Two Point Hospital Recensione: si torna in corsia, questa volta su console

A un anno e mezzo di distanza dal lancio su PC, Two Point Hospital ha finalmente debuttato su console. Vediamo come se la cava.

recensione Two Point Hospital Recensione: si torna in corsia, questa volta su console
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Come vi abbiamo già raccontato nella nostra recensione di Two Point Hospital in versione PC, la creatura dei Two Point Studios (team britannico composto per la maggior parte di veterani che ne hanno viste di cotte e di crude ai tempi di Lionhead Studios e Bullfrog) poggia tutto il suo spensierato carisma su toni scherzosi e irriverenti, riuscendo sempre a travolgerci con una ventata di leggerezza e buonumore.

    La declinazione console del gestionale più strampalato del mondo ha finalmente debuttato a un anno e mezzo di distanza da quella PC e, stando ai dati di vendita in madrepatria, il successo è stato pressoché totale. Vediamo quindi come se la cava su piattaforme casalinghe il bizzarro sistema sanitario della Contea di Two Point.

    Di nuovo in corsia

    Per chi si fosse perso le puntate precedenti, Two Point Hospital non è altro che l'erede spirituale (sempre intriso di british humor e stile da vendere) di quel filone gestionale che, negli anni '90, fece la fortuna dei sopracitati studi di sviluppo. Theme Hospital fu uno dei più grandi successi dell'epoca, tanto da rimanere ineguagliato sino al 2018, quando un gruppo di intrepidi sviluppatori decise di rispolverare un sogno a lungo tenuto in un cassetto: riportare in auge la serie per proporla a un pubblico che, di sicuro, ha gusti molto diversi rispetto a vent'anni fa.

    Da allora, di pazienti per le corsie ne sono passati tanti, così come altrettanti tentativi di dare il giusto seguito alla serie. Senza considerare le difficoltà intrinsecamente legate a un'esperienza ludica poco attuale. Eppure, con perseveranza e un perfetto mix tra vecchia scuola e intuizioni fresche e moderne, il team di sviluppo è riuscito nell'intento che si era prefissato, con risultati davvero sorprendenti.

    Two Point, insomma, non è altro che una strampalata contea ricolma di personaggi affetti dai disturbi più strambi di sempre. C'è chi si crede Freddie Mercury, chi purtroppo ha la testa incastrata in una padella...o, ancora, chi è affetto da cefalea a bulbo (terribile!), clownite cronica e addirittura licantropia e cubismo. Pazienti di tale gravità necessitano ovviamente di cure adeguate e ospedali attrezzati di tutto punto per cercare di riportarli alla normalità.

    Il nostro compito, in qualità di "deus ex machina" della sanità privata della Contea di Two Point, è sempre lo stesso: costruire da zero e gestire il miglior ospedale di ogni zona, dalla reception sino all'approntamento di sale dedicate alla diagnosi e alla cura delle malattie lamentate dai sempre più numerosi pazienti che affolleranno le nostre corsie. Senza contare sul mai troppo considerato reparto marketing.

    La dura vita dell'amministratore

    Ogni struttura ospedaliera, naturalmente, è anche un'azienda che deve ricevere adeguati introiti per poter offrire un servizio di prim'ordine ed evitare lo strozzinaggio derivante dai prestiti. Quindi, la corretta gestione economica di edifici e personale riveste un'importanza fondamentale per continuare a incamerare utili e risultati positivi in vista di nuovi investimenti, che si faranno via via più ingenti e rischiosi con l'aumentare delle patologie e delle spese dedicate alla ricerca. In Two Point è infatti possibile investire nella fondamentale attività di scoperta e sperimentazione.

    Ci si trova, poi, ad ampliare gli edifici e le sale diagnostiche, abbellire ambienti impersonali per tenere alto l'umore di pazienti e personale, per garantire la corretta igiene di ogni stanza e il funzionamento dei macchinari. Non solo: è necessario anche gestire con oculatezza ogni lavoratore, dall'inserviente al medico specialista, garantendo loro riposo, gratificazioni economiche, promozioni e un'adeguata preparazione.
    Quest'ultimo punto ci permette si sbloccare abilità ulteriori e specifiche per il personale: in questo modo, anche assumendo lavoratori più economici (e quindi più scarsi), abbiamo la possibilità di farli crescere per portarli all'eccellenza. La cura e la profondità riposte nel design dedicato alla gestione del personale permettono al titolo di aggiungere molta più varietà nell'esperienza di gioco, disinnescando così il rischio noia derivante dalla ripetitività insita nei gestionali di ogni epoca.

    Two Point Hospital, non possiamo che ribadirlo, è forse tra i migliori esponenti del genere attualmente sul mercato, merito di uno stile unico e inconfondibile, di una cura nei dettagli quasi maniacale, di sfaccettature gestionali inedite e per nulla scontate.

    Ora, prendete tutto questo, aggiungeteci i DLC Big Foot (che amplia l'offerta con tre nuove aree e una miriade di nuovi oggetti e malattie a tema "freddo") e Pebberley Island (altre tre zone, ma totalmente dedicate al "tropicale") e trasponetelo su console. Cambia il sistema di controllo, questo è vero, ma la bellezza del titolo targato Two Point Studios (che per la conversione si sono avvalsi della collaborazione di Red Kite Games) rimane assolutamente inalterata.

    Ospedali da console

    La trasposizione "da salotto", come dicevamo, non risente del salto di hardware. Nonostante manchi l'intuitività data da mouse e tastiera, infatti, gestire il proprio ospedale attraverso i pochi tasti di un pad non crea alcun problema sotto il profilo della leggibilità di menu e interfaccia di gioco, tanto che già durante i primi minuti avrete già acquisito dimestichezza con la mappatura dei comandi.

    Il controllo della visuale è gestito dalla levette analogiche, lo zoom viene demandato all'opera dei dorsali, mentre il menu di gestione, posto in basso a sinistra dello schermo, può essere richiamato in ogni momento tramite la pressione di un tasto, in modo tale che la navigazione rimanga intuitiva e di immediata consultazione. Insomma, sembra che il team di sviluppo sia riuscito ad adagiare alla perfezione e senza alcun inciampo l'intero sistema di controllo nei pochi tasti di un controller. Purtroppo la versione Switch, in modalità portatile, risente non solo di cali di framerate ma anche della miniaturizzazione della schermata, che rende il tutto meno intuitivo rispetto alle versioni PS4 e Xbox One.

    Two Point Hospital Two Point HospitalVersione Analizzata Nintendo SwitchTwo Point Hospital apre su console le porte del suo ospedale videoludico, con il suo consueto carico di british humor e irriverenza. La creatura dei Two Point Studios si comporta egregiamente sugli hardware casalinghi, mantenendo intatti tutti i punti forti del suo esordio su PC, merito di una mappatura dei comandi ottimizzata a dovere. Sotto il profilo contenutistico, il titolo porta su console non solo la campagna principale, lunga, impegnativa e sfaccettata, ma anche i due DLC Big Foot e Pebberley Island, incrementando notevolmente la longevità dell'esperienza.Inoltre, entro la fine di marzo dovrebbero giungere, attraverso aggiornamenti gratuiti, la modalità Sandbox e la Superbug Initiative. Le uniche criticità che ci sentiamo di sollevare riguardano principalmente la versione per Nintendo Switch, che soffre purtroppo di cali di framerate e viene penalizzata in modalità portatile a causa di menù non sempre pienamente leggibili. Fatta eccezione per questi piccoli inciampi, ora anche su console non ci sarà malattia che non sarete in grado di curare!

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