The Great Ace Attorney Chronicles Recensione: avventure nel passato

Uscito solamente in Giappone su Nintendo 3DS nel 2015, The Great Ace Attorney Chronicles arriva ora anche in Europa.

The Great Ace Attorney Chronicles Recensione: avventure nel passato
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Che la vita di Ryunosuke Naruhodo prenderà improvvisamente una piega inaspettata da quella di un normale studente giapponese di inizio ‘900 (o fine ‘800) lo si capisce subito, come vi avevamo già raccontato nell'anteprima di The Great Ace Attorney Chronicles qualche settimana fa. Perché quando nasci dalla penna di Shu Takumi ti devi aspettare di essere al centro di una serie di sfortunati eventi, intrighi internazionali, giochi di potere, omicidi, false testimonianze e anche false accuse che diventano la scintilla per improvvisarsi avvocati (all'inizio di sé stessi, niente meno), come supereroi dai poteri sopiti che aspettano solo il momento giusto per manifestarsi. Una sfortuna bilanciata da un talento tanto nascosto quanto cristallino, nonché da una serie di amici e conoscenze pronte a tirarci fuori dal letame nei momenti più disperati del processo, quando le prove a disposizione sembrano non bastare per salvare il nostro cliente, madido di sudore ghiacciato. L'aula in fibrillazione, la giuria contro, il dito del procuratore puntato verso la nostra testa come un fuciliere a un condannato e il giudice pronto a battere il suo martelletto, per l'ineluttabile verdetto.

    Ma è quello il momento dell'obiezione, del colpo di genio, del suggerimento giusto: il tribunale come un'arena, un teatro, uno spettacolo dove ognuno recita la sua parte per intrattenere il pubblico con dialettica affilatissima e colpi di scena ad orologeria, marchio di fabbrica di una serie che trascende il concetto di semplice visual novel per diventare "simulatore" (aggiungere virgolette a piacere) di processo penale e investigazione, un po' Perry Mason, un po' soap opera e un po' Street Fighter del botta e risposta. Una legal comedy che in questo salto nel passato dimostra tutta la sua maturità ludica. Silenzio in aula!

    Un giapponese a Londra

    Sullo sfondo del Periodo Meiji, col Giappone che decide di aprirsi alle potenze straniere e cercare alleanze, dopo essersi salvati per il rotto della cuffia da un incidente diplomatico che sembrava destinato a veder finire Ryunosuke dietro le sbarre, il nostro protagonista, accompagnato dal fidato amico e mentore Kazuma e dall'assistente Susato, si ritrova catapultato all'altro capo del mondo, nell'ombelico del mondo dell'epoca Vittoriana, Londra, per studiare uno dei sistemi giuridici più evoluti sulla faccia civilizzata della terra.

    Ma dietro quello che sembra un innocuo quanto interessante viaggio-studio di avvocati in erba si sta mettendo in moto una macchina occulta che muove le sue pedine in modo estremamente calcolato e inarrestabile. Adventure e Resolve, i due capitoli che compongono questo spin-off d'epoca sono infatti un unico macro-episodio diviso in due parti, che si prende tutto il tempo necessario per raccontare e far evolvere i suoi personaggi, fare world building come dio comanda e di conseguenza far montare in noi una fondamentale curiosità verso il mistero che porta la mente a fare i suoi calcoli, unire i puntini e immaginare dove la vicenda voglia andare a parare. I rapporti politici tra Giappone e Inghilterra, la fiera internazionale di Londra, una ballerina russa in fuga dal suo paese; dettagli, trame e sottotrame gestite con assoluta maestria, ricamate e intrecciate per dare vita a una trama d'alta sartoria che si muove con agilità tra il micro e il macro.

    Processi mentali, collegamenti, ipotesi che diventano fondamentali anche durante il gameplay ovviamente, con i vari casi che lasciano al giocatore ampio margine di pensiero per poi andare a incasellare le varie prove una ad una, gettandole come un guanto di sfida davanti agli occhi di chi ci sta spudoratamente mentendo durante un accesissimo contro-interrogatorio (dopo aver spulciato attentamente il registro processuale), oppure mettendo uno contro l'altro i membri della giuria per convincerli a rivedere il loro giudizio sul nostro assistito, in una delle meccaniche più esilaranti e appassionanti dell'opera; un'enorme bilancia dai piatti ardenti che sovrasta lo scranno del giudice e che penderà a seconda dell'umore volubile dei giurati, mettendoci con la spalle al muro da un momento all'altro.

    Simpaticissime poi le sezioni dove aiuteremo il fenomenale Herlock Sholmes, amico e detective di fama mondiale, guarda caso protagonista di una propria collana di racconti, ad aggiustare il tiro delle sue bizzarrissime teorie investigative, campate per aria almeno al 90% (ma fa parte del suo genio, ve lo assicuro!), intuendo i segreti che nasconde il nostro interlocutore osservando gli ambienti a 360° in un'irresistibile coreografia, quasi un balletto.

    Tutte declinazioni e variazioni sul tema di gameplay che fin dal primo Phoenix Wright Ace Attorney è stato alla base della parte "attiva" del gioco: scovare contraddizioni e presentare la prova giusta al momento giusto per smontale. E bisogna essere sinceri, nonostante la serie abbia già superato i 10 capitoli, tra principali e spin-off, si gode sempre un sacco a smascherare una menzogna dopo averne sentito la puzza, vedendo prendere forma una teoria pensata ben prima che la sceneggiatura arrivasse al punto, dandoci ragione.

    Ma anche i più pigri avranno di che rallegrarsi, grazie a una riedizione (gli originali uscirono su 3DS esclusivamente in territorio nipponico, con dei momenti simpaticissimi dedicati all'elogio della stereoscopia inseriti nel racconto) all'insegna dell'accessibilità, con la Story Mode attivabile a piacere che ci impegnerà solo nella lettura, risolvendo per noi gli enigmi senza bisogno di premere neanche un tasto; un'opzione sempre gradita.

    Tra procuratori "maledetti", artisti e detective

    Un altro marchio di fabbrica della serie sono ovviamente i procuratori, acerrimi rivali dei nostri alter ego avvocateschi e chiaramente anche del giovane e un po' in soggezione Ryunosuke. Dopo gli indimenticabili Miles Edgeworth, Franziska von Karma e Godot, Barok van Zieks è sicuramente destinato a diventare uno dei personaggi più amati e temuti della saga. Soprannominato "Grim Reaper of the Old Bailey", vista l'abilità quasi sovrannaturale di riuscire a far condannare tutti coloro che finiscono alla sbarra sotto il suo sguardo, ritrovandosi con un cappio al collo o all'altro mondo in circostanze misteriose, pur con un verdetto di non colpevolezza in tasca.

    Personaggio dai modi eleganti e dallo sguardo torvo, barocco come il suo nome, spettrale e addirittura vampiresco, un po' per il mantello che lo renderebbe un perfetto interprete in Castlevania ma soprattutto per la sua passione per il vino rosso "sangue", di cui si versa un calice di tanto in tanto durante i processi. Vederlo in azione e leggere le sue battute è uno spettacolo, un vero showman che non disdegna scenate da rockstar, con bottiglie pregiate lanciate in galleria e calici buttati nel fuoco. Ma ogni personaggio, dai protagonisti alle comparse, ha una personalità capace di restare impressa: vuoi per un particolare modo di parlare, per le espressioni, le animazioni sempre curatissime, degne di un anime, o i particolari tic nervosi. Come quelli che accompagnano ogni movimento di Natsume Soseki, uno di quegli "attori" che legano la storia dell'epoca raccontata in The Great Ace Attorney alla finzione, omaggio di Shu Takumi a uno dei più grandi scrittori giapponesi di tutti i tempi, importantissima figura culturale qui rappresentata con una rispettosa quanto divertentissima caricatura.

    E le ispirazioni che hanno accompagnato il director sono sempre nell'aria, soprattutto nella struttura dei casi ispirati ampiamente alle opere di Arthur Conan Doyle, dalle introduzioni citazioniste allo svolgimento di certe indagini (con un leggero abuso del "mistero della stanza chiusa" nel primo capitolo), riarrangiate aggiungendo un po' di steampunk che non guasta mai, per fare le veci degli strumenti moderni in mano alla polizia scientifica. Un bersaglio centrato in pieno. Ed è proprio questa la cifra stilistica della serie Capcom, un pazzo carnevale in tribunale capace di raccontare efferati omicidi come di mettere in scena gag e scambi di battute totalmente comici.

    E qui è un po' un peccato l'assenza di una traduzione italiana, anche perché si passa fluentemente dall'inglese semplice di chi è appena arrivato in terra straniera di Ryunosuke a quello decisamente più pomposo di Barok, fino allo slang dell'East End della ladruncola Gina Lestrade, con parole tronche o scritte volutamente in modo sbilenco per simulare una certa pronuncia, mettendo decisamente in difficoltà chi ha una conoscenza base della lingua e comunque rischiando di far perdere per strada modi di dire e giochi di parole. Un adattamento "alla Dragon Quest" ci sarebbe stato proprio bene.

    Il fascino del primo ‘900

    E in un'opera che gioca buona parte delle sue mani vincenti sull'atmosfera e sul carisma, non può che esserci un degno accompagnamento audiovisivo a corredo della scintillante scrittura. Nonostante il passaggio da 3DS a piattaforme più moderne si noti, soprattutto in una resa generale che appare leggermente "spalmata" su TV (noi avevamo a disposizione un codice per PS4/PS5), il lavoro di rimasterizzazione è più che buono, con gli splendidi fondali disegnati a mano a spiccare per tratto e scelte cromatiche molto azzeccate, come se ad ogni colore fosse stata applicata una pellicola seppia quasi impercettibile per trasmettere quell'idea di vintage, epoca, passato che si sposa benissimo col contesto.

    Ma è proprio lo stile delle ambientazioni a farsi amare, con quel realismo di base impreziosito da tanti dettagli fantasy e un po' surreali che lo fanno sembrare uno sceneggiato in costume dove l'accuratezza storica non era tra le priorità del regista. Un effetto fantastico, esattamente come il vero pezzo forte del comparto artistico, ovvero una colonna sonora talmente bella da potersi permettere di essere ingombrante, con sbalzi d'umore repentini che raccontano perfettamente i momenti vissuti dagli attori in scena.

    Un'orchestra d'accompagnamento sontuosa, rilassata durante indagini che richiedono calma e concentrazione quanto tesa nei momenti più decisivi e drammatici di un processo, altamente infiammabili. È decisamente l'elemento croccante della produzione, quello capace di incidere nei ricordi determinate situazioni, emozioni, punti di svolta nel racconto, con una qualità madia altissima e dei picchi da lasciare in loop e godersi semplicemente a orecchie spalancate.

    The Great Ace Attorney Chronicles The Great Ace Attorney ChroniclesVersione Analizzata PlayStation 4The Great Ace Attorney Chronicles è una doppietta di spin-off d’eccezione per la serie firmata Capcom e Shu Takumi. Intrecci, intrighi, omicidi, combattimenti all’ultimo contro-interrogatorio e tanto, tantissimo divertimento, merito di personaggi straordinari, scritti per non risultare mai statici, in continua evoluzione, pronti a svelare sempre una nuova sfaccettatura di personalità. Immersi nel periodo Meiji/Vittoriano tra indagini e processi, con un gameplay che spezza la lettura sempre al momento giusto per far scendere in campo la nostra testa, risolvendo poi il mistero con le nostre intuizioni, smontando menzogne e portando dalla nostra parte processi che partono sempre, irrimediabilmente in salita. Ottime anche le novità - con quella giuria già vista nell’episodio crossover col Professor Layton ma qui ancora più approfondita - e i coreografici siparietti con Ryunosuke e Herlock, capaci di mettere alle strette i sospetti in modo estremamente teatrale. Ma soprattutto questa collection è l’ennesima consacrazione di uno degli scrittori più talentuosi nel panorama videoludico, Shu Takumi, per una serie che sotto un certo livello di qualità non è proprio capace di scendere. E per tutti quei curiosi che vorrebbero tuffarsi ora nel fantastico mondo della legal comedy Capcom, il consiglio è di farlo senza paura proprio da questi capitoli, punto d’ingresso perfetto per poi andare a scoprire una saga eccezionale!

    8.5

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