaccia su un futuro intrigante, per quanto l'offerta del DLC non sia certo perfetta, specialmente per quel che riguarda le novità dell'endgame. Le modifiche apportate al sistema di equipaggiamento sono sicuramente promettenti, ma il titolo di Ubisoft continua ad avere un gran bisogno di attività in grado di offrire alla playerbase validi motivi per continuare a frequentare i server del gioco.

    Ritorno a New York

    Il punto di partenza per l'analisi di Warlords of New York non può che essere la campagna, contenuto che tutti i giocatori sono chiamati ad affrontare prima di mettere le mani sulle nuove attività endgame di The Division 2. Il primo impatto con la Grande Mela torna a ribadire con forza il talento di Massive sul fronte del level design: la New York costruita dal team svedese avvolge i sensi con una mole di dettagli sorprendente, che contribuisce a dare forza alle atmosfere col sostegno di un ottimo sistema di illuminazione globale.

    Il ritorno dei giocatori a Manhattan avviene lontano dal rigido inverno del primo capitolo, nell'abbraccio di un'estate torrida che altera considerevolmente l'impatto scenico dell'insieme, piuttosto distante da quello dell'ambientazione principale del titolo di Ubisoft. Il motivo del nostro viaggio verso la metropoli statunitense è Aaron Keener, un personaggio ben noto agli appassionati della serie.

    Divenuto un antagonista a tutti gli effetti, Keener si è adoperato per gettare nel caos New York e i suoi abitanti, che ora non si fidano più della Divisione e guardano i suoi agenti con diffidenza. Il nostro obiettivo sarà dunque quello di dare la caccia al leader dei rinnegati, setacciando una mappa molto diversa da quella del primo The Division, che ci porterà ad esplorare lower Manhattan e il distretto finanziario di New York. Qui saremo chiamati a raccogliere indizi utili a stanare ognuno dei 4 luogotenenti di Keener, a capo di ciascuna delle aree che compongono l'ambientazione.

    Prima di affrontare queste boss fight, dovremo completare diverse missioni principali e secondarie, caratterizzate da dinamiche di progressione piuttosto intriganti. Il percorso verso lo scontro con ciascun avversario, così come l'ordine con cui dovremo affrontarli, non è rigidamente prestabilito, e pertanto l'avanzamento lungo la campagna offre al pubblico una notevole libertà d'azione.

    Una volta raggiunto il faccia a faccia con uno dei compagni di Keener, ci troveremo di fronte a battaglie decisamente stimolanti, visto che ognuno di questi soldati d'elite può contare su abilità uniche che potremo fare nostre al termine del combattimento, assieme alle informazioni sulla posizione del loro capo. Lo scontro con Keener è paradossalmente quello meno interessante dei cinque, sebbene la sua sconfitta apra la strada ad un percorso narrativo che non vediamo l'ora di approfondire nei prossimi contenuti in arrivo per The Division 2.

    La grande libertà concessa dal team ai giocatori, tanto nell'esplorazione quanto nell'avanzamento, viene valorizzata da un grado di sfida che si adatta dinamicamente al livello dei personaggi (il nuovo level cap è fissato a 40), in modo da offrire un'esperienza sempre bilanciata. Nulla di profondamente diverso rispetto agli standard del gioco base, e di nuovo ci ritroveremo a raccogliere drop verdi, blu e viola prima di tornare a costruirci un tesoro di equipaggiamenti d'alta gamma e gear set, per arrivare all'endgame con il giusto armamentario. Se le dinamiche di looting sono rimaste pressoché invariate, il sistema di equipaggiamento è uno degli aspetti che ha subito le maggiori modifiche con l'esordio di Warlords of New York. Assecondando il feedback offerto dal pubblico, infatti, lo sviluppatore ha infatti deciso di ridurre la complessità delle build, per tornare a un modello molto vicino a quello del capitolo precedente, basato su tre attributi principali che corrispondono ad altrettanti ruoli sul campo. Un passo indietro che getta le basi per un endgame più soddisfacente, che si aprirà dopo le 7-8 ore necessarie a portare a termine la nuova campagna, più l'eventuale farming necessario per raggiungere il livello 40 e mettere da parte un buon equipaggiamento (nel caso in cui ne abbiate bisogno, abbiamo realizzato un'intera guida per approcciarsi a Warlords of New York).

    Nuove armi e vecchie abitudini

    Come anticipato, le modifiche apportare al sistema di equipaggiamento favoriscono la creazione di build più efficaci, specialmente in ottica cooperativa, e facilitano la ricerca di drop specifici per il ruolo che abbiamo deciso di ricoprire all'interno della nostra squadra, che sia tank, dps o medico.

    Una scelta sicuramente azzeccata, che però apre la strada a una revisione dell'endgame non altrettanto funzionale: non solo le attività presenti in questa fase del gioco sono sostanzialmente quelle di sempre (con la sola aggiunta delle missioni newyorkesi), ma i nuovi livelli di sfida riportano il gioco ai tempi dell'odiata patch 1.3 del primo The Division, quando "l'effetto spugna" degli avversari raggiunse il suo apice peggiore.

    Durante le missioni a livello eroico o le leggendarie saremo infatti costretti a consumare diversi caricatori per abbattere ogni singolo nemico, mentre il danno subito ci renderà spesso la vita molto difficile, specialmente nei panni di un dps puro. Una direzione che, di nuovo, punta chiaramente a dare una maggiore importanza alla coordinazione tra i diversi membri di un team, e di conseguenza lascia poco spazio a build ibride e al gioco in solitaria, che rimane una strada comunque percorribile, seppur decisamente ardua.

    Resta il fatto che, ora come ora, il farming è l'unico vero motore dell'endgame, che si manifesta come una caccia a pezzi d'equipaggiamento sempre più performanti, lungo un percorso che non altera in maniera significativa le routine del gioco base. I nuovi oggetti inclusi nel pass stagionale, sia in versione premium che gratuita, offrono chiaramente un incentivo al gioco, specialmente per gli appassionati, ma si tratta sempre di affrontare ciclicamente missioni e roccaforti già completate decine e decine di volte.

    L'arrivo delle cacce all'uomo, incarichi che seguono il copione ludico visto nella campagna newyorkese contro Keener (tenenti da sconfiggere per raggiungere il boss finale), forse contribuiranno a spezzare la monotonia, così come il ritorno degli eventi globali (missioni con particolari modificatori che però non offrono loot speciale), ma si tratta di uno scenario ancora tutta da verificare. Così come resta da capire come il pubblico accoglierà queste attività, e se il titolo sarà quindi in grado di mantenere una buona playerbase nei mesi a venire, anche in previsione del raid in arrivo nel corso della primavera. Per quanto riguarda il pvp, non abbiamo notato grandi cambiamenti alla formula di Massive, o almeno niente di veramente incisivo. Il time-to-kill continua ad essere veramente troppo basso per valorizzare a dovere le dinamiche di squadra, come dimostra il fatto che le build mediche arrancano nel tentativo di mantenere in vita i propri compagni di team. Le dimensioni delle Zone Nere, con la complicità delle tempistiche di spawn (fin troppo rapide), rendono estremamente difficile mettere in piedi tattiche pienamente efficaci, e magari portare a termine con successo una caccia all'uomo. Più in generale, si ha l'impressione che Massive abbia per il momento lasciato il pvp in secondo piano, per concentrarsi su altri aspetti della produzione.

    Tom Clancy's The Division 2 Tom Clancy's The Division 2Versione Analizzata PCWarlords of New York mette in campo alcune interessanti modifiche alla formula di gioco che gli utenti di The Division 2 attendevano da tempo. Il nuovo sistema di equipaggiamento rappresenta infatti un netto passo avanti rispetto a quello visto nel gioco base, con una semplificazione funzionale che contribuisce a favorire tanto la costruzione di build più efficaci e specializzate, quanto le dinamiche di squadra. Detto questo , però, le novità contenutistiche offerte dall’espansione si esauriscono nel giro di una manciata d’ore, quelle necessarie a portare a termine la campagna nella Grande Mela. Novità che non incidono più di tanto sulle routine di un endgame sempre uguale a sé stesso, con pochissime variazioni sul tema e un livello di sfida che, nel caso delle missioni eroiche e leggendarie, potrebbe farsi addirittura scoraggiante. Resta da capire come e se i contenuti del season pass, compreso il raid in arrivo questa primavera, riusciranno a spezzare la monotonia del gameplay, che durante l’endgame si fa particolarmente pesante. Per questo motivo, allo stato attuale, non possiamo considerare Warlords of New Yotk un acquisto immancabile per tutti gli appassionati di looter shooter.

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