The Outer Worlds: la commedia spaziale di Obsidian sbarca su Switch

Il mese di giugno porta il Sistema di Alcione anche sulla console ibrida di Nintendo. É tempo di scongelarsi e mercanteggiare con la colonia di Switch.

recensione The Outer Worlds: la commedia spaziale di Obsidian sbarca su Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Obsidian ha una storia costellata di alti e bassi, di grandi occasioni mancate e momenti di consacrazione nell'immaginario comune dei giocatori. The Outer Worlds ha già dimostrato di essere a suo modo memorabile, di reggere perfettamente il confronto con il mai dimenticato Fallout New Vegas, e lo studio è stato meritatamente accolto da Microsoft nella sua scuderia first party.
    Il brillante gdr sci-fi aveva però un'ultima missione da compiere prima di congedarsi e lasciare i suoi creatori allo sviluppo di Grounded: approdare nel sistema solare di Nintendo e colonizzare il pianeta Switch. Il compito, anche grazie al sostegno del team Virtuous, è andato a buon fine, ma con qualche incidente lungo il tragitto.

    Disgelo

    Delle doti ludiche e narrative del titolo abbiamo discusso ampiamente nella nostra prima recensione di The Outer Worlds, ma permetteteci un breve riassunto di ciò che troverete nell'ultima opera targata Obsidian. Siamo nel Sistema di Alcione, un luogo poco ospitale sotto il controllo del sinistro Consiglio Generale, e il nostro alter ego è uno sfortunato partecipante a un programma di sonno criogenico andato male, rimasto in stasi per ben settantanni.

    Una situazione incresciosa risolta dal Dr. Phineas, ricercato dal Consiglio e in cerca di aiuto per la sua personale missione di salvataggio. In men che non si dica, il nostro avatar (totalmente personalizzabile) viene risvegliato e incaricato di portare a termine un grande e misterioso piano, da cui dipende il destino di centinaia di migliaia di coloni. Decisamente una levataccia.

    Bastano davvero pochi minuti per essere investiti dal black humour tratteggiato da Obsidian, e ogni personaggio, in ogni dialogo, è capace di strappare un sincero sorriso. La scrittura è quindi il pregio principale di questa opera sci-fi, unita al profondo impianto ruolistico costruito da uno studio esperto nel genere. Il modello d'ispirazione è chiaramente Fallout, ma l'ironia che pervade l'avventura è palpabile, e riesce a rendere leggero (o assurdo) ogni scambio di battute, perfino con l'NPC più improbabile. Il tutto, come detto, si fonde con una libertà di scelta capillare, che lascia ai giocatori ampio spazio di manovra per mentire, sbeffeggiare, assecondare i proprio slanci eroici e, più semplicemente, interpretare il ruolo che si desidera. Una ricetta che risulta efficace e coinvolgente, almeno per larga parte della campagna.

    The Outer Worlds non appare però altrettanto pregevole sul fronte del gameplay, con un sistema di shooting poco appagante e meccaniche stealth e di combattimento piuttosto basilari. Nel primo caso, migliorando determinati tratti e l'equipaggiamento le sensazioni migliorano, sebbene il comparto ludico non raggiunga mai valori pienamente soddisfacenti. Si tratta, però, solo di un componente dell'esperienza miscelata da Obsidian, che resta caldamente consigliata.

    Un universo dentro la tasca

    Un altro aspetto in cui Outer Worlds non brilla particolarmente è il comparto tecnico, ma se sulle altre console si poteva soprassedere al pop-up di elementi e alla qualità altalenante dei modelli, su Switch la situazione risulta più carente. Come anticipato, a occuparsi del porting è stato il team di Virtuous, coinvolto anche in diversi progetti di spessore per l'ibrida di Nintendo: da Dark Souls Remastered a Bioshock The Collection (recuperate la recensione di Bioshock The Collection per Switch), il titolo di Obsidian è solo l'ultima produzione di rilievo affidato allo studio di Singapore.

    I ragazzi di Virtuous hanno dovuto ridurre all'osso la già precaria conta poligonale, portando a un risultato in cui i volti (già a partire dall'editor del personaggio) appaiono più spigolosi, senza contare un aliasing ben percepibile giocando in docked.

    Abbiamo inoltre notato anche alcuni artefatti, come un leggero flickering di piccoli elementi su schermo. Si tratta di difetti che vengono mitigati dal passaggio in portabilità, sebbene sia impossibile non notare i sacrifici sul fronte della risoluzione: ogni volta che il gioco deve caricare elementi in rapida successione, la sfocatura causata dai 540p rende ogni scenario ben meno piacevole. Solo una volta che l'intero ambiente è stato caricato, Outer Worlds raggiunge una risoluzione di 720p ma, di fatto, questa eventualità si concretizza soprattutto visitando città e aree al chiuso. Ne consegue che i problemi maggiori si hanno esplorando l'esterno dei pianeti, in cui le texture ambientali mostrano pochissimi dettagli e il pop-up degli elementi è fin troppo presente. Per concludere la disamina su questo aspetto, bisogna aggiungere che non si notano differenze giocando sulla TV o sullo schermo di Switch. Da lodare solo il lavoro sui filmati in engine, che appaiono invece fluidi e dettagliati.

    Con tutti i suoi sacrifici tecnici, però, la versione Switch manca della solidità che ci si aspetterebbe dal frame rate (fissato a 30 fps) di un titolo del genere, giacché spostarsi velocemente nell'overworld, o ingaggiare molti nemici, porta comunque a cali di una certa importanza. Tra l'altro, correndo senza sosta tra un'area e l'altra, capita saltuariamente che il gioco si "blocchi" (con tanto di icona di buffering) per caricare la nuova zona.

    Sebbene il lavoro di Virtuous non sia encomiabile, l'esperienza offerta da Outer Worlds non ne esce totalmente sconfitta, anche grazie ad alcune piccole accortezze decisamente utili alla fruizione del gioco su Switch: la prima è la possibilità di ingrandire il font dei dialoghi, essenziale per un titolo in cui le missioni possono essere portate a termine solo con la propria parlantina. La feature più sorprendente è però il supporto al sistema di movimento dei Joy-Con, che storicamente non è mai stato il massimo della comodità per i titoli in prima persona.

    In Outer Worlds, tuttavia, è possibile sfruttare il sensore di movimento per migliorare concretamente l'efficacia della mira durante le sparatorie, e inoltre questa opzione è disponibile in due varianti, nel caso in cui si voglia il sistema sempre attivo durante il movimento o solo premendo il tasto della mira. Abbiamo fatto diversi test con questa feature, che risulta implementata in maniera ottimale.

    The Outer Worlds The Outer WorldsVersione Analizzata Nintendo SwitchIl grande Consiglio Generale ci impone di essere brutalmente onesti: la versione Switch di Outer Worlds è quella più claudicante sotto il profilo tecnico. Tra artefatti, bassa risoluzione, pop-up degli elementi e decisi cali di frame, il lavoro di Virtous non è tra i migliori, eppure qualche nuova funzionalità risolleva le sorti di un porting altrimenti poco valido. Per fortuna l’esperienza costruita da Obsidian passa soprattutto da una grande scrittura e da un impianto ruolistico che permette di vivere l’avventura senza il dito poggiato costantemente sul grilletto, e in questi casi a risentirne è solo la mera esplorazione dell’overworld. The Outer Worlds resta dunque un gioco brillante, anche in se in questo caso la sua luce appare un po’ più fioca.

    7.2

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