Two Point Hospital Recensione: l'ospedale più pazzo del mondo

Benvenuti nella Contea di Two Point, dove l'unico sano è il direttore (e forse neanche troppo): recensione dell'erede spirituale di Theme Hospital.

recensione Two Point Hospital Recensione: l'ospedale più pazzo del mondo
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  • All'inizio ero scettico, perché una leggenda come Theme Hospital, defibrillata e teletrasportata nel 2018, mi sembrava rischiosa, o quantomeno di improbabile successo. E invece ve lo dico sin dalle prime righe, rovinandovi il piacere della suspense, mi sbagliavo alla grande: Two Point Hospital è il miglior restyling che un amante dei gestionali possa desiderare, come una chirurgia plastica riuscita alla perfezione, o un trapianto di cuore che funziona. Fortuna? Non proprio, e permettetemi ancora una volta l'analogia clinica, ma per compiere un'operazione così delicata ti serve un'equipe medica esperta, e i Two Point Studios sono esattamente questo; un manipolo di veterani provenienti da Bullfrog e Lionhead, gente che in quanto a videogiochi sa il fatto suo.
    E così, non appena installate la prima reception e inaugurate il vostro ospedale, la vecchia formula riprende vita e tutto sembra familiare, perfino le musichette swing in sottofondo e gli speaker radiofonici fuori di testa. Ma la nostalgia non basta, non poteva bastare, e infatti dopo qualche missione iniziale e un paio di macchinari in fiamme, Two Point Hospital dimostra di avere la stoffa del grande gestionale: complesso e stratificato come pochi altri, eppure sempre amichevole nei modi e intuitivo nella forma, capace di farsi amare anche da chi, vent'anni fa, non c'era. È proprio questo il suo merito più grande, riuscire a fondere la profondità del suo gameplay storico con l'accessibilità moderna, garantita anche da un'interfaccia grafica leggibile ed esaustiva. Certo, non aspettatevi di star lì a far baldoria con le infermiere, e diffidate da chi vi dice il contrario, perché il direttore d'ospedale non è un lavoro adatto a tutti, e quando vi chiederanno di aprire un ufficio marketing capirete di cosa parlo...

    Malattie fantastiche e dove trovarle

    Two Point Hospital è un gestionale con uno stile tutto suo, fatto di facce gommose e umorismo british al limite del nichilismo, e già dalla réclame in apertura si capisce benissimo. Ci viene affibbiato il ruolo del direttore ospedaliero (che in questo caso è molto simile a quello di un Dio sceso in terra), e subito veniamo chiamati a gestire una serie di ospedali, quindici in tutto, disseminati in giro per la bizzarra e variopinta contea di Two Point. Ci sono degli obiettivi ogni volta diversi, come ad esempio curare dieci-cento pazienti oppure sviluppare il macchinario XY, e persino le sfide opzionali, che vi permetteranno di guadagnare moneta extra per aumentare le vostre possibilità d'arredamento.

    All'inizio va tutto alla grande e ti senti un po' interior designer: "metti una farmacia qua, un ambulatorio là e laggiù in fondo ci voglio una piccola serra di piantine che fanno tanto chic". L'ospedale cresce, i primi pazienti/clienti cominciano ad arrivare, ma c'è ancora il tempo di appendere quadri alle pareti e di dedicarsi all'estetica e al rigore simmetrico. Costruire e organizzare gli spazi è fondamentale, ma la gestione del personale rappresenta l'altra metà del lavoro: ci sono quattro categorie che non hanno bisogno di presentazioni, ovvero il medico, l'infermiere, gli assistenti e infine gli inservienti. Ognuno possiede statistiche, mansioni e abilità specifiche, ma anche una personalità ed ambizioni altrettanto peculiari.
    La curva di apprendimento è molto morbida, pensata come un lungo tutorial, dove in ogni missione si impara qualcosa, che sia una nuova tecnologia, una meccanica inedita o una malattia. Ed è proprio con queste ultime che il gioco prende il via: in Two Point Hospital c'è un'infinità di patologie da curare, tutte inventate e rigorosamente fuori di testa, alcune già viste nel capitolo originale altre completamente nuove, e cercare di curarle tutte (in modo buffo) rappresenta la nostra occupazione principale. Si comincia con un antipasto di "Piedilerci" e "Cefalea a Bulbo", ma in meno di qualche missione si finisce a combattere la Licantropia, la Clownite, il Magnetismo Animale (geniale), la Tartarughite e una vagonata di altri morbi assurdi. Ovviamente il modello sanitario è quello privato, perciò il ministero non ci passa nulla, e questo significa che bisogna tener conto delle finanze, investire nella ricerca (almeno qui!) e creare metodi di cura sempre nuovi, anche a costo di chiedere un inglorioso prestito con tasso annuale al 15%.

    Ben presto si finisce in un vortice di situazioni surreali, reclami, reputazioni compromesse e perfino le premiazioni di fine anno tipo Telegatto dell'industria ospedaliera. Come se non bastasse, avanzando nella campagna (che per la cronaca supera ampiamente le venticinque ore), ci troveremo spesso ad affrontare minacce esterne a cui dover far fronte, comprese le tempeste elettromagnetiche e i terremoti. Per intenderci, stiamo soltanto graffiando la superficie, e vi garantisco che già dalla terza area il gioco si fa duro, al punto che ripenserete al fantasma del vostro primo paziente morto con nostalgia...

    Riforma Sanitaria 2.0

    Adesso avete un'idea di cos'è Two Point Hospital, perciò è giunto il momento di dedicarci alle meccaniche più complesse e innovative. Come dicevamo poc'anzi, il quantitativo di malattie presenti risulta più che sufficiente, ma a rendere grande il titolo dei Two Point Studios è l'insieme di tantissime altre dinamiche, che si incastrano così bene fra loro al punto che è impossibile annoiarsi. Prima di tutto, è stata inserita la componente della personalità: ogni personaggio è dotato di tratti propri, come l'essere polemici (inclini al litigio), incivili (sporcano ovunque) o ottimisti (generalmente più felici degli altri), e questi sono tutti elementi che influiscono sulla loro efficienza all'interno dell'ecosistema ospedaliero, e lo scoprirete non appena li vedrete licenziarsi in massa perché li costringete a mangiare soltanto merendine. Oltre a questo, però, possiedono anche delle ambizioni, ovvero un salario adeguato, un certo tipo di pulizia negli ambienti, e anche la volontà di far carriera.

    Esatto, la formazione del personale è fondamentale in Two Point Hospital: non sperate di trovare sempre il medico con l'abilità adatta a gestire un determinato macchinario, il più delle volte dovete "crearvelo" da voi. Mettete su un'aula magna e organizzate corsi ad hoc, per gestire il laboratorio DNA o semplicemente per l'auto motivazione. Chiamate personale specializzato esterno oppure investite nei vostri docenti, e noi vi consigliamo caldamente di farlo, altrimenti vi ritroverete a gestire un ospedale universitario pieno di tirocinanti inutili e senza alcuna abilità (tratto da una storia vera).
    Importantissima è anche l'ubicazione geografica, perché incide direttamente su fattori climatici e sulla tipologia di clienti che vi piomberanno alla reception. Ci sono cinque aree diverse nella contea di Two Point, che vanno dall'allegra campagna mite alle spiagge semi-tropicali a est, passando per i climi freddi del nord, alla zona industriale brulla e inabitabile e infine alla città-cemento.
    Ovviamente, ogni zona ha la sua peculiarità: dov'è freddo bisogna munire i locali con termosifoni di vario genere e dimensione, mentre in altre zone è consigliato il condizionatore, e bisogna stare attenti al loro posizionamento, altrimenti si rischia di sovrapporre le loro aree d'azione, ottenendo l'effetto opposto, con conseguente protesta del personale e dei pazienti.

    Ma la difficoltà di Two Point Hospital non è dovuta solamente al saper gestire le emergenze "dirette" e al ritocco dei prezzi; magari i soldi sono pochi comunque, e non si può semplicemente costruire a iosa, perciò bisogna adattarsi. Lungimiranza innanzitutto! E infatti dalla terza area il titolo ci suggerisce di focalizzare i nostri sforzi, magari promuovendo un certo tipo di cura per una particolare malattia che sappiamo essere molto diffusa in quell'area. Per fortuna c'è l'ufficio marketing, dove una serie di assistenti ben addestrati e sotto-pagati metteranno in piedi delle campagne pubblicitarie apposite per noi, a due, quattro o cinque mesi, facendo fruttare il giusto, ad esempio, la nostra clinica per i folgorati.

    Sono solo alcuni casi, e in Two Point Hospital gli sviluppatori hanno lavorato tantissimo sulla varietà delle situazioni, al punto che ogni ospedale è profondamente diverso dal precedente. Ci sono anche tanti altri piccoli dettagli all'interno del gioco, che arricchiscono l'esperienza stimolandovi di continuo con nuove minuzie o nuovi oggetti. Voi potete anche fregarvene, risparmiando e facendo soltanto il minimo indispensabile, ma arriverà un momento in cui non potrete fare a meno di scendere in profondità, e vi assicuriamo che è proprio lì che Two Point dà il suo meglio. Zoomate e gustatevi ogni singola animazione, sperimentate ed esplorate ogni menu; del resto, ti accorgi della qualità di gestionale quando non hai più bisogno di velocizzare il tempo.

    Goold Old Times

    Two Point Hospital non sarebbe così affascinante senza un degno comparto tecnico. Non parliamo certo di effettistica all'avanguardia o di fotorealismo, piuttosto di un design unico e inimitabile, perfettamente in linea con il primo indimenticabile Theme Hospital. Sviluppato con l'ultimo Unity, il titolo è leggerissimo (meno di due giga!) e ovviamente non presenta alcun limite alle prestazioni anche su macchine un poco datate, e in ogni caso, è perfettamente scalabile secondo le vostre necessità. C'èun buon numero di modelli e combinazioni possibili, e la cura riposta in ogni animazione è notevole, ma è soprattutto lo stile cartoonesco che rimane impresso: sembra di assistere ad una puntata di Wallace & Gromit, soltanto che è ambientata in ospedale, e c'è una vagonata di cinismo.

    Ecco, l'altro elemento che rende unica la produzione è proprio questo, l'umorismo. Battute sarcastiche a profusione, non-sense e perfino una punta di black humour, ma senza esagerare, alla maniera inglese, insomma. E così dall'interfono ci dicono che "il paziente Tizio è scaduto", oppure nella descrizione del laboratorio prelievi leggiamo che "serve per le analisi, ma anche per divertimento". Persino lo speaker radiofonico, che dalla parlata flemmatica sembra abbastanza "fuori", ci ricorda puntualmente che non è lì per intrattenere noi, bensì se stesso. A proposito di radio, torna anche l'iconica colonna sonora in filodiffusione; valzer, swing e musichette da ascensore, inframezzate da un compendio di jingle (impossibili da dimenticare) e dalle esilaranti pubblicità-regresso (Moose Juice su tutti, e lo snack per persone che non hanno niente da perdere).

    Tutto bellissimo, come ai vecchi tempi, ma purtroppo c'è anche qualche nota negativa: soltanto i testi sono tradotti, mentre il parlato è esclusivamente in inglese. Comprensibile vista la natura del titolo, ma comunque un gran peccato, perché chi ha giocato al titolo originale ricorda sicuramente la qualità del vecchio doppiaggio. Inoltre, le sfide online con gli amici (sì, c'è anche un piccolo accenno al multiplayer) ci sono sembrate poco approfondite, inserite quasi per caso, insomma: un'ottima idea decisamente sprecata. Gli sviluppatori hanno però affermato di voler continuare a supportare la loro creatura anche dopo il lancio, continuando ad inserire elementi, sfide e oggetti: perciò chissà che non arrivi qualche intrigante novit anche su questo fronte...

    Two Point Hospital Two Point HospitalVersione Analizzata PCSin dal trailer di lancio, la domanda era una soltanto: "Two Point Hospital è l'erede di Theme Hospital?". Oggi, finalmente, possiamo affermare che la risposta è: sì. Il titolo prodotto dai Two Point Studios e pubblicato da SEGA è un piccolo, grande gioiello, caratterizzato da uno stile inimitabile, che sa far tesoro dei vecchi insegnamenti di Bullfrog, riuscendo comunque a proiettarsi nel futuro. Non ci sono rivoluzioni, soltanto un buon numero di upgrade, eppure Two Point Hospital è un gestionale con la "G" maiuscola, che arriva -per giunta- in un'epoca dove il genere ha veramente bisogno di nuova linfa vitale. Inoltre, grazie all'interfaccia estremamente intuitiva, nonché ad una curva di apprendimento ben tarata, il titolo ha la possibilità di aprirsi anche a nuovi giocatori, il tutto senza mai cedere sul fronte della complessità e della profondità delle meccaniche. Il prezzo, d'altra parte, è super-abbordabile (31.49€ su Steam), perciò se siete alla ricerca di una produzione impegnativa e divertente, e soprattutto se non avete paura degli aghi, vi consigliamo di farci un sincero pensierino. Novità sulle versioni console? Per ora ancora nulla, ma all'epoca del primo hands-on, avvenuta negli studi Londinesi SEGA qualche mese fa, gli sviluppatori ci dissero che ci stavano già pensando...

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