TT Isle of Man Ride on the Edge Recensione: vivi le emozioni del Tourist Trophy

Dopo una lunga attesa, Tourist Trophy Isle of Man Ride on the Edge arriva su console: abbiamo provato il nuovo racing di Kylotonn Games.

recensione TT Isle of Man Ride on the Edge Recensione: vivi le emozioni del Tourist Trophy
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Folle, brutale, senza senso. E allo stesso tempo magico, affascinante, unico. Basterebbero questi aggettivi per descrivere l'effetto bipolare che il Tourist Trophy esercita da sempre sugli appassionati di motociclismo e, in senso lato, di motorsport a tutto tondo. La corsa a cronometro (si parte uno alla volta, come nei rally) che ogni anno dal 1907 si svolge sull'Isola di Man, terra di fate ed elfi a metà strada tra Irlanda e Gran Bretagna, è senza tema di smentite la più pericolosa al mondo. Lo Snaefell Mountain Course, un anello di 60 chilometri e oltre 200 curve che si snoda nella parte centro-settentrionale dell'isola, fa sembrare il vecchio Nürburgring una pista per timidi neopatentati. Esagerato? Cercate qualche video online, meglio se da una camera on board. Solo così capirete cosa significa per un centauro avventurarsi sul filo dei 300 tra stradine di campagna, muretti, case, foreste, pali del telegrafo e chissà quali altre insidie. Per quanto macabro, c'è un numero che più di ogni altro dato statistico racconta la leggenda proibita del TT: dagli esordi a oggi, sulle strade dell'isola britannica sono morti 255 piloti, tre solo nel 2017. Dati spaventosi, che hanno di fatto ostracizzato il TT dal grande giro del motociclismo (estromesso dal Motomondiale a partire dal 1977), ma ne hanno paradossalmente ingigantito l'aura di moderna giostra medievale per cuori impavidi. Oggi il TT è una corsa che fa mondo a sé, un appuntamento che ogni maledetto giugno (tra agosto e settembre si disputa invece il Manx Grand Prix) attira migliaia di appassionati, tra concorrenti e semplici spettatori. Una sfida difficile non solo nella realtà, ma anche nei videogiochi, stando almeno al travagliato percorso che ha contraddistinto la lavorazione del titolo firmato dai francesi Kylotonn.

    Meglio tardi che mai

    Di TT Isle of Man: Ride on the Edge si parla del resto da parecchio. Ed era il 2017 l'anno designato per il debutto del racing motociclistico dedicato alla celebre corsa. Un debutto che Kylotonn, già titolare della serie WRC, ha avuto il buon cuore di rimandare, dichiarando onestamente la propria insoddisfazione per il risultato finale. Passano i mesi e magicamente il progetto riemerge riveduto e corretto, pronto a sfidare il mercato con lo stesso piglio spavaldo e un po' sconsiderato di chi affronta la gobba d'asfalto di Bray Hill a 200 all'ora.

    Pubblicare nel 2018 un racing motociclistico così di nicchia (il TT non è poi così noto al grande pubblico cresciuto a pane e Valentino Rossi) denota una certa dose di coraggio, alla quale il vecchio pilota virtuale che alberga in noi non può che tributare una doverosa standing ovation. Le buone intenzioni però non sempre bastano e lo stesso passato non impeccabile di Kylotonn getta ombre non proprio rassicuranti sul prodotto finale... È ora di scaldare il motore e gettarsi a rotta di collo giù verso Quarterbridge. Riusciremo a sopravvivere?

    Un contorno poco ricco

    TT Isle of Man colpisce subito per un aspetto non esattamente memorabile: i contenuti complessivi del gioco sono davvero risicati. La modalità Carriera è solo un povero riempitivo infarcito di piste fittizie (9 in tutto, oltre ovviamente a sua maestà il Mountain Course) e avversari dall'AI scadente. L'obiettivo, manco a dirlo, è l'accesso al Tourist Trophy. TT che può essere affrontato anche singolarmente nella Gara Rapida, utilizzando una ventina di piloti reali, in sella a un ristretto manipolo di moto con licenza ufficiale, suddivise in due sole categorie, Supersport e Superbike.

    Si sa già fin d'ora dell'arrivo a primavera inoltrata di un DLC gratuito dedicato ai sidecar, ma anche così il parterre resta molto limitato. Per qualche strano motivo, i piloti ammessi a partecipare alla gara, escluso il giocatore, sono solo nove... Completa l'offerta un multiplayer online fino a 8 giocatori. Tolti i riempitivi, Ride on the Edge si può ridurre a un unico grande time trial. Il vero TT è effettivamente questo, una sfida contro il cronometro, ma in ambito videoludico non si può non tenere conto della longevità del prodotto, fortemente minata dalla sua stessa natura.

    Il Mountain Course in tutto il suo splendore

    Basta però salire in sella e approcciare timidamente il Mountain Course per accorgersi di qualcosa di particolare nell'aria. La resa grafica della pista del Tourist Trophy non ha eguali in nessun racing moderno (le piste fittizie a corredo sono meno memorabili, ma comunque ben caratterizzate).

    Kylotonn ha letteralmente passato palmo a palmo i 60 chilometri del tracciato per riprodurre tutto fin nei minimi dettagli, dagli edifici ai cartelli stradali, dai muretti alla vegetazione, mai così ricca e "viva". Un lavoro maniacale e certosino che si estende alla mappatura in laser scan del fondo stradale, in grado di restituire al pilota tutte le asperità tipiche dell'anello d'asfalto dell'Isola di Man. Una volta dato gas un po' della magia iniziale si perde: su console il framerate, fissato a 30 fps, si dimostra alquanto ballerino, con un paio di violenti cali, uno dopo il via, il secondo a metà percorso, talmente gravi da indurre spesso il pilota in errore. La visuale in prima persona, assai problematica in altri titoli, si rivela qui la più naturale mai vista in un gioco di moto e, a conti fatti, la scelta più consigliabile. Da questa prospettiva è inoltre possibile godere appieno dell'estrema sensazione di velocità trasmessa dalle immagini: correre come pazzi lungo un viale alberato regala emozioni forti, con la vegetazione che sfila come schegge impazzite a destra e a sinistra tra l'incessante e realistica alternanza di luci e ombre. Bene anche i modelli 3D delle moto, dettagliati quanto basta. Peccato che il rombo dei motori e le animazioni dei piloti non siano all'altezza di altri prodotti contemporanei.
    Il modello di guida è caratterizzato da uno spirito simulativo ben evidente disattivando tutti gli aiuti. Un po' brutale all'inizio, quando sarà necessario apprendere al meglio la frenata sdoppiata e il dosaggio del gas, soprattutto sulle marce basse, per evitare comici ribaltamenti da fermo. In modalità simulazione il controllo della moto trasmette pura soddisfazione, in particolare nei rapidi cambi di direzione e nelle violente accelerazioni in uscita dalle parti più guidate. Chi ha meno esperienza con titoli racing, troverà la guida assistita comunque appagante, per quanto ovviamente più "telefonata" e appiattita nelle reazioni più estreme. Indipendentemente dal livello di realismo selezionato, permangono elementi spiccatamente arcade, come la scelta, criticabile, di eliminare qualsiasi danno, sia prestazionale che visivo. Le reazioni fisiche della moto non appaiono sempre realistiche, così come la collision detection, talvolta imprecisa e imprevedibile.

    Tourist Trophy Isle of Man: Ride on the Edge Tourist Trophy Isle of Man: Ride on the EdgeVersione Analizzata Playstation 4TT Isle of Man: Ride on the Edge è un prodotto di nicchia, dedicato a chi venera il Tourist Trophy e la sua folle pista. E da questo punto di vista il titolo dei francesi Kylotonn non può che far gioire gli appassionati, grazie a una riproduzione del tracciato che non teme paragoni per realismo e cura dei dettagli. A questo aggiungiamo un modello di guida onesto, ben equilibrato tra afflato simulativo e accessibilità. Peccato che manchi tutto il resto: le modalità di gioco e le moto a disposizione sono davvero poche, carenza che mina fortemente la longevità di un prodotto che potrebbe trovare, se sufficientemente supportato, una sua forte connotazione online. È già in programma per maggio un DLC gratuito dedicato ai sidecar, ma la speranza è che Kylotonn continui anche in futuro a infarcire di contenuti aggiuntivi un gioco che ha un disperato bisogno di crescere. Perché le basi ci sono, eccome...

    7

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