The Elder Scrolls Blades Recensione: i duelli Bethesda arrivano su Switch

Il primo capitolo mobile della serie fantasy di Bethesda si trasferisce su Nintendo Switch forte di un anno di migliorie e aggiornamenti.

recensione The Elder Scrolls Blades Recensione: i duelli Bethesda arrivano su Switch
Articolo a cura di
Disponibile per
  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming
  • Switch
  • The Elder ScrollsBlades rappresenta la prima sortita del franchise targato Bethesda su dispositivi mobile. Uscito in accesso anticipato su dispositivi mobile, l'applicazione free to play si è da subito trovata in mezzo al fuoco incrociato di critica e pubblico. In generale, pur lodando la scommessa di Bethesda, all'epoca della release si polemizzò principalmente sulle dinamiche legate alle ricompense e alla progressione, che portavano i giocatori, volenti o nolenti, a dover metter mano al portafogli. Nel corso del primo anno di vita il titolo, forte di un costante supporto, ha goduto di diverse patch e correzioni che sono andate a migliorare la qualità di vita dei giocatori e a modificare la meccanica di looting, rendendolo non solo più godibile ma anche meno martellante sotto il profilo delle microtransazioni. Ora il GDR mobile, da pochissimo uscito dalla fase di Early Access, approda anche su Switch con qualche inciampo tecnico di troppo. Vediamo come se l'è cavata Blades con i Joy-Con dell'ibrida Nintendo.

    Una città da ricostruire

    The Elder Scrolls Blades si propone di condensare e miniaturizzare l'esperienza fantasy che da anni caratterizza il franchise ruolistico su PC e console casalinghe. Chiaramente, tenendo a mente le specifiche dell'hardware di riferimento, Bethesda ha optato per reinventare e alleggerire la struttura del proprio GDR, in modo da poterlo adattare all'ambiente portatile dal punto vista tecnico e ludico.

    Il fulcro rimane, come di consueto, la progressione del proprio personaggio (creato attraverso un editor semplificato che permette di selezionarne i tratti essenziali, anche se di fatto non lo vedremo mai). Blades introduce anche un sistema manageriale dedicato alla propria città: il pretesto che dà inizio all'avventura ci porta infatti a indagare sulle cause che hanno distrutto l'insediamento in cui siamo giunti.

    Aiutando gli abitanti e portando a termine le missioni è possibile raccogliere e accumulare materiali con cui ricostruire gli edifici distrutti. In questo modo non solo tornerà la vita tra le vie lastricate della cittadina fortificata, ma sarà possibile - aumentandone il prestigio - sbloccare anche nuovi edifici molto utili alla nostra causa, come il laboratorio alchemico (in cui produrre pozioni), la forgia (per armi e armature) e l'emporio.

    Blades propone, dunque, un classico gameplay "ciclico": portando a termine missioni, incarichi secondari e sfide (giornaliere e settimanali) è possibile sbloccare forzieri e ricompense che permettono di far salire di livello il proprio personaggio e la città, costruire nuovi edifici, forgiare oggetti più potenti per ripartire all'avventura con missioni sempre più ardue e remunerative. L'aggiornamento del looting, giunto qualche tempo dopo la release, come dicevamo ha migliorato la qualità di vita dei giocatori andando a rimuovere la fastidiosa feature del timer legato all'apertura de forzieri. L'intervento ha reso l'esperienza molto più immediata e divertente, disinnescando il tratto più fastidioso del modello free to play.Con i successivi aggiornamenti il titolo è stato arricchito anche con due ulteriori modalità di gioco, accessorie rispetto all'esperienza principale: l'Abisso (un dungeon procedurale di difficoltà crescente) e l'Arena (dedicata, ovviamente, al PvP).

    Per quanto concerne la fase esplorativa e di combattimento, Blades ha dovuto giocoforza soccombere sotto scure della semplificazione. Il team di sviluppo ha accantonato l'idea di un open world mobile in favore di un'esperienza più lineare, basata su istanze dedicate per ogni missione, del tipo "vai dal punto A al punto B", "uccidi x nemici", "esplora il dungeon".

    I dungeon comunque sono molto semplici, non si possono fare deviazioni dai binari prestabiliti (tranne per qualche area segreta da scovare all'interno dei livelli) e non è consentito evitare lo scontro con le creature che infestano la mappa. Il sistema di combattimento ricorda molto da vicino quello proposto qualche anno fa da Infinity Blade, indimenticato titolo mobile di Epic Games. Lo scontro è statico, con il nemico ben piantato di fronte a voi, e il tutto si risolve in una serie di attacchi, lanci di incantesimi e parate che devono essere portati tutti al momento giusto per incrementarne l'efficacia. Nulla di particolarmente elaborato, insomma.

    Dopo l'uscita, i numerosi aggiornamenti che si sono avvicendati hanno aggiunto alcuni indicatori extra per aiutare il giocatore a leggere meglio l'azione, come le debolezze elementali degli avversari ed elementi visivi che facilitano la comprensione dell'incantesimo o della tecnica speciale lanciata.

    Porting 1:1, o quasi

    Ora, prendete - quasi - tutto questo e traslatelo all'interno della console ibrida targata Nintendo. Il gameplay è esattamente il medesimo, adagiato su una mappatura dei comandi rivista e studiata appositamente. Rispetto alla versione mobile, infatti, è praticamente scomparsa l'interazione con il touch screen, sostituito su Switch dai tasti dorsali e dai frontali dei Joy-Con che, ad ogni modo, svolgono il loro lavoro in maniera egregia.

    Il porting (quasi) uno a uno soffre, però, di diverse problematiche che evidenziano un'amara realtà: l'applicazione non solo è stata trasferita sull'ibrida senza un grande lavoro di ottimizzazione ma, addirittura, durante lo sviluppo sono sparite alcune feature, probabilmente tagliate in corsa per problemi legati a budget, tempistiche o compatibilità. Peccato, perché in modalità docked sarebbe stato più coinvolgente interagire con la rilevazione di movimento, purtroppo del tutto assente.

    La versione Switch, comunque, soffre anche sul campo tecnico. Il porting, in tal senso, è avvenuto senza quasi toccare la versione mobile. Proprio quest'ultima, tra l'altro, continua a funzionare meglio sui nostri dispositivi portatili. Nel corso della nostra lunga prova abbiamo in effetti constatato l'impossibilità per l'applicazione, nonostante un comparto tecnico tutt'altro che esaltante, di girare in maniera fluida sull'ibrida Nintendo. Sono stati frequenti gli episodi in cui cali drastici del framerate hanno portato al fastidioso effetto "a singhiozzo" dell'immagine. Inoltre, in più di un'occasione e soprattutto durante i combattimenti, il gioco si è bloccato del tutto costringendoci al riavvio.

    Speriamo che interventi di manutenzione futuri possano correggere e limare queste problematiche, perché il titolo rimane, nel suo complesso, divertente e godibile nonostante il continuo riciclo di location e le dinamiche free to play che costringono, chi non volesse sborsare denaro reale, a prendere il titolo a piccole dosi.

    Per fortuna, come abbiamo detto sin dall'inizio, gli aggiornamenti costanti hanno alleggerito l'invadenza delle microtransazioni e ora Blades è un titolo perfetto per passare il tempo con qualche missione giornaliera, a casa o quando siete in giro. Una delle feature più interessanti della versione Switch è infatti il cross save: se avete scaricato Blades anche su cellulare potete tranquillamente riprendere la vostra sessione ovunque siate.

    The Elder Scrolls: Blades The Elder Scrolls: BladesVersione Analizzata Nintendo SwitchDopo un anno di open beta sui dispositivi mobile The Elder Scrolls Blades giunge anche su Nintendo Switch proponendo la medesima esperienza ludica vista sino a questo momento. Il porting è stato però alleggerito da diverse feature, probabilmente tagliate per problemi di budget, tempistiche o compatibilità, come la rilevazione di movimento e l'interazione con il touch screen. Inoltre, Blades sembra comunque girare meglio su dispositivi mobile, perché sotto il profilo tecnico la versione Switch soffre di una ottimizzazione decisamente sottotono. Il titolo soffre di cali di framerate e di un comparto stilistico davvero datato che, a lungo andare, ricicla gli stessi asset e fatica addirittura a girare adeguatamente sulla console Nintendo. Il titolo Bethesda, comunque, in un anno ne ha fatta di strada: merito dei costanti update che sono andati a migliorare la qualità di vita dei giocatori e a limare alcuni degli angoli più spigolosi del modello di business free to play che comunque ogni tanto si fa sentire. Ora Blades - pur senza pretese - è un titolo divertente e godibile, adatto per qualche veloce missione prima di andare a letto o quando si è fuori di casa. La feature più interessante è, infatti, il cross save che consente di giocare indifferentemente su Switch o dispositivi mobile.

    6

    Che voto dai a: The Elder Scrolls: Blades

    Media Voto Utenti
    Voti: 8
    3.9
    nd