The Occupation Recensione: indagini interattive

The Occupation è una nuova avventura investigativa che non mancherà di conquistare gli appassionati del genere...

recensione The Occupation Recensione: indagini interattive
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il 1987 è stato un anno determinante della storia inglese, irlandese ed europea. Non solo venne rieletta Margaret Tatcher, simbolo internazionale di certi orientamenti politici, ma contemporaneamente l'IRA, l'autoproclamatosi esercito irlandese repubblicano, commise un tragico atto terroristico nella sua guerra contro le forze imperialiste inglesi, colpendo decine di civili durante un attacco che avrebbe dovuto uccidere solamente membri dell'esercito opposto. Ciò che da quel momento in poi viene ricordato come il Remembrance Day Bombing divenne la chiave di volta per la risoluzione di vari trattati tra le forze monarchiche inglesi e quelle repubblicane irlandesi, poiché la violenza dell'attentato, con le sue 12 tragiche morti (e oltre 63 feriti), diede una grande spinta all'approvazione del "Extradition Act", che permetteva di estradare con facilità i sostenitori della Repubblica Irlandese in Inghilterra, anche in base a un semplice sospetto.

    Trent'anni dopo, seguendo i principi della legge inglese per i quali i documenti segreti dello stato possono essere pubblicati solo a tre decenni dalla loro concezione, una lettera anonima di un ex membro dei servizi segreti inglesi affermò che lo stato britannico era ben informato dell'organizzazione dell'attentato, ma decise di lasciar correre e sfruttarlo come leva per poter far approvare l'Extradition Act. Questa tragica e oscura storia costituisce l'ossatura tematica e ludica di The Occupation, che con un'ambientazione fittizia e personaggi inventati ripercorre però passo passo questi terribili eventi storici, dando al giocatore la possibilità di intervenire non solo nella meticolosa ricostruzione dei fatti ma anche, e soprattutto, nella loro valutazione morale e politica. I 19 sviluppatori di White Paper Studio, già autori dell'ottimo Ether One, riescono egregiamente nell'intento, nonostante degli inciampi abbastanza evidenti in fatto di level design e qualità tecnica.

    Il Tempo Scorre

    The Occupation è un gioco molto originale e particolare sotto tanti punti di vista. Lungi dall'essere un "unicum" assoluto nel panorama delle avventure interattive, il gioco riesce però a unire una serie di elementi abbastanza complessi e di difficile gestione, restituendo una grande esperienza al giocatore. In primis, il gioco ci chiederà apparentemente di svolgere delle indagini giornalistiche sui luoghi dell'attentato che origina il racconto. In realtà, compiremo dei veri e propri atti di spionaggio, in linea con le dinamiche stealth intorno a cui ruotano tutte le altre meccaniche del gioco.

    Di conseguenza, il nostro principale incarico durante tutta l'esperienza sarà quello di raggiungere le tre strutture principali del gioco e infiltrarci nelle varie stanze, studi, ripostigli, comparti segreti e sale server presenti. L'obiettivo è raccogliere ogni tipo di informazione possibile, da riutilizzare una volta che sarà giunto il momento di fare le nostre interviste ai vari capi dello staff in servizio nel luogo della terribile vicenda.
    In tal senso, il gioco è molto tradizionale: bisogna trovare codici di accesso, sfruttare le varie distrazioni degli npc, infiltrarsi di soppiatto nelle stanze più vigilate, utilizzare l'architettura, le scorciatoie e persino i canali di scolo o areazione per muoverci di soppiatto, il tutto senza farsi notare. La particolarità dell'esperienza risiede però nel fatto che non esiste un vero e proprio game over, o salvataggi intermedi da caricare in caso si venga scoperti: le poche, disinteressate e gentili guardie della struttura ci inviteranno ad allontanarci la prima volta, per poi accompagnarci fuori dall'edificio alla seconda infrazione. Ciò diverrà parte integrante della narrazione, dato che alla fine del gioco dovremo compiere le nostra scelte sulla base delle ricerche effettuate, delle intervista e dell'inchiesta, e ovviamente essere cacciati dalla struttura renderà la raccolta delle informazioni estremamente difficile.

    Dati i tre capitoli principali che costituiscono The Occupation, avremo quindi tre macrosessioni di gioco, in cui il tempo scorrerà come nella realtà: se avremo appuntamento alle 15:30, per esempio, e se ci presentiamo nel luogo dell'intervista alle 15:00, avremo mezz'ora reale di tempo per curiosare in giro, raccogliere più indizi, prove e informazioni possibili, e poi svolgere il nostro lavoro. In tutto questo, bisogna considerare che non si può tornare in alcun modo indietro, come detto prima: caricare il salvataggio precedente equivale a ricominciare il capitolo dall'inizio.

    Inoltre, i pattern di reazione e movimento degli npc sono incredibilmente realistici, per quanto carenti da un punto di vista visivo e tecnico: se il personale delle pulizie si sta dedicando alla raccolta dei rifiuti di una stanza, potrebbero passare svariati minuti prima che possiate entrare senza farvi notare. La struttura del gioco, che con la prima run potrebbe risultare immensamente corto (non più di sei, sette ore), suggerisce che in realtà la totale comprensione della sceneggiatura, degli eventi del racconto e dei fatti relativi ai vari personaggi possa essere maturata solo dopo svariate partite, in cui avremo memorizzato, come una sorta di "soulslike investigativo", non solo i livelli e luoghi in cui si trovano i vari codici e indizi, ma anche le scorciatoie migliori e le zone più rilevanti da un punto di vista giornalistico.

    In sostanza, la difficoltà del gioco è una difficoltà narrativa, investigativa, che richiede al giocatore di svolgere una sorta di indagine parallela di cui tenere conto per ogni singola partita, in modo da ottimizzare i tempi e poter esaminare ogni pista utile prima dell'intervista, per avere più dati possibili da sfruttare per mettere l'indagata con le spalle al muro.

    Appunti Digitali

    Il tempo, dunque, è la più preziosa delle risorse, come nella realtà di un'indagine. Subito dopo, viene il nostro taccuino, fonte primaria di annotazioni e indizi che dovremo controllare costantemente. Al suo interno, troviamo codici d'accesso, piste da seguire, consigli e annotazioni che emergono osservando il mondo di gioco. Certo, non siamo di fronte alla purezza investigativa di Return of the Obra Dinn, dato che in The Occupation sarà il protagonista a giungere spesso a delle conclusioni che magari noi non avremo ancora maturato, ma al contempo saremo molto spesso chiamati a intervenire su numerose scelte investigative, a partire dalla pista che preferiremo seguire fino alle domande da fare agli indagati.

    Principalmente, però, il vero ruolo del giocatore sarà quello di ottimizzare i tempi delle ricerche, non facendosi scoprire. In tal senso, come detto a inizio recensione, la scarsa qualità tecnica delle intelligenze artificiali, del sound design e delle animazioni rende tutto ciò particolarmente meccanico e più difficile del previsto.

    Non volendo ricorrere a nessuna forma di interfaccia visiva, il gioco si basa infatti su un feedback sonoro e testuale che ci avvisa dell'arrivo di una guardia o di un dipendente (che potrebbe chiamare le guardie), ma capire quando e come ci vedono non è mai facile, e a volte capiterà di essere visti in luoghi che consideriamo assolutamente sicuri, mentre in altri casi potrebbero non notarci anche in zone illuminate o abbastanza visibili. In generale, comunque, sono facilmente aggirabili con vari trucchetti che potranno scoprire solo i giocatori più smaliziati e che si caleranno totalmente nel contesto del gioco. Inoltre, il level design di The Occupation sembra non fare sua la lezione di Vanishing of Ethan Carter, Firewatch e What Remains of Edith Finch, richiamando nella sua impostazione narrativa più un'oramai anacronistico Gone Home dei recenti capolavori del genere: le architetture non sempre hanno un senso, troviamo documenti, testi e apparecchi in luoghi assurdi e fuori contesto, e in generale la percezione è quella di essere costantemente dentro un videogioco, e non dentro la sede - ad esempio - di una grande azienda. Chiaramente, ciò non distrugge totalmente l'immersione e la credibilità del racconto, anche grazie all'eccellente doppiaggio, alla qualità visiva complessiva e all'ottima sceneggiatura, ma dagli esponenti di questo genere ci si aspetta ormai una cura maniacale sul fronte della coerenza strutturale.

    Al netto di tutto ciò, in ogni caso, dopo i primi fastidi dovuti alle meccaniche e a queste carenze tecniche, inizieremo a prendere il polso della situazione e a fare nostra la conoscenza della struttura.

    La già citata qualità del racconto, con dialoghi coinvolgenti e una sceneggiatura sempre interessante, unita a temi intriganti e profondamente attuali nel panorama politica internazionale ("Make england great again" è uno dei motti che incontreremo nell'avventura, e l'intero Union Act che parodizza l'Extradition Act riguarda la paura e l'odio verso gli immigrati) e a un gameplay che ci vedrà sempre come attori principali nella scrittura della trama e dei suoi personaggi, rendono in definitiva The Occupation un titolo assolutamente meritevole, anche solo per il coraggio nello sperimentare una formula così particolare e potenzialmente innovativa.

    The Occupation The OccupationVersione Analizzata PCSebbene tecnicamente claudicante e molto sporco rispetto ai concorrenti del genere stealth, The Occupation si ritaglia uno spazio tutto suo nel panorama delle avventure interattive e dei cosiddetti walking simulator. Dall'ultima fatica White paper games emerge un'opera fortemente politica, squisitamente interattiva, coraggiosa nell'essere magari in ritardo sugli standard tecnici, ma fresca e originale nella formula ludica.

    8

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