Unruly Heroes Recensione: la leggenda degli eroi indisciplinati

Unruly Heroes è un accattivante action platform in due dimensioni estremamente carismatico ed incredibilmente divertente.

recensione Unruly Heroes Recensione: la leggenda degli eroi indisciplinati
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Nei videogiochi niente dura per sempre, le mode vanno e vengono, però una cosa è certa: nessuno è immune al fascino di un platform 2D. Non importa se i trend di mercato vanno in direzione opposta: le epoche passano, ma l'anima dello scorrimento bidimensionale è sempre lì, e ci fregherà sempre. Forse quello del "corri, salta e spara" è un prototipo videoludico immortale, intuitivo ed essenziale come pochi altri, principale responsabile dei primi (magnifici) pomeriggi passati davanti allo schermo, e anche di inenarrabili accanimenti contro i pad di qualsiasi generazione console. Seguendo la lezione di piccole gemme come Rayman Origins e Rayman Legends, una combriccola di artisti francesi, che si fa chiamare Magic Design Studios, ha autoprodotto il suo titolo d'esordio, Unruly Heroes, appena uscito per Nintendo Switch, Xbox One e PC. Non è un caso se nel gruppo militano molti veterani ex-Ubisoft: la loro ultima fatica è quella che potremmo definire -senza paura- il degno erede degli ultimi due Rayman.

    Liberamente ispirato al Viaggio in Occidente di Wú Chéng'en, che già basta a fornirgli un background di tutto rispetto, Unruly Heroes è un gioco di piattaforme inteso nella sua formula più classica, capace però di reinventarsi ad ogni livello, tirando in ballo meccaniche sempre nuove e un level design brillante e stimolante. Il piccolo studio di Montpellier ha confezionato il prodotto in maniera esemplare, dotandolo degli stessi guizzi che hanno reso grandi i vecchi Rayman. Quintali di pennellate a mano, colori sgargianti e una tavolozza di "sprites" degni dei migliori studi di animazione, tutto musicato da una colonna sonora tanto caratteristica quanto accattivante. A questo punto dovreste già essere a bordo, ma nel caso ci fosse ancora qualche indeciso, sappiate che ad attendervi verso Ovest c'è anche un livello di sfida per nulla indifferente, e una modalità co-op che causa seri problemi di dipendenza.

    La scimmia del monaco

    La leggenda narra che il monaco Buddista Sanzang, accompagnato da tre dei suoi più fedeli discepoli (che sono un re scimmia, un maiale col rastrello e un demone fluviale) viene inviato dalla Cina verso l'India alla ricerca di alcuni testi sacri. Ovviamente, come sa bene anche il nostro Marco Polo, la strada è lunga, e l'oriente del settimo secolo a quanto pare era pieno di demoni e altre strane bestie pronte a rendere il viaggio più complicato del previsto.

    "A Journey to the West" (datato intorno al 1590) è uno dei testi più famosi della letteratura cinese, da cui sono stati tratti innumerevoli fumetti, film ed altri romanzi; è anche la storia di un cammino avventuroso e fantastico, un romanzo di formazione ed anche una ricca metafora sul miglioramento di se stessi, che però non dimentica di portarsi dietro un pizzico di saggia comicità. Unruly Heroes, pur amplificandone la vena umoristica e riducendone i contenuti, si ispira liberamente all'opera originale e riesce coglierne alcuni elementi sostanziali con grande leggerezza, riproponendoli con una veste moderna.

    Attraversando le numerose location si respira pur sempre un'atmosfera d'altri tempi, perché antichi sono i miti e i personaggi che la abitano, ma il tocco (magico) dei Magic Design Studios riesce a imprimergli una freschezza unica, giocosa ed esuberante, la stessa che ha caratterizzato i mondi di Rayman (e scusate se è poco).

    La trama è semplice come una partita di morra cinese, con i quattro eroi che devono spingersi oltre i confini sicuri del mondo abitato per recuperare il solito artefatto. C'è Wukong, ossia la scimmia con il bastone, il monaco Sanzang che qui è dipinto come lo stereotipo del saggio dormiglione (o forse sarebbe meglio dire "narcolettico"), il maiale-bracciante Kihong e infine Sandmonk, che appare come un energumeno dal taglio Saiyan color rosso. C'è anche una pseudo-divinità angelica pronta ad aiutarci, in quei rari casi che si ricorda di farlo, nonché un cattivo improbabile con motivazioni altrettanto assurde, entrambi ascrivibili all'albo della comicità leggera e vagamente non-sense. Al cast aggiungeteci una borsa piena di personaggi strampalati quali entità ultraterrene, bestie mitologiche, boss e mini-boss bizzarri dalla battuta pronta. Magari li ascolterete soltanto una volta o li vedrete giusto per il tempo di una battaglia, ma non riuscirete negargli un sorriso: ciò significa che i character design hanno stile da vendere. Chapeau.

    Kung Fu Buddies

    L'UbiArt che fuParlavamo di atmosfere, e le atmosfere in questo caso si disegnano. Letteralmente. Vi ricordate l'UbiArt Framework? La piattaforma di sviluppo creata da Ubisoft per i suoi "gioiellini minori in 2.5D" come appunto Rayman o Child of Light? Michel Ancel una volta disse che voleva rendere l'engine libero o comunque accessibile a chiunque, ma alla fine dei conti la storia andò diversamente. Ebbene, con Unruly Heroes i ragazzi di Magic Design Studios, armati di Unity, sono riusciti a ricrearne la magia, mettendo in piedi una grafica a dir poco deliziosa, animandola con lo stesso gusto scanzonato e la medesima precisione delle opere che omaggia. Ci sono quattro mondi, ognuno con un setting diverso e tutto rigorosamente dipinto a mano. La qualità degli scenari è davvero alta, ed ognuno degli stage possiede un qualcosa di unico e riconoscibile: un elemento di design simpatico o un nemico buffo, perfettamente in continuità con il vivacissimo mondo di gioco. Forse, a voler essere proprio pignoli, per quanto riguarda la densità degli elementi su schermo siamo un poco sotto quanto visto con Rayman Legends, ma state pur certi che non rimpiangerete affatto il vecchio engine di riferimento, garantito. Manca qualcosa? Probabilmente l'impatto portentoso dei livelli musicali: difficile dimenticarsi di quella meraviglia di Black Betty "suonata" in cima al castello, ma per fortuna i compositori hanno fatto un ottimo lavoro, regalandoci una buona suite dal gusto orientaleggiante mixata a cavalcate ultra-epiche.

    Adesso è arrivato il momento di parlare un po' di gameplay e di tutto quello che gli ruota attorno, e vi farà piacere sapere che anche qui non c'è praticamente nulla fuori posto. Quattro mondi, ventinove livelli, quattro maxi-boss (con tanto di fasi alla Dark Souls) e una schiera di mini-boss che infestano ogni anfratto dell'Oriente calpestato dai nostri eroi. Ci troviamo dinanzi ad un platform di stampo molto tradizionale, che però si arricchisce enormemente grazie al moveset di combattimento, diverso per ognuno dei quattro personaggi utilizzabili. Qualcuno possiede il doppio salto ed altri la planata: sebbene non siano tutti bilanciatissimi, va detto che le mosse sono essenziali e al contempo tutte differenti fra loro, così ogni eroe richiederà un suo tempo di apprendimento prima di essere maneggiato a dovere. Il primo punto centrale, qui, è la difficoltà notevolmente tarata verso l'alto: per essere chiari, non aspettatevi un Cuphead, ma neanche un Rayman. Ci sono alcune sezioni che vi daranno del gran filo da torcere, ed altri livelli che richiederanno una dose aggiuntiva di esplorazione per poter raccogliere tutti gli oggetti collezionabili (esatto, ci sono anche quelli). Facendo due calcoli, una run semplice si può tranquillamente portare a termine in 7-8 ore, ma per quelle da completista siamo senz'altro oltre le 15. L'altro punto fondamentale, oltre al livello di sfida, è la cura riposta nell'architettura di ogni singolo schema; in quasi tutti i livelli infatti è presente una meccanica nuova, come l'utilizzo di un oggetto specifico o di un "mezzo", e in molti casi l'esperienza tradizionale cambia completamente, stimolando costantemente il giocatore.
    Con Unruly Heroes, insomma, non ci si annoia mai, anche grazie alla possibilità di giocare in co-op. Si può affrontare l'avventura in contemporanea fino a quattro giocatori e, a parte le solite problematiche legate al posizione della telecamera, sappiate che gli scontri diventeranno sì più divertenti, ma anche incredibilmente più caotici.

    Se poi non dovesse bastarvi neanche questo, allora potete sempre cimentarvi nel multiplayer PvP, disponibile sia in locale che online. In pratica si sceglie una fra quattro arene disponibili, si fissa il tempo e poi ci si scontra per la raccolta di oggetti al meglio di un determinato punteggio, una sorta di ibrido fra i primi Smash Bros e un Towerfall Ascension.

    Di certo non sarà l'esperienza multiplayer definitiva, ma qualche ora in compagnia di amici ve la ruberà volentieri. Se proprio dovessimo trovare un difetto all'opera di Magic Design, forse sarebbe la risposta dei comandi: a infastidire alle volte non è tanto la reattività, quanto piuttosto un'inerzia a nostro avviso leggermente troppo pronunciata e quell'effetto "sdrucciolevole" che riveste molte superfici. Non è un problema compromettente, e a dirla tutta il callo viene piuttosto alla svelta, ma è comunque una piccola mancanza che non può passare inosservata.

    Unruly Heroes Unruly HeroesVersione Analizzata Nintendo SwitchUnruly Heroes è una gradita sorpresa per questo inizio 2019: un platform in 2.5D al di sopra della media, curato sotto ogni aspetto e peraltro destinato a regalare un livello di sfida piuttosto interessante. Il moveset è efficace e divertente, tutto basato sull'intercambiabilità dei quattro personaggi complementari; il feeling è immediato e accessibile, ma è comunque presente una curva di apprendimento che conferisce una certa profondità al titolo. Il gameplay è inoltre arricchito da un level design curatissimo e variegato, che riesce a stupire ad ogni stage, aggiungendo sempre dinamiche nuove e situazioni stimolanti. Ad aumentare ancor di più l'appeal dell'opera firmata Magic Design Studios sono ovviamente la veste grafica e le animazioni di prima scelta; Interamente dipinto a mano, Unruly Heroes è una delizia per gli occhi dall'inizio alla fine, e non è un caso che fra gli sviluppatori ci siano anche quei veterani che hanno lavorato agli ultimi due Rayman. Sono presenti piccole sbavature qua e là, come un leggero sbilanciamento fra gli eroi e una risposta non troppo reattiva dei comandi, e magari manca anche quella genialità che caratterizzato la serie Ubisoft. Ciononostante, si tratta di un titolo indispensabile per tutti gli amanti del genere, e non solo. Se insomma deciderete di incamminarvi verso Ovest, Wukong e la sua combriccola vi aspettano già su Xbox One, PC e Nintendo Switch, mentre su PS4 dovrebbero arrivare entro la fine del primo quadrimestre. Per allora sarà il caso di farvi trovare pronti.

    8.5

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