Tiny Trax per PlayStation VR Recensione

Le piste in stile Polistil prendono vita su PlayStation VR grazie a Tiny Trax di Futurelab, sfidando le leggi della fisica...

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  • PS4
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A cavallo tra la fine degli anni '80 e i primi '90 le piste per le macchinine elettriche erano tra i giocattoli più ambiti: ogni bambino ne voleva una e i fortunati che già possedevano la confezione base bramavano le sezioni aggiuntive, spesso caratterizzate da strettoie e curve di vario tipo, utili ad estendere le possibilità di costruire tracciati sempre nuovi.
Un salto in avanti di più di venticinque anni ed ecco che le stesse piste sono quasi scomparse, sia dai negozi di giocattoli che dai vari mercatini nei quali i collezionisti cercano i pezzi e le auto più rare, soprattutto se con la confezione in buono stato di conservazione. Non stupisce quindi che l'avvento della VR riproduca anche questo mondo, ovviamente aggiungendo elementi mai esistiti prima, andando a sfidare le leggi della fisica.

Sfide impossibili

L'idea di sviluppare un titolo di questo tipo completamente dedicato alla Realtà Virtuale è venuta a Futurlab, team britannico noto per la serie Velocity e storicamente legato alle piattaforme PlayStation.
Tiny Trax immerge l'utente sin da subito nella giusta atmosfera, costruendo menu che fluttuano di fronte al punto di vista del giocatore ben integrati in un ambiente che ricorda un'officina meccanica.
La cura che il team ha dedicato a questo genere di piccoli dettagli letteralmente esplode una volta scesi in pista: i tracciati sono infatti immersi nelle ambientazioni più disparate, con le sezioni di pista che si estendono in ogni direzione, anche in verticale o scendendo sott'acqua.

Giusto il tempo di guardarsi intorno per prendere confidenza con gli ambienti, superando lo stesso stupore che normalmente pervade davanti ad un plastico con i trenini, e il semaforo inizia a scandire i pochi secondi che separano dall'inizio della gara.
Bastano quindi un paio di giri per rendersi conto che il sistema di guida ideato da Futurlab è ben più profondo del vecchio controller con il tasto analogico da premere per accelerare, dando corrente al tracciato e di conseguenza alle auto, che venne ideato da polistil in quegli anni.
Oltre a gestire l'accelerazione del proprio mezzo con il grilletto analogico destro, grande importanza riveste lo sterzo, gestito con lo stick sinistro come da tradizione per i racing game. A differenza delle piste classiche, le cui auto seguivano il tracciato grazie ad un perno infilato in un solco presente sulla pista, ai cui lati erano presenti i contatti che fornivano l'alimentazione al motore elettrico dell'auto, i mezzi di Tiny Trax sterzano ed è necessario impostare la giusta traiettoria per poter percorrere una curva nel migliore dei modi, mantenendo quindi una buona velocità ed evitando di rallentare fino a fermarsi. A differenza di altre tipologie di piste, come quelle delle Mini 4WD, non è infatti possibile uscire dal tracciato ma il mantenimento di una buona traiettoria ha un secondo beneficio, altrettanto importante: l'accumulo del turbo.
Alla pressione di un tasto è infatti possibile imprimere al proprio mezzo una spinta aggiuntiva, consumando la rispettiva barra, tecnica molto ben utilizzata dall'intelligenza artificiale del gioco e che richiede un minimo di strategia per essere sfruttata in maniera efficace, in quanto può fare la differenza tra la vittoria e finire la gara fuori dal podio.
E infine possibile cambiare corsia premendo un tasto e scegliendo tra due traiettorie differenti: effettuando la deviazione al momento giusto è spesso possibile accorciare la porzione di tracciato che si sta affrontando, soprattutto nelle piste in cui sono presenti più curve verso la stessa direzione, permettendo quindi di impostare spettacolari recuperi all'ultimo giro.
Gameplay riuscito e variegato a parte, ciò che caratterizza davvero Tiny Trax è l'uso della Realtà Virtuale, sfruttata in maniera classica ma in grado di stupire. Si tratta di una delle esperienze che richiedono meno impegno e preparazione in assoluto, in quanto è possibile giocare da seduti e con il classico DualShock 4, fattori che rendono Tiny Trax adatto a tutti, anche per quella tipologia di pubblico che soffre fortemente di Motion Sickness.

Ciò che davvero crea la magia è quindi l'attenzione per i dettagli e il track design: le prime gare si perderanno regolarmente non solo perché il sistema di guida va assimilato e fatto proprio ma soprattutto perché si passerà più tempo ad osservare ogni angolo degli ambienti che a gareggiare. I tracciati, inizialmente abbastanza pianeggianti, lasciano quindi spazio a sezioni più movimentate, con salti e curvoni lunghissimi che si avvitano su sé stessi, per poi finire con rettilinei in verticale e parti di pista che si avvicinano al giocatore al punto che le macchinine sembrano venirci incontro, per poi svoltare bruscamente a pochi centimetri dal nostro naso.

Tiny Trax Tiny Trax è un arcade riuscito, che sfrutta le potenzialità della VR al suo minimo ma riesce comunque a stupire, almeno durante le prime gare. Chiaramente è un titolo che potrebbe tranquillamente funzionare anche su uno schermo tradizionale ma in questo modo si perderebbero la profondità e la fisicità degli ambienti, vero valore aggiunto che è possibile ottenere sfruttando il visore. Dietro a tanta attenzione per i dettagli si nasconde poi un titolo che offre un discreto tasso di sfida è che richiede dedizione per imparare a dare il meglio sui dodici tracciati proposti, con in più una modalità online molto divertente che ha nella scarsità di utenti presenti sui server l'unico difetto, obbligando a numerosi tentativi prima di riuscire a trovare altri giocatori da sfidare. Non un titolo rivoluzionario, quindi, ma la reinvenzione in VR di un giocattolo amato da chi ha ormai superato i trent'anni, con un prezzo in linea i contenuti offerti e un'ottima cura nei dettagli.

8

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