The Elder Scrolls Online Morrowind Recensione

The Elder Scrolls Online si aggiorna con una corposa espansione ambientata nelle vivaci terre di Vvanderfell.

The Elder Scrolls Online Morrowind Recensione
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il cammino di The Elder Scrolls Online, lo abbiamo ripetuto più volte, è stato a dir poco trionfale, denso di soddisfazioni e piccole vittorie. Se dovessimo scrivere un manuale su come recuperare un progetto apparentemente fallimentare, i ragazzi di ZeniMax Online Studios non solo meriterebbero di essere citati, ma forse guadagnerebbero persino la copertina. Dopo una serie impressionante di successi e modifiche sostanziali, è giunto il momento di esprimere un parere definitivo anche su Morrowind, un'espansione che - pur mantenendo pressoché inalterata la struttura di base del titolo - si prefigge come obiettivo principale quello di aggiungere contenuti e sostanza a uno dei giochi di ruolo massivi più imponenti sul mercato. Una missione difficile e ambiziosa che il team di sviluppo ha intrapreso con il massimo entusiasmo. Di Morrowind, del resto, Matt Firor e colleghi vanno parlando da ben quattro mesi, quando in una fredda giornata londinese hanno iniziato a mostrare con sicurezza il proprio progetto.

    C'era una volta Vvanderfell

    L'espansione si ambienta nell'area insulare che già aveva ospitato gli avvenimenti del terzo capitolo di The Elder Scrolls (nell'ormai lontanissimo 2002, quando il sottoscritto impazziva per far partire il gioco su un PC che aveva una potenza di calcolo inferiore a quella di un moderno tostapane). Il timore era che si trattasse soltanto di una gigantesca operazione nostalgia, una rivisitazione fine a sé stessa e poco appetibile dal punto di vista ludico; la nostra speranza, invece, era quella di ritrovarci tra le mani un prodotto appetibile e moderno, capace di stuzzicare il palato dei videogiocatori indipendentemente dal numero di notti insonni passate quindici anni fa a scorrazzare nella città di Vivec e dintorni. La verità, come spesso accade in questi casi, sta nel mezzo: pur avendo trovato ad attenderci una quantità di contenuti strabiliante, ci siamo dovuti scontrare con un rifacimento che, sotto certi aspetti, cercava in ogni modo di strizzare l'occhio agli appassionati. Quello intrapreso da Morrowind, del resto, era un cammino difficile, disseminato di trappole potenzialmente letali per l'intero progetto. Non è mai facile giocare coi sentimenti dei fan di un brand così popolare, soprattutto se il tuo intento è quello di andare a toccare alcuni dei suoi elementi più iconici. I monumenti e gli elementi principali del mondo sono gli stessi, ma gli elementi di rottura col passato (anzi: con il futuro, dato che TESO è ambientato 700 anni prima di TES III) non mancano. Alcune terre che ricordavamo completamente dilaniate dalla furia della Montagna Rossa appaiono adesso verdi e lussureggianti, ignare del loro infausto destino. Al netto di qualche semplificazione e di questi - necessari - aggiornamenti, comunque, il risultato finale ci è parso ottimo, sebbene il comparto tecnico claudicante non abbia permesso al team creativo di sbizzarrirsi più di tanto.

    Vvanderfell, la nuova terra delle opportunità

    La natura di The Elder Scrolls Online sta lentamente cambiando. Quello che era un MMO puro si sta pian piano slegando dai canoni del genere, cercando di ridefinire, passo dopo passo, i suoi stessi confini. Morrowind è il primo contenuto a godere appieno delle semplificazioni derivanti dall'arrivo dell'update rinominato "One Tamriel", consentendo al giocatore di giocare l'intera storyline senza preoccuparsi del proprio livello o delle statistiche del proprio personaggio.

    Tutto scala in base al grado di allenamento e alle statistiche del nostro alter ego (o a quello del party, se non siamo da soli), dando all'intero impianto ludico una consistenza in tutto e per tutto identica a quella di un gioco single player. Se questo sia un bene o un male, sta a voi deciderlo. Per molti è un modo come un altro per rendere più accessibile il prodotto e accogliere senza remore anche i nuovi giocatori, per altri una semplificazione eccessiva. Una cosa però è certa: giocando a Morrowind, questo cambiamento si nota tanto. La storia - così tanto slegata da quella originale da risultare giocabile in contemporanea ad essa - può essere completata interamente in solitaria, senza alcun problema. Di fatto, è come se il titolo fosse stato smembrato e diviso in tre sezioni completamente distinte. Ci sono la storyline, le attività multigiocatore - due dungeon di gruppo nuovi di zecca e una "Trial" per dodici giocatori - e il nuovo PvP, rappresentato dai "campi di battaglia". Quest'ultima diramazione, in particolare, rappresenta una vera e propria novità; un'inaspettata fusione tra la natura da MMO e le canoniche modalità multigiocatore tipica degli fps, con modalità classiche (Team Deathmatch, Capture the Flag) e una rapidità degli scontri sicuramente unica all'interno del genere di riferimento. Forse non tutti gli appassionati del gioco - soprattutto quelli che continuano a collegarsi ai server solo per svolgere attività assieme ai compagni di gilda, facendo incetta di ricompense passando da un dungeon all'altro - riusciranno ad apprezzarla, ma è sicuramente un'opportunità in più. Il bello di The Elder Scrolls Online in fondo è proprio il suo essere libero, duttile, facile da plasmare attorno alle proprie necessità. Non possiamo però negare di esser rimasti un po' delusi da alcuni aspetti di tali aggiunte, talvolta troppo frettolose e poco integrate con la natura dell'opera. Un passatempo gradevole ma limitato, che mal si armonizza con il resto dei contenuti della produzione.

    Domatori di orsi

    Chi nei mesi scorsi ha seguito assieme a noi gli sviluppi del gioco, saprà benissimo che uno dei pezzi forti di Morrowind, nel bene e nel male, riguarda l'arrivo di un'importante novità per quanto concerne la creazione e la crescita del personaggio. Per la prima volta dal lancio, i ragazzi di ZeniMax hanno deciso di buttare nella mischia una nuova micidiale classe: il Warden. Una classe che enfatizza ancor di più le caratteristiche peculiari del sistema di crescita di The Elder Scrolls Online.

    Il nuovo arrivato è in grado di evocare e aizzare un temibile orso bruno contro i nemici, di curare ad area e assumere un ruolo da tank attraverso le glaciali abilità elementali, di cui vi abbiamo parlato più nel dettaglio in occasione dell'estesa prova a numero chiuso di un paio di mesi fa. Può fare praticamente tutto, e questo lo rende la scelta perfetta per affrontare la storia in solitaria. Nonostante la nostra decisione di sviscerare nel miglior modo il gioco prima di pubblicare questo articolo, non siamo ancora riusciti a capire con precisione quanto l'arrivo del nuovo archetipo abbia sbilanciato il "meta" del gioco nella sua componente PvE. Non c'è alcun dubbio, invece, sul fatto che quest'ultimo abbia fin da subito fatto breccia nei nostri cuori, imponendosi come una delle classi più piacevoli e divertenti da giocare. Inutile negare, però, che qualche dubbio sul suo bilanciamento permane ancora oggi, dopo più di un mese dall'uscita del contenuto aggiuntivo: passano i giorni, ma la febbre da Warden sembra non voler abbandonare il regno di Tamriel.

    The Elder Scrolls Online The Elder Scrolls OnlineVersione Analizzata PlayStation 4Quella di Morrowind era una bella sfida, un match contro scettici e detrattori, oltre che contro i puristi e la loro fobia nei confronti di una rivisitazione sulla carta - e non solo - molto complessa da portare avanti con coerenza. Il rischio era quello di snaturare una delle ambientazioni più peculiari di tutta Tamriel, oltre a scontentare i vecchi fan con una riproduzione di Vvanderfell ben distante da quella che ricordavano all'interno del terzo capitolo della serie principale. Il team di sviluppo ha però lavorato alacremente per studiare la mitologia del luogo, dando vita a una rimodulazione dell'ambiente perfettamente credibile e ottimamente contestualizzata, ricca di richiami al passato ma sempre ben lontana dal fanservice. Quanto alla longevità, poi, non rimarrete sicuramente delusi dalle più trenta ora che abbiamo impiegato per portare a compimento la storia principale. E, logicamente, non abbiamo ancora fatto tutto ciò che c'è da fare. Morrowind ha più la connotazione di un'espansione vecchio stile che non di un DLC in salsa moderna, solitamente più avidi di contenuti e meno profondi. Qui siamo di fronte a qualcosa di paragonabile, per quantità e qualità, a un gioco nuovo di zecca venduto a prezzo budget. Pur non apprezzando la (quasi) completa deriva single player che sta attuando in alcune circostanze, ricominciare la nostra avventura a fianco di una classe così versatile e divertente come il Warden è stato inaspettatamente piacevole. In fondo, tolta qualche piccola semplificazione strutturale, TESO continua a mantenere un grado di complessità altissimo, sintetizzando sapientemente le necessità di ogni tipo di giocatore. Si tratta di un "percorso di vita" necessario, tanto per il bene del singolo progetto quanto per l'intero genere, mai così arido di soddisfazioni come negli ultimi anni.

    8

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