Torment: Tides of Numenera Recensione

Dopo uno sviluppo lungo e travagliato, Torment: Tides of Numenera (sequel spirituale di Planescape: Torment) arriva finalmente nei negozi.

Torment: Tides of Numenera
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Se negli anni ‘90 la vostra dieta quotidiana era composta da un abbondante mix di Speedy Pizza, Winner Taco e giochi di ruolo, è piuttosto probabile che Planescape: Torment sia tuttora uno dei vostri videogiochi preferiti.
    Il capolavoro di Black Isle Studios, arrivato sugli scaffali a due anni di distanza dal mitico Fallout, si guadagnò presto lo status di titolo di culto, grazie a una formula che poneva al centro del gameplay le continue scelte dialogiche operate dai giocatori, e metteva in secondo piano il combattimento.
    Nei panni del Nameless One, una creatura immortale priva di memoria, gli utenti venivano catapultati in un mondo narrativamente ricchissimo, e investiti del potere di modellare con le loro decisioni tanto il presente, quanto il passato millenario del protagonista.
    In poche parole?Una delle esperienze ruolistiche più coinvolgenti della storia dei videogiochi.
    Potete dunque immaginare con quale turgida fierezza nel "lontano" 2013 accogliemmo l'annuncio di Torment: Tides of Numenera, erede spirituale di Planescape prodotto da inXile Entertainment, studio che tuttora riunisce sotto il proprio tetto alcuni dei più grandi talenti narrativi della "vecchia scuola".
    Dopo quattro anni di sviluppo, il nuovo Torment è finalmente pronto a raccogliere la pesante eredità dell'immortale senza nome, con una nuova storia di gambetti multidimensionali, esseri senza tempo e memorie claudicanti. Una storia che, ve lo diciamo sin da subito, non riuscirete a dimenticare tanto facilmente.

    Cronache di un futuro passato

    Torment: Tides of Numenera è probabilmente uno dei giochi più narrativamente convoluti, bizzarri e complessi sbarcati sugli scaffali negli ultimi anni. Per quanto ci riguarda, Chris Avellone e soci potrebbero benissimo aver scritto buona parte della storia sotto l'ascendente psichedelico di un mix di LSD, orsetti gommosi e d20 gratinati. Roba buona, insomma.

    Una potenza visionaria che si riflette su ogni magnifica sfaccettatura del Nono Mondo, il nodo interdimensionale che ospita le mille trame di un universo narrativo incredibilmente ricco e intrigante, parto mentale del leggendario creatore di giochi di ruolo Monte Cook. Proprio Cook rappresenta l'anello di congiunzione tra l'universo di Planescape, ambientazione del primo Torment, e quello di Numenera, che riprende molti dei temi portanti del suo predecessore spirituale. Bastano infatti pochi minuti in compagnia di questo "erede" per avvertire i forti richiami al capolavoro del 1999: un protagonista senza memoria, precipitato - letteralmente - in un mondo carico di personaggi stravaganti, crocevia di infinite dimensioni e culture, e braccato da entità oscure e potenti, guidate da intenti misteriosi. Così come imperscrutabili sono le mire del Changing God, il creatore del protagonista del gioco, il cui corpo è stato l'ultimo ricettacolo per la mente di questa entità eterna, a metà tra lo scienziato e il mago. "Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia", diceva il buon Arthur C. Clarke, ed è proprio su questa concezione che si basa la lore del Nono Mondo, un pianeta che, milioni di anni fa, la prima civiltà aveva ribattezzato Terra. Otto ere più tardi, la società ormai medievaleggiante del Nono Mondo non conserva alcuna memoria delle conquiste scientifiche ottenute dalle precedenti civiltà, il cui unico retaggio è rappresentato dai Numenera, misteriosi artefatti tecnologici risalenti alle epoche passate, nonché ambiti tesori il cui utilizzo richiede ora una buona quantità di incoscienza sperimentativa e fame di potere. Le due colonne portanti dell'ambizione senza fine del Changing God, una leggenda vivente che da millenni "salta" di corpo in corpo prolungando artificialmente la propria esistenza. Il Dio Mutevole "confeziona" ogni suo contenitore dotandolo di poteri utili a uno specifico scopo, e lo abbandona una volta raggiunto l'obbiettivo designato. Una volta abbandonati, però, questi "castoff" non restano a lungo degli involucri privi di coscienza ma, per un bizzarro "effetto collaterale" del processo di trasferimento, diventano esseri senzienti, autonomi e immortali. Potenti mutanti in grado di influenzare le sorti del Nono Mondo grazie al loro ascendente sulle Tides, invisibili flussi energetici capaci di alterare lo scorrere degli eventi e la matrice stessa della realtà.

    È proprio a causa di questo immenso potere che tutti i "castoff", nonché lo stesso Changing God, sono costantemente braccati da una terrificante forza entropica nota come The Sorrow, l'unico essere in grado di porre realmente fine alla vita del Dio Mutevole e delle sue creature. Nei panni dell'ultimo di questi ricettacoli senzienti, il nostro obbiettivo - almeno nell'immediato - sarà quello di trovare un modo per debellare definitivamente la minaccia rappresentata da questa spaventosa entità. Una cosa da niente.

    L'arte della chiacchiera

    Tutto questo ambaradan di nozioni sarà già vostro a dieci minuti dal primo contatto con Torment: Tides of Numenera, prima che le infinite sotto-trame e la ricchissima lore del gioco di inXile vi conquistino grazie a una storia di prim'ordine, somministrata da un narratore "testuale" forte di una capacità descrittiva degna del miglior dungeon master. Tides of Numenera alimenta la fantasia del giocatore con una miriade di particolari e dettagli, che riempono di vita il mondo di gioco e trasformano ogni personaggio in un incontro memorabile fatto di aneddoti, stranezze e dialoghi carichi di sottotesti al limite del filosofico.
    Tutte fantastiche esistenze sulle quali potrete influire operando scelte di ogni genere, che avranno sempre un impatto significativo sull'andamento dell'avventura.

    Come nella migliore tradizione ruolistica, gran parte di queste decisioni saranno prese grazie a un classico - quanto incredibilmente profondo - sistema di dialoghi a scelta multipla, con tiri abilità le cui probabilità di successo saranno determinate dalle caratteristiche del proprio personaggio. Ognuno dei tiri abilità rappresenta infatti una sfida legata a una delle tre statistiche base di Numenera: Forza, Velocità e Intelligenza. In Torment il valore numerico di queste statistiche corrisponde al numero massimo dei punti "Effort" che tutti i personaggi presenti nel party (4 in totale) potranno investire ogni giorno per aumentare le proprie possibilità di riuscita in una determinata azione, che si tratti di buttare giù a spallate una porta (Forza) o di convincere (Intelligenza) un robot costruttore a mettere da parte i suoi improbabili desideri di maternità. Tenete comunque presente che, giocando bene le vostre carte, potrete convincere quello stesso robot a mettere al mondo una nidiata di piccoli mostriciattoli meccanici, che potrete poi rapire e utilizzare come esplosivi ad alto potenziale.
    Sì, vi abbiamo già detto che Numenara è piuttosto generoso in fatto di stranezze?
    Al traguardo delle venti ore di gioco sarete già stati una stella cadente, vi sarete conquistati un nugolo di cultisti adoranti, avrete alterato la matrice dello spaziotempo in almeno un paio di occasioni, convinto un mutante a diventare una bellissima principessa, fatto lunghe passeggiate in un palazzo collocato all'interno del vostro subconscio e adottato una bambina per... beh, motivi. Tutto questo senza aver praticamente mai incrociato le lame con qualcuno, ammesso che facciate parte le club del "parliamone". Numenara offre infatti una quantità incredibile di opportunità per evitare lo scontro fisico, optando invece per l'opzione - più o meno - diplomatica.
    Anche sotto questo aspetto Tides of Numenara si avvicina molto al suo predecessore, un titolo che permetteva di completare l'avventura senza mai estrarre le armi, un plusvalore di proporzioni epiche per gli amanti dei giochi di ruolo della vecchia scuola. I tre archetipi di classe presenti nel gioco (il guerriero Glaive, il "tecnomago" Nano e il tuttofare Jack) risultano ben caratterizzati sul fronte delle specifiche competenze, e permettono di accedere a diversi strumenti di "pressione" dialogica, sebbene il sistema di progressione offra una certa malleabilità sul versante delle build.
    A seconda degli investimenti del giocatore in abilità e statistiche, un possente Glaive potrebbe decidere di ottenere un'informazione raggirando abilmente l'interlocutore, o piuttosto fracassandogli tutte le ossa di una mano con una stretta d'acciaio.
    Questione di gusti personali.
    Nei panni di un Nano, potreste perfino dotarvi della fantastica capacità di intercettare i pensieri superficiali (quando presenti) degli interlocutori, o piuttosto investire punti nell'abilità "Percezione" per ottenere, grazie ad acute capacità osservative, risultati paragonabili alla lettura della mente.
    Malgrado l'apparente complessità delle meccaniche, vi basteranno pochi minuti per afferrare le basi della progressione e dei tiri abilità, e nel giro di qualche ora starete già elaborando sottili strategie per ottenere il massimo dai vostri personaggi. Considerando il peso esercitato dalla narrativa e dai dialoghi sugli equilibri del gameplay, appare sin da subito chiaro come il sistema di combattimento di Numenera sia stato concepito come una componente secondaria.

    Gli scontri a turni del gioco sfruttano il medesimo sistema di Effort dei tiri abilità, e permettono di infliggere ai nemici danni più consistenti investendo punti statistici in ognuno degli attacchi. Alla prova dei fatti, comunque, i combattimenti risultano piuttosto macchinosi e privi di una dimensione strategica realmente convincente, complice anche un'interfaccia utente piuttosto deficitaria.
    Indugiare con maggior frequenza sul fronte bellico permette però di rendersi conto di quanto importante sia la corretta gestione dei punti presenti nel "pool" statistico di ciascun personaggio. Impiegare tutti i punti Intelligenza per scagliare una potente bordata di energia contro un nemico potrebbe lasciarvi privi di bonus statistici da impiegare nel tiro successivo, e magari provocare un fallimento nel tentativo di convincere un novello necromante a smettere di "stalkerare" febbrilmente una bella rossa appena resuscitata. Le scelte operate dal protagonista, The Last Castoff, non avranno sempre connotazioni etiche nette, ma potremo immediatamente riconoscerne il "colore" morale grazie agli effetti esercitati sulle Tides, che rappresentano anche il sistema di allineamento di Numenera.
    Un castoff in sintonia con le Tides Blu e Dorate sarà più portato alla benevolenza, e caratterizzato da una grande vivacità intellettuale, mentre una maggiore sintonia con le Tides Rosse sarà il sintomo di un atteggiamento dispotico, prepotente e irascibile. Inutile dire che il gioco vi offrirà centinaia di piccole e grandi occasioni per influenzare il mondo con il vostro "colore", tra quest primarie e missioni secondarie sorprendentemente interessanti, specialmente vista la gran varietà degli approcci possibili.
    Il capitano di una nave volante vi offre un passaggio in cambio della cattura di un "temibile" ladro di vascelli, ovvero uno strano adone maniacalmente impulsivo che, guarda caso, è appena entrato a far parte del vostro gruppo? Nessun problema, potete sempre convincere i membri del vostro culto a lavorare per il capitano fino all'estinzione del debito, oppure provvedere voi stessi a consegnare il frenetico guascone alle autorità.
    Certo, così facendo potreste orbarvi del suo "illuminante" contributo a una sinistra indagine per omicidio, con annesso - probabile - cannibalismo. In alcune delle missioni anche il tempo si rivelerà essere un elemento determinante.
    Ad esempio, concedersi un riposino corroborante durante la succitata caccia al cannibale, magari per ripristinare i pool statistici in previsione di un nuovo giorno di indagini, potrebbe concedere all'assassino l'occasione perfetta per mietere una nuova vittima. Pur evitando di riposare gli occhi, tra l'altro, potrebbe capitarvi (come nel caso dello scrivente) di consegnare al boia, forti della perizia investigativa maturata nel corso di dieci stagioni di Don Matteo, un indiziato tanto spiacevole quanto innocente.

    I compagni che il protagonista potrà assoldare nel corso delle sue avventure (6 in totale) sono caratterizzati con la stessa formidabile minuzia che contraddistingue ogni aspetto della sceneggiatura di Torment. Personaggi unici, in grado di esercitare un impatto considerevole sulla qualità della narrazione e dell'esperienza, spesso a prescindere dalle rispettive doti battagliere. Con le vostre decisioni non solo sarete in grado di modellare i rapporti che legano The Last Castoff ai suoi compagni, ma anche di determinarne il destino, con conseguenze a volte definitive.
    Un portale dimensionale organico necessita del giusto "nutrimento" per essere attivato?
    Finalmente avete trovato un senso all'orfanella che da oltre 10 ore si ostina a mancare ogni singolo tiro abilità con sorprendente determinazione. Sì, siamo delle persone orribili.

    Vecchia scuola, dentro e fuori

    Basato sullo Unity Engine, una scelta piuttosto inflazionata per quel che riguarda i giochi di ruolo isometrici, Tides of Numenera non è esattamente un trionfo di poligoni ed effetti grafici, eppure il titolo di inXile riesce a difendersi grazie ai meriti di una direzione artistica in gran spolvero. Malgrado la "vecchiaia" del comparto grafico, le schermate prerenderizzate in 2.5D di Torment offrono panorami ricchissime di dettagli che, in linea con la potenza visionaria dell'opera, compongono ambientazioni folli, oniriche e - manco a dirlo - ispiratissime. Dalle piazze riccamente decorate del quartiere governativo di Sagus Cliffs, fino agli abissi "gastrici" della città vivente The Bloom, passando per i mausolei senza nome della Valle degli Eroi Caduti, Tides of Numenera è tutt'altro che avaro in termini di scorci memorabili, tra architetture sorprendenti e design tanto stravaganti quanto suggestivi.

    Avremmo comunque apprezzato una maggiore cura per quel che riguarda l'interfaccia utente, le "trasparenze" nelle ambientazioni più claustrofobiche (a volte del tutto assenti) e, più in generale, la gestione delle geometrie di gioco. Il titolo di inXile inoltre soffre inoltre della presenza di un certo numero di fastidiosi bug, alcuni dei quali piuttosto invalidanti (un compagno incapace di muoversi o un evento che non si attiva bloccando la progressione del giocatore).
    Contribuiscono a risollevare le sorti del comparto tecnico una colonna sonora eccezionale e azzeccatissima (composta per l'occasione dall'autore delle soundtrack dei primi due Fallout e di Planescape: Torment, Mark Morgan), e un doppiaggio di buona qualità, generalmente in grado di sottolineare la qualità eccelsa della scrittura.
    E arriviamo ora al punto più controverso. Recentemente salita agli "onori" delle cronache, la totale mancanza di una localizzazione in lingua italiana rende questa piccola perla ludica sostanzialmente inaccessibile per tutti i giocatori che non possiedono una padronanza più che buona della lingua inglese. La complessità dei dialoghi e delle storie che animano il Nono Mondo di Torment non concede agli utenti alcuno sconto in termini di ampiezza lessicale e opulenza tematica, e può facilmente rappresentare una sfida troppo ardua per gli anglofoni meno smaliziati. Considerando il valore intrinseco dell'opera, è un peccato il fatto che la relativa ermeticità linguistica di Torment sia destinata a ridurre drammaticamente la presa del gioco sul pubblico nostrano, almeno fino a quando la community riuscirà nell'impresa titanica di produrre una traduzione amatoriale.

    Torment: Tides of Numenera Torment: Tides of NumeneraVersione Analizzata PCTorment: Tides of Numenera è un gioco di ruolo come non se ne vedevano da anni. Un’esperienza narrativa incredibilmente profonda e sfaccettata, tra le cui maglie il giocatore riesce a percepire il peso di ogni sua decisione. È raro che un “erede spirituale” riesca veramente a rivaleggiare con il proprio predecessore, ma è difficile negare ai ragazzi di inXile il merito di questa impresa titanica, compiuta confezionando un universo coinvolgente e stratificato, ricco di personaggi unici e vicende memorabili. Il fatto che l’intera avventura sia giocabile senza mai ricorrere alla violenza intrigherà senza dubbio i ruolisti più accaniti, mentre la potenza descrittiva di una scrittura eccellente, degna dei più grandi classici del fantasy, trascinerà gli appassionati delle storie con la “S” maiuscola in un mondo tanto strano quanto magnifico. Purtroppo, per apprezzare appieno di tutto ciò che il titolo sa offrire, è necessario poter contare su una conoscenza piuttosto ampia della lingua inglese, vera “conditio sine qua non” della godibilità del titolo di inXile.

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