The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II Recensione

Trails of Cold Steel 2 ci riporta nel continente di Zemuria, proponendo alcune migliorie al gameplay rispetto al capitolo precedente.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Poco più di un anno fa abbiamo avuto il piacere di ripercorrere, seppur rapidamente, la storia di The Legend of Heroes, una tra le serie ruolistiche made in Japan più longeve e amate di sempre. Il pretesto perfetto ci venne fornito dalla localizzazione occidentale del primo capitolo di una trilogia "Trails of" tutta nuova, ambientata sempre nel continente di Zemuria, nome ben noto ai fan di vecchia data. Come dicemmo all'epoca, infatti, la caratteristica fondante del franchise è quella di aver creato un background storico, geopolitico e mitologico sempre coerente e capace di sostenere la sovrastruttura narrativa scelta di volta in volta, con fondamenta granitiche che si sono ampliate nel corso dei lustri.
L'anno scorso vi anticipammo, inoltre, che tutti coloro che non avevano mai potuto avvicinarsi al franchise, non avrebbero dovuto spaventarsi. Essendo il capitolo iniziale di una nuova trilogia Trails of Cold Steel, infatti, avrebbe portato in dote personaggi, trama e ambientazioni del tutto inedite a cui ci affezionammo velocemente. Nel corso della recensione avemmo comunque la sensazione di trovarci di fronte a un enorme prologo, funzionale alla creazione di un lore profondono ed eclettico su cui profilare eventi di ampio respiro e la personalità di ogni personaggio in scena. Ebbene, l'avvento del secondo capitolo non ha fatto altro che confermare i nostri sospetti.

Proud to be VII

Trails of Cold Steel 2 si pone, dunque, il seguito diretto del primo capitolo. In quanto tale, gli eventi che costituiscono l'incipit di questa nuova avventura prendono piede poco dopo la fine del predecessore. Esattamente trenta giorni dopo il climax che mise temporaneamente in standby le vicende della Class VII appartenente alla prestigiosa Accademia Militare di Thors. Per questo motivo non possiamo dilungarci troppo sugli aspetti strettamente connessi alla trama, altrimenti rischieremmo di rovinarvela irrimediabilmente dato il ricorrere di personaggi, vicende e ambientazioni.
E, di certo, non vogliamo farvi passare la voglia di approcciare un'esperienza ludica che - vi assicuriamo sin d'ora - vale assolutamente la pena godersi dall'inizio alla fine in rigoroso ordine cronologico. All'interno dei due capitoli giunti sino a noi possiamo, però, riconoscere alcune macro tematiche che sicuramente i fan riusciranno a collocare con precisione all'interno dell'arco narrativo dell'Impero di Erebonia. La prima coincide esattamente con il primo Trails e mette in scena il percorso di crescita, conoscenza, amicizia, condivisione e accettazione del "diverso". I ragazzi della Class VII, in effetti, appartengono a estrazioni sociali talmente eterogenee che la stessa sopravvivenza del gruppo viene messa più volte a repentaglio per il sopravvenire delle più diverse incomprensioni. Ciò ha, però, rappresentato anche il punto di maggior forza per l'intera classe la quale è sempre riuscita a superare le disparità facendo fronte comune. Questo non è bastato a placare i venti di guerra che aleggiavano sull'intero continente e che si sono abbattuti con una potenza distruttiva immensa. Devastati nell'animo, persi, abbattuti ma non vinti i ragazzi devono, in questo secondo capitolo, intraprendere un percorso di crescita più intimo e personale passando attraverso gli inusitati orrori del conflitto.
I tratti di ogni personaggio vengono delineati e marcati con maggior precisione, grazie all'ottimo lavoro di caratterizzazione svolto dal team di sviluppo che segue lo svolgersi degli eventi riprendendo quanto accaduto nel corso dell'episodio introduttivo ed espandendo in modo coerente il lore della serie. Insomma, Trails of Cold Steel 2 rappresenta il sequel perfetto per quel lungo prologo che fu l'episodio precedente.

Squadra che vince...

L'evoluzione delle drammatiche vicende che vedono coinvolti Rean Shwarzer e i suoi fidi compagni d'arme non stravolge l'impianto ludico già sviscerato con dovizia di particolari l'anno scorso. Quest'ultimo, infatti, si presenta all'appello sostanzialmente immutato nelle sue basi e arricchito solo da poche (ma interessanti) novità che ne aggiustano il tiro e ne razionalizzano l'offerta complessiva. Le meccaniche di gioco, insomma, rimangono per la maggior parte invariate in favore di un more of the same più che gradito che, questa volta, ci vede partire dal livello 40 (anche se non è possibile importare equipaggiamento e statistiche). Per questo motivo non possiamo far altro che riprendere quanto già detto nel corso della precedente recensione.

Chi ha già avuto modo di conoscere le gesta della Class VII, dunque, si troverà davanti alla stessa profonda gestione del personaggio caratterizzata dal sistema ARCUS, in cui inserire i famosi Quartz. Questi cristalli, ora leggermente rivisitati per adattarli alle novità, servono a modificare le abilità e lo stile di combattimento di ogni ragazzo, consentendo quindi un ventaglio di possibilità relative alla personalizzazione davvero ampio, di questi tempi. Il combat system, rigorosamente turn based, si è arricchito con l'introduzione della potente tecnica Overide e il ritorno di Art, Craft e Combat Link il quale permette al combattente di turno di esser "connesso" con i compagni per attaccare in rapida sequenza. Il legame tra i sodali potrà essere aumentato, come al solito, combattendo oppure dialogando con loro attraverso i canonici eventi e scene secondarie sbloccabili attraverso i cosiddetti "bonding point". Sino a qui, dunque, nulla di nuovo. Le vere novità introdotte in Trails of Cold Steel 2, invece, riguardano ora la diversa scansione cronologica dell'avventura e gli scontri tra enormi mecha che molto più strutturati e presenti rispetto al capitolo precedente (il quale si limitava a relegarli a qualche sparuta apparizione). Abbandonati, per evidenti esigenze di trama, i rigidi schemi temporali che caratterizzavano il predecessore (ricordate la suddivisione delle giornate scolastiche?) l'incedere ora si fa più regolare. Il titolo ha dunque abbracciato un modello di esplorazione orientato verso l'open world; ciò consente al giocatore di gironzolare liberamente e decidere quando avviare l'evento chiave per proseguire nella main quest.

Gli scontri tra i robot antropomorfi, invece, vanno a toccare l'aspetto legato alla fase di combattimento; in questi casi il combattente ha l'opportunità di scegliere quale parte del corpo metallico nemico attaccare per poter effettuare più danni. Rean è l'unico autorizzato ad assumere il comando del grosso mecha in dotazione, mentre solo uno tra gli altri componenti del nutrito party può affiancarlo in battaglia. L'aggiunta, seppur abbastanza acerba, ha il merito di portare un ulteriore pizzico di varietà in un combat system già estremamente profondo e molto articolato.
Sotto questo punto di vista ci aspettiamo molto dal terzo - e ultimo - capitolo della saga. Sempre se decideranno di portarlo in Occidente.

Quattro anni e sentirli (un po')

Infine, per amor di cronaca, il comparto tecnico di Trails of Cold Steel 2 merita non più di una semplice considerazione. Stiamo pur sempre parlando di un titolo uscito originariamente la bellezza di quattro anni fa in terra natia su PlayStation 3 e Vita. Di conseguenza, quanto detto l'anno scorso ritorna prepotentemente in auge
A fare da contraltare alla debole caratterizzazione che ispira l'esplorazione tridimensionale, soprattutto dei dungeon, ci pensa il lavoro certosino riversato dal team di sviluppo nel character design, nella creazione del lore e in una sceneggiatura capace di unire gli eventi in un tutt'uno credibile e coerente. Il titolo, nel suo insieme, appare davvero godibile e bello da vedere, grazie a uno spiccato stile anime dai colori carichi e sempre vividi.
Ciò nonostante, permangono diversi fastidiosi difetti che mettono in mostra la vetustà della produzione come incomprensibili cali di frame rate e una certa povertà poligonale che non sempre riesce a rendergli la giustizia che merita. Infine, nel caso aveste ancora i dati di salvataggio del capitolo precedente sulla vostra console, potrete beneficiare tra un paio di altre sorprese, di alcune stringhe di dialogo bonus.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II Trails of Cold Steel 2 prosegue l'epopea di Rean Shwarzer e dei ragazzi della Class VII, rifinendo la struttura ludica proposta dal precedente capitolo e aggiungendo quel tanto che basta per non far apparire questo sequel un semplice copia/incolla. Chiaramente non ci riferiamo a sceneggiatura, da sempre punto di forza delle opere firmate da Nihom Falcom. I tratti di ogni attore in scena si fanno ora più delineati e marcati, mettendo in risalto un percorso di crescita strutturato e coerente con le vicende geopolitiche pregresse e quelle in cui il gruppo di eroi si trova a operare. Il gameplay gode di alcune aggiunte che non fanno altro che migliorare l'ottima struttura già vista l'anno scorso. Essendo un sequel diretto di Trails of Cold Steel, però, il titolo non può che esser fortemente consigliato a chi ha già raggiunto i titoli di coda del precedente episodio. Questo, purtroppo, rischia di limitare ulteriormente il fattore di penetrazione della produzione nei mercati occidentali. Ciò nonostante, se proprio volete provarci, il team di sviluppo ha previsto un'utilissima sezione antologica che raccoglie e spiega con dovizia di particolari vicende, background e azioni compiute dal gruppo di eroi nel corso del primo capitolo. Noi, comunque, vi consigliamo di approcciare la serie in rigoroso ordine cronologico, iniziando a giocare direttamente dal prologo.

8.5

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