The Witcher Monster Slayer Recensione: a caccia di mostri stile Pokemon GO

CD Projekt RED presenta un gioco mobile di The Witcher ispirato a Pokemon GO, capace però di evolvere il concetto alla base del gioco di Niantic.

The Witcher Monster Slayer Recensione: a caccia di mostri stile Pokemon GO
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  • Abbiamo lottato per il dominio dei portali su Ingress. Abbiamo macinato chilometri a piedi per riconquistare una palestra perduta o per catturare quell'ultimo, maledetto Pokémon che mancava nel nostro Pokédex. Potevamo forse rinunciare alla chiamata alle armi di CD Projekt RED e della sua sussidiaria mobile Spokko, e al suadente invito a diventare uno strigo? Disponibile gratis dal 21 luglio per iOS e Android, The Witcher: Monster Slayer è un "location-based game", come i già citati Ingress e Pokémon GO targati Niantic. In questa tipologia di esperienze, grazie al GPS e alla Realtà Aumentata, l'ambiente circostante diventa il teatro, il campo di battaglia entro cui agire, in questo caso combattendo a suon di fendenti, bombe e unguenti. Il level design della world map viene affidato non agli sviluppatori, ma agli urbanisti che hanno plasmato le metropoli, popolate di creature che compaiono e scompaiono periodiocamente, in base alla fascia oraria e persino al meteo.

    Anche il più noioso dei quartieri può insomma trasformarsi in una valle incantata piena di insidie, di mostri da massacrare, di anime in pena da soccorrere e tesori da scovare, e per intraprendere questa avventura basta solo uno smartphone abbastanza recente (per i dispositivi che non supportano ARCore, il team sta ancora cercando una soluzione).

    Ferisce più il dito della spada

    Visto il pedigree della saga, il focus di The Witcher Monster Slayer non poteva che essere il combattimento duro e puro, prima ancora della pur cruciale esplorazione, qui finalizzata alla ricerca e al completamento di quest principali e secondarie. Grande importanza è attribuita agli spostamenti, con nemici di vario genere e grado contrassegnati da simboli legati alla loro difficoltà, e cespugli di erbe alchemiche che compariranno periodicamente intorno a voi sulla mappa di gioco, che per merito di Google Maps ricalca fedelmente quella del luogo in cui avvierete l'applicazione.

    Per salire di livello e ottenere risorse e trofei, tutti elementi imprescindibili per diventare uno strigo leggendario, dovrete però combattere, ed è qui che il gioco di Spokko inizia a mostrare le sue potenzialità: il combat system ci ha infatti sorpreso e non poco, merito di una profondità non indifferente, per nulla scontata trattandosi di un titolo mobile pur sempre limitato dalla natura dei suoi comandi tattili. Prima di ogni duello c'è una fase di preparazione nella quale ci troveremo ad osservare una schermata con un concentrato di informazioni, utili a valutare il tipo di arma da utilizzare scegliendo tra argento e acciaio, ma anche il tipo di bomba, di unguento e di pozioni (di quest'ultime se ne potranno portare fino a un massimo di 3), con cui assicurarsi preziosi bonus in battaglia. Una volta sul campo, al netto degli aiuti garantiti dagli accessori secondari, saranno le abilità e i riflessi del giocatore a decretare il successo nello scontro: in base alla velocità dello swipe si eseguono attacchi rapidi o potenti (la cui efficacia varia da avversario ad avversario), mentre le parate vengono associate al tap, che possono essere normali, quando ci si avvicina al momento di ricezione del colpo, o perfette, quando si indovina la precisa finestra d'azione, annullando ogni danno ricevuto.

    Tra un colpo e l'altro, previo cooldown, si possono anche scagliare bombe e gli immancabili Segni elementali (da replicare disegnandoli nell'apposita schermata), così da assicurarsi danno extra e rendere più abbordabile la vittoria, mai scontata nemmeno con i mob più basilari. Concludiamo menzionando i colpi critici: riempiendo la barra gialla presente sopra quella della vita del nemico avrete la possibilità, colpendolo al momento giusto, di eseguire un critico che, al pari di una parata perfetta, potrà salvarvi da una sonora sconfitta (che comunque non garantirà alcun malus, se non la perdita degli unguenti e delle pozioni utilizzate, chiaramente).

    Molto più di The Witcher GO

    Insomma, scordatevi il semplice swipe di Pokémon GO, da cui l'opera di Spokko si differenzia in più modi, a partire dalla sua natura molto più focalizzata sul single player. Ogni combattimento in The Witcher Monster Slayer richiede attenzione e dedizione da parte del giocatore: una scelta assolutamente sensata alla luce del genere e della saga di riferimento, e che gli dona una dignità non così comune ai titoli mobile, solitamente declassati a semplice button mashing fine a sé stesso.

    Per non parlare della sua capacità di stemperare l'inevitabile ripetitività che farà capolino sul lungo termine, nonostante l'ampio bestiario a disposizione. Una richiesta di precisione e tempismo forse quasi esagerata, vista l'importanza delle parate perfette, fondamentali contro qualsiasi nemico a difficoltà media o superiore, alla luce della mole spropositata di danni che riescono a fare, ma che abbiamo trovato un po' troppo complesse da realizzare.

    Ed è proprio il bilanciamento generale dell'esperienza forse l'unico vero problema di un gioco assolutamente godibile e ben congegnato: il livello dei nemici è molto alto e sin da subito vi ritroverete contro creature potenti e inscalfibili, che vi spingeranno al grinding selvaggio o, per i giocatori con poco tempo a disposizione, a investire denaro sonante nel negozio in-game per acquistare armi e armature più potenti.

    Nulla vi vieterà di ignorarli fino ad aver acquisito esperienza e confidenza con i comandi, ma la situazione diventerà particolarmente frustrante quando vi ritroverete a macinare chilometri per una quest, per poi rendervi conto di avere davanti un osso troppo duro (peraltro senza nemmeno la minima indicazione al momento dell'avvio della missione): in quel caso o si investe subito del denaro, o si torna qualche giorno dopo, non prima di aver aumentato il proprio livello di esperienza e aver sbloccato qualche skill.

    Trattandosi pur sempre di un gioco di ruolo, avrete infatti anche un vero e proprio skill tree da sviluppare accumulando punti esperienza e trofei: ogni nemico sconfitto ve ne garantirà uno, e uccidendone sempre di più, verrete ricompensati proprio con skill point da investire per potenziare l'attacco o sbloccare nuovi Segni elementali.

    La pazienza è la virtù dei forti

    Sempre dai nemici otterrete anche i materiali per il crafting, altra componente importante del gameplay: pozioni, bombe e unguenti potranno essere acquistati con valuta in-game, oppure creati tramite il proprio laboratorio portatile, espandibile con alambicchi extra e in grado di velocizzare i tempi, ma dall'uso limitato.

    Ogni oggetto ha requisiti in termini di risorse, ma anche di tempo "reale" necessario per la creazione, che va dai 10 ai 60 minuti: una trovata che vi terrà impegnati di continuo, anche e soprattutto quando non potrete muovervi fisicamente (magari una volta giunti a lavoro, o a scuola) e il respawn dei nemici non avviene entro il vostro raggio di azione. In generale le risorse non mancano (potrete anche donarle, tramite pacchetti casuali, ai vostri amici), e complice l'inventario sempre pieno, abbiamo trovato soddisfacente la necessità di produrre continuamente pozioni e altro, un po' per rimpolparle l'arsenale, un po' per mantenere scarico l'inventario così da non dover rinunciare al loot trovato in giro.

    Fondamentali sono però anche le monete, le più faticose da ottenere ma anche quelle più importanti per migliorare la vostra "quality of life" in The Witcher: Monster Slayer, ampliando inventario, laboratorio, ed equipaggiamento (armature e spade, nello specifico). Nel caso in cui non vogliate cedere alle microtransazioni, avrete a disposizione una via più faticosa ma soddisfacente, costellata di contratti giornalieri tutto sommato facili da completare (richiedono di usare o creare un certo oggetto, uccidere tot nemici, ecc.), e soprattutto di quest.

    Parallelamente al ricercato combat system, è la grande attenzione rivolta a queste ultime, e più in generale alla narrazione, il fiore all'occhiello di The Witcher: Monster Slayer, a ribadire ulteriormente, come se ce ne fosse ancora bisogno, la precisa volontà del team di sviluppo e di CD Projekt RED di non farlo passare come un mero spin-off di serie B ma come una declinazione mobile ma assolutamente valida del suo franchise più celebre e amato.

    Impreziosite da sequenze narrative da graphic novel (nell'approccio e nel delizioso stile artistico), le quest raccontano piccole o grandi storie, tra trappole tese da innocui popolani, indovinelli e persino qualche piacevole colpo di scena.

    Accompagnati dal fastidioso ma leale mercante Thorstein, vivremo gesta non paragonabili a quelle del leggendario Geralt di Rivia, ma comunque intriganti e meritevoli, il più delle volte, delle sfacchinate necessarie per attivarle: gli NPC infatti (ce ne sono anche di supporto, come i fabbri che potenziano per un'ora l'efficacia delle armi) compariranno casualmente nei vostri dintorni, e dovrete recarvi fisicamente da loro per dare il via alla quest, e poi tornarci per ottenere la ricompensa. Nel caso in cui accettiate una missione lontano da casa e non riusciate a completarla prima del vostro rientro, il gioco permette anche di riposizionarla nei paraggi, così da evitarvi di spostarvi unicamente per fini ludici. Questi incarichi non spiccano per varietà, potendo alternare solo missioni incentrate sul combattimento a momenti di investigazione più narrativi, ma il bello - come mai come prima d'ora - sta nel viaggio più che nella meta. Per non parlare di un tipo di odio tutto nuovo che proverete per le già di per sé odiate fetch quest dei gdr, che qui vi faranno letteralmente sudare sette camicie.

    Un plauso infine anche alla realizzazione tecnica, con modelli 3D non pulitissimi ma assolutamente pregevoli, un buon supporto alla Realtà Aumentata (attivabile e disattivabile in qualsiasi momento), che nel nostro caso ha funzionato anche con condizioni di illuminazione non ottimali, e la stabilità generale riscontrata anche in fase pre-lancio con una build non definitiva.

    Abbiamo riscontrato solo qualche sporadico bug legato alla comunicazione con i server, ma nulla di particolarmente problematico. Da rivedere invece la comunicazione degli interventi di manutenzione, per nulla segnalati in-game, che ci ha portato a sacrificare qualche vittoria, quando non intere sessioni di gioco, per colpa di interruzioni non comunicate. Ma confidiamo nel fatto che il team riesca a sistemare il tutto quanto prima tramite l'inserimento di notifiche più chiare.

    The Witcher Monster Slayer The Witcher Monster SlayerVersione Analizzata Android GamesThe Witcher: Monster Slayer è un prodotto di tutto rispetto, assolutamente all'altezza degli standard di CD Projekt RED (nonostante lo sviluppo sia affidato alla sussidiaria Spokko), e in grado di regalare decine e decine di ore e di passeggiate ai giocatori. Simile, eppure così diverso da quel Pokémon GO di Niantic che non può non essere menzionato in sede di recensione di un qualsiasi location-based game, il "simulatore di strigo" emerge grazie a un combat system molto più curato e profondo del previsto (forse sin troppo tecnico, a tratti), a un sistema di quest e a una narrazione che offrono uno scopo e rendono più piene e sensate le ore spese in-game. Di per sé questo tipo di esperienze hanno il merito di spingere i giocatori a uscire e a scoprire angoli della propria città rimasti oscuri per colpa della routine e del poco tempo a disposizione, oltre che a offrire la motivazione giusta per fare sana attività all'aperto, che non guasta mai. Avere però anche una vera e propria trama da seguire, oltre ai soliti livelli e collezionabili da accumulare, farà la differenza con chi non si è trovato a suo agio con la più celebre produzione di Niantic (o semplicemente, non è né un fan dei Pokémon, né dei titoli a vocazione social e multiplayer). Peccato solo per un bilanciamento dell'esperienza non proprio eccellente, che strizza l'occhiolino alle immancabili microtransazioni, tranquillamente ignorabili da chi non ha paura di qualche tempo morto e chilometro da macinare a piedi. Nel complesso, sia che siate fan della saga o meno, The Witcher: Monster Slayer può dirsi davvero riuscito.

    7.8

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