The End Is Nigh: Recensione del nuovo gioco di Edmund McMillen

The End Is Nigh è il nuovo gioco di Edmund McMillen, co-autore di Super Meat Boy e The Binding of Isaac: lo abbiamo provato.

Versione analizzata: PC
recensione The End Is Nigh: Recensione del nuovo gioco di Edmund McMillen
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Switch

Era il 2010 quando il Team Meat, capitanato dall'insana mente di Edmund McMillen, diede i natali a Super Meat Boy: un chiaro tributo a quella materia ludica che negli anni ottanta ha riversato sul mercato tonnellate di platform 8 bit intrisi di uno spirito profondamente arcade. Di lì a poco (nel 2011), l'eclettica indole di McMillen si sarebbe incarnata in uno dei roguelike più amati e giocati degli ultimi anni, The Binding of Isaac: un arcade puro che attraverso un remake e due enormi espansioni ci ha permesso di entrare nella macabra e distopica mente di un autore a metà tra genio e sregolatezza.
Sviluppato dallo stesso Edmund McMillen in collaborazione con Tyler Glaiel (chi di voi ricorda Closure, un altro platform dall'atmosfera assai cupa?) The End Is Nigh torna invece alle origini del percorso creativo dell'autore, e a giudicare dall'ottimo risultato ci sorprende come questo piccolo indie sia stato prodotto in meno di un anno. Il progetto prese l'avvio dal concept di un altro titolo, Øuroboros, che nel dicembre del 2016 venne accantonato dagli stessi producer per dedicarsi ad un'avventura platform dai temi post-apocalittici. The End Is Nigh, insomma, trae a piene mani dall'esperienza maturata con Super Meat Boy, e come quest'ultimo punisce aspramente gli errori del giocatore, spingendolo ad un miglioramento continuo. La componente trial and error, in questa produzione, è ancor più accentuata che in passato, tanto che l'ennesima morte provocherà in noi un innocuo quanto spasmodico moto di rabbia verso gli sviluppatori.
Seppur il gameplay sembri avvicinarsi in maniera molto accentuata al primo lavoro di McMillen, questa volta l'impronta fiabesca è stata del tutto abbandonata per dare spazio a quell'immaginario lugubre tipico dei disegni stilizzati dell'autore. Dal personaggio principale (che sembra ricordare uno dei boss di The Binding of Isaac) e dal gusto perverso per mostri deformi The End Is Nigh trasuda uno stile di Isaachiana memoria, come se le grinfie dello Sheol avessero trascinato il nostro piccolo cubetto di carne (Meat Boy) in una dimensione sordida e malata. Quella di Ash, nome del piccolo blob nero che impersoneremo, è un'avventura dall'ironia dissacrante che nasconde un sottotesto denso di citazioni. Oggetti, frasi, personaggi e scenari alquanto suggestivi ci hanno strappato più di qualche sorriso, facendo emergere una delle caratteristiche principali del titolo: la stratificazione. The End Is Nigh, proprio come le vicende di Isaac, dimostra una profondità di gameplay e di lore che, oltre ad impreziosire il frutto di un level design chirurgico, lascia all'utente la possibilità di leggere il titolo secondo diverse prospettive.

Wall of Sorrow

The End Is Nigh si ambienta in uno scenario apocalittico nel quale l'unico superstite è una creatura di nome Ash, un videogiocatore come noi che -catturato dal suo gioco preferito- non sembra curarsi particolarmente della fine del mondo. Almeno fino a quando la cartuccia della console non ha un malfunzionamento e Ash è costretto a fare i conti con la realtà nuda e cruda. La decisione del tenero blob è quella di costruirsi un amico con i pezzi di persone che troverà durante il suo viaggio. L'incipit leggero potrebbe ingannare sulle prime battute, ma pian piano il gioco muta, cambia pelle e si rivela più profondo di quel che sembra anche dal punto di vista della narrazione.

Per portare a termine la sua missione, Ash dovrà gettarsi in un nugolo di creature animalesche e in decomposizione, ultimi segni di una civiltà che ha partorito la propria fine. Suddiviso in dodici capitoli che racchiudono al loro interno più di seicento livelli collegati senza soluzione di continuità (molti dei quali segreti o extra), The End Is Nigh resta di fatto un platform con un sistema di movimento molto simile a quello di Super Meat Boy: il nostro blob può scivolare mollemente lungo le pareti, appiccicarsi agli spigoli delle piattaforme, e più in generale è il salto l'unica risorsa che ha per superare le insidie di un mondo spietato. Il gioco, tuttavia, acquisisce uno spirito da metroidvania che mancava al proprio predecessore. Una struttura che dona nuova linfa vitale ai diversi livelli, percorribili da sinistra verso destra, dall'alto in basso e viceversa: oltre a dover superare le insidie di ogni "quadro", qui diventa fondamentale esplorare con curiosità (spesso masochistica) il mondo di gioco. Alla ricerca, ovviamente, dei vecchi e cari collezionabili. Questi oggetti, nell'opera firmata da McMillen, assumono un ruolo tutt'altro che secondario, rendendo ancora più ostico il già crescente tasso di difficoltà. Da una parte avremo le cartucce, simbolo di un passato videoludico ormai dismesso, che una volta inserite nella console di Ash ci permetteranno di assaporare livelli dal retro-gusto pixelato. Dall'altra piccoli tumori mollicci che nella seconda parte del nostro viaggio acquisiranno un valore ludico nuovo, tale da punire l'eccessiva negligenza del giocatore che non ha voluto raccoglierli.
Nel mondo decaduto e marcescente di The End Is Nigh creature dalla ferocia bestiale cercheranno di aumentare il già cospicuo numero di morti dovute a uno spuntone di troppo o un salto mal calcolato. Per fortuna il tutto viene avvolto da uno scenario molto curato e suggestivo: ambientazioni claustrofobiche dalla tonalità grigiastra lasceranno presto il posto a suoli argillosi dalle tinte rossicce; livelli caratterizzati da un'elevata mobilità coreografica si alterneranno a momenti più statici e riflessivi, durante i quali noi e il nostro alter ego ludico osserveremo i risultati di un'apocalisse che ha risparmiato ben poco. Questa variopinta e a tratti contrastante coesistenza di luoghi non conferisce al titolo soltanto una marcia in più sul fronte visivo, ma anche una marca metaforica non indifferente. Con uno sguardo più attento, infatti,

The End Is Nigh appare come un crogiolo di citazioni, evocazioni storiche e religiose alle quali il caro Edmund McMillen ci ha abituati da tempo. Proprio come in un puzzle, macroaree celestiali (Wall of Sorrow) si incastrano con naturalezza ad ambientazioni fredde e belligeranti (SS Exodus), profondità infernali e demoniache (Golgotha), formando un disegno la cui comprensione spiazza il giocatore.
The End Is Nigh, nonostante la presenza di una linea narrativa (che comunque nasconde molteplici finali a seconda del completamento del titolo), riesce a non tralasciare quella componente arcade tanto apprezzata dai fan del genere. L'ingente presenza di achievement, percentuali di completamento e una mappa dallo stile essenziale che ricorda molto da vicino i completion marks di The Binding of Isaac, rendono la produzione un'enorme sala giochi, all'interno della quale l'utente vorrà far suoi tutti i collezionabili, trovare ogni segreto e scoprire fino all'ultimo briciolo di lore.

The End Is Nigh promette insomma una longevità soverchiante, grazie all'estrema rigiocabilità conferita dagli innumerevoli obiettivi e da quella componente trial and error che come avrete letto tra le righe vi farà invocare più di qualche divinità.
Il titolo si fa comunque perdonare i guizzi di frustrazione, per merito di un comparto sonoro a regola d'arte che mescola continuamente stile classico e rock. La soundtrack composta dal gruppo musicale Ridiculon, remixando celebri brani classici come "In the Hall of the Mountain" (Edvard Grieg), "Turkish March" (Amadeus Mozart) e "Hungarian Dance" (Johannes Brahms) detta in modo magistrale il ritmo dell'avventura, in un crescendo di difficoltà e adrenalina di rossiniana memoria. The End Is Nigh è sicuramente un titolo dalle esigue risorse hardware: dal punto di vista tecnico la versione PC da noi provata si è comportata in modo egregio. Nonostante la presenza di un filtro antialiasing scalabile fino a 16x MSAA e un'elevata pulizia grafica, il gioco ha sempre mantenuto i granitici 60 fps funzionali a un gameplay nel quale la precisione di ogni salto fa la differenza fra la vita e la morte.

The End Is Nigh The End Is Nigh è la sardonica allegoria di un viaggio che, attraverso rievocazioni storiche e religiose, riesce contemporaneamente a carpire e sbalordire il giocatore. Come una matriosca, al suo interno si annidano molteplici significati e allusioni che restituiscono all’ultima opera di Edmund McMillen e Tyler Glaiel uno spirito indubitabilmente moderno. Dai complessi industriali che esalano nubi tossiche fino ad arrivare alle spettrali rovine di un futuro pieno di sofferenza e dolore, The End Is Nigh comunica un profondo messaggio di critica sociale. Come se non bastasse il piccolo indie fa suo un gusto retro tipico delle melodie chiptune, mentre recupera il canone ludico di Super Meat Boy, espandendolo grazie ad una struttura che supera quella “a stage” del suo ideale predecessore, per farsi mondo continuo e interconnesso (alla Metrodivania). Se avete amato la poliedricità dei primi due lavori di McMillen, non potete assolutamente perdervi questo titolo. Inoltre l’arrivo di una versione dedicata per Nintendo Switch conferisce a The End Is Nigh una mobilità che ben si sposa con la natura arcade della produzione; vi consigliamo però di incollare i Joy-Con alle vostre mani altrimenti potreste lanciare la console verso l’infinito e oltre.

9

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