This War of Mine Final Cut Recensione: un classico in versione definitiva

This War of Mine arriva su PS5, Xbox Series X|S e Game Pass nella sua versione definitiva: il nostro giudizio sulla Final Cut del gioco di 11 Bit Studios.

This War of Mine Final Cut Recensione: un classico in versione definitiva
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  • PS5
  • Xbox Series X
  • 1984, Sarajevo. La città è un ammirato modello di integrazione, nel pieno di una crescita economica e pronto ad ospitare le Olimpiadi Invernali. Aprile 1992 - febbraio 1996, Sarajevo. La città è annientata dal più lungo assedio del XX secolo. Tragicamente noto per la violenza e l'efferatezza che lo hanno contraddistinto, l'assedio di Sarajevo costituisce la principale fonte d'ispirazione che ha portato il team di 11-Bit Studios a dare forma a This War of Mine.

    Videogioco che è prima di tutto un'esperienza umana, il titolo non esaurisce la propria identità entro i confini di un pad o uno schermo. Per questa ragione, è assolutamente apprezzabile la volontà del team di proporne la versione definitiva anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Disponibile su console dal 10 maggio 2022 - anche incluso con Xbox Game Pass - This War of Mine: Final Cut rappresenta l'ultimo passo di un gestionale che ha il merito di tratteggiare in maniera non banale la brutalità silenziosa e inesorabile della guerra.

    Sale la luna a Sarajevo

    L'esordio di This War of Mine< su console di nuova generazione si struttura in un pacchetto che rappresenta - a nostro parere - la strada migliore per approcciarsi all'opera di 11-Bit Studios. Grazie ad un comparto tecnico aggiornato e all'inclusione di contenuti narrativi che arricchiscono l'esperienza originale, la Final Cut si traduce in un prodotto attuale e ampiamente fruibile anche da coloro che non hanno dimestichezza con il genere gestionale.

    La modalità Storie presente nel titolo, in particolare, rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire l'impianto ludico del gioco. Illustrandone le meccaniche principali in maniera semi-guidata, quest'ultima si distingue infatti per la presenza di una componente narrativa che consente di esplorare la lotta per la sopravvivenza dal punto di vista di un'interessante selezione di protagonisti.

    Le storie proposte sono nello specifico tre: La promessa di un padre; L'ultima trasmissione e Braci Morenti. Il contesto resta quello tradizionale di This War of Mine, ovvero quello di una guerra civile che ha gettato il Paese nel caos. Non vi sono coordinate geografiche precise e le nazionalità citate da 11-Bit Studios sono frutto di fantasia, ma, come sottolineato in apertura, non è affatto difficile risalire a

    quali eventi storici reali abbiano ispirato il team di sviluppo. Nel bel mezzo di un assedio violento e inesorabile, i cittadini sopravvissuti ai continui bombardamenti affrontano una quotidianità scandita da privazioni e speranze infrante. In ognuna delle tre esperienze narrative, il titolo approfondisce diversi aspetti dell'ambientazione, spaziando tra il ruolo dei mezzi di informazione e il genocidio culturale. Pur scandite da eventi narrativi predefiniti, le esperienze proposte dalla modalità Storie offrono al giocatore una discreta libertà d'azione, proponendo dilemmi morali di non facile soluzione. In Braci morenti, ad esempio, ci si ritroverà a dover scegliere tra la necessità di preservare la cultura di un intero popolo, il desiderio di continuare a far vivere la storia della propria famiglia e le crude esigenze imposte dalla volontà di, semplicemente, sopravvivere. Con il progredire delle ore, i personaggi di This War of Mine si aprono al giocatore, rivelando la propria storia, ma anche sogni, speranze e desideri, favorendo una crescente immedesimazione.

    Un aspetto agevolato anche dall'opera di rimasterizzazione attuata da 11-Bit Studios, che su PS5 e Xbox Series X|S propone uno stile artistico di grande impatto. L'aumento della risoluzione e la completa rivisitazione del sistema di illuminazione donano alle notti della metropoli distrutta una fatiscenza stilizzata, ma ugualmente magnetica. Tra palazzi squarciati dalle bombe, tetti sfondati, scantinati fatiscenti riadattati a rifugi antiaerei, This War of Mine: Final Cut suscita una spontanea inquietudine nel giocatore, nelle cui orecchie risuonano senza sosta l'eco dei bombardamenti e le note di una colonna sonora minimale ma efficace.

    Con la versione finale del proprio titolo, lo studio polacco ha attuato anche una ristrutturazione dell'interfaccia, che tuttavia avrebbe giovato di una maggiore linearità. Non sempre intuitiva, quest'ultima si scontra anche con un sistema di controllo che non convince. Figli di un'esperienza originariamente legata all'ecosistema PC, i comandi di This War of Mine faticano a trovare la propria dimensione su console. Un difetto già figlio delle precedenti versioni del gestionale, che avremmo apprezzato veder risolto in questa sua incarnazione definitiva. Più volte, infatti, ci siamo ritrovati a dover insistere per convincere un personaggio a scendere/salire le scale, oppure a faticare per selezionare quello desiderato tra i molteplici prompt disseminati nel nostro rifugio. Circostanze ovviamente non invalidanti, ma che comunque finiscono per generare frustrazione, soprattutto quando la giornata o la nottata in-game stanno per giungere al termine.

    Un gameplay impietoso, ma modellabile

    Come già avuto modo di descrivere nella prima recensione di This War of Mine, il gameplay proposto dal titolo si struttura infatti in una costante alternanza tra giorno e notte. Nel corso della giornata, gli incessanti bombardamenti sulla città rendono impossibile abbandonare i propri rifugi. A peggiorare lo stato di assedio ci pensano inoltre i cecchini, che appostati in aree strategiche mirano ai civili, con il chiaro intento di fiaccare il morale della popolazione e spingerla alla resa. Quanto il sole è alto nel cielo, dunque, non resta altro da fare che cercare di organizzare le proprie risorse al meglio, trasformando le mura che ci separano dal mondo esterno in un luogo funzionale e - per quanto possibile - accogliente.

    Le ore di luce trascorrono quindi cucinando, tagliando legna per accumulare combustibile e fabbricando gli oggetti più disparati, tra pale, grimaldelli, letti, sedie, stufe o radio rudimentali. Per cercare di velocizzare le operazioni e massimizzare l'efficienza, il giocatore può passare liberamente da un personaggio all'altro. Questi ultimi, come detto, saranno predefiniti all'interno della modalità Storie, mentre saranno generati in maniera più o meno casuale nella modalità di gioco tradizionale. Il gruppo di sopravvissuti non avrà tuttavia troppe attività a cui dedicarsi in assenza di materiali essenziali, come legname, componenti elettrici, verdure o erbe medicinali.

    Per cercare di raccogliere questi e molti altri oggetti, i giocatori hanno a disposizione solamente la notte. Col favore e la protezione delle tenebre, i giocatori di This War of Mine: Final Cut selezionano un unico personaggio con il quale avventurarsi lungo le vie della città assediata. Gli altri membri del gruppo resteranno invece all'interno del rifugio, dove potremo scegliere se concedere loro del riposo o se far loro montare la guardia. Ultimati i preparativi, è tempo di scegliere uno dei molteplici punti di interesse dislocati sulla mappa - qui più numerosi rispetto al gioco originale - per partire in cerca di fortuna.

    Tra supermercati saccheggiati, mesti locali notturni rimasti incredibilmente operativi, abitazioni smembrate dal fuoco nemico, i giocatori avranno diversi minuti a disposizione per cercare di raccimolare il più possibile, compatibilmente con la

    capacità del proprio zaino. Stanza dopo stanza, ogni ambientazione offrirà, a seconda della propria matura, maggiori probabilità di recuperare cibo oppure medicinali e altri strumenti. Una vecchia panetteria potrebbe così nascondere ancora qualche scorta alimentare, mentre un'officina abbandonata è una destinazione piuttosto sicura se si cercano componenti elettronici. Per esplorare interamente un'area, soprattutto nelle fasi iniziali, difficilmente è sufficiente una notte: macerie, porte bloccate o altri ostacoli possono infatti rallentare la nostra avanzata, richiedendo di portare con sé strumenti quali pale o grimaldelli. Purtroppo, nella realtà del conflitto dipinto da This War of Mine, anche le armi rappresentano una risorsa da non trascurare, poiché non tutti i sopravvissuti che incontreremo nel nostro notturno peregrinare avranno intenzioni amichevoli. Per questa ragione, nel corso della notte il titolo regala scorci di gameplay di stampo stealth, invitandoci a far muovere con cautela il nostro alter-ego e a sfruttare ogni fessura per scoprire chi o cosa si cela dietro una porta chiusa. Anche al giocatore, del resto, resta la libertà di adottare - a proprio rischio - un atteggiamento predatorio, derubando gli altri superstiti o agendo con violenza. Atteggiamenti che, complice la cronica scarsità di risorse, potrebbero finire per sembrarci più giustificabili man mano che trascorrono le ore di gioco.

    È legittimo derubare un vicino anziano delle sue scorte di cibo per salvare dall'inedia un nostro compagno? Possiamo uccidere una persona ostile per procurarci la legna necessaria a sopravvivere al rigido inverno? Questi sono i quesiti sollevati da This War of Mine, senza retorica, ma solamente tramite la forza di un gameplay meccanico, ma profondo, che premia la capacità di organizzare il proprio piano di azione mirando alla sopravvivenza del gruppo sul lungo periodo.

    Nonostante gli sforzi, tuttavia, la morte è un'ombra che segue ogni nostro passo: malattia, fame e freddo sono sempre in agguato entro le fragili mura del nostro riparo. Una ragione per la quale anche cercare di mantenere alto il morale dei compagni è un compito importante: la compagnia di un libro, il lusso di una sigaretta o di un bicchiere di liquore, o ancora la possibilità di suonare una chitarra sono tutti dettagli apparentemente secondari, ma che potrebbero fare la differenza quando al mattino scoprirete che uno dei vostri sopravvissuti ha deciso di togliersi la vita.

    This War of Mine, anche nella sua Final Cut, è un gioco impietoso, che non ha alcuna intenzione di edulcorare l'esperienza della guerra. Non per questo, però, 11-Bit Studios ha tralasciato di dedicare cura al tema dell'accessibilità. Prima di iniziare una partita, è infatti possibile personalizzare diversi parametri, come il numero di giornate alle quali dovremo sopravvivere prima che l'assedio giunga al termine, oppure la rigidità dell'inverno che ci attende. Gli elementi modificabili sono in effetti piuttosto numerosi e consentono un apprezzabile grado di personalizzazione, senza che questo snaturi l'esperienza nel suo complesso.

    This War of Mine Final Cut This War of Mine Final CutVersione Analizzata PlayStation 5This War of Mine è un gioco doloroso. Le privazioni e le sofferenze imposte da un conflitto vengono qui dipinte con penoso silenzio e totale assenza di retorica. A colpire il cuore non sono lunghe sequenze narrative o fiumi di schede descrittive, ma l'inesorabile ripetitività che accompagna ogni notte e che risuona costante nell'eco dei bombardamenti. Ritornare da una spedizione particolarmente fruttuosa per scoprire che il rifugio è stato saccheggiato nella notte, vedere un compagno colpito dalla malattia mentre la neve o i bombardamenti ci impediscono di avventurarci all'esterno, decidere di barattare i libri che tengono alto il morale per razioni di cibo: sono queste le uniche parole di cui ha bisogno il titolo di 11-Bit Studios. Nonostante un sistema di controllo che si mantiene imperfetto, la versione console della Final Cut si conferma essere il miglior modo per approcciarsi al titolo, grazie al rinnovato comparto tecnico e all'inclusione della modalità Storie. This War of Mine è un videogioco che, pur nella sua crudezza, riesce a catturare il giocatore, che nel giro di pochissimo tempo si ritrova pienamente coinvolto nel tentativo di garantire la sopravvivenza dei suoi personaggi. Un'esperienza il cui valore morale supera probabilmente quello ludico, e la cui valenza didattica si manifesta in maniera spontanea e apparentemente inconsapevole.

    8.2

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