The Hex Recensione: il nuovo, folle gioco dell'autore di Pony Island

Daniel Mullins, il creatore del folle Pony Island, torna sulle scene con The Hex, progetto altrettanto originale e stravagante...

recensione The Hex Recensione: il nuovo, folle gioco dell'autore di Pony Island
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  • È difficile provare a descrivere un'opera come The Hex senza partire dall'interpretazione che ognuno di noi può dare dei suoi contenuti, della sua storia, dei suoi temi. Inoltre, data la sua particolarissima struttura, che sostanzialmente propone una semplice ma funzionale raccolta di stili e meccaniche, è impossibile cercare di inserire The Hex all'interno di un genere specifico. Durante le cinque/sei ore richieste per completare l'esperienza, giocheremo a un picchiaduro, un JRPG, un GDR, un FPS, uno strategico a turni, uno sparatutto isometrico e molto altro ancora. Di conseguenza, The Hex può essere presentato solo tenendo conto delle idee che il suo autore, Daniel Mullins (già noto per Pony Island), vuole trasmetterci: l'opera affronta tematiche che riguardano il concetto di autore, dell'industria videoludica e delle sue tradizioni. Lo fa tramite una storia intrigante, stracolma di colpi di scena e momenti memorabili, sfruttando in maniera straordinaria il mezzo interattivo e le sue peculiarità.

    Una storia, tanti generi

    Lionel Snill è un giovane autore di videogiochi: ne ha creati tanti, vari, diversi, con fortune alterne. Ciò che Snill e i fan dei suoi prodotti non sanno, è che tutti i personaggi dei vari brand, una volta licenziati, dismessi o non più utili, si ritrovano al Six Pint Inn, un pub in cui con malinconia e arrendevolezza si abbandonano ai ricordi del passato.

    Un giorno, però, una chiamata sconvolge la quiete del locale: un omicidio verrà compiuto quella sera stessa, all'interno del Six Pint Inn. Si innesca così una serie di vicende rocambolesche e e imprevedibili, che lancerà il giocatore e i personaggi dell'opera in un'avventura memorabile. Anticipare gli eventi narrati in The Hex non sarebbe consigliabile non tanto per evitare spoiler, ma perché nella mente del fruitore ogni singola interazione può diventare un mezzo per comprendere la soluzione dell'indagine, dato che dovremo capire chi, tra i presenti, sarà colui che compierà l'atto criminale. Ci troviamo di fronte a un gioco che presenta una sorta di "hub" centrale (il Sex pint Inn), e che tramite alcune finestre di dialogo ci aprirà le porte dei vari "livelli", che corrispondono a nuovi personaggi e diversi generi ludici. A collegare queste fasi, ci penserà l'esplorazione ambientale del pub, effettuata di volta in volta con le versioni 2D dei personaggi che utilizzeremo, e che ricorda alla lontana le avventure grafiche vecchio stampo.

    Critica d'autore

    Nello scegliere di ricorrere a una decina di generi ludici ben diversificati, Daniel Mullins ottiene due risultati distinti, ma entrambi di immenso pregio: da un lato, esalta splendidamente la varietà dell'esperienza, che offre una quantità di personaggi, situazioni e meccaniche davvero straordinaria; dall'altro, gli permette di criticare aspramente e con immensa vena creativa le varie storture dei numerosi generi analizzati e sfruttati nel corso della storia. Nel corso del livello relativo ai JRPG, ad esempio, un bug suggeritoci dalla chat di Twitch (sì, avete capito bene, e ci saranno tantissime altre rotture della quarta parete durante l'avventura) ci permetterà di passare direttamente allo scenario del boss senza dover farmare per poterlo raggiungere. Se però deciderete di tirare dritto e affrontare gli scontri, vi attenderanno circa dieci stanze tutte uguali e ripetute meccanicamente. L'idea stessa del griding e del farming viene quindi messa alle strette dall'alternativa ludica proposta dell'autore, che mostra come il vero contenuto dell'opera possa essere dilatato da riempitivi teoricamente inutili e superflui, eppure così rilevanti nel panorama attuale.

    Non sono solo i generi però a essere oggetto di critica: l'incapacità dei giocatori di vedere le persone oltre il prodotto viene costantemente messa in luce da Mullins, soprattutto nelle fasi iniziali, dove i commenti delle recensioni Steam si materializzano tra i livelli della parodia di Crash Bandicoot e Super Mario, mostrando lo scarso interesse dei consumatori verso le intuizioni creative dell'autore dietro al prodotto. Infine, al centro dell'intera impalcatura tematica di Mullins, troviamo il creatore, o ciò che secondo lui ne rimane: una creatura meschina, superba, pomposa e incapace di autocritica, che vede complotti, tradimenti e discredito ovunque guardi, e che considera l'utente al pari di uno strumento per guadagnare, e non come un elemento fondamentale da coinvolgere attivamente nell'esperienza. Quest'essere onnipresente ma mai realmente tangibile viene costantemente citato durante il gioco, e la sua evoluzione sarà una delle sorprese più grandi tra quelle presenti in The Hex.

    Genio e follia

    La creatività con cui Mullins sfrutta i generi e le meccaniche per racconta la sua storia è strabiliante. Le idee che utilizza per rendere particolare, memorabile e originale The Hex sono pazzesche, e mostrano un estro eccezionale, più volte capace di sorprendere il giocatore con trovate fuori dagli schemi.

    L'intera esperienza è descritta da tantissime situazioni particolari, che spaziano dalla satira e la parodia, fino ad arrivare all'approfondimento tematico e all'introspezione individuale con una coerenza sorprendente, senza che ciò renda eccessivamente lenta o mal costruita l'evoluzione della vicenda, e la sua comprensione da parte del fruitore. Al netto di un gusto estetico difficilmente apprezzabile, tutte le altre scelte relative alla direzione artistica sono sublimi: musiche e interfacce vengono adattate di volta in volta ai vari generi, lo stile rétro ben si sposa con alcune delle sessioni più assurde, e la qualità della scrittura e della regia rendono sempre affascinanti anche i momenti più impensabili.

    The Hex The HexVersione Analizzata PCL'esclation narrativa offerta dal gioco, che prende corpo da metà dell'opera in poi, diventa sempre più estrema e sorprendente man mano che ci si avvicina alla fine, rendendo impossibile staccarsi dal monitor, catturati dai dialoghi e dalle vicende di cui saremo partecipi e testimoni. In un trionfo di metanarrativa degno di capolavori come Stanley Parable ed esperimenti come Pneuma, The Hex ci accompagna passo passo verso una presa di coscienza straordinaria sulle sovrastrutture dell'industria videoludica, sulle potenzialità del mezzo interattivo, sul concetto di autore e sulla libertà creativa. The Hex è un capolavoro che qualunque appassionato dovrebbe giocare.

    9

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