Torna The Golden Country: Recensione del DLC Prequel di Xenoblade Chronicles 2

L'espansione di Xenoblade Chronicles 2 ci riporta nel meraviglioso mondo di Alrest per raccontarci una guerra avvenuta 500 anni prima del gioco originale.

recensione Torna The Golden Country: Recensione del DLC Prequel di Xenoblade Chronicles 2
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  • Switch
  • I mondi interrativi davvero indimenticabili e originali sono relativamente pochi, specie in questa generazione. Uno di essi è senza dubbio il magnifico regno di Alrest, ossia il fantastico pianeta che caratterizzava il titanico Xenoblade Chronicles 2, capolavoro pubblicato lo scorso anno in esclusiva su Nintendo Switch. Sebbene chi vi scrive ne abbia già esplorato, a suo tempo, ogni singolo anfratto, negli ultimi mesi si era fatta sempre più insistente la volontà di compiere un secondo viaggio fra quei giganteschi titani, alti ben oltre le nuvole, in grado di ospitare la vita sui propri dorsi. Per soddisfare questo irrefrenabile desiderio, i ragazzi di Monolith Soft hanno confezionato un corposo DLC cui è stato affidato un compito essenziale e doveroso: raccontare una storia appena abbozzata nella campagna originale, che tuttavia servì a gettarne le fondamenta per la solida impalcatura narrativa. Dimenticate dunque il giovanotto Rex e la maggior parte dei suoi compagni di avvventure, e lasciatevi trasportare in un dimenticato passato distante ben 500 anni... Intitolato Xenoblade Chronicles 2: Torna - The Golden Country, il contenuto scaricabile (acquistabile a breve anche in formato retail e completamente stand-alone) funge infatti da prequel per l'eccellente JRPG che a fine 2017 seppe conquistare pubblico e critica. L'impresa si ripeterà? Scopriamolo subito.

    La Guerra degli Aegis

    Seppur con i suoi difetti tecnici, Xenoblade Chronicles 2 era e rimarrà per sempre un capolavoro inossidabile; ciononostante, chiunque abbia portato a termine la campagna principale avrà sicuramente provato almeno una volta un forte disappunto verso il frettoloso trattamento riservato al racconto della cosiddetta "Guerra degli Aegis", il tremendo conflitto avvenuto in un'altra epoca ma che comunque continuava ad influenzare non poco il presente di Alrest e le sue incerte sorti. Previsto sin dal principio, Xenoblade Chronicles 2: Torna - The Golden Country giunge dunque sul mercato col preciso compito di rispondere alle tante domande lasciate in sospeso, permettendo ai fan della saga non solo di comprendere meglio le scelte intraprese dallo spadaccino Jin, ma anche di conoscere personaggi appena menzionati, come Lora o l'eroe leggendario Addam, e di approfondire la caratterizzazione di illustri figure del calibro di Mythra, Brighid, Aegaeon e della magnanima ma sventurata Haze (anche nota ai giocatori come Fan la Norne). Impersonando i suddetti personaggi, che in questo caso si sono rivelati un gruppo più unito e meglio qualificato dell'originale, il giocatore è infatti chiamato ad affrontare ancora una volta Malos, il malefico Aegis che tentò di annientare il genere umano, e ad esplorare un titano inedito e affascinante, sulla cui groppa si ergeva il potente e prosperoso Regno di Torna.

    Nonostante fossimo piuttosto curiosi di accrescere le nostre conoscenze circa la Guerra degli Aegis, di cui però conoscevamo già l'esito finale e tutte le sue disastrose conseguenze, il nostro legittimo timore era quello di ritrovarci fra le mani un prodotto narrativamente debole e scontato. Al contrario, la scelta dello sviluppatore di focalizzare il DLC non tanto su Addam e Mythra, quanto su Lora e i suoi Gladius, ci ha regalato una storia matura e ricca di colpi di scena, che in poco meno di venti ore ha saputo dedicare il giusto spazio a ciascuno dei propri protagonisti. Soprattutto, Xenoblade Chronicles 2: Torna - The Golden Country ci ha fornito l'occasione perfetta per rivalutare il personaggio di Malos, che questa volta, fuori dall'ombra del suo futuro e ben più carismatico partner, ha svolto con eccezionale dedizione il ruolo di antagonista di turno.

    In modo analogo, la personalità dell'affascinante e un po' capricciosa Mythra, che a suo tempo aveva goduto di uno screen time forse inferiore a quello della controparte Pyra, ne è uscita assai rafforzata, dando un senso a dialoghi ed episodi finora poco comprensibili di Xenoblade Chronicles 2. Come recita il famoso proverbio "Non è tutto oro quel che luccica", anche Torna - The Golden Country ha purtroppo i suoi problemi, di cui uno tutt'altro che trascurabile. Poiché Monolith aveva promesso un DLC assai longevo, lo sviluppatore ha scelto di introdurre una tediosa meccanica che va sì ad estendere di molte ore la durata complessiva dall'esperienza, ma che al contempo smorza e rallenta l'evoluzione della narrazione. Ad un solo passo dall'ambita area di rigore, il giocatore è dunque costretto a tornare in panchina e a deragliare per diverse ore dal proprio sentiero per dedicarsi ad una sconfinata e ripetitiva sfilza di missioni secondarie atte ad accrescere il "Prestigio" di Lora e i suoi compagni. Parlando con gli NPC e completando le loro quest, il cast può infatti accumulare sempre più gratitudine, migliorando i rapporti col popolo di Torna e con la comunità costruita dal giocatore. Una serie di attività, insomma, che avremmo preferito portare a termine solo dopo aver combattuto l'epico scontro finale, quando la curiosità verso il filmato conclusivo era ancora giustificata e genuina.

    Tecnica della Sostituzione del Corpo!

    Dal punto di vista prettamente ludico, Xenoblade Chronicles 2: Torna - The Golden Country appare pressoché identico eppure diversissimo dal proprio genitore: identico perché il DLC ripropone le caratteristiche principali del titolo, come ad esempio le dinamiche legate all'esplorazione, alla rimozione degli ostacoli, al farming degli oggetti e allo sviluppo delle abilità di Gladius e Ductor; differente perché il combat system è stato opportunamente rivisitato e migliorato. Uno dei motivi principali per cui Xenoblade Chronicles 2, su queste stesse pagine, non venne promosso a pieni voti va ricercato nella totale impossibilità di controllare in battaglia anche i vari Blade assegnati a Rex e compagni - una caratteristica che, in parte, gettava alle ortiche i vantaggi offerti dalla presenza di svariate dozzine di partner. In Torna - The Golden Country, invece, i protagonisti dispongono di due Gladius ciascuno (quindi fissi e non casuali), e durante le battaglie sta al giocatore decidere se schierare come avanguardia il Ductor o uno dei due famigli, a seconda della situazione e della strategia applicata. A patto che la barra azione di un personaggio vincolato sia piena, avanguardia e retroguardia del medesimo Team possono ora scambiarsi di posto in qualsiasi momento, innescando all'atto della sostituzione delle speciali mosse automatiche qui chiamate "Tecniche di Scambio". A queste si aggiungono poi le "Tecniche Avanguardia", che il giocatore può utilizzare una volta ricaricate, e le "Tecniche Retroguardia", che i compagni eseguiranno autonomamente (anziché rimanere immobili per tutta la durata di un combattimento). A proposito della meccanica dello scambio, è necessario sottolineare come questa risolva anche un altro storico problema della serie: la guarigione. Nel mezzo delle battaglie, è sempre l'avanguardia a subire danni, indicati di volta in volta da una barra rossa che indica i punti vita recuperabili effettuando un repentino cambio; a ragion veduta, la sostituzione del personaggio controllato non modifica solo il set di abilità a disposizione dell'utente, ma offre persino una valida alternativa alle tecniche di guarigione che solo pochi Gladius possiedono.

    Nel complesso, il nuovo sistema di combattimento velocizza, quindi, i conflitti e ne accresce il dinamismo, costringendo l'utente a cambiare continuamente di posto le proprie unità. Fra le altre novità degne di menzione non possiamo non segnalare l'introduzione degli accampamenti, i quali permettono non solo di riposare e utilizzare i punti esperienza extra senza la necessità di recarsi ogni volta in città, ma offrono anche altre due meccaniche assenti nell'originale: la prima consente di sfruttare le abilità di un dato personaggio per creare svariate tipologie di oggetti (Lora, per esempio, è specializzata nella creazione di amuleti, mentre Jin risulta un cuoco anche migliore di Pyra); la seconda, invece, fa sì che i personaggi presenti conversino tra loro e si diano preziosi consigli sul da farsi. Se da una parte Torna - The Golden Country ha migliorato non poco alcuni aspetti dell'originale, dall'altra è impossibile non notare di come il DLC abbia ereditato anche alcune delle sue più evidenti problematiche, come ad esempio la ricorrente necessità da parte del giocatore di visitare il menu di un dato Gladius affinché i bonus ottenuti dall'aumento di affinità diventino attivi, oppure ancora la difficoltà nell'aprire talvolta i forzieri (dovuta perlopiù a fastidiosi tempi di risposta). Piccolezze, insomma, la cui soluzione avrebbe senza dubbio richiesto uno sforzo minimo, ma che noi avremmo apprezzato non poco.

    Per quanto concerne poi il comparto audiovisivo, il prodotto vanta lo stesso livello qualitativo raggiunto dal proprio genitore, dal quale ha ereditato la straordinaria colonna sonora composta da maestri del calibro di Yasunori Mitsuda, ma anche la bassa risoluzione e i cali di framerate imputati a suo tempo alla modalità handheld. Anche stavolta la situazione migliora sensibilmente in modalità dock, dove sentirete di certo il bisogno fisiologico di rimirare da cima a fondo il titano inedito e scoprire tutte le numerose differenze fra il gigantesco Gormott del presente e quello più contenuto del passato. Ottima anche la traduzione dei testi in italiano, precisa e impeccabile, come pure la traccia audio in lingua originale, sicuramente meglio recitata e coinvolgente di quella inglese, ancora una volta affetta da qualche accostamento infelice.

    Xenoblade Chronicles 2 Xenoblade Chronicles 2Versione Analizzata Nintendo SwitchXenoblade Chronicles 2: Torna - The Golden Country poteva e doveva essere l’occasione perfetta per Monolith Soft di portare a casa una meritata promozione con lode. Le molteplici migliorie apportate al gameplay dimostrano infatti quanto lo sviluppatore abbia prestato l’orecchio alle principali critiche mosse dai fan, ma la volontà di estendere a tutti i costi la durata del pacchetto, costringendo i fruitori a sorbirsi ore e ore di contenuti trascurabili, ha finito per smorzare il ritmo altrimenti straordinario della narrazione, asfaltando definitivamente il mito urbano che vede nella longevità un sinonimo di qualità. Ciononostante, qualora abbiate amato Xenoblade Chronicles 2, il DLC rappresenta una tappa obbligatoria cui non potrete sottrarvi in alcun modo; e chissà che questo, come accaduto a chi vi scrive, non vi faccia rivedere sotto una nuova luce eventi e personaggi del gioco originale, portandovi ad apprezzarne qualche elemento in precedenza sottovalutato.

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