Total War Three Kingdoms: Recensione del DLC Eight Princes

Lo strategico di Creative Assembly si espande con un contenuto aggiuntivo che ci porta all'interno di un turbolento periodo storico.

recensione Total War Three Kingdoms: Recensione del DLC Eight Princes
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  • Al tramonto del terzo secolo, diversi anni dopo la fine del periodo dei Tre Regni, la Cina visse un'altra serie di disordini e guerre civili. Quella che viene ricordata come la Guerra degli otto principi è in realtà una situazione disordine che alternava combattimenti a periodi di pace, quindi molto diversa dal conflitto che aveva insanguinato la Cina anni prima. Le cause di questi eventi turbolenti vanno ricercate nell'instabilità mentale dell'imperatore Hui della dinastia Jin, incapace di governare e facilmente manovrabile. Un ruolo fondamentale lo ebbe poi sua moglie Jia Nanfeng, che era stata esclusa dagli affari di stato e che, per ripristinare la sua influenza, decise di coinvolgere i principi Sima Liang e Sima Wei spingendoli ad azioni militari.

    Insomma per Eight Princes, il suo primo DLC di peso dedicato a Three Kingdoms, Creative Assembly ha scelto un'era molto adatta. Per di più la natura discontinua del conflitto, i giochi di potere, la diplomazia del periodo degli otto principi si sposano molto bene con l'impostazione del nuovo Total War, che per la prima volta dà un gran peso alle manovre di sotterfugio, alle soluzioni diplomatiche e alla guerra d'intelligence.

    La scalata al potere

    Eight Princes si sviluppa in una campagna completamente scollegata da quella di Three Kingdoms, ma si svolge nella medesima mappa. Ogni insediamento e regione rimangono identici, a cambiare è piuttosto lo scacchiere politico: dalla Cina meridionale a quella settentrionale, gli otto principi controllano altrettanti regni, circondati come al solito da piccole fazioni cuscinetto o territori abbandonati.

    Non c'è più traccia dei famosi protagonisti dei Tre Regni, il loro posto viene preso da lord opportunamente differenziati per supportare differenti stili di gioco. Sima Yong preferisce l'uso della forza e le infrastrutture militari, Sima Lun odia sporcarsi le mani di sangue e predilige la diplomazia, Sima Yue è abile invece nella politica e nel controllo del proprio impero.

    Nonostante ci sia discreta varietà, tutti gli otto nuovi principi richiamano in qualche modo le caratteristiche dei personaggi già disponibili nel gioco base, alimentando così la sensazione di esser di fronte ad esperienze troppo simili tra loro. In ogni caso, Creative Assembly ha fatto anche qualche piccola modifica al regolamento per meglio adattarlo al nuovo periodo storico. Innanzitutto ha sostituito l'ordine pubblico con il supporto dei nobili, dal funzionamento molto similare.

    Modalità DinastiaCon l'aggiornamento precedente alla pubblicazione di Eight Princes, Creative Assembly ha inserito una modalità di gioco parallela alle altre chiamata Dinastia. In quest'ultima gli utenti devono comporre una squadra di eroi scegliendo tra quelli presenti in Three Kingdoms e resistere ad ondate di progressiva complessità. Dinastia mette in scena scontri giganteschi in cui singoli personaggi sono in grado di sbaragliare interi schieramenti di uomini, come se il gioco si trasformasse in un musou con visuale isometrica. Purtroppo le banali abilità in dote ai protagonisti ed una struttura tremendamente ripetitiva lo rendono un esperimento poco riuscito. A meno che non vogliate mettere alla prova il vostro hardware moltiplicando, fino a sei volte, il numero di soldati a schermo.

    Poi ha introdotto un sistema di allineamenti (Spirito, Ricchezza, Mente e Potenza) grazie al quale i giocatori possono personalizzare la propria avventura ed influenzare il progresso della campagna. Chi è più portato a risolvere le questioni con il pugno di ferro incrementerà l'indicatore della Potenza, che garantirà bonus di natura militare relativi alla capacità di spostamento o il tempo di adunata degli eserciti. Un agire più scaltro migliorerà l'allineamento Mente, uno più attento alle esigenze del popolo e dei compagni influirà invece sullo Spirito. Agli esordi il sistema funziona piuttosto bene ed ha il merito di trasformare alcuni banali dilemmi che si presentano nel corso del gioco in eventi più significativi. Ma è nelle battute finali che l'idea di Creative Assembly mostra le sue grosse limitazioni: ogni allineamento può essere infatti sviluppato fino ad un certo livello e non oltre, dunque da un momento in poi agire secondo una certa coerenza interpretativa (continuando a vestire i panni del principe benevolo, ad esempio) non ha più senso dal punto di vista squisitamente ludico.

    Le condizioni di vittoria sono anch'esse state rivisitate, nonostante parte del processo per diventare imperatori (o reggenti) della Cina si basi sulla consueta "scalata" di posizioni grazie all'accumulo di punti Prestigio. Rispetto a Three Kingdoms non è obbligatorio controllare specifici insediamenti per vincere la campagna e dunque è possibile limitare al minimo le azioni militari, a meno che non si scelga di eliminare tutti gli altri sette principi per ottenere la vittoria definitiva.

    Ma schivare del tutto gli scontri, oltre a rendere la campagna molto difficile da portare a termine con successo, è quasi impossibile per via di un'IA che non esita a dichiarare guerra anche per le più futili motivazioni, dimostrando spesso comportamenti lunatici simili a quelli registrati nel gioco base.

    Tra le unità vengono infine introdotti distaccamenti di catafratti, dei cavalieri pesantemente corazzati con capacità di sfondamento devastanti, ma dalla ridotta mobilità. Per il resto, Creative Assembly si è limitata a ridistribuire le stesse tipologie di guerrieri già presenti nella campagna di Three Kingdoms.

    Ad esempio buona parte delle forze di cavalleria è ora composta da combattenti delle popolazioni Wuhu della Cina settentrionale o l'odierna Mongolia, come gli Xianbei, gli Xiongnu e i Qiang, le battaglie hanno tuttavia sempre lo stesso problema di varietà già registrato nell'opera principale. Ci auspichiamo dunque che nel prossimo futuro gli sviluppatori britannici decidano di puntare anche su questo aspetto di fondamentale importanza.

    Total War Three Kingdoms Total War Three KingdomsVersione Analizzata PCEight Princes rimescola gran parte dei contenuti di Three Kingdoms per dar vita ad una campagna inedita che propone però ben poche novità. I superficiali cambiamenti al regolamento di gioco non permettono di dar vita ad un’esperienza troppo diversa da quella di base, che peraltro condivide le stesse problematiche già segnalate qualche mese fa in sede di recensione. Eight Princes non è dunque un’espansione imperdibile, quanto piuttosto una lieve variazione sul tema da accogliere con tiepido interesse.

    6

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