Recensione Unsolved Crimes

C'è un caso da risolvere. Ma state tranquilli, non sarà difficile

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Disponibile per
  • DS
  • Unsolved Crimes è per certi versi un gioco ovvio e inevitabile, il prodotto naturale degli andamenti di mercato e delle peculiarità del portatile Nintendo. Le avventure punta e clicca hanno infatti trovato nel Nintendo DS la macchina ideale per manifestarsi e rinnovare il loro rilievo nel panorama attuale, ed il setting poliziesco in cui impersonare un detective intento a risolvere misteri e omicidi è perfetto per questo genere di giochi (sdoganato alla grande dal fenomeno CSI). Ovviamente un matrimonio concettualmente perfetto come questo non è di per sé sufficiente a garantire la qualità di un prodotto, qualità sin troppo altalentante in Unsolved Crimes a causa di una serie di scelte non felicissime.
    In Unsolved Crime impersoneremo un detective, totalmente anonimo, appena trasferito presso la sezione omicidi del Police Department di NYC nel bel mezzo degli anni ’70. La collocazione temporale qualifica per intero il gioco, caratterizzato da un accompagnamento musicale e stilistico dichiaratamente ispirato all’immaginario del periodo, che fa di Unsolved Crimes una sorta di controparte videoludica dei film e telefilm polizieschi tanto in voga nei palinsesti moderni. In uno scenario del genere il giocatore dovrà risolvere 8 casi indipendenti tra loro, coadiuvato dall’esperta detective Marcy Blake e dal burbero Captain Abbot. Ogni caso inizierà con un breve briefing in cui Abbot fornirà al giocatore tutte le informazioni disponibili sull’omicidio insoluto, come l’elenco dei testimoni con i loro alibi, quello dei sospetti e alcuni scarni indizi. Dopo la consultazione di questi dati (rivedibili in qualsiasi momento) ci si sposterà sulla scena del crimine che bisognerà esplorare da cima a fondo via touch screen (la visuale è in prima persona) allo scopo di far emergere dettagli e prove sino a quel momento celati, elaborando teorie deduttive circa la soluzione del caso. Sulla carta il gameplay parrebbe quindi intrigante, ma nella pratica ci sono troppe cose che non funzionano; ogni qualvolta il giocatore evidenzia un dettaglio sulla scena del crimine, infatti, Marcy ragionerà circa gli elementi dell’indagine noti, elaborando poi delle domande a risposta multipla allo scopo di evidenziare l’incongruenza di una testimonianza, di un alibi o di qualche altro dettaglio. Questo processo consente cosi la progressione dell’indagine sino alla risoluzione definitiva del caso. Il sistema non è solo limitativo e lineare, ma è reso ulteriormente irritante dal fatto che almeno una delle quattro possibili risposte tra cui scegliere è completamente illogica e slegata dal caso, cosa che alle volte consente persino di andare avanti senza aver prestato nulla più che una vaga attenzione al caso e alle informazioni precedentemente acquisite. Il tutto questo senza contare che in caso di errori multipli e conseguente game over si ripartirà direttamente dallo stesso punto senza colpo ferire. È una scelta terribile per il gameplay, che getta alle ortiche una sceneggiatura perlopiù efficace è un’atmosfera discretamente costruita lungo tutto l’arco dell’avventura. Fortunatamente non è sempre in questa maniera che il gioco procede, e talvolta (ma sempre troppo raramente rispetto agli standard del genere) si arriverà al dunque non rispondendo a un semplice quiz, ma esaminando con attenzione le prove archiviate, carpendo dettagli apparentemente insignificanti dalla scena del crimine ed evidenziando senza alcun aiuto da parte di Marcy le incongruenze di alcune testimonianze. Sebbene non sia purtroppo possibile interrogare i sospetti così come avveniva in Phoenix Wright, questi momenti di gioco sono estremamente gratificanti, vari e ben riusciti, dal momento che spingono il giocatore a ragionare secondo logica senza condizionamenti e suggerimenti, innalzando l’altrimenti inesistente livello di sfida e contribuendo a variare la dinamica di gioco. Infatti in alcuni casi ci si cimenterà in perizie balistiche e scientifiche, affrontando situazioni non convenzionali. Oltre agli otto casi da risolvere c’è un unico subplot, un caso di rapimento per l’esattezza, che lega tra loro le varie indagini; si tratta in realtà di un espendiente utilizzato per offrire ulteriori sfaccettature alla struttura, visto che nei frangenti legati alla main quest sarà necessario cimentarsi in sparatorie stile Time Crisis, inseguimenti in cui si dovrà schivare il traffico mentre si procede contromano e situazioni simili che ammiccano esplicitamente all’action game. La profondità di queste sezioni in termini di gameplay è davvero poca cosa, ma si tratta come detto di intermezzi complessivamente gradevoli in quanto tali.
    Negativo è invece il giudizio tecnico, dal momento che la grafica in 3D degli ambienti di Unsolved Crimes è insufficiente sotto praticamente tutti i punti di vista, se non per la varietà delle locazioni. Stiminzite e mal costruite, le scenografie non rapiscono l'occhio e dimostrano tutti i limiti di una produzione Low Budget, che non può competere con il fascino indiscusso e retrò di Hotel Dusk. Meglio realizzati i ritratti dei vari protagonisti del gioco, anche se il carisma del cast non è certo così incisivo. Ben realizzati invece gli effetti sonori che ricreano l’atmosfera della stazione di polizia e e delle varie Crime Scene.

    Unsolved Crimes Unsolved CrimesVersione Analizzata Nintendo DSUnsolved Crimes è il prodotto giusto nel momento sbagliato. Una serie di felici intuizioni e una più che sufficiente sceneggiatura si perdono dietro una serie di veniali ma tremendamente inadeguate scelte di gameplay. Si aggiunga una cura tecnica a dir poco approssimativa, che nel complesso pregiudica le potenzialità della produzione. Una longevità sulla sufficienza chiude il quadro. Se Unsolved Crimes fosse stato presentato anni fa come un titolo di lancio avrebbe potuto tranquillamente avere un senso, fungendo da apripista per un filone, quello delle avventure grafiche e punta e clicca, che su DS è ormai invece consolidatissimo e pieno di esponenti ben più validi di questo. Il consiglio quindi è quello di dare una chance al titolo solo se si è patiti di telefilm e videogiochi a sfondo poliziesco, da momento che la carne messa al fuoco è troppo poco inviante per acchiappare chiunque altro.

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