The Elder Scrolls V Skyrim Recensione: Switch si macchia con il Sangue di Drago

Dopo aver provato a lungo Skyrim su Nintendo Switch, siamo pronti a darvi il nostro giudizio sulla conversione del capolavoro di Bethesda.

TES V Skyrim per Nintendo Switch
Recensione: Nintendo Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Sfoggiato come uno dei vessilli della fiducia delle terze parti nelle potenzialità dell'ibrida di Nintendo, la versione per Switch di Skyrim è rimasta sospesa nell'etere fino allo scorso 12 gennaio, quando Bethesda ha finalmente deciso di confermare la presenza del titolo nella lineup della console. Alla buon'ora.
    D'altronde c'erano pochi dubbi a riguardo: Bethesda crede in Switch e non ha paura di osare spingendo la macchina da gioco oltre i suoi presunti limiti. Decisamente più malsicura era invece l'effettiva adattabilità dell'esperienza proposta da Skyrim alle caratteristiche di una console che, indiscutibilmente, fa della portabilità uno dei suoi punti di forza. Da cui il quesito: Skyrim è in grado di mantenere intatti appeal e godibilità lontano dalla sua "zona di comfort" tecnologica?
    Eh, parliamone.

    Anch'io una volta ero un avventuriero come te...

    Con un piede sul traguardo della settima versione pubblicata, probabilmente un record rivaleggiato solo dai titoli Telltale, possiamo affermare con una certa sicurezza che dilungarsi sulle caratteristiche ludiche dell'ultimo The Elder Scrolls è un passaggio sul quale possiamo tranquillamente soprassedere. Se ne è parlato più che a sufficienza.
    Passiamo quindi al nodo chiave della recensione, lo sesso battuto di recente con la versione Switch di DOOM.
    L'esperienza offerta da Skyrim su Switch mantiene intatte tutte le sue proprietà goduriosamente macina-ore, specialmente in portabilità?
    Anche in questo caso, per nostra fortuna, la risposta è un "sì" piuttosto netto, seppur meno entusiastico del precedente.

    Sullo schermo del gioiellino ibrido di Nintendo, il Dovahkiin trova senza dubbio una nuova e accogliente casa per le proprie avventure errabonde, mantenendo intatto il proprio feel distintivo. Il brivido per il primo drago abbattuto, le suggestioni evocate dal pellegrinaggio verso Hrothgar Alto, il costante e meraviglioso senso di smarrimento e scoperta alimentato dalle caratteristiche di un mondo tutto da esplorare: anche su Switch Skyrim è una seria minaccia per la vita sociale dei suoi estimatori.
    Il tutto, tra l'altro, funziona sorprendentemente bene anche in mobilità, ammesso che le vostre papille ludiche siano titillate dalla possibilità di godere di questo genere di esperienze al di fuori dei confini del salotto. D'altronde, perché no? In fondo uno dei punti di forza di Switch è proprio la sua capacità di strappare al loro contesto tradizionale titoli apparentemente incompatibili con il gioco "fuori porta". E farlo alla grande, viene da aggiungere.

    Dal canto nostro, possiamo assicurarvi che non sarete costretti a subire il peso di rinunce consistenti, se non per quanto riguarda le dimensioni delle scritte a schermo, ovviamente proporzionate alle caratteristiche del pannello di Switch. Anche perché la navigabilità dei menù è sostanzialmente sovrapponibile a quella delle altre versioni per console, e risulta peraltro perfettamente responsiva.
    Un apprezzamento non non possiamo estendere alla gestione dei controlli di movimento, non sempre precisissimi.

    Per scagliare un attacco, il giocatore è chiamato ad agitare il Joy-Con corrispondente al braccio che intende utilizzare per martoriare l'avversario del momento (per le armi a due mani basta il destro). Un piccolo gesto scatena un attacco normale, mentre uno più deciso si traduce in un poderoso colpo caricato. Per effettuare una parata basta mettere il Joy-Con sinistro in posizione verticale, e dare un deciso "colpetto" per eseguire una respinta. Incantesimi e arcieria si gestiscono invece con un sistema ibrido: l'azione viene avviata con il tasto d'attacco (ZR) mentre il puntamento con il sensore di movimento del Joy-Con. Quasi paradossalmente, la migliore di queste meccaniche gestuali è però quella relativa al - detestabile - minigioco di scassinamento, che fa uso del rumble HD di Switch per permettere all'utente di azzeccare l'esatta angolazione del grimaldello. Farlo a occhi chiusi per poi vantarsi con gli amici ladri è praticamente imperativo. Malgrado qualche occasionale incertezza, il sistema risulta piuttosto divertente, almeno sull'onda dell'iniziale verve sperimentativa. I requisiti "orari" di Skyrim fanno però sì che le meccaniche in questione vengano a noia in tempi relativamente brevi, anche perché largamente incompatibili con la fruizione del gioco in mobilità. Sembra inoltre che Bethesda non abbia regolato nel migliore dei modi l'accelerazione direzionale degli stick (tra l'altro deleteria già di base) per accordarla alle caratteristiche dei Joy-Con. Questo rende a volte difficile mantenere il pieno controllo della telecamera durante il combattimento e, più in generale, può creare qualche problema di puntamento, anche utilizzando il sistema di controllo "classico". Problemi che chiaramente scompaiono con il Pro Controller, assieme però a buona parte delle meccaniche "uniche" di questa versione.

    ... Finchè non mi sono buscato una freccia nel ginocchio

    Apriamo le danze sulla qualità tecnica di questo port chiarendone una volta per tutti i natali. Lo "stampo" utilizzato per plasmare la versione Switch di Skyrim è senza dubbio la Special Edition uscita il 28 ottobre dello scorso anno su PC, PS4 e Xbox One. Pur volendo prendere con le molle le dichiarazioni - a tratti fumose - di Bethesda, il colpo d'occhio non ammette tentennamenti: la palette notevolmente saturata, resa ancor più calda da un effetto di bloom piuttosto marcato in post processing, rende lampante l'appartenenza di questa versione alla schiera delle Special Edition.

    A supporto della prima impressione, la presenza di un effetto dinamico di profondità di campo assente nella release originale, e la maggiore abbondanza - e gradevolezza - degli elementi naturali che compongono lo scenario, confermano la base tecnica del port. Non mancano neanche gli effetti particellari aggiunti al gioco nel 2016, così come gli shader aggiornati per acqua e superfici innevate, cui corrispondono riflessi ambientali più credibili. Detto questo, però, non aspettatevi che la versione Switch sia una trasposizione priva di sacrifici perché... beh, così non è.

    La qualità generale degli effetti volumetrici di luce e nebbia è chiaramente inferiore rispetto a quella delle versioni da salotto dello scorso anno, mentre le ombre appaiono molto meno definite. Una sensazione cui contribuisce anche il temporal antialiasing utilizzato come conveniente sostituto del multisampling antialiasing della versione originale (2011), che rende la messa a fuoco del mondo un po' più evanescente, pur premiando l'occhio con la quasi totale assenza di scalettature o artefatti. Come prevedibile, le distanze di rendering per gli elementi naturali sono state considerevolmente ridotte su Switch, con una gestione del LOD più aggressiva per tutti i dettagli geometrici.

    Di conseguenza è facile notare effetti di pop-in decisamente marcati, specialmente negli spazi più aperti, come ad esempio le valli intorno a Whiterun. Camminando in giro per le città, invece, l'esito più evidente di questa logica - ragionevolmente - conservativa è una draw distance delle ombre piuttosto risicata. Ci è capitato, tra l'altro, di notare un po' flickering nelle ombre proiettate a terra e sul personaggio, un difetto per la gran parte assente su PS4 e Xbox One. Passano alle texture, uno dei comparti meno rielaborati nella release del 2016, la sensazione è che questo Skyrim si collochi a metà strada tra le edizioni originali e "speciali". La densità di pixel, in sostanza, si allontana poco dallo standard della prima uscita, che già al tempo non raggiungeva certo livelli di eccellenza.
    Non fraintendeteci, però: la versione di Skyrim per l'ibrida di Nintendo è perfettamente in grado di offrire scorci di grande effetto, e di appagare i sensi con una resa tecnica che, malgrado i compromessi, rimane largamente paragonabile a quella delle recenti versioni da salotto. Skyrim è uno di quei giochi in cui "perdersi" vuol dire timbrare il biglietto per avventure fantastiche, tra le maglie di un open world che è un continuo invito all'esplorazione. Un richiamo che dà assuefazione, e che su Switch non ha perso neanche una goccia del proprio trascinante potere, anche in virtù di un comparto grafico convincente, specialmente considerando le risorse limitate dell'hardware di Nintendo.

    Tra l'altro, la versione in questione risulta saldamente ancorata alla soglia dei 30 frame al secondo, senza evidenti fenomeni di stuttering e con fluttuazioni minime nei momenti più concitati. Una valutazione che vale sia per la modalità tablet (a 720p) che per quella docked, la cui risoluzione non è ancora stata ufficialmente confermata. Se dovessimo scommettere, però, diremmo che in modalità docked Skyrim gira a 900p nativi, successivamente upscalati a 1080p. Anche in questo caso si tratta di un compromesso più che accettabile.

    Molto meno accettabile è invece la quantità consistente (per non dire clamorosa) dei bug che ancora affliggono il gioco a 6 anni dal suo esordio sugli scaffali. Clipping, texture fluttuanti, oggetti che scompaiono in piena vista, bug sonori: l'ultima versione di Skyrim condivide con la prima una mole vergognosa di magagne tecniche, tutta roba che dovrebbe essere scomparsa da almeno un lustro. Come se non bastasse, ci siamo imbattuti anche in qualche bug inedito, come ad esempio l'inversione occasionale della draw distance (dettagli e ombre visibili in lontananza ma assenti nei pressi del personaggio) e una sorprendente "esplosione" nebbiosa a Markarth, inspiegabilmente avvolta da una fitta coltre verde.
    Problemi che possono essere - in parte - tollerati in un gioco fresco di sviluppo, ma di certo non in un titolo arrivato ormai alla settima versione.
    Diamine, proprio no.
    Chiudiamo la tornata delle valutazioni tecniche con i tempi di caricamento, generalmente più prolissi rispetto a quelli delle altre versioni ma comunque decisamente accettabili. L'unico veramente fastidioso è il caricamento che segue l'avvio del gioco (superiore ai 20 secondi), ma per il resto parliamo di tempistiche largamente tollerabili.

    The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition The Elder Scrolls V: Skyrim Special EditionVersione Analizzata Nintendo SwitchDopo la piacevole sorpresa offerta dal port di DOOM, Skyrim torna a confermare come esperienze apparentemente incompatibili con le caratteristiche dell’ibrida di Nintendo possano sbarcare su Switch mantenendo intatti feel e fruibilità. Questa volta, però, Bethesda non ha colto perfettamente nel segno, sfornando un port riuscito ma lontano dall’eccellenza. Se i compromessi tecnici della versione non pesano più di tanto sulla godibilità generale, così come le occasionali incertezze del sistema di controllo, la presenza di bug rimasti in incubazione per oltre un lustro sfida apertamente la soglia di tolleranza dei giocatori. Inoltre, sebbene il pacchetto comprenda tutti i DLC pubblicati per l’avventura del Sangue di Drago, la scelta di distribuire - per l’ennesima volta - il gioco a prezzo pieno risulta un po' indigesta e inelegante.

    7.5

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