Trine 4 The Nightmare Prince Recensione: ritorna la favola di Frozenbyte

La ladra Zoya, il cavaliere Pontius e il mago Amadeus tornano in una nuova avventura leggera e scacciapensieri.

recensione Trine 4 The Nightmare Prince Recensione: ritorna la favola di Frozenbyte
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • In tempi recenti, non sono molti i videogiochi caratterizzati da un tocco fiabesco, avvolti da un'atmosfera sognante e rasserenante. Tra le produzioni che fanno leva sul fascino dell'ambientazione e sui toni "da favola" della narrazione, spicca senza dubbio la saga di Trine, giunta al quarto episodio con The Nightmare Prince, disponibile dall'8 ottobre in contemporanea su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Come i precedenti capitoli (qui potete leggere la nostra recensione di Trine 3), anche Trine 4 è un un'avventura in 2.5D che punta tutto sull'esplorazione lineare di livelli, intervallati da qualche puzzle ambientale e da alcune semplicistiche battaglie: l'obiettivo, al pari dei predecessori, è quello di comporre un racconto affascinante e incantato, con un grado di sfida molto accessibile e persino con la possibilità di condividere il cammino insieme altri giocatori, sia online che in locale. Prepariamoci dunque a partire per una nuova missione, da vivere come sempre in compagnia degli ormai iconici protagonisti della serie.

    Più esplorazione che combattimenti

    La ladra Zoya, il cavaliere Pontius e il mago Amadeus, instancabili compagni di viaggio, si ritrovano nuovamente a fronteggiare le minacce che rischiano di corrompere il loro mondo fatato. Questa volta, a disturbare l'incolumità del regno intervengono le presenze oscure che dominano i sogni del principe Selius, le cui apparizioni si insediano nella realtà, finendo addirittura per modellarla come se fosse un incubo.

    Al trio di eroi spetta insomma il compito di salvare il giovane sovrano dalle sue stesse visioni oniriche, avventurandosi in un cammino composto da cinque atti sempre più ostici, facendosi largo tra rompicapi e combattimenti, quest'ultimi da affrontare combinando i poteri a disposizione dei singoli elementi della squadra.

    Dopo tre livelli introduttivi, che fungono da tutorial per le abilità degli eroi, il titolo imbastisce un andamento che chiede al giocatore di mescolare i talenti dei protagonisti, passando in qualsiasi istante da un personaggio all'altro: a questa dinamica ludica si unisce la possibilità di giocare in cooperativa locale o in rete, permettendo ad altri due amici di interpretare uno dei membri del terzetto.

    Ogni quadro si sviluppa con totale armonia tra salti, puzzle e scontri, invogliando l'utente a sperimentare le diverse tecniche apprese progressivamente lungo il percorso. Nell'economia generale dell'esperienza, a prevalere è la componente esplorativa, che prende il sopravvento rispetto all'anima più action, puntellando i livelli di enigmi da risolvere e collezionabili da raccogliere.

    Di per sé questo focus sull'avanzamento in stile puzzle-platform non è necessariamente un male, dal momento che il combat system di Trine 4 incarna proprio il punto più debole della produzione.

    Antiquato, macchinoso e fin troppo elementale, il sistema che permette di destreggiarsi tra fendenti e magie soffre di una struttura statica e poco elaborata, indebolita ancor di più da comandi spesso inutilmente confusionari. Nonostante un buon meccanismo di progressione, che ibrida potenziamenti automatici (concessi al giocatore dopo ogni passaggio di livello) e skill ottenibili spendendo le gemme nascoste, Trine 4 non riesce purtroppo a donare un'adeguata solidità alle fasi nelle quali abbattere gli avversari, la cui varietà è inoltre decisamente ridotta all'osso. Persino nel corso delle boss fight, insomma, l'intero duello finisce per ridursi in un nervoso button mashing.
    Questa debolezza ludica, in ogni caso, rappresenta una macchia all'interno di un'avventura indubbiamente piacevole, in cui ciascun livello è in grado di equilibrare davvero bene le diverse anime di gioco, alternando frangenti di pura esplorazione orizzontale e verticale a brevi intermezzi più dinamici, senza mai dimenticare di mettere alla prova l'utente con i suoi enigmi vecchio stampo.

    Durante il viaggio verso i titoli di coda (che vi occuperà per circa 8 ore), vi capiterà in più occasioni di fermarvi a ragionare sull'ostacolo di turno, la cui soluzione non è mai del tutto elementare né inutilmente complessa, sorretta da un bilanciamento che impegnerà a dovere la vostra materia grigia pur senza mai sfociare nella frustrazione.

    Meglio in compagnia

    Trine 4 può essere tranquillamente affrontato in solitudine, ma dà il meglio di sé quando, vogliosi di scovare tutti i tesori nascosti negli anfratti dei colorati livelli, deciderete di chiamare in causa gli amici o la community che popola i server.

    Il sistema di gioco tradizionale, ovvero quello che ci dà la facoltà di alternare la selezione dei personaggi in single-player, funziona in modo molto simile a quello della serie LEGO, e scorre via con assoluta semplicità. Tuttavia, come già anticipato, vivere l'intero cammino in compagnia rende tutta l'avventura molto più avvincente, fluida e divertente: irritarsi con un partner per un salto mal calibrato o per un blocco piazzato nel posto sbagliato, e con un tempismo impreciso, dona infatti all'insieme quel tocco di verve in più che renderà tutto lo svolgimento palesemente più intrigante.

    Sonorità e colori

    L'elemento che spicca più di tutti all'interno di Trine 4 senza dubbio la realizzazione tecnica e artistica. Supportato da un comparto sonoro e visivo di prim'ordine, The Nightmare Prince riesce a trasmettere al giocatore un corredo di fiabesche sensazioni, orchestrando temi musicali costanti ma mai invadenti.

    L'ultima fatica di Frozenbyte non è certo un portento in termini di livello di dettaglio e mole poligonale, ma sfrutta a dovere le potenzialità della direzione artistica per consegnare nelle mani dei giocatori un'opera gradevolissima da ammirare, merito in particolare di quell'atmosfera favolistica che permea tutta la saga, e che in questo episodio torna in grande spolvero. Trine 4, insomma, fa leva sulla magia del suo art design, dando forma ad un corredo audiovisivo capace da solo di sorreggere l'intera esperienza

    Trine 4 The Nightmare Prince Trine 4 The Nightmare PrinceVersione Analizzata PlayStation 4 ProTrine 4: The Nightmare Prince non rivoluziona né peggiora in maniera significativa la formula alla base del successo della serie. Ottimo per i neofiti e innocuo per gli appassionati, il quarto capitolo della saga marchiata Frozenbyte si rivela un buon gioco d’avventura, che saprà accompagnarvi fino alla conclusione con un andamento tranquillo e ragionato, minato solo da un sistema di combattimento impreciso e da una formula che si reitera in maniera troppo simile a se stessa. Vivace, spensierata e sorretta da una notevole direzione artistica, la fiaba di The Nightmare Prince è riuscita a dimostrarsi un passatempo fugace e scorrevole, seppur meno incisivo dei suoi predecessori. Senza ambire a chissà quali vette qualitative, Trine 4 è pertanto un’opera adatta a chi cerca un titolo colorato e scacciapensieri.

    7

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