Recensione Tom Clancy's Splinter Cell: Pandora Tomorrow

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Tom Clancy's Splinter Cell: Pandora Tomorrow - 398

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  • PS2
  • Gba
  • Xbox
  • NGC
  • Pc
  • Quando il dovere
    chiama

    Memori del primo
    capitolo dedicato alla figura del duro da “Hollywood Movie”, Sam Fisher, abbiamo
    avuto modo di valutare il nuovo lavoro di Ubisoft. Quando si cerca di dare un
    giudizio sul seguito di un gioco che ha avuto un enorme successo, si deve fare i
    conti sia con l'eventuale hype che si è creato intorno a tale gioco e alle
    migliorie che sono state apportate, rispetto al precedente. Tale lavoro può
    risultare complesso, e rischia di non mettere d'accordo tutti. Spesso è utile
    far trascorrere un consistente lasso di tempo dal momento in cui si lascia il
    gioco, per sopire quelle emozioni che rischiano di influenzare il giudizio dello
    stesso Videogame.

    La luce e l'ombra

    Credo sia giunto il momento di cominciare a parlare del
    gioco vero e proprio. Tutti noi ricordiamo come fu accolto, 2 anni fa ormai, il
    primo capitolo della serie. Salutato come la rivoluzione degli Stealth Game,
    Splinter Cell portava nel panorama videoludico una innovazione tecnica non da
    poco. Per la prima volta luci e ombre si comportavano in maniera veramente
    credibile, lasciando deliziati i nostri palati videoludici. Prepotente, il gioco
    riscosse un notevole successo non solo per il meticoloso studio a livello
    tecnico, ma anche perché “scopriva” un lato degli Stealth che si avvicinava più
    all' “Action Movie” che al filone di Metal Gear Solid, che all'epoca
    padroneggiava indisturbato. Il gioco si proponeva di essere una versione
    “diversa” di un Videogame Stealth, poiché in un gioco simile mai era risultata
    importante la componente “luce-ombra” come in questo gioco (se si eccettua
    Thief, che però non aveva propositi Stealth ma solo di Action in Soggettiva). Si
    può quindi dire che il gioco debba una buona parte del suo successo alla
    realizzazione tecnica, sarebbe quindi sbagliato non dare peso al confronto che
    deve essere fatto tra il primo ed il secondo episodio. Nel merito devo dire che
    si sono scatenate un sacco di polemiche e aspre discussioni: c'è stato chi ha
    fatto un j'accuse alla presunta inferiorità tecnica del secondo rispetto al
    primo. Non sono mancate neanche opinioni opposte che sostenevano la assoluta
    superiorità, invece, del secondo episodio. Io credo che, come in tutte le cose,
    la verità stia nel mezzo. Ad una prima occhiata sembra che il gioco abbia perso
    quella brillantezza visiva che era caratteristica del primo episodio: ombre e
    luci meno confliggenti, impressione di vedere una manciata di colori in meno
    etc. etc. D'altra parte è ben visibile un aumento dell'Anti-Aliasing e una
    lievemente maggiore fluidità nelle sezioni non-thermal non-night vision del
    gioco. Ritengo che alla Ubisoft abbiano cercato di rendere il tutto un po' più
    verosimile, limando qua e là alcuni difetti che affliggevano il primo episodio,
    e rendendo meno appariscenti i vari aspetti grafici, tentando di renderli più
    aderenti alla realtà.

    Nuovi modi di passare inosservato

    Rilevanti migliorie sono finalmente state apportate a
    livello di gameplay. Lasciando stare alcuni accorgimenti nei comandi del gioco,
    finalmente è stato introdotto il “fischio” di cui si sentiva tanto la mancanza
    nel primo episodio. Ora è possibile richiamare l'attenzione di una guardia in
    un determinato posto semplicemente con un fischio, cosa che prima risultava
    tutt'altro che semplice. Inoltre sono state aggiunte alcune novità come la
    “Manovra SWAT” e un nuovo tipo di sospensione tra due muri. Un'altra miglioria
    è relativa anche al fatto che adesso è verosimilmente possibile completare un
    quadro senza mai essere scoperti o essere uccisi, cosa che risultava quasi
    impossibile nel primo episodio. Si aggiunga anche la possibilità di portare a
    termine la missione non in maniera lineare ma offrendovi più possibilità, per
    esempio, attraversando il vagone di un treno non dall' interno ma
    dall'esterno. Insomma, di migliorie e nuove features ce ne sono e non per
    ultima la storia. Se precedentemente si aveva l'impressione che la storia fosse
    semplicemente un pretesto, adesso questa è molto più calzante e varia, e vi
    porterà dalla Francia all'Indonesia, da un treno a un aeroporto. Questa volta
    la storia riveste un ruolo molto più interessante, quasi a volersi riscattare
    dalla trama del primo episodio, che non solo veniva adombrata dalla stupefacente
    realizzazione tecnica, ma che era un po' sfuggente e, in definitiva non molto
    ben riuscita.

    Il
    multiplayer

    Questa possibilità tutta nuova è giunta quanto mai
    gradita, poiché per la prima volta in assoluto si riesce a fare di un
    Action-Stealth un gioco multiplayer. C'è di più: per essere la prima volta che
    un gioco del genere va Multiplayer, la situazione è assai soddisfacente. Avrete
    la possibilità di giocare sia dalla parte dei mercenari, che dovranno difendere
    degli obiettivi segnalati sulla mappa, sia delle spie (tipo, giustappunto Sam
    Fisher) che dovranno sabotare questi obiettivi. A distinguere le due tipologie
    di ruolo non solo c'è la differenza sostanziale nell'arsenale e negli
    equipaggiamenti a disposizione per l'una e l'altra categoria, ma anche la
    visuale con la quale questi personaggi giocheranno. Giocare con le spie
    significherà, più o meno, giocare con i soliti comandi del gioco in Single
    Player (visto che Sam è una spia) e la solita visuale (in terza persona).
    Interpretare il ruolo del mercenario è completamente diverso. La visuale passerà
    da una consueta Terza Persona, ad una più logica Prima Persona (alla Sparatutto
    in Soggettiva, per intendersi). Più logica perché, come hanno ben pensato alla
    Ubisoft, al mercenario non deve essere data la possibilità di restare dietro ad
    un muro e, ruotando la telecamera, sbirciare al di là dell'angolo (cosa che
    invece è fondamentale per la spia). Possiamo concludere che questa è una nuova
    feature (sfruttabile nativamente solo nella versione XBOX) molto ben congegnata,
    che vi proporrà una esperienza di gioco radicalmente nuova, e allungherà non di
    poco la curabilità di questo titolo.

    Mission Accomplished

    Tirare le somme significa dare una
    occhiata d'insieme a quello che abbiamo esaminato in dettaglio. Ecco, tirando
    le somme è il caso di dire che questo Splinter Cell: Pandora Tomorrow è un bel
    titolo, senz'altro divertente e ben strutturato. La linearità sembra essere un
    po' svanita, rispetto al Prequel, grazie al sistema dei “bivi”. Tuttavia ciò
    che può non convincere tutti è il dubbio che questo gioco si porta appresso:
    “Splinter Cell Pandora Tomorrow: Data Disk o vero sequel?”. Tecnicamente non è
    proprio il caso di definire questo titolo un Data Disk: non lo è né in senso
    tecnico (il motore di gioco ha subito delle rielaborazioni abbastanza profonde
    da non poter essere ritenuto identico a quello del primo episodio) né in senso
    sostanziale (l'introduzione del Multiplayer, il succitato sistema dei “bivi”,
    alcune nuove features, una storia assai migliore rispetto al prequel, etc.
    etc.). Ma chi si aspettava qualcosa di radicalmente inedito dovrà ritornare sui
    suoi passi ed acquistare Splinter Cell: Pandora Tomorrow con un altro spirito.
    In definitiva il gioco è consigliato un po' a tutti coloro che non si sono
    fatti trascinare dall'hype e che si aspettano da questo gioco semplicemente
    quello che sa offrire molto bene: sostanzioso
    divertimento.

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