The Witcher 3 Next-Gen Recensione: Ray Tracing e tante sorprese su PS5

La nostra prova dell'Update Next-Gen di The Witcher 3 è promossa sotto ogni punto di vista: la giusta conclusione di un ciclo straordinario.

The Witcher 3 Wild Hunt Next-Gen
Recensione: PlayStation 5
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Nel corso dell'ultimo REDStream abbiamo appreso le principali novità di The Witcher 3 Nextgen, un aggiornamento che promette non solo di raccogliere il meglio di quanto prodotto in questi lunghi anni dai modder di tutto il mondo, ma anche di proporre un'esperienza rinnovata sotto più fronti. Il lupo bianco torna protagonista assoluto in questo ricco upgrade, che migliora in maniera efficace alcuni aspetti che meritavano di essere svecchiati, ne rinnova l'estetica con un approccio multimodale pescando sia dalla community che dal know-how della software house polacca e innesta nuove feature pronte a farci perdere di nuovo la testa per l'epica avventura di Geralt di Rivia.

    Grafica: un overhaul totale!

    La merce messa sul piatto da CD Projekt Red è tanta e ben tornita. Il fronte estetico è stato ringiovanito con texture ad alta risoluzione, mentre l'impianto di illuminazione è ora gestito seppur parzialmente dagli algoritmi di Ray Tracing.

    Al contempo si è lavorato sulla cosiddetta "Quality of life", con accorgimenti pratici che potrebbero fare la differenza per rendere più piacevole e moderna la proposta dei ragazzi di CDPR. Sotto il cofano si è lavorato anche per aggiungere interessanti innesti tecnici, il tutto rigorosamente in forma gratuita i possessori del gioco e per chi deciderà di acquistarlo dopo averne scoperto le novità. Questo update è stato confezionato sia per le piattaforme next gen che per chi deciderà di rivivere il terzo capitolo della serie su PC. Il materiale mutuato direttamente da anni di lavoro della community è poco ma congeniale al risultato finale: in maniera simile a quanto proposto da Bethesda con la sua Anniversary Edition di Skyrim, anche questa riedizione di The Witcher 3 integra le migliori mod pubblicate nel corso del tempo.

    Quelle scelte dal team e pescate direttamente da NexusMods sono cinque, ovvero The Witcher 3 HD Reworked Project di HalkHogan, HD Monsters Reworked di Denroth, Immersive Real-time Cutscenes di teiji25, Nitpicker's Patch di chuckcash e World Map Fixes di Terg500. A queste si aggiungono le diverse mod create per l'occasione direttamente dal team, principalmente rivolte al gameplay ma anche all'aspetto estetico.

    L'HD Reworked Project e HDMR sono i progetti della community che più di tutti risaltano su schermi ampi e in UltraHD, grazie a modelli e texture in alta risoluzione dalla resa eccellente senza mai risultare eccessivamente artefatti, portando al contempo il giusto rispetto alla direzione artistica originale. Solo alcuni casi, come la cotta di maglia dell'outfit originale, risultano forse un po' piatti, ma comunque non meno credibili nel contesto in cui si trovano. Il medesimo pacchetto HD comporta un miglioramento del LOD, con elementi ora visibili a distanze superiori che conferiscono ai panorami una maggiore ricchezza visiva, sicuramente molto più impattante dal punto di vista scenico.

    Il ciclo giorno-notte è forse l'aspetto dove i ritocchi messi a punto della software house si fanno più evidenti, soprattutto agli estremi della giornata, con effetti presenti in tutte le modalità grafiche per regalare maestosi tramonti e albe mozzafiato, con raggi di luce che si infiltrano in maniera straordinariamente naturale tra alberi e nebbia in un mondo ancora più vivo e credibile.

    Su PlayStation 5 è possibile scegliere tra modalità Performance e Ray Tracing, rispettivamente a 60 e 30 FPS. Entrambi i preset si dimostrano piuttosto solidi, e la modalità con luci in tempo reale spicca particolarmente per responsività nonostante il framerate dimezzato (un approccio simile è stato scelto per Xbox Series X, mentre Xbox Series S riceverà una modalità Performance a 60 FPS e una ad alta qualità visiva a 30 con texture migliorate ma senza Ray Tracing). Sebbene entrambe le modalità siano validissime, in Ray Tracing si riesce a ottenere un effetto molto bilanciato ma non paragonabile alla modalità Prestazioni a livello puramente ludico, anche se la minore quantità di fotogrammi prodotti conferisce un taglio cinematografico che potrebbe incontrare il gradimento di un certo tipo di utenza. Da notare che, a differenza del preset con RT, quello che punta ai 60 mostra talvolta qualche calo (anche significativo) che però non incide in modo consistente sulla godibilità dell'insieme.

    Il massiccio upgrade estetico ha il suo prezzo ed è stato possibile raggiungere questo risultato su console solo grazie all'implementazione della tecnologia di upsampling AMD FidelityFX Super Resolution, il cui ruolo nel quadro della current gen sta finalmente iniziando a rivelarsi determinante. Va comunque detto che l'utilizzo massiccio di FSR rivela la sua presenza in alcuni artefatti e sporadici shimmering degli oggetti a distanza (lampeggiamenti) sia in Ray Tracing che nel preset ad alto framerate.

    La modalità Ray Tracing aggiunge l'illuminazione globale in tempo reale e l'occlusione ambientale RT ma non riflessi e ombre, appannaggio esclusivo della versione PC; tuttavia, acqua e superfici liquide sono state comunque rielaborate in maniera sensibile, non facendo rimpiangere l'assenza dei riflessi in real time con un intelligente utilizzo delle screen-space reflections.

    Tra Performance e Ray Tracing la differenza è piuttosto evidente, soprattutto negli interni a lume di candela in cui le luci in real time riescono a dare maggiore profondità agli ambienti grazie a una propagazione più realistica delle fonti luminose, al riflesso delle superfici colorate e a una gradazione delle ombre più sfumata, che contribuisce efficacemente alle atmosfere del titolo.
    Il preset Performance mostra ombre globali più intense ma eccessivamente piatte, gradevoli nelle cutscene ma non altrettanto efficaci nel complesso.

    Anche Geralt è stato migliorato: oltre alle texture, il modello del protagonista ora beneficia di ombre autoprodotte in alta risoluzione. Quelle proiettate verso il mondo esterno talvolta risultano troppo nitide nei contorni, scadendo nell'eccesso opposto e non riflettendo evidentemente quello che era l'intento di partenza. Ciò che invece si nota a colpo d'occhio è il rimodellamento totale della vegetazione di terra, ora più fitta, realistica e in grado di interagire in maniera credibile con il personaggio.

    Un gameplay (quasi) al passo coi tempi

    Se l'occhio vuole la sua parte, il piatto delle migliorie tecniche è altrettanto ricco. Si parte con la tanto chiacchierata modalità di lancio rapido dei Segni, la cui implementazione si è rivelata una vera svolta nei combattimenti. Utilizzarla richiede la sua attivazione tramite il relativo toggle nel menu Impostazioni di Gioco, dopodiché i Segni potranno essere lanciati in maniera diretta senza passare per il carosello dedicato: durante il combattimento, basterà premere il trigger che prima serviva per castare il Segno selezionato e ora pensato per attivare una mappatura momentanea dei tasti azione, a ognuno dei quali corrisponde un Segno differente.

    Altro aspetto macroscopico che cambia significativamente il gameplay è la fotocamera ravvicinata, che può essere impostata o disabilitata per ogni contesto, quindi esplorazione, combattimento e cavalcatura. Chi vorrà tornare all'esperienza "vanilla" potrà farlo con l'impostazione predefinita, ma consigliamo di dare un'occasione alla nuova visuale almeno per quel che riguarda combattimento ed esplorazione. Per la visuale a cavallo riteniamo che resti migliore la telecamera originale, la cui distanza consente di avere una migliore visione d'insieme, soprattutto in velocità.

    La mappa semplificata è un'accortezza tanto banale quanto incisiva, a maggior ragione se vi trovate tra quegli utenti che mal sopportano l'eccesso di informazioni derivante dal crescente numero di segnalini e POI negli open world.

    Proprio come per gli altri cambiamenti pratici, anche questo è assolutamente reversibile a discrezione del giocatore. A questi tre "iceberg" segue una schiera di modifiche secondarie, come la possibilità di scattare direttamente con L3 (oltre alla presenza di tre livelli di camminata gestiti tramite inclinazione dell'analogico) e la raccolta di erbe senza passare dal mini-inventario di loot, che messe insieme portano a un approccio di gioco ridisegnato in alcuni dei suoi principali segni del tempo, rendendolo complessivamente meno macchinoso ma a tratti ancora legnoso in alcuni frangenti come l'esplorazione in corsa, in cui la collisione con asset casuali è più una regola che un'eccezione.

    Un DualSense discreto

    Direttamente da Cyberpunk 2077 arriva una essenziale ma gradevole Photo Mode, giusto in tempo per immortalare gli scenari mozzafiato di questa versione del gioco con una marea di opzioni. Si può agire sul campo visivo, sull'apertura e sul focus, ma anche sulla correzione colore e sulla luminosità.

    Sul piano contenutistico sono state aggiunte nuove quest che consentono di sbloccare equipaggiamenti e outfit ispirati alla serie Netflix con Henry Cavill sia per Geralt che per Dandelion, oltre a diversi bugfix per le preesistenti quest ancora affette da problematiche.

    Tra le feature esclusive per PlayStation 5 trovano posto le tab relative alle Attività e alle Storie recenti, ma ciò che sicuramente i possessori del gioiello next gen di Sony stavano aspettando è l'implementazione del feedback aptico e dei trigger adattivi, presente per la verità in maniera conservativa ma non meno efficace di altre soluzioni: alle vibrazioni ambientali si aggiunge la resistenza sul trigger destro per lanciare i Segni, la cui utilità nel favorire l'immersione di gioco viene parzialmente dissipata dalla modalità Lancio Rapido.

    Ray Tracing

    Performance

    In questo caso R2 resta adattivo, ma servirà solo per accedere alla mappatura momentanea per castare i Segni tramite i tasti azione; dal momento che i segni sono cinque, questa modalità attiverà la resistenza anche sul tasto L2, ma esclusivamente per lanciare Igni.

    Per quanto piacevole sia la resa della proposta, resta la sensazione di un potenziale non del tutto espresso, che avrebbe potuto valorizzare ulteriormente la gamma sensoriale di uno dei titoli di maggior successo della scorsa generazione. Tirando le somme, questo corposo update completamente gratuito aggiunge una serie quasi infinita di migliorie su tutti i fronti in cui il gioco poteva essere rielaborato. Ciò che non stravolge lo migliora, ma una parte dei limiti di The Witcher 3 permane, in linea con i caratteri di un upgrade che arriva a sette anni dalla pubblicazione dell'opera, e che pertanto resta vincolato ai tratti di una produzione ancorata ai canoni della scorsa generazione.

    The Witcher 3 Wild Hunt The Witcher 3 Wild HuntVersione Analizzata PlayStation 5L'aggiornamento current gen di The Witcher 3 ci ha consentito di tuffarci di nuovo tra i disordini di un mondo ricco di fascino, misterioso e straripante di sfumature sensoriali. Seppur con un lifting di elevata caratura, il terzo capitolo della serie resta figlio della sua generazione, nel bene e nel male. L’impatto delle nuove texture e di un impianto di illuminazione rivisto quasi in ogni sua parte consente di apprezzare come non mai le avventure dello strigo per eccellenza, con un taglio cinematografico reso ancora più efficace dall'aggiunta del Ray Tracing e con una fluidità inedita scegliendo di optare per la modalità performance. Selezionate con saggezza le mod prodotte dalla community, e altrettanto efficaci quelle create ex novo per svecchiare le meccaniche più obsolete del gioco originale, che ora beneficia di un sistema di interazione più fresco e dinamico e di una visuale ravvicinata che favorisce l’immersività nell’esplorazione e nel combattimento. In definitiva, ci sentiamo di promuovere senza mezzi termini il pacchetto current gen sviluppato da CDPR, a maggior ragione considerando che l'upgrade sarà completamente gratuito per i possessori del titolo a partire dal 14 dicembre 2022.

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