Recensione The Witcher Enhanced Edition

The Witcher, rimesso a nuovo

The Witcher Enhanced Edition
Recensione: PC
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  • Pc
  • “Enhanced Edition”: tradotto letteralmente, versione migliorata; un tipo di edizione pressochè nuovo, non classificabile né come una vera espansione né come una semplice patch. Una scelta insolita, questa degli sviluppatori, tesa a limare i difetti di uno dei migliori Rpg degli ultimi tempi quel tanto che basta per destare nuovo interesse nei giocatori magari insoddisfatti dalla prima uscita; quanto ai giocatori precedenti, essi saranno felici di sapere che il 90% dei contenuti di questa nuova versione, compresi quindi gli extra come la colonna sonora, la mappa e altro, saranno scaricabili gratuitamente da internet. L'obbiettivo principale rimangono comunque i nuovi giocatori: The Wticher Enhanced edition, versione del gioco rimessa a nuovo e portata nei negozi in un'edizione a dir poco lussuosa e piena di extra, rappresenta in effetti un buon passo avanti rispetto alla prima uscita: per molti, potrebbe trattarsi di un The Witcher “come avrebbe dovuto essere sin dalla prima volta”.

    Bentornati a Kaer Morhen

    The Witcher, già nella sua versione base, era un Rpg assai massiccio e complesso: per i neofiti la lettura della relativa recensione è quindi consigliabile. Riassumendo velocemente, comunque, si tratta di un titolo basato su una fortunata serie di storie fantasy incentrate attorno alla figura di Geralt di Rivia, un “Witcher”, cioè un cacciatore di mostri dotato di abilità soprannaturali ottenute in giovane età durante l'addestramento; il mondo in cui Geralt si muove ha tuttavia, mostri-magie-witcher a parte, ben poco di fantasy: gli eroi scarseggiano e vi si trova solo umanità con tutto il bene e il male che questo comporta. In effetti è un mondo “adulto”, pieno di compromessi morali, in cui essere il buono significa cercare di comportarsi alla meno peggio e in cui i risultati delle proprie scelte non sono mai evidenti al primo istante (effetto riprodotto nel gioco con le conseguenze capaci di arrivare molte ore dopo aver compiuto un'azione). Quanto al gameplay, si tratta essenzialmente di un Rpg in terza persona, con visuale selezionabile sia a volo d'uccello che alle spalle del protagonista, in cui i nemici si affrontano attraverso un mix di tecniche di spada (incentrate sulla pressione dei tasti al momento giusto per effettuare le combo), magie e utilizzo di pozioni, insolitamente più efficaci rispetto agli altri Rpg.
    Il gameplay base è, in effetti, la parte meno interessata dal restyling del titolo: il modo di affrontare i nemici non è cambiato di una virgola per quanto gli sviluppatori affermino di aver aumentato la velocità di risposta ai comandi del giocatore; in ogni caso il sistema originale è stato mantenuto con i suoi pregi, semplicità in testa, e i suoi difetti tra cui una sostanziale ripetitività del tutto con il giocatore costretto a ripetere solo click del mouse, e l'occasionale extra (magia-pozione-cambio di stile di spada) ogni tanto, mentre sullo schermo magari succede il finimondo. No, le innovazioni principali sono concentrate su storia e dialoghi e nel motore grafico (esaminato più avanti); la versione Enhanced infatti presenta ben 5000 linee di dialogo riscritte e/o ridoppiate migliorando contemporaneamente sia la struttura generale della trama, con personaggi meglio definiti sul piano caratteriale, sia la qualità del doppiaggio aspramente criticato all'uscita. Bisogna purtroppo dire come il ridoppiaggio riguardi solo le voci in inglese e in tedesco (queste ultime addirittura sul piano delle 22000 linee riscritte) lasciando alle altre lingue selezionabili, tra cui l'italiano, solo i vecchi dialoghi. Tale risultato è più che apparente quando, sfruttando le nuove opzioni di selezione della lingua (ora indipendenti fra loro: si potrebbe scegliere il parlato italiano con sottotitoli in polacco, ad esempio), si sceglie il parlato inglese con i sottotitoli italiani: la differenza nelle frasi, per chi mastica un minimo l'altra lingua, è più che percepibile.
    Un'altra miglioria fondamentale, per quanto connessa in buona parte al lato tecnico del gioco, è la notevole riduzione dei caricamenti (sino all'80% di durata in meno, secondo gli sviluppatori, ma è poco credibile): per quanto essi siano comunque presenti, richiedendo sempre quei due-cinque secondi in base alla complessità della scena da caricare, la differenza rispetto al primo Witcher rimane notevole: specie negli spazi abitati, quando si tende a entrare e uscire dagli edifici, il non essere costretti ad aspettare troppo a lungo per continuare a giocare migliora sensibilmente l'esperienza di gioco prima decisamente più frammentata. Tale riduzione dei tempi si è estesa al richiamo sullo schermo di gioco della mappa e dell'inventario, anch'essi velocizzati; purtroppo, la creazione dei “bottini” in seguito all'uccisione dei nemici continua a farsi attendere per qualche secondo dopo la fine del combattimento, costringendo il giocatore a piccolissime ma costanti attese dopo ogni scontro per poter recuperare gli oggetti. Altra piccola miglioria connessa all'inventario è la possibilità di separare gli ingredienti alchemici in base all'effetto: questa differenza, per quanto piccola, migliora notevolmente tutto il settore dell'alchimia permettendo di controllare rapidamente la presenza o meno degli oggetti necessari per produrre pozioni o unguenti.
    Un ultimo, decisivo, appunto lo meritano naturalmente le nuove avventure e l'editor delle stesse, “D'jinn”; le nuove quest sono due, “Il prezzo della neutralità” e “Effetti collaterali”, ed entrambe trattano di un periodo separato dalle vicende della campagna principale, con un Geralt che va creato sul momento (mediante la distribuzione dei talenti, altro lato intoccato del titolo) senza poterlo importare dai propri salvataggi. Entrambe aggiungono un buon numero di ore di gioco e qualche locazione extra, ma bisogna notare come, se la prima sia in effetti una mini-storia a se stante, la seconda abbia come tema base la semplice raccolta di una certa cifra di denaro portando quindi il personaggio a vagare in lungo e in largo completando un buon numero quest secondarie.
    Quanto all'editor è stato purtroppo impossibile testarlo a causa dei problemi col Drm (la “protezione” contro la pirateria) usato nel gioco; il problema viene esaminato meglio più avanti nella recensione.

    Piccole Migliorie

    Il lato tecnico della versione Enhanced si basa ovviamente sullo stesso motore grafico e sulla stessa colonna sonora del primo Witcher il che, và ricordato, è un ottimo punto di partenza: gli ambienti sono ben realizzati, pur mancando dei grandi spazi o dell'ampio orizzonte tipico di Oblivion e Gothic, mentre persone e volti hanno una qualità superata al momento solo da Mass Effect e neanche di molto. Lo spazio per le migliorie era quindi relativamente poco, concentrato nei vecchi “punti deboli”: il caricamento, le richieste di sistema e i dialoghi. Del primo si è già trattato: la notevole riduzione dei tempi di caricamento durante il gioco, pur non eliminando del tutto il problema, rimane senza dubbio un buon risultato di ottimizzazione. Anche le richieste di sistema presentano buoni passi avanti: i requisiti minimi non sono cambiati ma, a parità di potenza, si riscontra una prestazione più stabile e fluida, con meno scatti improvvisi o simili; inoltre le richieste non erano mai esagerate sin dal principio e un minimo di lavoro nelle opzioni (specie nel campo delle luci o ombre) permette di tenere alta la qualità delle texture anche con Pc di media potenza. Differente il discorso per i dialoghi: se si contestava un'eccessiva staticità dei personaggi ora essi, e sopratutto Geralt, sono più espressivi nel viso e capaci di piccoli movimenti del corpo (gli sviluppatori parlano di 200 nuove animazioni specifiche) per accompagnare i discorsi più “coinvolgenti”; un bel risultato, anche se ha purtroppo creato, seppur raramente, dei piccoli problemi con la telecamera. Il sonoro è rimasto sostanzialmente lo stesso, e anche qui vale la pena ricordare come la base fosse ottima: le uniche differenze sono nel grande lavoro di ridoppiaggio il quale, come già visto, lascia purtroppo escluso chi comprende solo l'italiano; anche così, chi è in grado di reggere l'inglese magari con l'aiuto dei sottotitoli potrà godersì il buon lavoro effettuato nel campo del parlato.
    Alla bellezza “naturale” del gioco viene ad aggiungersi la lussuosa edizione dalla quale è accompagnato: che si tratti della versione per i negozi o dei bonus scaricabili, sono accessibili ai giocatori la colonna sonora del gioco e un cd-extra con musiche ad esso ispirato, un dvd con il “Dietro le quinte” e l'editor di avventure, una guida al gioco e la mappa. Tutti questi elementi sono in comune a entrambe le versioni pur facendo un figurone sopratutto nell'edizione “materiale”, quella da negozio; quest'ultima vanta, oltre al manuale di istruzioni, anche un libretto extra contenente la prima storia di The Witcher, un modo per introdursi nella serie di novelle a cui il gioco è ispirato. I giocatori neofiti hanno quindi un buon motivo per puntare direttamente alla nuova edizione, vista l'abbondanza di extra presenti.
    Un ultimo commento, purtroppo fortemente negativo, lo merita il sistema di Drm, cioè di protezione, presente nel gioco: in seguito all'installazione il titolo si è rifiutato sia di riconoscere il dvd originale in quanto tale, sia (incredibilmente) di accettare il relativo dvd-key per la procedura di attivazione sussidiaria; nella possibilità che la patch 1.4 (il gioco fornito era alla 1.35) potesse risolvere i problemi si è provveduto ad installarla solo per ottenere un crash dell'installer e la necessità di reinstallare tutto da capo. Dopo una breve visita sul forum, pieno di lamentele su problemi simili (mai un buon segno, questo), i problemi sono stati risolti mediante l'uso di un “mezzo alternativo” reperito fin troppo facilmente online: davvero c'è da chiedersi perchè gli sviluppatori insistano con sistemi di protezione capaci di infastidire esclusivamente gli utenti regolari lasciando i cosiddetti pirati a sbellicarsi dalle risa alle spalle di chi acquista i giochi solo per perder tempo ed energia. Pazienza; purtroppo in assenza di “mezzi alternativi” specifici anche per l'editor (il cui exe, a sua volta, non ha riconosciuto il dvd originale) non è stato possibile valutarlo come accennato nella prima parte dell'articolo. Davvero un indegno finale per la recensione di un gioco altrimenti spettacolare sotto quasi tutti gli aspetti.

    The Witcher Enhanced Edition The Witcher Enhanced EditionVersione Analizzata PCThe Witcher Enhanced Edition è davvero un'edizione migliorata, sopratutto in quegli aspetti che più indebolivano la prima uscita. I giocatori veterani non possono che festeggiare, e scaricare, il nuovo aggiornamento salvo, se veri appassionati, passare direttamente alla lussuosissima edizione retail ricca di extra godibilissimi; quanto ai neofiti, se appassionati di rpg, l'acquisto di The Witcher Enhanced è più che consigliato in quanto Rpg e gioco tra i migliori creati negli ultimi anni. Bisogna comunque ammettere che è solo grazie a queste novità che il prodotto riesce ancora a stare al passo con i tempi, dato che le sue meccaniche hack'n slash cominciano a sentire visibilmente il peso del tempo trascorso dalla prima release.

    8

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