The Legend of Bum-bo Recensione: il prequel di The Binding of Isaac

Dopo la terrificante avventura di Isaac, Edmund McMillen torna con il suo carico di genio e follia in un prequel molto diverso dal gioco originale.

recensione The Legend of Bum-bo Recensione: il prequel di The Binding of Isaac
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  • Quindici giorni, otto ore e dieci minuti: tanto è il tempo che chi vi scrive ha trascorso incollato al computer a giocare a The Binding of Isaac. E questo vi farà comprendere quanto per me si sia trattato, più che di un gioco, di una vera ossessione. D'altronde Edmund McMillen, il papà di Isaac e di Super Meat Boy, non è soltanto un abilissimo game designer, ma anche uno svitato, un pazzo dal carisma magnetico. Ed è per questo che le sue creazioni trasferiscono sempre un po' di quella follia nel giocatore, tanto da portarlo a passare intere notti in bianco a cercare quel salto perfetto o il giusto trinket per superare una sfida (eh sì, sto parlando dello swallowed penny!). Nonostante la sindrome da stress post traumatico, la notizia di un prequel di The Binding of Isaac in lavorazione mi ha riempito il cuore di gioia: un cuore masochista alla disperata ricerca di altre quattrocento ore di sofferenza. McMillen annunciò da subito, però, che il titolo sarebbe stato molto diverso rispetto alla formula ludica del primo episodio.

    E infatti The Legend of Bum-bo, seppur impregnato di riferimenti all'universo di The Binding of Isaac, dal punto di vista del gameplay non ha nulla a che fare col suo "predecessore". Inquadrare l'opera in una cornice ben definita è difficile: si tratta di un puzzlegame a turni, un dungeoncrawler roguelike, pieno di urina, di escrementi e altre raffinatezze del genere. Edmund Mcillen sarà riuscito ancora una volta nell'impresa di trascinarci nel suo mondo grottesco e totalmente fuori di testa?

    Un menù rivoltante

    Chi di voi ha già provato la dolorosa ebbrezza di giocare a The Binding of Isaac si ricorderà di Bum-bo: oggetto aggiunto con Afterbirth, in grado di mangiare monete e potenziarsi a tal punto da defecare bombe. A chi avesse la memoria corta, invece, basterà dire che Bum-bo è un tizio nudo, analfabeta e col mono-sopracciglio, il cui unico amico è un penny dorato che gli viene brutalmente strappato via da una misteriosa creatura: così Bum-bo si mette in cammino in cerca della sua amata monetina.

    Tutti gli altri dettagli della storia (in pieno stile Isaac) li scopriremo soltanto completando il titolo più volte. Anziché muoverci sparando lacrime a destra e a manca, in ogni caso, giocheremo con un puzzle composto da caselle piuttosto rivoltanti. A seconda dei punti movimento del nostro personaggio avremo un numero di mosse per spostare le file e le colonne, creando combinazioni di almeno quattro caselle di...cacca, pipì, denti, ossa e caccole del naso. Nulla di strano per chi è già avvezzo alla fantasia distorta di McMillen.

    Le feci combinate ci permetteranno di piazzare un escremento difensivo (con più o meno "strati" a seconda del numero di caselle messe in fila) che ci proteggerà dagli attacchi nemici. I denti formeranno un proiettile che Bum-bo potrà tirare ai nemici, così come le ossa; entrambi, se uniti in una fila di sette o più elementi identici, confluiranno in un attacco devastante. L'urina ci fornirà più punti movimento e infine i muchi potranno essere lanciati per bloccare gli avversari o, se connessi in gran numero, creare un "mare di caccole" che imprigionerà l'intera stanza.

    Bum-bo vuole moneta!

    Oltre alle normali combinazioni di attacco, ad aiutarci ci saranno anche gli incantesimi. Per poter scagliare una magia vi servirà del mana specifico, che si ottiene combinando le caselle. Se, ad esempio, un incantesimo richiede mana di ossa e denti vi converrà cercare di incasellarne quanti più possibili. Comprenderete che non siamo di fronte a Candy Crush, ma a un titolo ben più articolato.

    Finito il turno, toccherà agli avversari: a pararsi dinnanzi a noi troverete una stanza piena di nemici (tutti presi dal mondo di Isaac) che dovrà essere ripulita per passare a quella successiva. Ogni creatura - e qui non vi stiamo a elencare la serie di tanto disgustosi quanto dolcissimi avversari - avrà i suoi HP bene in vista, e colpirà soltanto dopo che un grosso punto esclamativo le sarà comparso sulla testa (o quello che è...) dandovi il tempo di scegliere con attenzione come proteggervi, come attaccare, o quali incantesimi usare per non essere danneggiati. Una volta completata una stanza vi verrà dato del denaro, in base alla velocità ed alla maestria con le quali l'avete ripulita.

    Ogni due aree un misterioso aiutante ci offrirà di scegliere gratuitamente tra due nuovi incantesimi. Questo momento è quello più simile alla ricerca della tresure room in Isaac: cambierà infatti completamente la vostra run, quindi scegliete con cura! Al termine di ogni piano, come da tradizione, affronteremo un Boss.

    I super cattivoni (con facce già viste e qualche nuova aggiunta) avranno movimenti e abilità totalmente differenti da quelli dei nemici tradizionali, e sarà necessario qualche tentativo per studiarli a fondo, ma un a volta eliminati vi premieranno con molte più monete. Dopo aver sconfitto un boss si passa alla fase "casinò", in cui spendere il denaro in vari modi: girando la ruota della fortuna per aumentare le proprie caratteristiche di base, acquistando perk dal mercante, o avventurarsi nel classico gioco delle tre carte per cercare di ottenere trinket di ogni genere.

    Quanto è profondo lo scantinato?

    Il mondo di The Legend of Bum-bo è una scatola di cartone tridimensionale che sembra disegnata da un bambino, uno stile artistico azzeccatissimo che contribuisce ad un insieme che è sia dolce che creepy allo stesso tempo (specie se ci si ferma a pensare a quello che stiamo osservando). Le musiche, dal canto loro, non deludono, proponendo una distorsione evocativa delle note ascoltate in The Binding of Isaac.

    Proprio come nell'opera principale di McMillen, in Bum-bo la scelta del personaggio sarà cruciale, forse in modo ancora più incisivo. Ogni "eroe" (tra i sei giocabili) avrà incantesimi di base diversi e unici: il che costringe il giocatore ad affrontare ogni volta l'avventura in maniera completamente diversa, concentrandosi su diverse combinazioni di caselle e strategie. Ci sono personaggi, infatti, coi quali dovrete tentare di non cedere nemmeno un turno ai nemici, accumulando punti movimento nei modi più disparati. In generale la difficoltà, come da tradizione, è molto elevata, e un turno mal giocato equivarrà quasi sempre ad un game over. Non importa quanto si sia andati avanti: non ci sono checkpoint e alla morte bisogna ricominciare tutto da capo. Il livello di sfida è insomma altissimo, ma resta basso rispetto agli estremi picchi raggiunti da Isaac, nonostante sia impossibile "rompere la run" con oggetti e sinergie troppo potenti.

    Quanto è profondo, dunque, il titolo di McMillen? Senza dubbio, Bum-bo è un gioco complesso e ben strutturato, che spinge a giocare d'astuzia e d'anticipo, conoscendo a menadito le caratteristiche del proprio personaggio e dei nemici, osservando con attenzione i puzzle e le combinazioni di caselle, scegliendo con cura gli incantesimi e le strategie da adottare. Attenzione, però, tutto questo impallidisce di fronte alla profondità di The Binding of Isaac, e, come spesso capita in campo cinematografico, il problema dei vari prequel e sequel è proprio l'opera originale: il giudizio non si può completamente distaccare da essa.

    The Legend of Bum-Bo The Legend of Bum-BoVersione Analizzata PCDopo The Binding of Isaac, il genio folle di Edmund McMillen ha partorito un prequel: The Legend of Bum-bo. È una storia che si lega all’opera principale in modi diversi: sia palesi (nella trama come nell’ispirazione di nemici, oggetti ed atmosfere) sia subdoli (attraverso complessi riferimenti alla psicologia infantile, che si mostrano nella loro crudezza soltanto una volta dimenticato l’aspetto buffo delle cacchine e dei sederini disegnati). Non aspettatevi un Isaac II: The Legend of Bum-bo, pur mantenendo l’animo roguelike e la presenza di elementi generati randomicamente, è un puzzle game a turni che vi terrà incollati allo schermo coi suoi sei personaggi giocabili ma che finirà molto presto a causa dei soli quattro piani affrontabili attualmente. Il titolo sa essere profondo e complesso, ma impallidisce all’ombra del suo predecessore, sia per l’intreccio strategico che per il contenuto. Tuttavia, ricordando le limitazioni della versione base di Isaac, non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare che Bum-bo, a forza di mangiare monetine, diventi grande e grosso e ciccione...solo che al posto dei penny ci vorrà qualche contenuto in più!

    7.5

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