The Elder Scrolls Online: Recensione del DLC Clockwork City

Clockwork City è l'ultimo (in ordine temporale) pacchetto di espansione per The Elder Scrolls Online: lo abbiamo provato.

The Elder Scrolls Online: Recensione del DLC Clockwork City
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il team di sviluppo di The Elder Scrolls Online, lo abbiamo ripetuto più volte durante questi ultimi anni di copertura, non sembra assolutamente volersi adagiare sugli allori. Dopo aver dato vita a quel piccolo miracolo straripante di nostalgia che porta il nome di Morrowind, si è immediatamente gettato a capofitto nello sviluppo di nuovi contenuti da proporre come DLC standard: una volta creato quello che potrebbe essere considerato tranquillamente come un gioco a parte, insomma, sono tornati a distribuire contenuti più piccoli ma altrettanto invitanti. Un'affermazione che ci rendiamo conto possa essere decisamente fuorviante: Orsinium, uno dei più riusciti DLC appartenenti a questa categoria, ci ha comunque tenuti incollati allo schermo ben più di trenta ore. Così come anche Thieve's Guild e tutti gli altri contenuti arrivati attraverso questo metodo di distribuzione.

    La città meccanica

    Clockwork City non sembra volersi discostare molto, né in termini di qualità né a livello contenutistico, dai pacchetti aggiuntivi che lo hanno preceduto. Il design della nuova area è esteticamente impeccabile, capace di sovrastare i numerosi acciacchi del motore grafico con una lavorazione artistica di primissimo piano. L'atmosfera steampunk che si respira nella regione, pur rappresentando un innegabile elemento di discontinuità con il resto delle terre da noi calpestate in quel di Tamriel, riesce a risultare credibile e coerente.

    Stavolta, tra l'altro, la complessità del level design ci è parsa ancor più elevata di quella a cui gli sviluppatori ci avevano abituato in passato. L'iper-meccanizzata Clockwork City è un piccolo gioiello avvolto nello stesso alone di mistero che aleggia attorno al suo creatore Sotha Sil, con cui faremo conoscenza proprio all'interno della storyline principale del pacchetto. Forte di una verticalità e di una complessa strutturale forse ineguagliabili, questa bronzea città meccanizzata è stata capace di farci godere di numerose vedute magnifiche, forse tra le più belle che si siano mai viste all'interno dell'intero gioco.

    Il nostro ritorno a Tamriel ha però messo anche in luce le prime crepe di un modello fin troppo ripetitivo, poco appetitoso per il neofita e sempre meno confortevole per il giocatore assiduo. Ciò che uno o due anni fa sembrava un giocattolo completamente rinnovato, scintillante e destinato a restare a lungo nei pensieri degli appassionati dei giochi di ruolo massivi e dei fan della saga di riferimento, durante questo ultimo viaggio si è mostrato inaspettatamente stanco, affaticato.
    Sembra quasi pagare adesso tutti gli sforzi necessari a recuperare il terreno perso inizialmente. Il cambiamento di business model, vera e propria ancora di salvezza per il progetto, si sta gradualmente trasformando in un incentivo per l'utente a fruire dei contenuti saltuariamente, con minor dedizione, mentre la presenza di un quantitativo di aggiunte extra a pagamento in vertiginoso aumento sta iniziando a frammentare l'utenza e ad allontanare sempre più prima i nuovi arrivati, non disposti a sborsare un centinaio d'euro (o sottoscrivere un abbonamento mensile) già durante i primi giorni di permanenza nei server.
    Tutto ciò ha portato ad evidenti cali di popolazione durante i periodi non interessati dal lancio di nuovi pacchetti aggiuntivi, oltre che ad una presenza pressoché nulla di utenti interessati alle attività base del gioco. Pur non essendo un problema strettamene legato al nuovo DLC, non possiamo far a meno di citarlo all'interno dei suoi difetti: in fin dei conti, stiamo parlando di contenuti che traggono la quasi totalità della propria linfa vitale dall'ecosistema che li circonda. Sebbene la deriva degli ultimi pacchetti sia quella di fornire un livello qualitativo e di scrittura di quest e sotto-quest persino più elevato rispetto al passato, The Elder Scrolls Online non deve diventare, e crediamo non lo farà mai, un gioco da godersi in solitaria. Per il titolo di ZeniMax Online, visti i numerosi sforzi profusi dal team pochissimi mesi fa con lo scopo di abbattere le barriere tra ciascun giocatore in fase di "livellamento", questa sarebbe una grandissima sconfitta.

    I misteri di Sotha Sil

    Ad accompagnare l'ottima storyline principale troviamo ancora una volta la consueta sfilza interminabile di missioni secondarie e di attività collaterali di ogni tipo. Pur non presentando particolari sorprese, Clockwork City è fortunatamente riuscito a mischiare un minimo le carte in tavola, recapitando tra le mani di tutti i suoi utenti uno dei contenuti endgame più particolari di sempre. Parliamo chiaramente di Asylum Sanctorium, nuova trial dalla durata inaspettatamente contenuta. Un'attività che, liberatasi da ogni inutile orpello, ha dato vita a un nuovo modo di concepire questa particolare tipologia di contenuto, fino ad oggi una delle più impegnative e lunghe dell'intera produzione.

    Stavolta non troveremo ad attenderci orde di mob di basso livello, così come non avremo a che fare con le consuete fasi esplorative che spesso fungevanoda efficace intermezzo: dovremo dunque soltanto affrontare tre boss, in rapida successione. Due facilmente sovrastabili per quasi i giocatori discretamente equipaggiati, ed uno dalla difficoltà decisamente più elevata, adatto solo ai più coriacei e organizzati. Però è tutto qui, davvero. Sembra più un incentivo al farming compulsivo che non una vera e propria attività strutturata da endgame. Noi, pur avendo apprezzato il tentativo, l'abbiamo trovata un po' troppo limitante e limitata. Un dessert apparentemente squisito, ma dalle porzioni fin troppo ridotte per soddisfare davvero il nostro appetito di avventurieri. A indorare la pillola e ravvivare un minimo le sorti di un DLC con un pessimo rapporto qualità-prezzo, ci pensa parzialmente l'aggiornamento gratuito arrivato assieme all'add-on, che si porta in dote un concentrato di revisioni e di interventi al bilanciamento complessivo.

    The Elder Scrolls Online The Elder Scrolls OnlineVersione Analizzata PCForse sarà perché ci siamo avvicinati a questo DLC con qualche giorno di ritardo rispetto al lancio, o magari è semplicemente perché anche per il titolo massivo di ZeniMax Online si sta avvicinando la pensione, ma The Elder Scrolls Online, dopo qualche mese di pausa, lo abbiamo trovato proprio invecchiato. Quel che è certo, è che il team di sviluppo sembra credere ancora moltissimo nel progetto, e continuerà indubbiamente a supportarlo per moltissimo tempo. Preso singolarmente, inoltre, Clockwork City è un contenuto più che dignitoso: i contenuti ci sono tutti, e sono incredibilmente succosi, soprattutto per i numerosissimi fan del PvE. Ma questo, purtroppo, nel crudele mondo dei MMORPG potrebbe non bastare. La nuova trial non è male, ma resta difficile da comprendere: per alcuni resterà un’occasione sprecata o un’attività improvvisata e poco elaborata, per altri potrebbe rappresentare un ottimo modo per terminare i contenuti endgame in santa pace, senza la necessità di investirvi ingenti quantità di tempo.

    6.5

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