The Walking Dead Saints & Sinners Recensione: zombie in Realtà Virtuale

Una nuova esperienza in Realtà Virtuale ambientata nel mondo di The Walking Dead: l'abbiamo provata con Oculus Rift S.

The Walking Dead Saints & Sinners Recensione: zombie in Realtà Virtuale
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • The Walking Dead: Saints & Sinners ci dà un'ulteriore conferma che il videogioco classico e le esperienze in realtà virtuale sono due rami dell'intrattenimento digitale più lontani di quanto si pensi. Sebbene i prodotti costruiti per la VR recuperino meccaniche e impalcature dal gaming tradizionale, è evidente che parlino un linguaggio profondamente diverso, proponendo un tipo di partecipazione alternativa e complementare rispetto a quella richiesta "pad alla mano". Il senso di presenza e la fisicità dell'azione riscrivono le regole del gioco, e per avere un prodotto efficace sono necessarie interazioni più essenziali, meno elaborate, eppure più concrete e credibili.

    Se lo dovessimo esaminare come un prodotto classico, il nuovo titolo sviluppato da Skydance Interactive risulterebbe quindi un survival un po' triviale, senza spunti particolarmente originali e con poche possibilità di distinguersi dai congeneri. Una volta indossato l'Oculus Rift S, invece, le cose cambiano radicalmente: l'esplorazione si fa più coinvolgente, gli scontri con gli erranti diventano ansiogeni e viscerali, e la sensazione di oppressione cresce in maniera direttamente proporzionale all'immersività. In prima battuta leggermente straniante e complesso, The Walking Dead: Saints & Sinners riesce insomma a cavarsela più che bene, testimoniando una volta di più che i team di sviluppo dediti alla VR hanno ormai grandi ambizioni, oltre che il know how per creare titoli densi e stratificati.

    Zombi tra Santi e Peccatori

    Saints & Sinners è ambientato nell'universo di The Walking Dead, ma a dirla tutta ha ben poche connessioni sia con il fumetto firmato da Robert Kirkman che non l'adattamento televisivo di HBO. I modelli realizzati con la tecnica del toon shading, con i contorni ben marcati e i colori uniformi, lo avvicinano genericamente al mondo dei comic, ma non certo allo stile dell'opera originale.

    L'avventura si ambienta a New Orleans, sette anni dopo l'inizio dell'epidemia. La città è stata quasi inghiottita dalle acque, che arrivano a lambirne le strade e rigurgitano orde di erranti nei pochi quartieri ancora emersi. I sopravvissuti si sono organizzati in fazioni, innescando una guerra civile che rende la permanenza ancora meno sicura; come se non bastassero gli sciacalli impazziti che sparano a tutto quello che si muove, nella speranza di racimolare qualche risorsa.

    In questo contesto desolante il giocatore interpreta un nuovo arrivato che tutti chiamano "il turista". Neppure il tempo di mettere piede in città e scopriremo che il nostro unico contatto è stato massacrato dai locali, lasciandoci fortunatamente in eredità il suo rifugio, ricavato nei resti di un vecchio autobus "arenato" nel cimitero. Dovremo quindi cavarcela avendo a disposizione qualche banco da lavoro e pochissime risorse, nel tentativo di capire se New Orleans può essere in qualche modo salvata dall'oblio a cui sembra destinata.

    The Walking Dead: Saints & Sinners ci spedisce in azione senza troppi preamboli, dopo un tutorial volutamente sintetico, che ci spiega le basi del gameplay ma non vuole certo prepararci a tutte le difficoltà che incontreremo. Scoprire come sopravvivere in questo ambiente ostile sarà nostro compito, e dovremo farlo con impegno, determinazione e fatica.

    Colpisci alla testa

    Il titolo si presenta come un action in prima persona con molti elementi survival, a cominciare dalla gestione del proprio stato psicofisico. Il margine inferiore dell'inquadratura riporta la barra dalla salute e quella della stamina: per riempire quest'ultima e far sì che non ci si trovi senza energia nel bel mezzo di una corsa o mentre stiamo per assestare la bastonata letale ad uno zombie, sarà necessario mangiare, ma tutto il cibo che troveremo in giro per il mondo sarà probabilmente avariato, e intaccherà la nostra salute massima. Dovremo rimediare ingurgitando pillole medicinali (rarissime) e usando bende con cui "rattopparci" un po'.

    Fondamentale sarà anche raccogliere quanta più "spazzatura" possibile, con l'obiettivo di estrarre risorse utili: metalli da lavoro, fibre tessili, collanti e tasselli di legno. Durante le nostre scampagnate gli oggetti raccolti vanno infilati nello zaino, portandoli fisicamente dietro le spalle: la borsa può essere raggiunta alla stessa maniera, per portarla di fronte a noi e controllarne il contenuto.

    La gestione dell'inventario risulta un po' macchinosa, nelle battute iniziali. Dal "taschino" destro (in pratica portando la mano al petto ed eseguendo l'azione di afferrare) si può materializzare un taccuino con la mappa di gioco e l'elenco dei compiti principali e secondari. Sempre appuntata sul petto, ma dalla parte sinistra, c'è una torcia che può esserci utile se entriamo in luoghi bui: va scossa di tanto in tanto per ricaricarla. E poi ci sono le armi: quelle pesanti, come una mazza che ricorda tanto quella di Negan, vanno dietro la spalla destra, quelle leggere (come pistole e coltelli) al lato della cintura.

    Sebbene possa capitare, in prima battuta, un game over di troppo perché ancora non si riesce a gestire efficacemente tutto l'arsenale, dopo poche ore sapremo cavarcela a meraviglia, divertendoci anche a massacrare gli infetti che infestano le aree di gioco. Il combattimento, in Saints & Sinners, è estremamente fisico, viscerale. Possiamo avvicinarci ad un errante e infilare un cacciavite nel suo cranio, fin quasi ad avvertire la resistenza della cane marcia che cede sotto il nostro colpo. Vedremo poi il corpo senza vita penzolare dall'arma, e dovremo staccarlo aiutandoci con l'altra mano, oppure con uno scossone netto e deciso.

    Afferrare una mazza con entrambe le mani e vibrare un fendente deciso regala le stesse soddisfazioni. E vi lasciamo immaginare la meraviglia di scoprire che ogni arma ha un sistema di ricarica diverso, che vi impone ad esempio di infilare uno ad uno i proiettili nel revolver così come le cartucce della doppietta. Sfruttando in maniera brillante gli Oculus Touch il team di sviluppo ha studiato delle interazioni significative, che rendono il combattimento credibile e opportunamente complesso. Non crediate di avere il tempo per ricaricare un'arma al volo mentre un camminatore vi sta inseguendo, perché sarebbe del tutto irreale: meglio, in quel caso, afferrare una bottiglia, spaccarla contro un muro, e provare ad infilarne il moncone aguzzo nelle tempie del non-morto.

    Un'altra componente molto efficace è quella legata all'esplorazione e allo scavenging. Durante le nostre uscite dovremo scandagliare con attenzione tutte le case accessibili, alla ricerca di oggetti curativi e risorse di vario tipo. Dovremo aprire le porte con attenzione per evitare di finire in pasto agli erranti, orientare il fascio di luce per cercare trappole (ed eventualmente disinnescarle con un coltello), e poi aprire cassetti e scaffali per recuperare magari qualche scatola di cibo sfuggita ai saccheggiatori. Un'operazione che ogni giocatore avrà compiuto decine di volte nella migliore delle ipotesi, ma che grazie alla VR diventa più attiva e partecipe, dal momento che è necessario guardarsi attorno, studiare l'ambiente, muovendosi con circospetta curiosità.

    Varietà, sistema di sviluppo e longevità

    È interessante, inoltre, ritrovare in Saints & Sinners anche un meccanismo di scalata che sembra uscito dal vecchio The Climb, e che ci permette ad esempio di arrampicarci sulle grondaie per raggiungere il secondo piano di un edificio, magari eludendo la sorveglianza per poi dedicarsi ad un po' di stealth.
    Il gameplay di questo tie-in, insomma, è molto strutturato e piacevolmente vario, pensato per amplificare efficacemente il senso di immersione. Anche senza raggiungere l'estrema diversificazione di Asgard's Wrath, il team di sviluppo ha imbastito un prodotto efficace e stratificato.

    È un peccato però che l'intelligenza artificiale degli avversari umani sia molto basilare, e sulla lunga distanza l'operazione di sfoltimento delle fila nemiche diventi molto meccanica (lo è, ovviamente, anche nel caso degli Erranti, che si limitano ad inseguirci con estrema determinazione). Anche il riuso di asset grafici tende a spuntare un po' le armi della produzione, visto che gli ambienti inizieranno ad assomigliarsi un po' troppo già nel corso delle prime ore di gioco.

    Per fortuna a vivacizzare le cose ci sarà il sistema di sviluppo del personaggio: le risorse accumulate potranno essere investite, tornando alla base, per migliorare tre diversi talenti, sbloccando bonus passivi e nuovi oggetti da realizzare grazie al sistema di crafting. Ci sono anche ricette e oggetti segreti che andranno recuperati direttamente sul campo.

    Zombi U?In Saints & Sinner c'è uno strano meccanismo legato alla morte, che in parte ci ha ricordato il titolo Ubisoft citato come titolo di questo box. In caso di prematura dipartita potremo scegliere se ricaricare l'ultimo salvataggio, oppure se materializzarci nuovamente all'inizio della mappa, con l'obiettivo di recuperare lo zaino (e la refurtiva che conteneva) nel punto in cui ci abbiamo rimesso la pelle. Una possibilità che non ha purtroppo nessuna giustificazione narrativa, e che sembra quasi fuori contesto. Sarebbe stato meglio tralasciare questa dinamica oppure abbracciarla completamente, trovandole una spiegazione diegetica proprio come aveva fatto il titolo di lancio di WiiU.

    Saints & Sinners, insomma, vi incentiva anche a tornare nelle zone già visitate: la mappa di gioco è suddivisa in una decina di aree indipendenti, che corrispondono ai diversi quartieri della città, non particolarmente estese ma neppure troppo soffocanti. Più che la trama principale, non troppo elaborata e con poco mordente soprattutto nella parte centrale, sarà proprio la volontà di recuperare armi e materie prime a farvi tornare sui vostri passi: ricordate però che la disposizione di oggetti e avversari cambierà ogni volta, e che di giorno in giorno ci saranno sempre meno risorse e sempre più erranti. Meglio quindi portare a conclusione l'avventura senza tergiversare troppo; circa dodici ore dovrebbero essere sufficienti a vedere i titoli di coda e farvi sentire soddisfatti della vostre perlustrazioni.

    The Walking Dead Saints & Sinners The Walking Dead Saints & SinnersVersione Analizzata PCSaints & Sinners non sfrutta in maniera particolarmente brillante la licenza ufficiale di The Walking Dead, lasciando sostanzialmente implicite le connessioni con l'opera di Kirkmann o con i suoi adattamenti, e si presenta quindi come un survival ambientato in un mondo sì affascinante, ma anche molto generico. Funziona l'idea di una città "affogata" dalle acque, e funziona lo stile generale dei modelli e delle texture, che regala al prodotto una vibrazione da fumetto americano. Il pilastro portante del titolo è rappresentato però dalla qualità delle interazioni: con il mondo di gioco, con le sue strutture, con gli erranti e con le armi. L'obiettivo principale è quello di qualsiasi survival: raccogliere risorse, gestire la propria salute psicofisica, migliorare le proprie abilità di crafting per costruire armi progressivamente più letali e medikit via via più efficaci. Per quanto classica sia questa struttura, la Realtà Virtuale amplifica in maniera eccezionale emozioni e sensazioni: vibrare un colpo letale ad uno zombie e poi staccarlo a forza dalla mazza che gli abbiamo conficcato nel cranio, scalare la parete esterna di una casa per cogliere di sorpresa i sopravvissuti asserragliati al piano superiore, e ancora perlustrare attentamente un edificio abbandonato, immersi nel buio più totale e circondati dalle urla degli erranti, sono momenti che non si dimenticano facilmente. Peccato che Saints & Sinners tenda a diventare un po' ripetitivo, lontano dall'eccellenza di altri prodotti che popolano gli store VR (pensiamo al già citato Asgard's Wrath, ma anche a Stormland e Boneworks), sicuramente meno brillante in quanto a varietà e impegno produttivo. Resta vero che la Realtà Virtuale ribadisce i suoi meriti, fra cui quello di riuscire a dare un sapore nuovo ed un vigore inedito anche alle esperienze che credevamo di aver già metabolizzato.

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