TT Isle of Man Ride on the Edge 2 Recensione: corse in moto in libertà

Siamo tornati ad affrontare lo Snaefell Mountain Circuit, scenario di una delle più folli corse motociclistiche del pianeta. Ecco la nostra recensione.

recensione TT Isle of Man Ride on the Edge 2 Recensione: corse in moto in libertà
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  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il mondo dello sport, negli ultimi tempi, non sta passando un bel periodo. Fa davvero male vedere anche una corsa come il Tourist Trophy, meritatasi negli anni l'appellativo di gara su due ruote più pericolosa al mondo, messa in ginocchio dalla pandemia di coronavirus che tanto sta facendo penare anche noi italiani. Eppure è così: il TT, quest'anno, non si farà. Per noi amanti dello sport, la luce blu dei monitor resta l'unico modo per continuare a godere di questo intramontabile spettacolo di velocità e pazzia.

    Della corsa, ambientata in un isolotto in mezzo mare d'Irlanda, vi abbiamo già parlato in lungo e in largo al lancio del primo capitolo: si tratta di una competizione "stradale" ad elevato tasso di adrenalina, tra muretti e strettoie che richiedono precisione chirurgica, divenuta la pecora nera del motociclismo mondiale a causa del numero esorbitante di morti che continua a mietere di anno in anno (a tal proposito vi suggeriamo la recensione di TT Isle of Man Ride on the Edge). Nonostante le buone intenzioni degli sviluppatori, la prima iterazione della serie aveva subito in maniera piuttosto pesante gli effetti di una genesi tribolata. Adesso, a due anni dall'esordio, il titolo ufficiale dedicato all'infernale corsa motoristica è pronto a tornare più in forma che mai, forte di una carriera finalmente più profonda e complessa, una fisica potenziata e tante altre piccole novità.

    Di nuovo in sella

    Immaginate per un attimo di correre a 300 all'ora in un circuito stradale, attraverso le stesse lingue d'asfalto in cui solitamente scorre il traffico tranquillo di un'isola poco industrializzata come quella di Man; pensate a quanto complicato possa essere riprodurre attraverso un videogioco le sensazioni suscitate da un passaggio ad altissima velocità a fianco di un muretto in pietra non protetto, oppure a pochi millimetri dal gradino che separa la carreggiata dal marciapiede adiacente.

    Un paio d'anni fa sembrava un'impresa disperata, quella dei francesi Kylotonn, anche e soprattutto a causa del budget non proprio esorbitante del prodotto. A due anni di distanza dal primo tentativo, però, il team sembra finalmente essere riuscito a centrare il bersaglio: i lavori di ammodernamento della riproduzione virtuale del percorso hanno dato i loro frutti, producendo un risultato visivamente incredibile. Il lavoro svolto dagli sviluppatori sul tracciato montano del monte Snaefell non si è però concentrato solamente sulla riproduzione dell'asfalto su cui poggeremo le due ruote: grazie all'utilizzo di numerosi scatti fotografici, Kylotonn ha potuto concentrasrsi su ogni elemento dello scenario: anche le casupole a bordo pista e gli elementi della segnaletica stradale sono stati riprodotti nella maniera più accurata possibile.

    Peccato che il tracciato principe del TT sia soltanto uno dei grandi protagonisti del gioco, accompagnato da svariate piste di contorno - anch'esse situate a cavallo tra Irlanda e Regno Unito - di caratura ben inferiore. I circuiti che fanno parte del campionato irlandese, ad esempio, per quanto riescano comunque a mantenete un livello qualitativo più che dignitoso, sono senza ombra di dubbio meno ispirati. Anche in questa seconda iterazione della serie, tali tracciati secondari non sono su licenza, ma sono stati progettati interamente dal team di sviluppo francese.La principale rivoluzione messa in atto dal team transalpino, intenzionato a dare nuova linfa vitale alla serie e dimostrare la propria attenzione nei confronti della community, ha però interessato il motore fisico, completamente rinnovato e adesso più verosimile che mai. Pur non toccando mai vette di realismo eccessivo, TT Isle of Man - Ride On The Edge 2 ha mostrato un progresso impressionante per quanto concerne il feeling di guida, entrando di diritto tra i corsistici su due ruote più appaganti sul mercato.

    Anche impostando il sistema di guida su "principiante", il meno realistico, il comportamento della moto appare meno permissivo rispetto al passato: domare le moto si è fatto conseguentemente più difficile, e serviranno diverse gare prima di imparare a gestire la frenata e impostare correttamente le traiettorie al fine di massimizzare il risultato senza rischiare troppo.

    Basta poco, in fin dei conti, per rovinare un'intera gara; è sufficiente un'uscita troppo avventata, oppure tenere una traiettoria leggermente più larga (anche di pochissimi centimetri) per essere scaraventati al suolo ancor prima di essersene resi conto. La moto si muove di più, sobbalza dispettosamente se si apre il gas troppo presto, "pompa" nervosamente sul posteriore non appena si forza troppo una traiettoria, e quasi sempre con scarsissime possibilità di recupero.

    Da piloti, per pilotiConsapevoli dell'importanza di mettere in mano agli appassionati un prodotto che riuscisse a riproporre con dovizia di particolari il feeling di una corsa così particolare come il Tourist Trophy, gli sviluppatori hanno pensato bene di rivolgersi a uno specialista, uno che quelle sensazioni le vive annualmente: Davey Todd. Avvalendosi della consulenza di un vero - e appassionatissimo - pilota in attività, il team francese ha potuto concentrarsi maggiormente su alcuni dettagli che non sempre vengono colti da noi "spettatori", ma che spesso possono fare la differenza. Non parliamo soltanto della fisica e del comportamento della moto, bensì di tutto un insieme di fattori che vanno dal sound della moto e degli scarichi durante il cambio marcia, fino alle minuziose rivisitazioni di alcune animazioni del pilota e della gestione degli spostamenti di peso.

    I contatti con gli altri piloti e la loro intelligenza artificiale, invece, continuano ad essere il tallone d'Achille della produzione. Nonostante il main event sia fondamentalmente una lunghissima gara cronometrata con partenza sfalsata in "stile rally", il brevissimo intervallo tra una partenza e l'altra ci ha messo spesso e volentieri in condizione di fare a sportellate con qualche pilota leggermente più lento o veloce di noi, mettendo in mostra una totale mancanza di realismo nelle collisioni. Inoltre, ci sembra doveroso precisare anche che solamente il TT presenta queste modalità, tutte le altre promuovono una più classica competizione diretta, rendendo questo problema ancor più evidente.

    Data la lunghezza non trascurabile del mountain course, un serpentone d'asfalto lungo ben 60km a giro, assume un ruolo fondamentale nell'economia delle gare anche il nuovo sistema di gestione dei "parametri vitali" del mezzo, sempre chiaramente visibili nell'interfaccia di gioco. Durante le gare avremo a portata di mano i dettagli relativi alla temperatura e al grado d'usura di gomme, motore e freni, i quali si riveleranno fondamentali nell'economia delle gare più lunghe e difficili.

    Il nostro mezzo risentirà pesantemente degli sforzi a cui verrà sottoposto, perdendo progressivamente aderenza e - qualora non prestassimo abbastanza attenzione alla temperatura dei dischi - forza frenante durante le staccate. Come se le difficoltà non fossero già abbastanza, a darci il colpo di grazia ci pensa il meteo dinamico, variabile in maniera imprevedibile durante il corso della singola corsa. Pur non implementando la pioggia (sotto l'acqua il TT non si corre), tale sistema influenza in maniera concreta il gameplay, andando a modificare temperatura e grip dell'asfalto e, di conseguenza, delle nostre gomme. Per non parlare poi della visibilità, che può ridursi nel giro di pochi istanti al presentarsi di imprevedibili banchi di nebbia.

    Scalare la vetta

    Anche la modalità carriera ha subito importanti cambiamenti volti a modificare in maniera netta la progressione del capitolo precedente, a cui sono andati ad aggiungersi numerosi elementi di contorno degni di nota. Si parte scegliendo il nome del nostro pilota, purtroppo impossibile da personalizzare come avremmo voluto, e la nostra prima moto, quella con cui dovremo portare a termine la prova iniziale.

    Una volta terminata quest'ultima ci troveremo a scegliere un team ufficiale con cui gareggiare all'interno del campionato irlandese, uno dei potenziali trampolini di lancio della nostra carriera nel mondo del TT. Come dicevamo, in TT Isle of Man Ride On The Edge 2 non trova spazio soltanto l'ambitissimo main event, ma anche numerose competizioni minori. Per qualificarci alla fase finale avremo tre possibilità: vincere la Junior TT, ottenere un numero adeguato di punti reputazione, oppure collezionare timbri speciali grazie alle nostre performance nel campionato irlandese. La necessità di portare a compimento questi oneri all'interno della stagione ci obbliga a giocare d'astuzia, scegliendo con cura quali gare affrontare e quali no.

    Capita anche che alcune competizioni si sovrappongano, e quindi partecipare all'insidiosissima Junior TT ci porterà inevitabilmente a saltare almeno una tappa del campionato, riducendo sensibilmente le nostre possibilità di riuscita qualora non riuscissimo a qualificarci immediatamente per l'evento principale. Andando avanti non mancheranno poi i diversivi, i più incisivi dei quali sono rappresentati dalle incursioni all'interno di una - embrionale e non riuscitissima - area free-roaming basata sulle piste irlandesi, dove portare a compimento numerose sfide. Pur non rappresentando la parte più riuscita del prodotto, tali prove si sono rivelate particolarmente utili al fine di accaparrarci pezzi avanzati per le nostre due ruote, facilitandoci un po' la vita nelle gare successive.

    Oltre alla carriera, il menu delle modalità giocatore singolo ci consente di accedere a corse singole, gare a tempo e ad una versione "stand-alone" della già citata area free-roaming, all'interno del quale potremo girellare per la brughiera irlandese e imparare a riconoscere le varie curve in tranquillità, senza la pressione degli avversari. Non manca inoltre una modalità multigiocatore, sia online (ovviamente ancora impossibile da testare) che offline. Niente split-screen, però, il multiplayer locale sfrutta semplicemente la natura asincrona degli eventi per farci gareggiare in sequenza, utilizzando lo stesso pad e confrontando al termine i nostri tempi.

    TT Isle of Man Ride on the Edge 2 TT Isle of Man Ride on the Edge 2Versione Analizzata PlayStation 4 ProTT Isle of Man 2 si è presentato al test drive in ottima forma, rinvigorito da una consistente iniezione contenutistica e da una carriera più corposa e strutturata. Anche la fisica di gioco è migliorata in maniera esponenziale, limando molte delle asperità che avevano minato il gameplay del predecessore, come quello strano e fastidioso sovrasterzo che tanto ci aveva fatto penare due anni fa. Pur non proponendo upgrade significativi dal punto di vista grafico (i passi in avanti in tal senso sono stati davvero minimi), l’introduzione del meteo dinamico e il lavoro svolto sull’audio di gioco, ora impreziosito da scoppiettii e rumori ambientali (memorabile quello del vento) molto più naturali e credibili, rendono questo seguito un enorme passo in avanti rispetto al passato. La sua natura atipica e scorbutica, d’altro canto, potrebbe continuare a far storcere il naso ai meno avvezzi al genere. Quello di Kylotonn resta un prodotto molto particolare, costruito interamente attorno a una corsa unica nel suo genere e perciò principalmente consigliato a un pubblico di appassionati.

    8.5

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