The Suicide of Rachel Foster Recensione: alla ricerca dei ricordi perduti

Il team italiano One-O-One Games propone un racconto interattivo capace di toccare tematiche molto forti e di sicuro impatto.

recensione The Suicide of Rachel Foster Recensione: alla ricerca dei ricordi perduti
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Un enorme hotel abbandonato, un'implacabile tormenta di neve e una tragedia del passato che riaffiora dalle nebbie del tempo: sono questi gli elementi su cui si fonda The Suicide of Rachel Foster, un intenso racconto interattivo del team italiano One-O-One Games, che sceglie di seguire la lezione di produzioni del calibro di Gone Home e Firewatch per imbastire un prodotto in cui il gameplay è completamente asservito alle esigenze della narrazione. Esattamente come i suoi congeneri più blasonati, The Suicide of Rachel Foster fonda tutto il suo fascino sulla capacità di intrecciare una storia dalle tematiche forti e trascinanti, le quali - nell'arco di circa 4 ore - ci condurranno alla scoperta di una vicenda profondamente drammatica e coinvolgente, che nel finale rannoda tutti i suoi misteri in maniera purtroppo non del tutto coerente con le sue intriganti premesse.

    Un Hotel e i suoi ricordi

    Sul passato di Nicole grava una tragedia che ha portato alla rovina due famiglie: suo padre Leonard ha infatti avuto una relazione con la sedicenne Rachel, figlia del pastore Foster, spingendola al suicidio. Nel 1993, anni dopo i tragici eventi, alla morte di entrambi i genitori, la protagonista giunge nel Montana, per la precisione nell'Hotel di proprietà di Leonard, intenzionata a venderlo per liberarsi una volta per tutte dei fantasmi della sua giovinezza.

    Ma è qui, tra le stanze dell'albergo, assalita dalle memorie di un tempo, che Nicole rimarrà bloccata a causa di una tormenta di neve che la costringe a restare al sicuro tra le mura dell'edificio, in attesa che le strade tornino agibili. In compagnia del gentile Irving, operatore della FEMA (Ente generale per la gestione delle emergenze), la cui voce al telefono è l'unico contatto umano che le resta, la ragazza coglie l'occasione per compiere un piccolo viaggio a ritroso nel passato, prima ricordando alcuni eventi della sua giovinezza e il suo rapporto con Leonard, e poi cercando di mettere insieme i tasselli che hanno condotto al suicidio di Rachel. La verità che verrà a galla è ancora peggiore di quella che si aspettava. The Suicide of Rachel Foster mescola in un'unica soluzione diversi stili narrativi: da una parte troviamo il dramma familiare, dall'altra il thriller esistenzialista, con un contorno di inquietudine che in alcuni frangenti avvicina il gioco di One-O-One a una suggestiva ghost story. Andando oltre la definizione di genere, l'opera propone una sceneggiatura in grado di trattare con una certa delicatezza tematiche piuttosto spigolose e dolorose: tramite l'analisi dell'ambiente di gioco e le lunghe telefonate con Irving, Nicole scaverà tra i meandri di un mistero che, per quanto non esente da alcuni risvolti abbastanza prevedibili, sa regalare momenti di genuina sorpresa.

    Nella parte centrale dell'esperienza, The Suicide of Rachel Foster si tramuta in un thriller investigativo in cui, in maniera del tutto guidata, ci chiederà di raccogliere alcuni indizi per ricomporre un mosaico fatto di bugie e scomode verità: ed è qui che la sceneggiatura raggiunge il suo massimo grado di coinvolgimento, solleticando con intelligenza la curiosità del giocatore.

    Quando la nube di mistero si dissolverà, alcuni passaggi narrativi appariranno però un po' forzati, a volte inseriti nel flusso della trama più per acuire l'alone di ansia e inquietudine che per funzioni strettamente narrative. Sono piccoli escamotage verso i quali possiamo chiudere un occhio, soprattutto in vista di un finale che, per quanto non particolarmente d'impatto, ci pone dinanzi a una scelta molto potente. Il bivio da imboccare non cambia radicalmente la conclusione della storia ma possiede un valore etico e morale estremamente coraggioso, che contribuisce a elevare le ambizioni di questo racconto interattivo.

    Indagare nel passato

    Inserendosi nel solco della tradizione di genere, The Suicide of Rachel Foster limita al minimo indispensabile l'interattività del giocatore, chiedendogli di seguire un percorso piuttosto lineare che lo condurrà, di capitolo in capitolo, verso l'epilogo della storia. Costretta a rimanere nell'Hotel per un periodo imprecisato, Nicole deciderà di esplorarne le stanze, i corridoi e i passaggi segreti per venire a capo del suicidio della giovane Rachel.

    Nonostante la grandezza della struttura, la progressione resta inquadrata lungo binari specifici e, a differenza di un'opera come Gone Home, la trama avanzerà a un ritmo ben preciso, dettato dalle regole della sceneggiatura. Anche l'utilizzo di vari gadget sarà vincolato perlopiù a determinate sequenze, limitando la libertà dell'utente e lo stimolo all'esplorazione. In tal senso, la costruzione del level design è pensata per eliminare ogni contenuto superfluo: l'ambientazione - ispirata all'Overlook Hotel di Shining - non ha bisogno di essere "interpretata" e sarà il gioco stesso a suggerirci cosa guardare e quali oggetti analizzare. Ci sono certo alcuni suppellettili che possono essere raccolti e ruotati a piacimento, ma in pochi contribuiscono ad ampliare il background narrativo.

    È questo il più grande limite di The Suicide of Rachel Foster: non valorizzare pienamente ogni anfratto della sua affascinante location per allestire un racconto ambientale sufficientemente stratificato. Anche se in più di un momento si avvertono le catene della costrizione, in netto contrasto con l'ampiezza dell'Hotel, il fluire della trama resta incalzante e accattivante, merito soprattutto delle ottime interpretazioni dei due personaggi principali, abilissimi nel trasmettere anche ai giocatori la carica emotiva che travolge i protagonisti.

    La recitazione - soltanto in lingua inglese e con i sottotitoli in italiano - è senza dubbio uno degli elementi distintivi di The Suicide of Rachel Foster, che si muove di pari passo con l'eccellente realizzazione tecnica, supportata da un'atmosfera indubbiamente riuscita, in cui si percepisce l'usura del tempo e il peso di ricordi da dimenticare. A spiccare su tutto è però il comparto sonoro, con un audio bineurale che riuscirà a immergerci profondamente a livello sensoriale all'interno dell'Hotel, tra singhiozzi del vento e scricchiolii sinistri che sembrano quasi portare a galla i lamenti del passato.

    The Suicide of Rachel Foster The Suicide of Rachel FosterVersione Analizzata PCThe Suicide of Rachel Foster propone un’esperienza interattiva in cui è la trama a farla da padrone: la storia intessuta da One-O-One Games tocca temi molto delicati, e di tanto in tanto sfocia nella prevedibilità, ma con un pizzico di mystery e una discreta gestione del ritmo ci conduce intelligentemente verso i titoli di coda. Resta solo un po’ di rammarico per qualche scelta narrativa non sempre ben ponderata, e per una location che - nonostante sia assai suggestiva - viene soffocata dalla linearità, e non riesce a comporre un racconto ambientale capace di invogliarci all’esplorazione. Chiudendo un occhio su alcune incertezze, quello alla scoperta del passato di Nicole e Rachel resta un viaggio che vale comunque la pena intraprendere.

    7.2

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