The Forgotten City Recensione: la mod di Skyrim diventa un gioco completo

Intrigo e mistero nell'Antica Roma: The Fogotten City nasce come mod di The Elder Scrolls V Skyrim fino ad evolversi in un gioco indipendente.

The Forgotten City
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • In principio fu una mod di Skyrim realizzata da tre sole persone. In un mare di creazioni amatoriali nate dal celebratissimo quinto capitolo di The Elder Scrolls, The Forgotten City fu capace di emergere divenendo un piccolo fenomeno di culto tra gli amanti del titolo di Bethesda. La popolarità della mod, scaricata oltre 3 milioni di volte a partire dalla sua originale pubblicazione nel 2015, fu tale da innescare un vero e proprio fenomeno: dalle lodi di critica e pubblico si arrivò nel 2016 alla vittoria di un Writers Guild Award nella categoria "Interactive Media", un riconoscimento frutto della superba scrittura dei dialoghi e della cura maniacale riposta nella sceneggiatura, che evidenziavano quanto l'opera ideata da Modern Storyteller meritasse di liberarsi dal suo status di "semplice" mod.

    Per questo motivo in tanti accolsero con entusiasmo la notizia che The Forgotten City sarebbe diventato un GDR stand alone. Dal comparto tecnico più sofisticato a un maggiore approfondimento dei dialoghi e della caratterizzazione dei personaggi, tutto viene tirato a lucido per apparire ancora più impressionante rispetto alla mod del 2015. E come testimonia anche il video dell'E3 2021 di The Forgotten City, a non cambiare è la sostanza che lo ha reso così celebre: intrighi, misteri, rompicapi ed esplorazione di un piccolo open world ambientato in un'Antica Roma alternativa sono ancora lì, più forti che mai, in un mondo dove dialettica e intuito hanno sempre la priorità sul combattimento diretto. Perché The Forgotten City è questo, ma anche molto di più.

    La città perduta (ed eterna)

    La nostra avventura prende il via lungo le rive del Tevere, dopo aver personalizzato rapidamente alcune caratteristiche del nostro protagonista senza volto: potremo sceglierne nome, sesso, colore della pelle e passato (con accesso ad alcuni bonus specifici a seconda del profilo selezionato). Ad accoglierci troviamo una misteriosa figura femminile che ci chiede di andare alla ricerca del suo compagno misteriosamente scomparso, Al. Quella che sembra una normale ricerca ci catapulta invece 2000 anni indietro nel tempo, in un'enigmatica città maledetta dalla quale non sembra esserci via di fuga. Al nostro arrivo facciamo la conoscenza di Galerius, un contadino che ci offre una panoramica sul piccolo mondo apparentemente perfetto nel quale siamo ora intrappolati, alla ricerca di un modo per ritornare alla modernità.

    Tuttavia l'uscita non può essere trovata ricorrendo alla forza bruta: in questa strana città vige infatti la Golden Rule, una "regola aurea" che, se violata, rappresenta una condanna a morte per ogni abitante, destinato a trasformarsi in una eterna statua d'oro. Il peccato del singolo sarà la fine di tutti: questa è l'essenza più pura di The Forgotten City. Uccidi qualcuno, rubi un oggetto o spingi un'altra persona a commettere un'azione illecita, e l'apocalisse si abbatterà su ogni innocente. L'unica speranza per evitare un simile, nefasto epilogo è correre senza mai guardarsi indietro verso il tempio di Proserpina, per scatenare un loop temporale che ci riporterà all'inizio della giornata in modo da poter ricominciare tutto daccapo, nel tentativo di trovare finalmente la retta via verso la verità e il ritorno alla nostra epoca.

    È l'inizio di una storia capace di tenere incollati allo schermo dall'inizio alla fine, merito non solo di un'evoluzione degli eventi sempre più complessa ed intricata, che non disdegna colpi di scena di grande impatto, ma anche di una scrittura dei dialoghi magistrale e ulteriormente perfezionata rispetto alla già brillante mod del 2015. Alla qualità dell'esperienza contribuisce anche l'ottimo lavoro svolto sul fronte della caratterizzazione di ogni singolo personaggio, capace di valorizzare ulteriormente una proposta tanto particolare quanto stimolante. Ciascun NPC ha infatti un ruolo cruciale all'interno del mondo di gioco: ognuno di essi è dotato di una personalità ben definita, e aggiunge alla trama corale una vicenda personale che deve essere seguita con attenzione per trovare tutti gli indizi necessari a capire come porre fine alla Golden Rule e salvarsi.

    Se è vero che il gioco fornisce alcune quest principali da seguire, i tanti incarichi legati alle storie dei diversi abitanti di "secondario" hanno ben poco, essendo al contrario tutti strettamente intrecciati tra loro e fondamentali per riuscire a capire il mistero della città dimenticata. Soddisfare le richieste dei cittadini non è certo un compito semplice: basta una parola sbagliata, una risposta fuori posto, ed ecco che uno specifico personaggio potrebbe non rivolgerci più la parola, impedendoci di accedere ad alcuni preziosi indizi e rendendo di fatto impossibile proseguire oltre.

    È in queste circostanze che la meccanica del loop temporale entra in gioco, rivelandosi molto più profonda rispetto alla funzione di semplice "reboot" del mondo circostante. In più occasioni il loop temporale può essere utilizzato a proprio vantaggio per superare ostacoli apparentemente insormontabili: tornando indietro

    nel tempo i personaggi si dimenticheranno di averci incontrato, mentre noi manterremo intatte tutte le nostre conoscenze e conserveremo gli oggetti chiave ottenuti fino a quel momento. Questo ci permetterà di interagire da capo con ciascun NPC, e sbloccare in alcuni casi nuove opzioni di dialogo grazie sia alle nostre conoscenze pregresse che agli strumenti ottenuti in precedenza. Una volta imparate le regole di questo "loop", potremo anche decidere di abusarne a nostro vantaggio: ogni riavvio della giornata comporta anche il ripristino di ciascun oggetto presente nello scenario, e pertanto potremo ad esempio rubare denaro all'infinito fino ad ottenere le quantità sufficienti per finire rapidamente specifiche missioni. Ma è proprio questo l'aspetto più brillante dei salti temporali, ossia il fatto che possono essere utilizzati strategicamente per aggiudicarsi utili vantaggi per il proseguo del cammino verso l'agognato epilogo.

    Va da sé che, all'inizio di ogni nuovo ciclo, anche i personaggi ritorneranno alle proprie condizioni iniziali, precedenti al completamento delle loro quest. Per evitare di dover ripetere ogni volta ciascun incarico, il gioco tiene sempre traccia di tutte le imprese completate nel corso della partita, consentendoci di poter completare all'istante alcune missioni chiave parlando con uno specifico personaggio, in modo da procedere oltre senza perdere tempo.

    La via verso la verità

    Un altro aspetto brillante di The Forgotten City è la sua struttura aperta, che permette di affrontare le sfide proposte dal racconto in maniera non lineare. Il giocatore non ha solo la libertà di decidere in quale ordine completare ciascuna missione, ma in molti casi ha a disposizione vari metodi alternativi per riuscire a completarle. Esplorare con attenzione la città, approfondire ogni conversazione e raccogliere preziosi indizi permettono di trovare tante scorciatoie per arrivare più velocemente ad ogni obiettivo. Per come è studiato, il titolo di Modern Storyteller lascia ampio spazio alla rigiocabilità, compensando in questo modo una durata che, a dire il vero, non è delle più consistenti. Ma la presenza di finali multipli - che possono essere raggiunti in vari modi - spinge a voler scoprire in ogni dettaglio questo piccolo gioiello di narrativa "a incastri".

    Una di queste conclusioni alternative si potrebbe raggiungere addirittura nelle primissime fasi di gioco, a condizione di trovare una scappatoia per scatenare il paradosso temporale che ci riporterebbe subito alla nostra epoca. Di nuovo, è tutta una questione di deduzione: affrontare ogni dialogo, completare ciascun incarico e approfondire le nostre conoscenze sui diversi abitanti della città dimenticata aumenta le possibilità di arrivare al vero finale, ma anche di scoprire gli epiloghi alternativi seguendo strade ben diverse.

    Serve più di una partita per poter scoprire tutto ciò che The Forgotten City ha da offrire, e la cura riposta nella sua struttura ludica spinge per davvero a voler approfondire ogni singolo tassello narrativo modellato dagli sviluppatori. Questo approccio "intellettuale" all'avventura fa sì che i combattimenti abbiano un ruolo del tutto secondario nel bilancio dell'esperienza, e va benissimo così. Gli scontri diretti non mancano, studiati con attenzione per evitare contraddizioni con il concetto alla base della Golden Rule, ma è chiaro che si tratta di un elemento di secondo piano, se non per quel che riguarda il suo ruolo nelle dinamiche di "puzzle-solving". D'altronde il fulcro di The Forgotten City non risiede nello sporcarsi le mani, ed aspettarsi quindi un maggiore focus sulle componenti d'azione significa non avere chiara la visione concettuale dietro al progetto.

    I volti di un'Antica Roma alternativa

    Per essere un titolo realizzato da un piccolo team e con poche risorse, The Forgotten City riesce a difendersi bene anche sul fronte visivo. La caratterizzazione estetica della città merita elogi per la sua ispirazione, offrendo un mondo evocativo

    e affascinante che trasmette la sensazione di essere davvero tornati nell'Antica Roma. E sa anche come rivelarsi inquietante, con tutte quelle statue d'oro sparse lungo le strade, testimoni di una regola aurea infranta in passato e monito per la sorte a cui si andrà incontro violandola. La modellazione dei volti di ciascun NPC è uno degli elementi che più ci ha convinto, specialmente considerando la natura indipendente della produzione: l'espressività dei personaggi ha un peso non indifferente nella resa generale del racconto, al netto di qualche ragionevole fluttuazione qualitativa.

    Non si può comunque negare la presenza di un certo numero di magagne tecniche, alcune delle quali piuttosto evidenti. I caricamenti tra un'area e l'altra tendono ad essere frequenti e talvolta anche lunghi, e non mancano bug visivi, compenetrazioni poligonali e texture di bassa qualità. Nulla in grado di compromettere la godibilità dell'avventura, ma di certo ci sono aspetti che potrebbero essere ulteriormente perfezionati. Al contrario, il comparto sonoro è da inchino, non solo per i sottofondi musicali di grande atmosfera che si sposano perfettamente con gli scenari circostanti, ma anche per una superlativa qualità del doppiaggio in lingua inglese, recitato con dedizione in qualunque scena.

    Va infine segnalata l'assenza dei sottotitoli in italiano, cosa che per alcuni potrebbe rappresentare un problema di non poco conto. I dialoghi sono numerosi, alcuni anche molto lunghi ed approfonditi, sebbene l'inglese utilizzato per il gioco non sia troppo complesso e non richieda quindi una conoscenza perfetta della lingua per essere compreso.

    The Forgotten City The Forgotten CityVersione Analizzata PlayStation 4La trasformazione da mod a gioco vero e proprio è stata lunga, ma il risultato finale ci ha convinto appieno. The Forgotten City è un viaggio intenso e coinvolgente, valorizzato da una qualità dei dialoghi eccezionale e una sceneggiatura studiata con grande cura e passione. Un’evoluzione intrigante dei rapporti con gli abitanti della città e un dosaggio perfetto di colpi di scena e rivelazioni cruciali rendono davvero difficile staccarsi dallo schermo, non fino a quando non si è scoperta tutta la verità sulla Golden Rule. La presenza di finali multipli e tante strade alternative per risolvere le varie missioni favoriscono inoltre la rigiocabilità e spingono a scoprire ogni singola diramazione pensata dai ragazzi di Modern Storyteller, capaci inoltre di dare grande profondità alle meccaniche del loop temporale, con sorprendenti risvolti strategici da sfruttare per arrivare passo dopo passo al gran finale. Di fronte alla grande cura narrativa ed estetica della produzione si chiude un occhio sulle sue magagne tecniche e su un sistema di combattimento ridotto (volutamente) al minimo indispensabile. Chi non ha mai avuto modo di giocare la mod originale ha quindi una grande occasione per sperimentare qualcosa di nuovo e appassionante, ma anche chi già la divorò all’epoca potrebbe restare sorpreso da questa nuova versione arricchita ed ampliata. The Forgotten City è pertanto un prodotto memorabile, ancora oggi una ventata d’aria fresca nel panorama dei giochi d’avventura.

    8.5

    Che voto dai a: The Forgotten City

    Media Voto Utenti
    Voti: 8
    7.1
    nd