To The Moon Recensione: il capolavoro di Kan Gao arriva su Switch

Una delle più belle storie mai raccontate nel mondo dei videogiochi arriva sull'ibrida di Nintendo con una nuova veste grafica e la stessa carica emotiva.

To The Moon
Recensione: Nintendo Switch
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  • Pc
  • Switch
  • "When this world is no more, the moon is all we'll see.
    I'll ask you to fly away with me"
    .

    Vi siete mai chiesti cosa sono veramente le stelle? E no, non ci riferiamo alla noiosa definizione estrapolata dai libri di scienza. Qual è il senso di quelle luci che puntellano il cielo notturno e incorniciano la luna? Forse la risposta, quella più bella, risiede nella fantasia di una bambina dai capelli color ambra.
    To The Moon è probabilmente la più bella storia d'amore mai raccontata all'interno di un videogioco. Il legame che unisce Johnny e la sua amata River viaggia oltre i confini del tempo e dei sogni, si scontra con le barriere infrangibili dell'inconscio e resiste fino all'ultimo battito della vita. Kan Gao ce lo narra con una delicatezza talmente rara da essere tutt'oggi ineguagliata. Neppure nella sua eccezionale opera successiva, come potete leggere nella recensione di Finding Paradise, l'autore è riuscito a raggiungere le medesime vette emotive toccate con la storia di John e della sua River.

    Quella di To The Moon è una sinfonia sentimentale che - nell'arco di quattro ore - si sedimenterà nella memoria e non scomparirà mai più. Anche dopo tanti anni, basta l'accenno di una piccola nota musicale per far riemergere ricordi che credevamo di aver dimenticato, emozioni che pensavamo d'aver perduto. Sono stati sufficienti infatti pochi secondi del brano For River, suonato nel menù di gioco, per far riaffiorare tutta la bellezza di un'avventura che, dopo quasi un decennio dall'arrivo su PC, esordisce su Nintendo Switch con una nuova veste grafica e con la stessa, inesauribile dose di commozione.

    Il "fiume" del passato

    River è morta. La sua lapide si trova ai piedi di un faro, che sormonta un promontorio da cui si ammira una luna tanto grande quanto luminosa. Anche Johnny Wyles sta per ricongiungersi con la sua compagna. Prima di entrare in coma, tuttavia, ha chiesto l'intervento dell'Agenzia Sigmund per la Generazione di Nuove Vite, una compagnia specializzata nell'esaudire gli ultimi desideri dei clienti.

    Per questo, la brillante dottoressa Eva Rosalene e il buffo dottor Neil Watts raggiungono la dimora di John, con l'obiettivo di entrare nella sua mente, muoversi a ritroso tra i ricordi, riscrivendo in parte la vita del paziente per fargli credere di aver realizzato il suo sogno più grande: andare sulla luna. Navigando indietro nella memoria dell'uomo morente, tuttavia, i due indagatori dell'inconscio si troveranno dinanzi a frammenti del passato piuttosto difficili da ricomporre.

    L'esistenza di Johnny, apparentemente serena, è stata costellata di segreti, dubbi, rimpianti e sacrifici: in ogni tassello di ricordo, tuttavia, c'è sempre lei, River, una ragazza che gli è stata accanto sin dai tempi del liceo. I suoi capelli d'ambra e i suoi occhi smeraldo sono la più grande e la più importante costante della vita di Wyles.

    Su River aleggia l'ombra di un mistero che, poco a poco, inizia ad assumere contorni meglio definiti: tra simbolismi a forma di origami di coniglio, incomunicabilità, piccole bugie e dolorose verità, To The Moon riannoda la trama di una vita qualunque, non troppo dissimile da tante altre, eppure così umana, potente e realistica da essere, a suo modo, unica. Il racconto di Kan Gao è prima di tutto una storia d'amore, ma è anche una riflessione sul valore del compromesso, sull'importanza del supporto reciproco, sulla forza delle memorie e sul potere delle promesse.

    La grandezza di To The Moon si manifesta anzitutto tra le pagine della sua sceneggiatura, nelle cui parole emergono personaggi caratterizzati alla perfezione anche solo con pochissime battute. Il merito risiede in una scrittura superiore, che con leggerezza e intensità dipinge un ritratto malinconico, tenero e incantato.

    Quando si cerca di travolgere il giocatore con un'onda di emozioni, il rischio di scadere nel pietismo è sempre dietro l'angolo, eppure Kan Gao supera l'abisso della retorica con un'abilità fuori dal comune: To The Moon si mantiene sempre in equilibrio tra dramma, nostalgia e umorismo, con una gestione dei tempi assolutamente inarrivabile. Quando un rivolo di lacrima starà per solcarvi la guancia, ci penserà Neil Watts ad asciugarvelo, aiutandovi ad abbozzare un lieve ma rasserenante sorriso. I suoi vivaci battibecchi con Eva, il citazionismo sfrenato e sempre puntuale, la sua ironia precisa e mai invasiva rappresentano un ingrediente fondamentale della ricetta narrativa di To The Moon, quello che dà all'insieme un tocco agrodolce dal sapore indimenticabile.

    I collegamenti della memoria

    Neil Watts ed Eva Rosaline sono due coprotagonisti semplicemente fuori dal comune: così diversi e così complementari, incarnano due poli opposti che ci attraggono irresistibilmente, fino ad erigere le colonne portanti su cui si basa il racconto di Kan Gao. Nonostante i loro caratteri sembrino ben definiti, lungo l'avventura scopriremo inediti tratti della loro personalità che alle volte riescono persino a stravolgere le nostre aspettative.

    To The Moon è, d'altronde, un gioco tutt'altro che prevedibile: anche quando pensiamo d'aver compreso quale sia il nodo gordiano di Johnny, ecco che nuovi colpi di scena, piccoli e grandi, continuano ad ingarbugliare la matassa, la quale si sbroglierà solo alla fine, lungo una delle conclusioni più struggenti e appaganti che la storia del videogioco ricordi.

    Per innestare in Johnny la convinzione di essere andato sulla luna, Eva e Neil devono ripercorrere il suo passato, collegando le memorie attraverso il ritrovamento di specifici oggetti che fungono da link mnemonici tra un frammento e l'altro della sua esistenza. Controllando a fasi alterne sia Rosalene che Watts, non dovremo far altro che muoverci nelle ambientazioni, interagire con gli elementi dello scenario e dialogare con i vari personaggi finché non attiveremo l'evento successivo, preceduto quasi sempre da un semplicissimo enigma da risolvere.

    Tutta la progressione è scandita con assoluta linearità e scorrevolezza, senza che i rompicapo prendano mai il sopravvento sull'andamento della trama: nella sua essenzialità ludica, To The Moon dà assoluta priorità alla storia, e pertanto l'interattività è asservita totalmente alle esigenze della narrazione. Non ci sono possibilità d'errore, né scelte da compiere, né ancora finali multipli da scoprire: Kan Gao compone insomma un breve ma intenso romanzo videoludico dove il giocatore funge al contempo da agente attivo e spettatore.

    La definizione dei ricordi

    La prima versione di To The Moon è stata modellata con RPG Maker, in un trionfo di pixel art mai così tanto espressiva. Per portare questo capolavoro su Nintendo Switch, il team Freebird Games si è avvalso della collaborazione dello studio X.D. Network, che ha ricreato interamente l'esperienza tramite Unity. Le differenze visive sono abbastanza palesi negli esterni, specialmente nella definizione della vegetazione, che ora appare più morbida, pulita e dettagliata.

    Versione Switch

    Versione PC

    Si perde forse un po' della "magia artigianale" dell'edizione originale, ma a guadagnarne è la modernità dell'impatto visivo. Gli sprite dei personaggi sono rimasti fortunatamente invariati, così da conservare la loro caricaturale delicatezza, mentre gli interni hanno subito un processo di modernizzazione meno invasivo rispetto alle zone all'aperto. Questa rivisitazione - che interessa anche il design del diario - ha purtroppo comportato qualche inciampo tecnico, legato a tempi di caricamento un po' più lunghi quando si passa da una stanza all'altra.

    Persino i bellissimi artwork che arricchiscono la storia, in particolare negli ultimi capitoli, appaiono più sgranati in rapporto all'edizione per PC del 2011. Al di là delle differenze tecniche, della possibilità di giocare con il touch screen e della presenza dei sottotitoli in italiano, a rimanere immutato è il comparto sonoro: il connubio tra il talento musicale dello stesso Kan Gao e della incantevole voce di Laura Shigihara ha contribuito a comporre una delle soundtrack più emozionanti dell'intero settore, cominciando dal già citato For River fino ad arrivare al sublime brano Everything's Alright, in un concerto di immagini, suoni e parole che danzano in armonia.

    To The Moon To The MoonVersione Analizzata Nintendo SwitchTo The Moon è un capolavoro narrativo che conosce pochi paragoni: un tuffo nei ricordi che possiede sia il sapore più amaro della malinconia, dei rimpianti e dei sogni irraggiungibili, sia il dolce retrogusto delle speranze, dei legami che resistono alle intemperie dell’età, degli amori che oltrepassano i limiti della vita. Oggi come nove anni fa, Kan Gao commuove e diverte, intenerisce e rasserena: con la storia di Johnny e River ci racconta che alcuni sentimenti e desideri non si sottomettono ai vincoli di tempo e di spazio, e che a volte basta fermarsi a osservare la luna per capire che, nonostante il dolore, in fondo “va tutto bene”.

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