Recensione UFC: Throwdonwn

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Recensione UFC: Throwdonwn
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Ultimate Fight Championship

Universal Fighting Championship vuole essere, non senza ottimi risultati, una simulazione sportiva.
La vera natura del combattimento, per chi l'avesse lasciata sparire nelle lunghe, esasperanti combinazioni dei picchiaduro, per chi l'avesse dimenticata dietro ad un uppercut o ad una counter fin troppo spettacolare, tenta adesso di risorgere, ricordando agli utenti dei giochi da TV, o comunque della TV senza giochi, che in uno scontro per la sopraffazione, non sempre vale come punto di forza la razionalità. E prima il combattimento finisce, meglio è, perché le probabilità di sanguinare sono inversamente proporzionali al tempo impiegato per vincere. E se proprio dovete picchiare forte, invece di preferire uno stile di atterramenti e leve articolari -perché il dolore è una brutta bestia, e pur di smettere di urlare, in molti vi concederebbero la vittoria - allora mirate al volto, alla bocca dello stomaco, perché incrociare le braccia per sostenere il colpo non sempre gli farà sentire meno male.
Se a qualcosa è servita questa introduzione, oltre a ricreare l'atmosfera contenuta nello scarno ring ottagonale dei uno dei campionati di lotta più brutali al mondo, spero che abbia messo subito in chiaro che chi cerca in Throwdown un classico emulo di Tekken & Co., rimarrà con l'amaro in bocca.
Il sistema gioco di UFC è studiato appositamente per ricreare al meglio le situazioni sopra descritte, tentando così di non banalizzare oltre gli scontri a mani nude.
La razionalità dei controlli si risolve in un gameplay non troppo semplice, permeato di combinazioni, corte, veloci, ma soprattutto di atterramenti ed adeguate contromosse. E' nel gioco di prese a terra che si nasconde spesso la vittoria: eseguire al momento giusto un “reversal attack” vi vedrà costringere l'avversario a terra, ed entrare in una delle cinque posizioni disponibili per la sopraffazione. A questo punto potete dedicarvi ad una serie di colpi, ad una leva che costringerà lo sfidante alla resa, consci però del fatto che in nessuna situazione il controllo sfugge del tutto, e che il rischio di vedere ribaltata la situazione di vantaggio è sempre presente.
Padroneggiare al meglio l'intricato evolversi dei controlli, che muteranno funzionalità in ogni diversa situazione e posizione, non è affatto facile, e la pratica necessaria per condurre degnamente uno scontro va ben oltre le prime ore di gioco.
Molti utenti saranno scoraggiati dalla sostenuta difficoltà nel memorizzare le metodologie di evasione, i ribaltamenti, i pulsanti per impedire che le nostre articolazioni vengano forzate oltre il limite, costringendoci a battere tre colpetti a terra, segno della nostra debolezza. Ma il risultato di un combattimento ben gestito è davvero soddisfacente.

Breve excursus sulle modalità del gioco, decisamente ripetitive se non fosse per l'immancabile “Career Mode”.
Arcade, UFC Mode e Tournament, così come Champion Mode e Exhibition sono opzioni praticamente identiche, indistinte l'una dall'altra se non per la presenza di una introduzione all'inizio dei combattimenti.
La carriera è invece particolarmente esaltante, grazie ad una pressoché illimitata possibilità di personalizzazione delle mosse del vostro personaggio, che apprenderà indistintamente i movimenti consoni al suo stile di combattimento e quelli propri delle altre metodologie, utilizzate dai vostri avversari. In UFC ogni combattimento è reale. Il lottatore può essere messo al tappeto in un attimo attraverso una leva articolare, uno strangolamento o con un poderoso colpo ben assestato. La lotta è molto tattica e passa dallo studio dell'avversario alle frenetiche azioni e combo di calci e pugni, per finire in estenuanti combattimenti al tappeto in costante evoluzione, cercando una posizione di predominio per effettuare la mossa vincente o semplicemente per massacrare l'avversario di pugni. Ogni mossa effettuata per ottenere un atterramento o una leva, ha una efficace contromossa che ne neutralizza gli effetti e ci consente di passare in una posizione maggiormente favorevole ai nostri attacchi. In tutto si possono contare 5 diverse posizioni di atterramento e in ognuna si possono effettuare mosse differenti e prese caratteristiche dei diversi stili di combattimento. Inoltre, per schienare l'avversario e passare alla lotta a terra si hanno svariate tecniche e prese. Per indicare lo stato di salute del nostro combattente vi è la classica barra azzurra posta nel lato superiore dello schermo. Questa, divisa in due parti, ha una doppia funzione : la prima barra indica quanto fiato e resistenza ha il personaggio, ed il suo livello può essere incrementato interrompendo l'azione d'attacco, consentendo così al nostro alter ego digitale di riacquistare un po' di energia.
La seconda barra, posta sotto la prima, indica il massimo del fiato a nostra disposizione. La vittoria dell'incontro è segnata dalla fine della prima barra, che cala anche in base alla quantità di attacchi portati, rendendo rischioso prodursi in lunghe ed estenuanti combo.
Gli stili di lotta inizialmente selezionabili sono 7 ma possono essere aumentati mano mano che si prosegue nel gioco, permettendoci di far apprendere al nostro lottatore mix di tecniche appartenenti alle più svariate discipline marziali, tentando di bilanciare le abilità di lotta apprese in arti come il karate o il jiu-jitsu (prettamente di calci e pugni) a quelle del wrestler o del submition fighter, dedicate quasi esclusivamente a tecniche di atterramento o di lotta a terra (come lo strangolamento o le leve articolari). Non trascurabile è il numero dei lottatori, complessivamente una trentina, con possibilità di apprendere nuovi stili dagli avversari (come già detto), per una gamma di possibilità esponenziale e godibilissima.
Se da una parte UFC è esaltato dall'ottimo Career Mode, dall'altra è eclissato dalle evidenti pecche grafiche. Chiunque si prenda la briga di gettare uno sguardo oltre la rete dell'arena di combattimento, resterà decisamente inorridito. Il pubblico non si limita ad essere una mera texture spalmata su muro orizzontale, ma è anche decisamente mal realizzata, e purtroppo, animata in modo pessimo.
Ma le pecche non si fermano qui. La collisione dei poligoni è imperfetta, e capite bene che in un gioco in cui gli intrecci di corpi a terra sono onnipresenti e fondamentali, vedere praticamente in ogni situazione una riluttante fusione di membra, non è particolarmente piacevole. E per lo stesso motivo per cui le vostre gambe attraverseranno spesso il busto del vostro avversario, spesso anche le collisioni dei colpi singoli non risulteranno calibrate al meglio.
Inoltre la struttura poligonale che caratterizza gli oltre 30 personaggi (tutti reali, con tanto di ottima definizione facciale) è al limite della sua funzionalità, con un numero di poligoni essenziale che non aiutano il dettaglio dei modelli. Le texture non sono particolare brillanti, né nel senso letterale, né in quello figurato, lasciando trasparire in ogni pixel delle palette decisamente scialbe e generalmente poco esaltanti.
Il comparto audio si rivela complessivamente soddisfacente, grazie al buon numero di effetti campionati ed alla presenza delle voci dei presentatori.
In ultima analisi, non possiamo che accogliere positivamente UFC: Throwdown, con tanto di cappello ad una delle poche simulazioni sportive basate sulla lotta. Al di la degli aspetti negativi infatti (riscontrabili più che altro nella realizzazione tecnica e in quelle modalità troppo simili tra loro), UFC si rivela un gioco complessivamente appagante, portando nel mondo dei picchiaduro una ventata di aria fresca, soprattutto grazie al suo carattere simulativi. Il risultato finale sarà senza dubbio apprezzato da chi coglierà il vero spirito del gioco.

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