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Utawarerumono: Mask of Truth Recensione

Il publisher Deep Silver porta Utawarerumono: Mask of Truth in Europa, nei formati PlayStation 4 e PlayStation Vita.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Utawarerumono: Mask of Truth
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4

Se non avete mai avuto a che fare con la saga di Utawarerumono, Mask of Truth non è il titolo che fa per voi. Non ora, almeno. Stiamo infatti parlando del seguito diretto di Utawarerumono: Mask of Deception, approdato in Europa pochi mesi fa. In realtà la serie conta anche un primo capitolo mai giunto in occidente, ma l'esperienza è godibile anche solo con le due avventure a nostra disposizione. Se non avete giocato Mask of Deception, quindi, vi invitiamo caldamente a recuperarlo, così da gustare senza problemi il tassello conclusivo di questa piacevole avventura a tinte fantasy. Se proprio non avete tempo per giocare un'esperienza capace di durare anche una cinquantina di ore, sarete felici di sapere che di Utawarerumono sono stati realizzati anche un anime e un manga di discreta qualità. Prima di imbarcarvi in questa lunga avventura, però, sappiate che quello di cui stiamo parlando è un titolo di nicchia, nato dall'incrocio di una visual novel con il più classico dei gdr strategici. Questa bizzarra commistione di generi ha dato vita a un'esperienza dai ritmi compassati, resa solo leggermente più fluida rispetto all'episodio precedente.

Dove eravamo rimasti

La storia di Mask of Truth riparte pochi giorni dopo il finale di Mask of Deception, ma eviteremo spoiler per non rovinare l'esperienza a chi non avesse ancora portato a termine l'avventura precedente. I primi minuti di gioco sfruttano per l'ennesima volta il cliché della perdita di memoria di uno dei personaggi (in questo caso della bella Kuon), espediente perfetto per fare il punto della situazione e permettere anche i giocatori di rimettere insieme i pezzi. Questa volta, però, la storia è già ben avviata e dopo appena un'ora di dialoghi si entra nel vivo dell'azione.

Questa è la prima grossa differenza rispetto a Mask of Truth. Gli sviluppatori si sono assicurati di alzare i ritmi rispetto al passato, aumentando anche il numero di battaglie e riducendo l'attesa tra uno scontro e l'altro. Avendo fatto passare una decina di giorni da quanto raccontato nelle fasi conclusive dello scorso capitolo, gli sceneggiatori hanno avuto la possibilità di allestire uno scenario credibile con cui giustificare l'ennesimo viaggio irto di pericoli, battaglie all'ultimo sangue e ore di dialoghi non interattivi. La situazione in cui si muovono i personaggi è molto delicata, con un mondo sull'orlo della guerra civile e una costante atmosfera drammatica ad ammantare il tutto. Fortunatamente, però, qualcuno ha avuto il buonsenso di inserire momenti più leggero con cui scaricare la tensione. Il rischio di trovarsi fra le mani un mattone difficile da digerire era piuttosto alto, ma grazie a una manciata di interventi ben studiati l'esperienza scorre via che è un piacere. Di tanto in tanto, per esempio, è possibile far stare Haku in compagnia di uno dei tanti personaggi del cast, per scoprire dettagli interessanti sulla rispettiva storia. In alcune occasioni sembra quasi che il gioco strizzi l'occhio ai simulatori di appuntamenti, ma in realtà lo sviluppo narrativo non vira mai dal sentiero già scritto.

Cappa, spada e orecchie da gatto

La trama di Mask of Truth si sviluppa seguendo la struttura classica delle visual novel, rinunciando a qualunque tipo di interattività e ai relativi finali multipli. A caratterizzare il pacchetto sono, come abbiamo già sottolineato, i combattimenti impostati secondo le regole e le scelte di design tipiche dei gdr tattici in stile Final Fantasy Tactics. Durante gli scontri, i membri delle fazioni chiamate in causa si muovono sul campo di battaglia seguendo la classica griglia a scacchiera, attaccando i bersagli da distanze variabili in base all'arma equipaggiata. Ogni combattente ha a disposizione una manciata di tecniche e può apprenderne di nuove salendo di livello. Le modifiche più importanti rispetto al passato coinvolgono proprio i combattimenti, resi più dinamici e addolciti da alcuni interventi che migliorano la qualità globale dell'esperienza. Ora, per esempio, è possibile velocizzare le animazioni degli attacchi, opzione fondamentale nelle fasi avanzate del gioco. I personaggi, inoltre, possono esibirsi in potenti tecniche combinate, particolarmente utili contro le creature più resistenti.

Per il resto, ritorna invariato il sistema di combo con cui infliggere più danni attraverso serie di attacchi concatenate tra loro. Le combo possono essere eseguite manualmente o in modo automatico a seconda delle preferenze, ma solo premendo personalmente il tasto X al momento giusto si possono ottenere utili colpi critici. Un sistema simile viene usato anche per le magie e per la difesa. Nel primo caso è necessario tenere premuto l'apposito tasto per la giusta quantità di tempo, mentre nel secondo si deve premere il pulsante nel momento esatto in cui si subisce l'attacco. Queste meccaniche rendono gli scontri elettrizzanti e aiutano a chiudere un occhio di fronte all'assenza di una meccanica importante ormai diffusa in tutti i gdr strategici. Stiamo parlando dell'incremento dei danni inflitti dagli attacchi alle spalle, caratteristica che costringe a considerare con maggiore attenzione il posizionamento delle truppe sul campo di battaglia. Di conseguenza, non è possibile nemmeno scegliere in quale direzione rivolgere i personaggi al termine del loro turno.

Utawarerumono: Mask of Truth Mask of Truth prosegue quanto di buono avevamo già visto con il capitolo precedente della serie. Nonostante qualche dialogo troppo prolisso e la tendenza a proporre filler indesiderati la storia si sviluppa in modo piacevole e con ritmi ora più equilibrati. Le modifiche apportate al sistema di combattimento rendono le battaglie più godibili rispetto a quelle di Mask of Deception e la presenza di un numero maggiore di scontri rispetto al passato migliora il bilanciamento generale dell’intero progetto. A tutto questo si affiancano un ottimo doppiaggio in giapponese, una colonna sonora sempre ispirata e, soprattutto, le meravigliose illustrazioni di Misato Mitsumi, colonna portante delle produzioni Aquaplus. Peccato per la veste grafica non proprio eccelsa che caratterizza le battaglie, dettaglio che comunque non incide troppo sulla qualità generale dell’opera. Se siete alla ricerca di un’esperienza longeva, coinvolgente e diversa dal solito, consigliamo l’acquisto di Utawarerumono: Mask of Truth, soprattutto della versione PS Vita, a patto che abbiate già portato a termine il capitolo precedente.

8

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