Unavowed Recensione: demoni e detective nella nuova avventura di Dave Gilbert

Dave Gilbert torna al genere delle avventure grafiche con un punta e clicca ambientato in una New York funestata da una minaccia sovrannaturale.

recensione Unavowed Recensione: demoni e detective nella nuova avventura di Dave Gilbert
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  • "Unavowed" è una parola di scarso utilizzo nella lingua di Albione, una di quelle intraducibili se non con elaborati costrutti o esempi più o meno calzanti; può essere l'oggetto di una verità inconfessata, qualcosa sulla cui esistenza si è tutti informati, ma di cui solo raramente si parla, un po' come la lanuggine nell'ombelico e i parcheggiatori abusivi del nord barese. È anche il nome dell'organizzazione di indagatori dell'occulto protagonista della nuova avventura grafica di Dave Gilbert, già conosciuto nell'ambiente per successi quali Gemini Rue e Resonance. Stavolta il buon Dave ha deciso di alzare l'asticella, con un punta e clicca che strizza l'occhio ai GDR di Bioware, una risoluzione più alta rispetto alle precedenti produzioni, la presenza di finali multipli, percorsi alternativi, scelta del sesso e delle origini dell'eroe, ricchi premi e cotillons. Signori e Signore, benvenuti nell'oscuro mondo di Unavowed.

    Hex and the city

    Qualunque sia la scelta del sesso e della professione del protagonista (attore, barista o poliziotto) la storia è la stessa: vittime di una possessione demoniaca, abbiamo seminato terrore nella Grande Mela per circa un anno; dopo un esorcismo improvvisato ci ritroviamo di nuovo liberi di controllare il nostro involucro mortale, non prima di aver fatto la conoscenza di Eli e Mandana, due membri degli Unavowed, il primo un ultracentenario stregone manipolatore del fuoco, la seconda un'esperta spadaccina figlia di un serioso jinn. Da questo momento in poi, dal nostro forzato reclutamento, si apre una lunga indagine su una serie di avvenimenti paranormali, che, inutile dirlo, ci porterà sulle tracce del demone responsabile della condotta scellerata del protagonista.

    La narrazione è un continuo avvicinarsi, passo dopo passo, indizio dopo indizio, all'identità del mostro che sta creando scompiglio a New York, in un percorso che inevitabilmente ci condurrà ad incrociare improbabili testimoni, spiriti tormentati delle vittime, potenti esseri soprannaturali messi in ginocchio da contorti giochi manipolatori e persino nuovi compagni di viaggio. Sì, perché il nuovo pupillo di Gilbert, seppur ancorato alle meccaniche del classico punta e clicca, è uno strano ibrido che ha qualche gene in comune con gli RPG di casa Bioware. Un party da gestire, quindi, con tutto ciò che comporta: scegliere di portare in missione Eli, ad esempio, consente di gettarsi alle spalle tutti quegli enigmi facilmente risolvibili con l'uso del fuoco, e di leggere documenti o diari dati alle fiamme grazie ad un'apposita abilità padroneggiata dallo stregone; preferire Mandana, invece, darà un vantaggio su tutte le situazioni in cui è necessaria un po' di abilità acrobatica o la giusta destrezza per scassinare qualche serratura.

    D'altro canto, la professione del protagonista scelta all'inizio dell'avventura aprirà la strada a nuove interazioni nei dialoghi. Quale che sia la vostra scelta, tuttavia, è sempre possibile portare a termine ognuno dei capitoli, col giusto approccio, senza dover tornare necessariamente indietro per recuperare questo o quel membro del party. All'hub centrale -una sorta di versione statunitense e suburbana del quartier generale degli "Straordinari Gentlemen" di Alan Moore- si ritorna alla fine di ogni spedizione, per godersi il giusto riposo e approfondire la conoscenza dei membri del team, cavare qualche informazione in più sui passati burrascosi di ognuno e riflettere sugli esiti delle missioni già portate a termine.
    Come in uno dei più riusciti albi del Dylan Dog di Sclavi, gli indagatori del soprannaturale di Unavowed, tutori silenziosi dell'indifeso mondo dei terrestri (i "mondani", come li chiamano loro), si muovono in una incalzante storyline che oscilla con disinvoltura fra il dramma e la comicità, in un intreccio che prende subito un ottimo ritmo e lo tiene stretto fino ai titoli di coda. I protagonisti, ai quali ci si affeziona con una certa facilità, agiscono in una New York in cui la pioggia, seppur persistente, non ha lavato via i coloratissimi graffiti sui muri: sono tanto potenti quanto mortali, e la loro umanità si può scorgere facilmente rovistando fra le foto e gli appunti al quartier generale o in un dialogo innescato al momento giusto. Gli indagatori dell'incubo si spostano in metropolitana, non hanno in dotazione un supermezzo con tanto di logo sulla carrozzeria e tremano quanto noi di fronte alle possibili conseguenze di ogni scelta. E di decisione se ne prenderanno un bel po' nel corso dell'avventura, fra queste alcune parecchio pesanti, alle quali è appesa la vita di nemici sconfitti e dei comprimari. Per quanto possa sembrare un azzardo, la volontà di mescolare le dinamiche tipiche dell'avventura grafica di stampo classico con alcuni elementi presi in prestito dai giochi di ruolo si rivela, almeno in questo caso, decisamente vincente: un sistema così strutturato, oltre a garantire una certa rigiocabilità -qualità tutt'altro che usuale nell'ambito dei punta e clicca - fa sì che l'esperienza di gioco si dimostri unica, difficilmente identica a quella affrontata da un altro giocatore.

    A fronte di tutti i meriti dello sviluppo di Unavowed, fra cui un'ottima colonna sonora che conta anche qualche delizioso pezzo jazz, un doppiaggio di notevole qualità e una pixel art straripante di dettagli, ispirata a quella dei punta e clicca anni ‘90, si trovano davvero pochi difetti, fra cui l'assenza di un doppiatore per il protagonista. Dave Gilbert ha colto ancora una volta nel segno, insomma, con una narrazione che non prende mai una svista e che mai annoia, nemmeno nei lunghi dialoghi opzionali; Unavowed dà in pasto all'utente il giusto numero di enigmi e dipinge una metropoli ad alta saturazione cromatica, che rimarrà ben impressa nella memoria del giocatore, insieme a quel clima un po' surreale, in cui il soprannaturale è all'ordine del giorno. E nella quale vedere il proprio partner allenarsi sparando palle di fuoco nello scantinato, o osservare un tritone gigante emergere dalle acque dell'Hudson sono attività del tutto normali.

    Unavowed UnavowedVersione Analizzata PCIl nuovo titolo del creatore di Gemini Rue e Resonance è un successo, una di quelle avventure grafiche che rimangono impresse nei ricordi, un po’ per la trama di indubbio interesse, un po’ per la personalità dei protagonisti e per la cura con cui è stata costruita l'ambientazione. Come valore aggiunto vi è un sistema di scelte, sia nella creazione del personaggio sia nelle interazioni durante l’avventura, che garantisce l’unicità di ogni singola run. Un’esperienza, insomma, da consigliare assolutamente ad ogni amante del genere, nonché uno dei migliori punta e clicca degli ultimi anni.

    8.8

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