Tunic Recensione: tra Zelda e i Souls, un'avventura imperdibile

Firmato da Andrew Shouldice, Tunic è un'avventura colma di segreti e fascino, per un'originale fusione tra Zelda-like e Souls assolutamente da non perdere.

Tunic Recensione: tra Zelda e i Souls, un'avventura imperdibile
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Ci sono voluti oltre 7 anni perché Andrew Shouldice portasse a termine il processo di sviluppo di Tunic. Un lungo sentiero, che l'autore ha percorso per la gran parte in solitaria, supportato da pochi collaboratori, responsabili, ad esempio, della creazione del comparto audio. La piccola volpe variopinta, insomma, si è fatta attendere dal suo pubblico, che però ha potuto averne un assaggio grazie alla ripetuta pubblicazione di una Demo gratuita, che avevamo avuto l'occasione di raccontare nel nostro provato di Tunic.

    Ma anche per il minuto protagonista è ora giunto il momento di imbracciare spada e scudo e partire finalmente all'avventura, in direzione di PC, Xbox One e Xbox Series X|S. Da parte nostra, non possiamo che consigliarvi di affiancare la volpe di Andrew Shouldice: lungo il sentiero la attendono infatti misteri, segreti e sorprese a non finire, per un Action Adventure assolutamente riuscito. Senza svelare troppo, siamo pronti a raccontarvelo nella nostra recensione di Tunic, buona lettura!

    The Legend of Tunic: Fox's Awakening

    Una piccola volpe smarrita si risveglia su di una spiaggia solitaria, assolata e battuta dalle onde di un mare cristallino. Nei dintorni, boschi e praterie si estendono incontaminati, mentre in lontananza una montagna solitaria si erge all'orizzonte. Tra le chiome degli alberi, si celano invece antiche rovine, strane statue e imponenti costruzioni, retaggio di una civiltà del passato. Tra ruscelli e antichi mulini, creature aggressive e ostili non esitano ad attaccarci. Ma come siamo finiti in questa terra rigogliosa, eppure così inospitale?

    Non esistono risposte semplici in Tunic, e per venire a capo di ogni enigma - dal più semplice al più strutturato - è necessario aguzzare l'ingegno e dare prova di grande coraggio. E così, non ci resta che togliere la sabbia dalla nostra tunica e iniziare a compiere i primi passi in questa terra misteriosa che ci ha accolto privi di sensi. I cartelli posizionati lungo le strade sono solo occasionalmente di aiuto, redatti in una lingua arcana della quale la nostra volpe coglie solo qualche parola qua è là. Una circostanza, questa, che ci spinge a guardarci intorno con attenzione, in cerca di segnali che possano condurci verso un qualche tipo di risposta. E in effetti qualcosa troviamo.

    Sin dalle prime battute, i giocatori di Tunic sono infatti destinati a imbattersi in uno scritto leggendario, un vero e proprio "Manuale di Istruzioni" vecchio stile, di quelli che potreste trovarvi tra le mani aprendo la confezione di un gioco per Game Boy. Pagina dopo pagina, i frammenti di questa strana guida ci offrono consigli, spiegazioni e utili mappe.

    Ma non aspettatevi nulla di semplice o scontato: come già detto, in questa terra si parla un enigmatico idioma, che né la volpe protagonista né tantomeno noi possiamo comprendere integralmente. Tra appunti a margine, strani simboli e adorabili artwork, solo alcune sparute parole sono comprensibili. Insomma, il nostro manuale scatena più domande delle risposte che è disposto a fornire.

    Man mano che si avanza per il mondo di gioco, tuttavia, un'attenta esplorazione consente di mettere progressivamente mano alle pagine mancanti, essenziali per farsi un'idea più chiara della strana avventura nella quale ci siamo cacciati.

    E vi assicuriamo che dietro alle apparenze variopinte e idilliache proposte da Tunic, si celano enormi misteri e una moltitudine interminabile di segreti, ai quali non cesserete neanche per un secondo di voler dare la caccia. Ne abbiamo avuto una prova costante nel corso della nostra run, che abbiamo avuto il piacere di condividere con moltissimi altri recensori da ogni parte del mondo. Finji, publisher di Tunic, ha infatti avuto la brillante idea di mettere a disposizione della stampa un server Discord dedicato alla condivisione di scoperte, indizi e teorie. Ebbene, sappiate che nel giro di pochi giorni dalla sua apertura, questo spazio ha iniziato a colmarsi di segnalazioni, interrogativi, richieste di indizi, suggerimenti e ardite ipotesi. Una prova concreta che l'anima di Tunic batte forte e viva, per un'esperienza che, pur completamente single player, sembra essere studiata appositamente per essere condivisa con gli amici.

    Esplorazione, enigmi e combattimenti

    In una ricca intervista dedicata a Tunic, Andrew Shouldice ci aveva anticipato che al cuore dell'esperienza proposta dall'Indie avremmo trovato tre pilastri essenziali: "esplorare", "trovare segreti" e "combattere mostri". Dopo aver raggiunto i titoli di coda, possiamo confermare su tutta la linea le parole dell'autore.

    Sul fronte prettamente ludico, Tunic si presenta infatti come una riuscita fusione tra elementi iconici della serie The Legend of Zelda e alcune dinamiche di stampo Souls-like. La prima, è abbastanza lampante, ha rappresentato anche un punto di riferimento estetico per il titolo, che già con la scelta dell'abbigliamento e l'equipaggiamento del suo protagonista richiama alla mente il veterano e silenzioso Link.

    Vasi che se frantumati rivelano monete simili a rupie e graziosi forzieri che nascondono piccoli e grandi tesori acuiscono ulteriormente l'eco dell'immaginario Nintendo. Ma è soprattutto nel senso di avventura e di smarrimento che emerge dal gioco che Tunic rievoca le atmosfere dei primissimi The Legend of Zelda, in cui tentare era l'unico modo per scoprire se le proprie intuizioni potevano rivelarsi efficaci.

    Nell'opera di Andrew Shouldice, aspettatevi dunque di trovare dungeon che possono essere affrontati solamente dopo aver messo le vostre zampette pelose su di uno strumento essenziale, ma anche arguti puzzle ed enigmi, che procedono passo a passo con il completamento del già citato Manuale di Istruzioni in-game. Man mano che l'armamentario si amplia, includendo ad esempio rampini o lanterne, la nostra coraggiosa volpe potrà esplorare porzioni sempre più ampie della mappa di gioco, che vanta peraltro uno stimolante level design.

    Nel mondo di Tunic, i passaggi nascosti e le scorciatoie da sbloccare sono infatti all'ordine del giorno, tra scalette nascoste, ponti levatoi e altre efficaci trovate. In piena scuola Souls, lo sblocco di nuovi passaggi tende a ricondurre il protagonista al checkpoint di riferimento di ciascuna area. È presso questi ultimi che sarete trasportati in caso di sconfitta, circostanza che vi porterà anche a perdere parte delle monete accumulate nel corso delle vostre avventure. Ritornare al punto in cui siete stati abbattuti, vi consentirà però di recuperarle.

    L'Action Adventure non presenta un livello di difficoltà punitivo, ma non sottovalutate la sfida che propone: avanzando nel titolo, quelle monete saranno essenziali per accrescere la vostra efficacia in battaglia. La nostra volpe può infatti incrementare il

    proprio attacco, ma anche il numero di punti salute, la resistenza e altri semplici parametri. Il sistema di progressione del personaggio non è articolato o complesso, ma percorrerne gli step è essenziale per poter procedere con serenità nell'avventura. Alcuni degli scontri che attendono Tunic, in particolare le Boss Fight, non sono infatti così semplici come potrebbero apparire a un primo sguardo. Al contrario, alcuni avversari richiederanno un attento studio dei pattern di attacco e spirito di iniziativa nel tentare strategie e approcci differenti. Per schivare gli assalti più pericolosi, il protagonista può rotolare sul campo di battaglia o ergere lo scudo, almeno sino a che la stamina glielo consente. Assestare un colpo di spada è invece un atto sempre "gratuito" dal punto di vista della resistenza fisica.

    Stimolante e responsivo, il combat system di Tunic ci ha dato parecchie soddisfazioni nel corso della nostra run, durante la quale il mondo di gioco ci ha invogliato a testare praticamente qualunque strumento sul quale abbiamo messo mano. Bombe, mosse speciali, incantesimi: a patto di essere disposti a esplorare con attenzione, l'Action Adventure ricompensa i giocatori con piccoli e grandi tesori da scoprire con continui esperimenti. Il numero di soluzioni possibili - Tunic offre infatti anche un certo grado di personalizzazione dello stile di combattimento - è contenuto, ma perfettamente proporzionato alle tipologie di nemici che ci si trova ad affrontare.

    E se una sfida si dovesse rivelare troppo ardua, sappiate che tra le Opzioni di Tunic (sezione Accessibilità), è possibile attivare e disattivare in qualunque momento una sorta di invulnerabilità del protagonista. In questo modo, i giocatori che vogliono godersi la storia e i misteri senza incappare in un'eventuale frustrazione, sono assolutamente liberi di vivere il titolo a proprio piacimento.

    Un'avventura deliziosa

    Anche sul fronte artistico, Tunic non delude le aspettative. Lo stile scelto per l'avventura della piccola volpe ci ha più volte evocato quello adottato nel remake di The Legend of Zelda: Link's Awakening, con una prospettiva isometrica che attira l'attenzione del giocatore su ciò che circonda il protagonista, mentre il resto del mondo appare quasi sfocato, sempre più in secondo piano man mano che raggiungiamo i confini dello schermo. Tinte vivaci e palette cromatiche ben congeniate rendono estremamente vivo questo strano mondo virtuale, in cui l'adozione di un'estetica low-poly non implica una rinuncia alla cura per i dettagli. Ad arricchire i panorami, ci pensano inoltre suggestivi giochi di luci e ombre, che conferiscono ulteriore credibilità alle ambientazioni.

    Tra boschi, caverne, cupe paludi e antichi palazzi, le ambientazioni di Tunic risultano semplici, ma mai scontate, permeate di una narrazione silenziosa e da un adeguato livello di diversificazione. Attraversando il mondo dell'Indie, non si prova mai una sensazione di déjà-vu o di stanchezza visiva, grazie a piccoli e grandi dettagli che stimolano costantemente la curiosità del giocatore.

    A rendere ancor più piacevole l'esplorazione, ci pensa inoltre una colonna sonora eccellente, alla quale va rivolto un particolare plauso. Mai invadente e carica di atmosfera, quest'ultima accompagna la nostra volpe nel suo peregrinare con motivi tanto orecchiabili quanto enigmatici. A firmare ogni brano di Tunic, sono stati del resto dei professionisti - Lifeformed e PowerUp Audio -, che in passato hanno lavorato al comparto audio di titoli quali Celeste, Darkest Dungeon e Subnautica: Below Zero.

    In chiusura, segnaliamo inoltre la presenza di una completa localizzazione in italiano, che contribuisce a rendere accessibile ad un più ampio pubblico gli indizi e gli enigmi che si celano in questo ottimo Action Adventure.

    Tunic TunicVersione Analizzata PCTunic è un'avventura imperdibile per tutti coloro che amano immergersi in un mondo avvolgente, misterioso e ricco di segreti da scoprire. Artisticamente delizioso e con un combat system appagante e divertente, l'Indie firmato da Andrew Shouldice sa trasformarsi in una sfida assuefacente, i cui enigmi finiscono per popolare la mente dei giocatori anche quando non hanno il pad tra le mani. Arduo, ma non punitivo, il titolo distribuito da Finji propone un livello di difficoltà non indifferente, ma non manca all'appello una Story Mode che può essere attivata e disattivata in qualunque momento. Riuscitissimo ibrido tra i primi The Legend of Zelda e la tradizione Souls-like, Tunic offre un viaggio originale capace di protrarsi ampiamente oltre le venti ore. Attrezzato di localizzazione in italiano, l'Action Adventure parla una lingua tutta sua, con un "manuale di istruzioni" da ricostruire passo dopo passo, tra passaggi segreti, intuizioni improvvise e test coraggiosi.

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