The Tarnishing of Juxtia Recensione: un soulslike in pixel art

Un Soulslike in Pixel Art che non vuole innovare ma che riesce comunque a donarci qualche ora di divertimento con un buon combat system.

The Tarnishing of Juxtia Recensione: un soulslike in pixel art
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  • Pc
  • Parlare del fenomeno soulslike e di quanto FromSoftware abbia influenzato una serie di sviluppatori indipendenti è diventato scontato e ridondante. Il successo ottenuto dalla software house giapponese ha provocato l'aumento di appassionati e addetti ai lavori desiderosi di avvicinarsi ai risultati raggiunti da Miyazaki. Altrettanti sono gli odierni tentativi di creare una commistione di generi che possa provare a far nascere una nuova corrente ludica seguendo il modello soulslike.

    Ebbene, con quella profonda nostalgia degli anni '80 e '90, ecco che ci ritroviamo tra le mani videogiochi con un alto tasso di difficoltà, uno stile squisitamente retrò e il recupero di alcuni elementi di platforming e scorrimento laterale che vanno a convergere per dar vita a qualcosa di nuovo. Tra questi troviamo anche The Tarnishing of Juxtia, sviluppato da Actual Nerds e disponibile su PC, di cui adesso vogliamo parlarvi nel dettaglio.

    Il mefitico Tarnishing di Delium

    The Tarnishing of Juxtia si ricollega per il suo stile cupo e la sua ambientazione oscura a titoli come Hollow Knight e Salt & Sanctuary (a proposito, qui la recensione del sequel, Salt & Sacrifice), condividendo quel desiderio di inasprire il viaggio del protagonista in diversi modi. Il viaggio di Actual Nerds per sua fortuna vanta altre caratteristiche di cui bisogna parlare.

    Tra queste sicuramente non annoveriamo la narrazione semi-vaga, che di fatto è un tratto tipico dei soulslike, pronta a lasciarci intendere quanto l'apocalisse abbia fatto piombare il mondo nell'oscurità, perché popolato da esseri mortiferi armati fino ai denti. A noi il compito di addentrarci in queste ombre lasciate a proliferare da entità sovrannaturali, che hanno generato mostri desiderosi di abbatterci. Siamo chiari sin da subito: The Tarninshing of Juxtia non prova a fare niente di nuovo rispetto a quanto abbiamo visto in altre produzioni e non lo definiremmo esattamente generoso in merito alla longevità. L'avventura infatti dura circa otto ore, il che da un lato potrebbe essere positivo per chi cerca un'esperienza più rapida e non (troppo) ardua ma dall'altro potrebbe risultare un po' spiacevole, perché, grazie alle modifiche apportate ad alcune meccaniche tipiche dei soulslike, questo viaggio potrebbe farvi divertire più del previsto.

    The chosen one

    Nei panni di un provetto combattente prescelto della dea Juxtia e in grado di gestire qualsivoglia arma, potrete aprire scrigni o raccogliere gli eventuali drop dagli avversari, che chiaramente passeranno a miglior vita in scontri che vi vedranno utilizzare attacchi base, magici e le immancabili capriole per schivare i pericoli. L'UI invece si limita a mostrare la barra della salute, della stamina e del mana, con quest'ultimo che si andrà a ricaricare gradualmente dopo l'esecuzione delle magie.

    La stamina che regola le possibili combo e la salute potrà essere rigenerata sia grazie a delle bende, che in questo caso sostituiscono le famose fiaschette, oppure riposando alle fontane, che invece sono l'equivalente dei falò. Pur avendo a nostra disposizione un nutrito arsenale, che ci permetterà di variare l'offensiva a suon di fendenti di spadoni e affondi di lance, abbiamo trovato le combinazioni di attacco un po' limitate e talvolta macchinose, sebbene il mix tra le schivate e i colpi ben assestati permetta di avere la meglio anche sugli abomini apparentemente inarrestabili. Per fortuna la ricetta ludica viene impreziosita da quello che è a tutti gli effetti uno status frenesia, che si sblocca dopo aver colpito i nemici un determinato numero di volte, indicato nella parte inferiore dello schermo con dei rombi da riempire.

    Quando le figure saranno complete, il guerriero otterrà un bonus di statistiche che gli permetterà di sferrare attacchi più potenti, sia dal punto di vista magico che fisico. Un'aggiunta piccola, ma indubbiamente gradita, che spinge il giocatore a inanellare quante più combo possibili e quindi lo allontana dall'adottare strategie passive e attendiste.

    Perché se è vero che gli incantesimi di cui disporrete avranno un'ampia gittata, ridurre le abilità di Jixtia a quelle di un mago novizio non è l'idea migliore, soprattutto durante il confronto con opponenti in grado di spostarsi con rapidità o perfino mediante l'uso del teletrasporto.

    L'anima e la runa del combattente

    In realtà vibrare fendenti a destra e a manca potrebbe portarvi a una prematura dipartita, nonché a perdere quella valuta che raccoglierete ogni volta che sconfiggerete un avversario. Le anime, che chiaramente si potranno recuperare raggiungendo il punto in cui sono state lasciate dal combattente caduto, servono esclusivamente per salire di livello e non possono essere sfruttate in altri modi. Per quanto concerne le fontane, Actual Nerds ne ha disseminate un buon numero all'interno della mappa, cercando di essere gentile coi neofiti e di limitare l'esperienza punitiva. Ciò detto, soltanto quelle più grandi vi permetteranno di potenziare il personaggio, mentre quelle di dimensioni ridotte si limitano a rigenerare gli oggetti curativi e a ricaricare l'energia del guerriero.

    Ad aumentare la profondità del gameplay e del battle system ci pensano i doni che riceveremo dai boss sconfitti: potremo attivare delle abilità non utilizzabili in rapida successione, a causa dei sostenuti tempi di cooldown, ma che si sono rivelate decisamente utili per trionfare in battaglia. Avremo anche degli amuleti che cambieranno le nostre statistiche e non soltanto in positivo.

    Parliamo infatti dell'integrazione di buff e debuff da non sottovalutare, un tratto questo che chiama a scegliere il giusto compromesso da trovare per non trasformare dei possibili benefici in fastidosi inconvenienti. Sul fronte prettamente strategico, insomma, l'avventura cerca di fornire quante più strade percorribili, lasciando al giocatore la totale libertà di costruire una build ad hoc e di scegliere come proseguire per raggiungere il suo obiettivo ultimo: aprirsi un varco tra le truppe di Drelium e porre fine all'oscurità abbattutasi sul reame.

    Una guerra a piattaforme

    Arriviamo, adesso, a quella che è la commistione d'elementi a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza. Actual Nerds ha unito il combattimento sulla scia dei soulslike all'esplorazione tipica dei platform, acuendo la verticalità dell'ambiente 2D a scorrimento laterale, così da permettere all'eroe di turno di ricercare passaggi nascosti o attivare delle utili scorciatoie.

    Peccato solo che l'esperienza sia caratterizzata da una certa semplicità di fondo sul fronte strutturale. Parliamo infatti di un numero limitato di stanze opzionali e boss secondari posti a guardia di oggetti preziosi, come pure di percorsi alternativi sempre belli da vedere, per merito della buona direzione artistica, ma che si esauriscono in pochi passi.

    A proposito di presentazione estetica, sia i pezzi d'equipaggiamento del guerriero, sia gli avversari che andremo ad affrontare, si sono rivelati gradevoli a vedersi, merito di un design sempre accattivante. In particolare, i nemici lottano furbamente e sanno quando è il momento giusto per lanciarsi in una temibile offensiva o quando ricorrere a provvidenziali schivate. Piacevoli anche le battaglie con i boss (anche quelle introduttive), che ci hanno visto memorizzare i pattern d'attacco dei temibili avversari per poi lanciarci in un'azione tesa e appagante.

    The Tarnishing of Juxtia The Tarnishing of JuxtiaVersione Analizzata PCThe Tarnishing of Juxtia non è un titolo che brilla per originalità, soprattutto in quella che è una scena già piena di soulslike e di prodotti pronti a scimmiottarne le caratteristiche principali. Eppure nel suo proporre delle meccaniche di gameplay già note ma non per questo banali, offre un'esperienza ludica che riesce a divertire, grazie a delle boss fight molto avvincenti e a un'efficace direzione artistica. Insomma, se volete vivere un viaggio all'insegna di sfide ardue e appassionanti, dovreste tenerlo in considerazione.

    7.5

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