PSVR

The Last Guardian VR Demo Recensione: Trico in realtà virtuale

The Last Guardian VR è una brevissima esperienza, disponibile gratuitamente sul PlayStation Store, in cui potremo entrare a stretto contatto con Trico.

The Last Guardian
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • Lo sguardo di Trico è ipnotizzante: percorrendo in sua compagnia i diroccati torrioni, gli antichi templi abbandonati e le anguste caverne di The Last Guardian, ormai poco più di un anno fa, ci siamo fermati molte volte a scrutare le pupille della colossale bestiolina, con l'obiettivo di captarne pensieri, i sentimenti ed i desideri. Tutta l'abbacinante meraviglia che avvolge l'ultima opera di Fumito Ueda si nasconde quindi nel suo adorabile musetto, tanto feroce quanto docile, e nelle sue splendenti iridi, che mutano colore a seconda dei diversi stati d'animo.
    Lungo l'avventura abbiamo imparato così a conoscerlo, a domarlo, ad amarlo, fino a diventare un tutt'uno con il suo soffice manto piumato. In Trico si manifesta l'intera poesia di The Last Guardian, la sua intima e maestosa grandezza che, da sola, sorregge gran parte dell'impalcatura ludica della produzione. Una creatura tanto regale da divorare lo schermo e calamitare costantemente le nostre attenzioni, ora con un mugolio, ora con un delicato gesto della zampa, ora con un balzo felino.
    Ecco, adesso immaginate che non ci sia lo schermo di un televisore a separarvi da Trico, che questo grifone gigantesco si erga trionfale ad un palmo dal naso e che le sue piume siano talmente vicine al vostro viso da permettervi di percepirne quasi il solletico. The Last Guardian VR è - purtroppo - soltanto una semplicissima tech demo dalla durata estremamente limitata (appena una quindicina di minuti) in grado tuttavia di amplificare in modo esponenziale tutte le emozioni provate nella versione tradizionale. Dopo aver indossato il visore di Sony, insomma, non guarderete mai più Trico con gli stessi occhi.

    A cavallo della bestia

    L'intera esperienza in realtà virtuale fa leva- ovviamente - sul senso di stupore che la creatura è capace di trasmetterci. La demo inizia all'interno di un'antica sala del tempio, dove Trico si stanzia con nobiltà: non potremo muoverci liberamente tra le quattro mura, ma soltanto teletrasportarci in alcuni punti pre-impostati. La transizione, tuttavia, non è immediata, e ad ogni passaggio lo schermo si tingerà di nero, oscurandoci la vista per un secondo prima di mostrarci gli effetti del cambio di prospettiva.
    È questo uno stratagemma un po' grossolano, che inficia l'elevatissimo grado di immedesimazione di The Last Guardian VR. Superato questo piccolo ostacolo di natura prettamente tecnica, il resto della mini avventura è un continuo susseguirsi di microscopiche sorprese. Proprio come nel gioco base, sono i dettagli a fare la differenza: le farfalle muticolore che fluttuano intorno alla nostra bocca, ad esempio, sono realizzate con grande cura, tanto da portarci istintivamente a scacciarle via con la mano.
    Allo stesso modo, Trico raggiunge un livello di realismo sensazionale: la qualità della sua resa in VR è letteralmente poderosa, dalla tridimensionalità del piumaggio alle venature delle sue zampe, passando per la ruvidezza dei suoi artigli da rapace. Difficile, inoltre, descrivere soltanto con l'uso di parole l'incredibile potenza comunicativa delle sue sclere, mai così espressive: i suoi occhi enormi e variopinti ci inducono rispetto, reverenza, soggezione, e percepirli così vicini alle nostre mani, tanto da poterli quasi toccare, provoca un intenso brivido di partecipazione.
    Quando, nelle fasi iniziali della demo, Trico si avvicina a noi con il suo enorme muso per farsi coccolare, strusciandosi come un gatto, ci dà persino l'illusione di avvertirne realmente le fusa. Siamo portati così a posare il pad ed allungare le dita per sfiorarne le piume e stringerci a lui in un abbraccio: The Last Guardian diventa così un'esperienza sinestetica, la naturale evoluzione dell'imprinting provato con l'edizione originale.
    Dinanzi a simili emozioni, passano in secondo piano i vincoli tecnici che riducono inevitabilmente il fattore "immersivo" di questa tech demo: data l'impossibilità di spostarsi a piacimento, in ogni caso, il pericolo di motion sickness è del tutto sventato.

    Fanno eccezione, però, due specifici momenti, che rappresentano - di contro - anche le sequenze più sorprendenti dell'esperienza in realtà virtuale. Ad un certo punto, dopo aver dato da mangiare alla bestia lanciandole gli ormai iconici barilotti pieni di liquido fluorescente, Trico si posizionerà in modo da farci salire sulla sua schiena: una volta che ci saremo teletrasportati, il nostro animalesco compagno compirà uno dei suoi leggendari balzi felini.
    L'impatto è avvincente, travolgente e spettacolare, ma la discrepanza che intercorre tra il movimento del corpo virtuale e di quello reale potrebbe causare un po' di disagio negli stomaci meno resistenti. La seconda scena "incriminata" (ma di certo quella più entusiasmante) avviene non appena saremo riusciti ad uscire finalmente all'aria aperta, in bilico su pontili a strapiombo sul nulla. Il senso di vertigine è tangibile e gustoso: per darci l'opportunità di superare un burrone, insomma,Trico si siederà sul ciglio della voragine.

    Per chiunque abbia giocato la versione di partenza, si tratta di un gesto abbastanza esplicativo: l'animaletto mitologico sta infatti aspettando il nostro "salto della fede" per poi spalancare le sue fauci e acchiapparci al volo. Con il caschetto di Sony, quest'azione, complice l'estrema verosimiglianza delle animazioni della creatura, ci ha lasciato davvero senza fiato. Peccato soltanto che poco dopo tutto finisca: giunti al sicuro su una piattaforma sufficientemente stabile, scenderemo dal corpo del nostro compagno, il quale si fermerà ad ammirare un orizzonte che mostra i primi singhiozzi del crepuscolo. E mentre Trico guarderà al di là delle nuvole, verso un'infinità sconosciuta, noi ci perderemo, ancora una volta, nell'immensità dei suoi occhi.

    The Last Guardian The Last GuardianVersione Analizzata PlayStation 4The Last Guardian VR è solo un saporitissimo assaggio che acuisce la nostra fame: brevissima ma intensa, questa tech demo è assolutamente imperdibile per chiunque possegga un visore a marchio Sony. Disponibile gratuitamente per il download in formato stand alone, l'esperienza scorre via con leggerezza, minata soltanto da limitatissime meccaniche di movimento e da qualche imperfezione grafica, tra le quali spicca soprattutto il calcolo impreciso di alcune proporzioni (è il caso delle botti di legno, le cui dimensioni irrealistiche ne lasciano intuire la natura artificiosa). Ma di fronte alla bellezza, alla grandezza e alla maestosità della bestia non c'è limite tecnico che non crolli inesorabilmente nell'abisso, come un vecchio ponte consumato dagli anni. Resta però solo uno sfoggio di potenza, e nulla più: si esaurisce infatti in appena un battito di ciglia, lasciandoci con il pressante desiderio di poterci presto aggrappare di nuovo, e per molto più tempo, al folto manto di Trico.

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