Thrustmaster T300 RS Recensione: il volante più bilanciato oggi in commercio?

Abbiamo provato il Thrustmaster T300 RS: ecco come se la cava il volante più amato con Gran Turismo Sport e Project CARS 2.

Thrustmaster T300 RS Recensione: il volante più bilanciato oggi in commercio?
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Ultimamente i giochi di guida sono davvero ovunque. E oltre ai prestigiosi esponenti del genere arrivati negli ultimi mesi, prima o poi tornerà anche Codemasters, e Assetto Corsa, e tutte le software house che vorranno provarci o riprovarci.
In un normale periodo dell'anno, se non sei un grandissimo appassionato di racing game non penseresti mai a una spesa extra per un volante dedicato, ma in una congiuntura simile anche chi non frequenta così spesso i box virtuali un pensierino è portato a farcelo. Molti optano per delle soluzioni economiche (ma attenti a non esagerare: un volante con un angolo di sterzata basso potrebbe rivelarsi un acquisto inutile), altri arrivano a regalarsi il massimo in circolazione ma nessuno, prima di procedere all'acquisto, non rivolgerà anche solo una volta uno sguardo languido al T300 RS di Thrustmasters.

Il fascino di questo famoso volante (evoluzione del popolarissimo T500 uscito nel 2011) è infatti doppio: oltre a rappresentare il miglior giocattolo per chi cerca un'esperienza "da sala giochi" all'altezza, è anche il miglior punto di partenza per quelli che hanno intenzione di giocare un po' più... seriamente. È proprio con T300 RS che abbiamo percorso tutti i chilometri necessari per scrivere la recensione di Gran Turismo Sport, ed è sempre con questo volante ben stretto tra le mani che ci siamo lanciati nuovamente lungo i numerosi circuiti di Project Cars 2. Il risultato, diverso come sono diversi i due giochi presi in esame, ci ha fatto giungere a un'unica conclusione: Thrustmasters ha tirato fuori dalle sue officine un prodotto bilanciato straordinariamente bene. Il volante è un po' costoso (siamo infatti poco sopra i 300 Euro su Amazon, ma lo scatto successivo supera largamente i 500), ma viste le sue innegabili qualità sono soldi che trovano presto riscontro su pista. Non va inoltre sottovalutata la versatilità di questo volante, fin da subito compatibile con PlayStation 3, PlayStation 4 e PC. Del T300 esistono due versioni: la prima dotata di una pedaliera con solo due pedali e la seconda, naturalmente un po' più costosa, con una pedaliera migliore e dotata anche di frizione. Naturalmente, proprio come la scatola del cambio, è possibile acquistare nuove pedaliere in base all'uso e alle necessità.

Mescole e risposta

Il volante Thrustmaster trasmette buone vibrazioni fin dall'unboxing: è stipato in modo ordinato e intelligente, dal mucchio emergono immediatamente le semplicissime istruzioni e, una volta afferrato, il peso non indifferente fa subito venire voglia di metterlo alla prova.

Cosa peraltro facile e veloce, anche se rimane necessario fissarlo su un tavolo munito di una certa rigidezza, visto che il force feedback di cui è capace può arrivare a ribaltare strutture un po' troppo gracili. Nella confezione è inclusa una parte in plastica studiata per essere agganciata e stretta alla bisogna sulla superficie adibita, e senza rovinarla (per chi vuole fare le cose seriamente, è possibile anche il fissaggio con viti). Il T300 RS richiede una porta USB libera e una presa della corrente nelle vicinanze, ma c'è un altro cavo che collega volante a pedaliera. Quest'ultima è la parte meno affascinante del pacchetto: include due pedali ed è fin troppo leggera, malleabile, e se non fissata bene tende a camminare per fatti suoi, specialmente nelle situazioni più concitate.

Dal "così così" dei pedali, al meglio del meglio: quando il motore virtuale del bolide di turno s'accende, e con lui anche il motore che regola l'ottimo force feedback di cui è dotato questo volante, il T300 spedisce in un altro mondo. Esattamente come tutti gli ultimi modelli Thrustmaster, al suo interno si nasconde un motore brushless, quindi senza contatti fisici bensì magnetici, e questo si traduce nella solita forza bruta ma capace rispetto al passato (e a quanto avveniva con il T500) di riprodurre anche feedback più gentili. Un effetto quindi più calibrato, in grado di fare molto di più che strattonare le nostre braccia come un buttafuori indispettito. Inoltre, grazie al sistema che riduce al minimo il contatto fisico tra componenti, il meccanismo è pensato anche per durare molto più a lungo.

Il logo PlayStation al centro del volante, oltre che a ribadire la naturale compatibilità con le due ultime PlayStation (ma li volante funziona splendidamente anche con i PC), è lì a testimoniare un layout dei comandi studiato per replicare le funzioni di un normale DualShock, compreso il pulsante Share. Il volante stesso, è costruito decisamente bene, specialmente il cuore in acciaio e le due leve del cambio (a cui si potrà affiancare una scatola del cambio ad hoc, nel caso ne sentiste il bisogno) dello stesso materiale. Un po' più economico il rivestimento in plastica dura, che però fa ottimamente il suo dovere. Ma come si comporta con due dei più famosi giochi di guida usciti recentemente? Ecco la nostra prova.

Gran Turismo Sport

Il nuovo gioco Polyphony procede a due velocità quando si tratta di force feedback. In alcune situazioni tende ad esagerare (questo accadeva specialmente prima della patch 1.03 rilasciata oramai qualche settimana), e in altre diviene un po' troppo tranquillo.

Questo accade perché Gran Turismo Sport decide di non fornire nessuna risposta tattile intermedia, limitandosi a intervenire in curva, sui cordoli, ma troppo poco in frenata. Un approccio che spinge il pilota di turno a guidare soprattutto con gli occhi, e pochissimo attraverso le sensazioni redistribuite dal volante (non solo nel caso del T300 protagonista di questo articolo). Scelte che non sorprendono e che si allineano con quella che è la fisica del gioco: realistica, ma senza esagerare. Peccato davvero, perché un force feedback più evoluto avrebbe sicuramente aiutato a rendere l'esperienza alla guida più piacevole per chi vuole qualcosa di più.

Project CARS 2

Ok, è vero che aveva e ha i suoi bug, ed è innegabile che certe cose andrebbe gestite meglio, ma per quel che riguarda l'uso che Project CARS 2 fa del force feedback c'è davvero poco per cui lamentarsi. Intanto, la lunga lista di opzioni per la customizzazione dell'effetto, in questo seguito, è stata ridotta al minimo, resa più chiara e dagli effetti più incisivi.

Ora è possibile quindi selezionare l'opzione preferita per avvicinarsi il più possibile alle proprie preferenze, per poi agire sul "fine tuning" finale che dovrebbe far scomparire tutti i possibili problemi. Il risultato, in ogni caso, è sorprendente, tanto da avvicinarsi pericolosamente a una perfezione che probabilmente ancora non esiste. Project Cars 2 sembra sfruttare il force feedback del T300 come Gran Turismo Sport fa con l'HDR per i colori, trasmettendo cioè una gamma elevatissima di risposte tattili: da quelle che fanno intuire una semplice increspatura dell'asfalto a quelle più decise, scaturite da un salto sui cordoli o da un'improvvisa inchiodata con conseguente blocco delle ruote. Ottima anche la risposta in caso di pioggia, con un feedback sempre diverso a seconda della quantità d'acqua che le diverse ruote incontreranno sul loro percorso. Ancora una volta, nonostante tutto, complimenti agli Slitghtly Mad Studios.

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