The King's Bird Recensione: pronti a spiccare il volo?

The King's Bird, ora disponibile su PC, è un action platform 2D che fa del Trial and Error una delle sue caratteristiche principali.

recensione The King's Bird Recensione: pronti a spiccare il volo?
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  • È indubbio che il panorama indie degli ultimi anni sia stato foriero di produzioni di grandissima qualità e spessore, divenute in seguito anche fonte di ispirazione per opere successive. Cosa otterremmo, quindi, se prendessimo parte del concept artistico di Journey, lo iniettassimo nel gameplay di Dustforce e Super Meat Boy e condissimo il tutto con un pizzico di Rayman? La risposta è molto semplice: The King's Bird, platform in 2D sviluppato dal piccolo team Serenity Forge. Pur al netto di simili premesse, non si deve assolutamente commettere l'errore di considerare questo gioco come un semplice condensato dei titoli sopracitati: The King's Bird gode infatti di una sua identità, di una sua personalità, di una sua storia.

    Freedom is not free

    E a proposito di componente narrativa: The King's Bird racconta la sua trama senza usare neppure una singola parola. Il giocatore verrà catapultato nei panni di una ragazzina che vive in un mondo oppresso da un innominato tiranno, il quale impedisce ai suoi abitanti di valicarne i confini. Il desiderio di libertà e di esplorazione del mondo arde forte nell'animo della protagonista e la spingerà a sfidare la tirannia e l'oppressione per liberare il suo popolo. Il team di sviluppo ha voluto velatamente toccare tematiche piuttosto importanti e non scontate, tra cui spicca il concetto di "libertà", più precisamente il confronto tra quella dell'individuo e quella della società, il tutto veicolato attraverso il tema del volo, che acquisisce - pertanto - un forte valore simbolico.

    Le uniche (e pochissime) linee di testo contenute nel gioco saranno presenti solamente subito dopo aver iniziato la partita e subito prima dei titoli di coda, e l'apporto narrativo che daranno al giocatore sarà ridotto al minimo, lasciando che tutta la vicenda venga affidata a delle criptiche pitture murarie che troveremo ogni volta che sbloccheremo un nuovo mondo di gioco. Assisteremo talvolta anche a delle brevissime scene di intermezzo, rigorosamente senza dialoghi, anche queste atte a sviluppare lo svolgersi degli eventi. Come intuibile, l'utente sarà chiamato a dedurre ed interpretare la storia pensando un po' fuori dagli schemi, e cercando le risposte in autonomia. Il gioco offre addirittura due finali diversi: lasciamo a voi il piacere, e la libertà, di scoprire a quali conseguenze andrete incontro con la vostra scelta.

    Parkour e aeroplanini di carta

    A livello di gameplay, The King's Bird si configura come un platform in due dimensioni incentrato interamente sull'abilità del giocatore. Nelle primissime fasi dell'avventura, la nostra eroina entrerà in possesso di una sorta di mantello magico che le permetterà di planare all'interno dei numerosi livelli del gioco, dopo aver ottenuto uno slancio attraverso una rincorsa o un salto. Svolazzare per gli scenari, dopo un po' di pratica, sarà quasi assuefacente: l'impressione è quella di controllare un elegante aeroplanino di carta, tanta la grazia con cui si muoverà la protagonista

    A simili meccaniche di avanzamento si aggiungono anche elementi da parkour, tra cui wall-running e wall-jumping, che si mescolano e si alternano ottimamente alle dinamiche del volo. L'effetto planata che il mantello conferisce al personaggio non ha però una durata illimitata: avremo infatti solo pochi secondi prima che questo si esaurisca e ci faccia inevitabilmente precipitare. Per ripristinarlo, dovremo guadagnare ulteriore slancio toccando una parte qualunque dello scenario, sia essa il terreno o una parete verticale. Non sarà possibile in nessun caso acquisire più altezza rispetto a quella che si ha all'inizio di ogni salto, e man mano che si prosegue negli stage parecchie saranno le volte in cui, ad una prima rapida occhiata, potrà sembrare quasi impossibile proseguire. In queste occasioni, bisognerà quindi analizzarne gli elementi che ci circondano e pianificare con accuratezza ogni mossa. Concatenando salti effettuati a breve distanza temporale tra loro, guadagneremo più velocità e aumenteremo la potenza dei balzi successivi, con una planata conseguentemente più lunga. Ad uno sguardo superficiale, The King's Bird sembra un platform tanto dinamico quanto facile da approcciare, ma si tratta di un piccolo, grande errore di valutazione. Gli ambienti saranno infatti disseminati di ostacoli che il giocatore non dovrà nemmeno sfiorare, pena morte immediata; la stessa sorte gli toccherà nel caso in cui calibrasse male il salto o la planata e cadesse nel vuoto. Per quanto possa essere considerato un hardcore platform, va specificato a onore del vero che The King's Bird può essere approcciato senza troppa frustrazione anche da chi non è particolarmente abituato a questo genere, a patto, chiaramente, di sopportare numerosi fallimenti iniziali prima di riuscire finalmente a trovare il tempismo e il percorso giusti per proseguire. Questa sorta di "accessibilità" è frutto anche della notevole sensazione di fluidità e leggerezza che il gameplay è in grado di trasmettere al giocatore, con annesso senso di appagamento ad ogni obiettivo raggiunto.

    Anche in questo frangente, il team di sviluppo ha agito sapientemente: i checkpoint sono numerosissimi e posti praticamente dopo ogni salto, facendo così in modo di non dover praticamente mai ripetere una porzione di livello già completata e contribuendo ad annullare quasi del tutto la frustrazione. Come se non bastasse, il gioco offre anche un sistema di aiuti, selezionabile in qualsiasi momento, che permetterà ad esempio di attivare l'invulnerabilità, planare senza limiti temporali, annullare la resistenza dell'aria o passare al checkpoint successivo. Così facendo, The King's Bird si rivolge sia agli utenti più navigati ed esperti, sia ai neofiti che vogliono provare ad affinare le proprie abilità senza per questo trovarsi dinanzi ad ostacoli insormontabili.

    Il sistema di controllo, d'altro canto, è molto basilare, ma non di immediatissima assimilazione. Occorrerà infatti impratichirsi nei primissimi livelli prima di riuscire a barcamenarsi tra salti e planate in maniera sufficientemente agile, complice anche una risposta ai comandi non sempre precisissima. Il consiglio è senza dubbio quello di giocare con un pad evitando di utilizzare la tastiera, data la grande precisione che solo un comando analogico può restituire, soprattutto nei punti in cui è necessario planare verticalmente evitando le trappole ambientali a velocità piuttosto sostenute.

    Gli input non sempre adeguatamente responsivi minano solo in parte la qualità dell'esperienza complessiva, tuttavia è indubbio che il team avrebbe potuto prestare un po' di attenzione in più sotto quest'aspetto, considerata l'alto tasso di precisione richiesto da alcuni momenti dell'avventura. Sul fronte contenutistico, la varietà offerta da The King's Bird non fa certo grida al miracolo: i livelli sono sì numerosi, ma dopo qualche ora iniziano a risultare anche un po' ripetitivi, se non fosse per le belle ambientazioni che ci troveremo ad esplorare.

    Melting pot artistico

    A livello grafico, The King's Bird offre una direzione artistica davvero molto ispirata, nonostante la sua stilizzata (e voluta) semplicità. Il nero e le sue varie tonalità fanno sembrare le superfici dei livelli e la protagonista come delle silhouette viste in controluce all'ora del tramonto, donando al gioco un tono quasi fiabesco. I colori primari (rosso, verde e blu) caratterizzano invece gli sfondi, i paesaggi, gli ostacoli e le architetture, con queste ultime che traggono ispirazione principalmente dalla cultura Maya e del sudest asiatico. Tutto è decisamente spigoloso, con poco spazio lasciato a tratti un po' più tondeggianti e slanciati. Il contrasto tra i cromatismi scuri in primo piano e quelli più chiari degli elementi di sfondo rendono l'amalgama decisamente delizioso da ammirare.

    Anche per quanto riguarda l'aspetto audio, The King's Bird è un piccolo gioiello: le musiche sono molto ispirate, con un tema principale che caratterizza ognuno dei mondi di gioco che visiteremo: da calmi, sereni e sognanti, i toni musicali si faranno quindi più incalzanti, modificandosi in base alle diverse situazioni ludiche. Molto affascinante anche l'idea, di tanto in tanto, di far "parlare" la protagonista attraverso suoni da canto lirico: potremo sentirla infatti cantare durante le planate, soprattutto quelle più prolungate, e in qualche brevissima e sporadica scena di intermezzo.

    The King's Bird The King's BirdVersione Analizzata PCAl netto di qualche difetto che non mina eccessivamente l’esperienza ludica complessiva, The King’s Bird riesce nell'intento di proporsi al pubblico come un ispirato platform che mescola complessità ed accessibilità. Pur con le sue mancanze, il gioco riesce comunque a mantenere un proprio equilibrio ed una sua forte identità, che emerge soprattutto nel comparto artistico. Un sistema di controllo più preciso ed una maggiore varietà delle situazioni proposte avrebbero sicuramente contribuito a rendere The King’s Bird un must have per tutti gli appassionati del genere, nonché il titolo con cui il team Serenity Forge avrebbe potuto "spiccare il volo".

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