Recensione Top Gun

Maverick è pronto al decollo su PS3! In digital delivery, un pessimo simulatore di volo

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  • Ps3
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Introduzione

Se si è appassionati di cinema, è pressoché impossibile non conoscere il tenente Pete "Maverick" Mitchell, o Nick "Goose" Bradshaw, pilota e navigatore della Marina degli Stati Uniti, impiegati sulla portaerei Enterprise. Ovviamente stiamo parlando dell’immortale Top Gun, film del 1986 diretto da Tony Scott, il quale portò alle stelle la fama dell’allora misconosciuto Tom Cruise.
La pellicola ha già marchiato negli anni l’universo videoludico, a partire dal primo tie-in per console Nintendo NES, ossia "Top Gun" (1987) seguito da "Top Gun - The second Mission" (1989), entrambi sviluppati da Konami. Negli anni apparvero anche altri prodotti più o meno meritevoli di attenzione, come il mediocre "Top Gun - Fire at will" per PC e PlayStation e "Top Gun - Hornet's nest" per PC, passando per "Top Gun - Combat Zones" per PlayStation 2, PC e Nintendo GameCube.
Oggi, a quasi 25 anni dall’uscita del film, Paramount Digital Entertainment ha affidato allo studio Doublesix, già autori di “Burn, Zombie, Burn” la creazione di un nuovo sparatutto con aerei ispirato alla pellicola omonima, con ambientazione, storia e background tratti dalla pellicola originale.

After Burner

Il gioco, per l’appunto, si propone come un simulatore d’aerei dallo spiccato accento arcade, il quale fa il verso alla ben nota serie di Ace Combat di Namco Bandai. Inizialmente potremo decidere se buttarci a capofitto nella modalità single player, ossia la classica campagna in cui ripercorreremo le gesta del film, resa ancor più d’impatto dai dialoghi originali scritti da Jack Epps (che nella pellicola del 1986 decise le battute per Mavercik e soci).
Tuttavia, nonostante i buoni presupposti ed il feeling dato dalla pellicola originale, Top Gun risulta essere da subito un prodotto realizzato con ben poca convinzione da parte del team di sviluppatori: le missioni che andremo ad affrontare, difatti, non sono altro che un continuo uccidere i nemici, distruggere mitragliatrici a terra e scortare aerei alleati, il tutto per un totale di poco più di 5 ore di gioco (un lasso di tempo realmente inaccettabile per un prodotto del genere, anche ai livelli di difficoltà più elevati). Anche i dialoghi tra una missione ed un’altra, atti a rimpolpare l’aspetto narrativo del titolo Paramount Digital Entertainment, risultano essere ben presto di una superficialità quasi imbarazzante (tant’è che vorrete saltare i filmati di intermezzo in men che non si dica, tramite la pressione del consueto tasto Start).
A tentare di salvare la situazione interviene prontamente un’inedita modalità battaglia, ossia un’opzione nella quale saremmo chiamati a sopravvivere il più a lungo possibile a varie ondate di nemici posizionati a bordo dei loro caccia da combattimento. A questo si aggiungono numerose modalità multigiocatore, le quali ci daranno l’opportunità di partecipare a ‘Deathmatch’ (il classico Tutti contro tutti), ‘Deathmatch a squadre’ (si combatte facendo parte di una squadra da combattimento), ‘Cattura la bandiera (il ben noto ‘Capture the Flag’, in cui dovremo recuperare la bandiera avversaria proteggendo contempo la nostra dalle mani dell’avversario) ed una modalità speciale chiamata poco sorprendentemente ‘Top Gun’ (molto simile alla classica ‘Ultimo Sopravvissuto’, vista in numerosi sparatutto odierni). Sedici giocatori potranno partecipare contemporaneamente ad una partita, mentre un sistema di ranking permetterà di cimentarsi nelle sfide a noi più consone.
A onor del vero, quindi, è proprio la parte relativa al multiplayer online a donare a Top Gun un reale valore aggiunto, che altresì si tradurrebbe in un’esperienza in solitaria francamente insipida e priva di qualsivoglia spunto di interesse.

Air Combat

Sfortunatamente, anche dal punto di vista meramente tecnico, il titolo Doublesix non riesce a ritagliarsi neppure la sufficienza: la resa degli aerei è a malapena accettabile, con una quantità di dettagli che farebbe storcere il naso anche ad un possessore di console della scorsa generazione a 128 bit, mentre gli elementi di contorno ammirabili durante lo scorrere delle varie missioni (si va dai fondali, passando alla resa visiva del cielo e degli specchi d’acqua) sono effettivamente privi di caratteristiche peculiari degne di nota. E ciò è un vero peccato. La colonna sonora, presa direttamente dalla partitura originale del film, tenterà di immergerci maggiormente all’interno dell’atmosfera di Top Gun (e in tal senso, segnaliamo la presenza della bellissima canzone “Danger Zone”, il celebre brano che accompagnava la pellicola nell’86).
Fortuna vuole che perlomeno il gameplay del titolo si dimostri immediato e di facile gestione. La difficoltà media di Top Gun viene infatti incontro alle capacità del giocatore medio, offrendo un sistema di controllo divertente e mai frustrante: grazie ai tasto R2 e L2 attiveremo e disattiveremo i propulsori, mentre con L1 e R1 daremo al nostro aereo la possibilità di virare a destra o a sinistra. Relativamente alla gestione della armi da fuoco invece, il tasto X ci permetterà di sparare con il mitragliatore, mentre con il tasto O daremo il via ad una pioggia di missili. A questo si aggiunge il CFI, ossia un intuitivo sistema di puntamento automatico che, una volta agganciato il nemico, ci permetterà di seguire ogni sua evoluzione, con la successiva possibilità di lanciargli contro i colpi necessari ad abbatterlo (a meno che non abbia la prontezza di riflessi necessaria a schivarli all’ultimo istante con una rapida virata).

Top Gun Nonostante possa considerarsi un piccolo omaggio ad un film dall’immutata importanza storica, lo sparatutto di Doublesix si rivela essere purtroppo anche un videogioco di fattura solo mediocre, incapace di soddisfare sia l’appassionato di simulatori di volo che quello cresciuto a pane ed After Burner. Difatti, un comparto tecnico a malapena sufficiente, una giocabilità intuitiva ma non troppo complessa, ed una modalità in solitaria decisamente poco incisiva, condizionano in maniera negativa un titolo che, se fosse stato realizzato con la giusta volontà e convinzione da parte degli sviluppatori, avrebbe potuto quantomeno essere un prodotto meritevole del nome che porta. Così com’è, purtroppo, Top Gun risulta essere invece solo l’ennesimo colpo andato a vuoto, per una licenza destinata a rimanere ancora una volta relegata ai margini dell’universo videoludico. Forse per Maverick è davvero giunta l’ora di appendere la tuta da pilota al chiodo.

5

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