Recensione The Simpsons: Hit and Run

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco The Simpsons: Hit and Run - 1102

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Disponibile per
  • NGC
  • Simpsons e videogiochi,
    matrimonio difficile

    Circa una decina di anni
    fa, sono apparsi sui nostri teleschermi dei personaggi gialli, carichi di
    un’ironia senza pari nell’ambito dei cartoon. Oggi quella strana serie animata è
    diventata un vero e proprio fenomeno di culto, rendendo il geniale creatore,
    Matt Groening, un vero e proprio idolo dei teenager, e scatenando il mercato del
    merchandising come poche altre serie avevano fatto. Nonostante l’incredibile
    successo ottenuto sul piccolo schermo, l’irriverente famiglia Simpson non è però
    mai riuscita a ripetersi nel mondo dei videogiochi, nonostante i numerosi
    tentativi delle più svariate Software House. Questo fino a Hit and Run, gioco
    che fin dai primi screenshot dimostrava di poter invertire questa triste
    tendenza.

    Welcome to Springfield

    La trama è presto detta: gli alieni si preparano per l’ennesimo
    tentativo di conquistare la Terra, e questa volta non hanno lasciato nulla al
    caso, inviando alcune cellule col compito di spiare i comportamenti degli umani.
    Queste si mostreranno principalmente sotto forma di misteriosi furgoni porta
    pizze neri e telecamere volanti che hanno le sembianze di api. L’obiettivo del
    giocatore sarà dunque quello di vanificare una volta per tutte il malefico piano
    di conquista degli extraterrestri. Per far ciò vestirete i panni del mitico
    Homer, della capelluta Marge, del malefico Bart, della saccente Lisa e del
    gestore indiano del Jet Market, Apu. Probabilmente, sarebbe stato preferibile
    poter controllare il fortissimo nonno Abram, ma anche l’innocuo Apu è un
    personaggio piuttosto carismatico. Il gioco ricalca le orme del famigerato Grand
    Theft Auto, dandovi completa libertà d’azione. Ciò che salta subito all’occhio è
    l’incredibile cura con cui è stata realizza la città di Springfield: Radical
    Entertainment ha realizzato ogni singolo centimetro quadro della città vista nel
    cartone, e tutti, ma proprio tutti i personaggi saranno, oltre che presenti,
    facilmente riconoscibili.

    Gameplay

    Come accennato in precedenza, l’impostazione
    ricorda neanche troppo velatamente GTA, sostituendo la crudezza del titolo
    Rockstar con la tipica comicità della serie animata. Il gameplay si divide in
    sostanza in due parti, alternate tra loro, che consistono nella fase a piedi e
    nella parte di “simulazione” di guida, che è la prevalente, oltre che la meglio
    realizzata. Le sezioni di guida risultano molto piacevoli: sono ovviamente
    tendenti all’arcade, vista la semplicità con cui si controlla il mezzo. Forse i
    comandi potrebbero apparire troppo sensibili, ma state certi che dopo poca
    pratica vi ritroverete a guidare per Springfield a tutta birra senza la minima
    esitazione. Le auto sono completamente smontabili: subiscono ogni minimo urto
    perdendo miriadi di pezzi. Ma non preoccupatevi: i bonus per ripararla sono
    talmente numerosi che difficilmente sarete costretti a guidare i brandelli di
    ciò che era la vostra macchina. Nel caso succedesse non allarmatevi, visto che
    lungo i viali saranno presenti numerose cabine telefoniche dalle quali sarà
    possibile “chiamare” tutti i vostri veicoli (qualcuno ha detto Matrix?). Ciò non
    toglie che potrete impossessarvi di qualsiasi veicolo viaggi per le colorate vie
    di Springfield, rendendo di fatto questo Hit and Run una copia sputata del
    pluriccitato e glorificato GTA. I mezzi disponibili sono piuttosto “folli”:
    oltre alla classica auto di famiglia, sarà guidabile una specie di missile, uno
    spazza neve e un camion di sale! In giro per la città troveremo dei soldi,
    utilizzabili sia per comprare nuovi vestiti (e per alcune missioni sarà
    indispensabili avere un certo look), sia per ampliare il proprio parco macchine.
    Le missioni che compongono la storia principale saranno 56, divise in 7 livelli,
    ma come prassi per il genere sarà possibile affrontare miriadi di sfide
    secondarie che variano dalle gare automobilistiche all’aiutare alcuni storici
    personaggi in difficoltà (tra questi come non citare il direttore Skinner?). Ai
    giocatori più esperti il grado di sfida sembrerà tutt’altro che invalicabile: a
    facilitare il tutto ci saranno addirittura le indicazioni sulla strada da
    intraprendere. L’unica cosa a cui bisogna fare attenzione è nel non commettere
    troppe infrazioni: in caso contrario, infatti, la barra dell’Hit and Run (da qui
    il nome del gioco) crescerà: raggiunto il limite vi ritroverete alle calcagna la
    volante del commissario Winchester, che se non sarete abbastanza abili da
    seminare vi infliggerà una pesante multa, prima di farvi tornare a scorazzare
    tranquilli per la città.

    Grafica e
    Sonoro

    Il comparto grafico è di discreta fattura: i
    personaggi sono perfettamente realizzati e rispecchiano fedelmente le
    controparti televisive, e anche le automobili presentano una certa varietà e
    caratterizzazione. Buone anche le animazioni, anche se alcuni movimenti, come il
    calcio, non sono prettamente realistici. Stupisce, però, la scelta grafica dei
    programmatori, che hanno scartato la tecnica, per altro parecchio abusata di
    questi tempi, del Cell Shading , che avrebbe dato quell’impronta fumettosa in
    più che avrebbe probabilmente giovato all’impatto prettamente grafico. Di ottimo
    livello, invece il comparto sonoro; tutti gli arrangiamenti originali, sigla
    compresa, sono presenti, ed anche gli effetti sonori sono piuttosto vari, seppur
    non eccelsi. Molto buono il doppiaggio, che si avvale delle voci originali della
    versione americana. Ciò nonostante, avremmo preferito anche una versione
    nostrana, o perlomeno la presenza dei sottotitoli, che avrebbero facilitato la
    comprensione della sottile ironia presente nei dialoghi di Homer e C.

    Conclusioni

    Finalmente, dopo tanti titoli-spazzatura, un gioco che sfrutta degnamente la
    licenza dei Simpsons. Radicals ha creato un prodotto divertente, longevo e
    curato in ogni minimo dettaglio. La grande libertà offerta al giocatore è un
    incentivo non solo a proseguire nell’avventura, ma anche a gustarsi ogni singolo
    dettaglio che è stato magistralmente proposto. Il difetto principale è
    sicuramente quello della mancanza di originalità, visto che in fondo lo scopo di
    quasi tutte le missioni è quello di andare da un punto all’altro della città.
    Nonostante tutto, però, il passo avanti rispetto alle produzioni passate è
    notevole, e dunque questo titolo merita sicuramente la vostra l’attenzione. In
    conclusione, se siete fan dei Simpsons compratelo a scatola chiusa; in caso
    contrario fateci comunque una partita: potreste non staccarvene più.

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