Valfaris Recensione: sangue e Heavy Metal in un run 'n' gun stile rètro

Valfaris riprende l'anima di mostri sacri come Contra e Metal Slug, ma in un contesto Sci-Fi violento e oscuro. Il risultato è un gioco da non perdere.

recensione Valfaris Recensione: sangue e Heavy Metal in un run 'n' gun stile rètro
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La grande epoca dei run'n'gun, almeno negli interessi dei grandi publisher, sembra ormai sparita da tempo. Come abbiamo visto nella recensione di Contra Rogue Corps, ad esempio, anche Konami ha preferito una struttura ludica da twin stick shooter per l'ultimo capitolo della sua serie storica. E mentre SNK pensa al ritorno di Metal Slug, un peso massimo del genere, noi continuiamo a guardare con amore Cuphead, anche se, a dirla tutta, il focus del sadico titolo animato verte quasi totalmente sulle boss fight. Dove sono finiti i corridoi che vomitavano sul giocatore legioni di carne da macello? E che fine hanno fatto i livelli stracolmi di proiettili capaci di scatenare improperi contro l'intero creato?

    Come spesso accade, è il mondo indipendente a premurarsi che, oggigiorno, gli utenti abbiano il loro fabbisogno di sangue quotidiano, e in questo caso il nostro ringraziamento va al duo di autori che formano il team Steel Mantis, e al loro Valfaris: in poche parole, una sentita lettera d'amore dedicata al mondo dei run'n'gun. È tempo di lucidare l'arsenale e alzare il volume a palla, perché sarà un viaggio pieno di violenza, metallo e globuli rossi.

    Diario del capitano: data astrale...

    "In un lontano angolo dello spazio, una navelupo solitaria si apre un varco nel vuoto". Con queste parole inizia la nostra avventura dentro la fortezza Valfaris, che intuiamo essere un luogo a cui Therion, il protagonista, è legato indissolubilmente. Non comprendiamo appieno le ragioni del suo ritorno, sappiamo solo che l'uomo sta dando la caccia al padre Vroll, che deve pagare per dei crimini non meglio precisati. L'eroe principale ha marchiato la sua preda, e non importa chi o cosa si frapporrà sul suo cammino: ogni ostacolo è destinato a diventare un cumulo di frattaglie rosso vendetta. Con questa carica di testosterone squisitamente retro Valfaris cattura da subito l'attenzione e imbastisce un'avventura dai toni maturi, ricca di elementi sci-fi e condita dalle note dure tipiche dell'heavy metal.

    Nonostante i run'n'gun, tipicamente, manchino di una forte componente narrativa, l'opera di Steel Mantis non si fa mancare dei piacevoli elementi extra che arricchiscono il vissuto di Therion e della sua famiglia. Nulla di trascendentale, ma quanto basta per non appiattare personaggi e storie che, altrimenti, sarebbero stati solo ammassi di pixel pronti ad azzannarsi.

    Diversi tasselli della lore vengono dispensati durante il viaggio, e il risultato è una campagna che, nonostante richieda circa cinque ore per essere completata, coinvolge, appassiona e lancia segnali promettenti per il futuro dell'intreccio (anche se l'epilogo, di cui non vi parliamo, non soddisfa appieno).
    È doveroso menzionare anche il ruolo di prim'ordine ricoperto dall'ambientazione, che muta a ogni discesa di Therion nelle profondità di un luogo corrotto dalla morte e invaso da bitorzoli alieni. Ferro e sangue, viscidume e tentacoli, bozzoli e viscere verdognole: il lavoro fatto dagli sviluppatori sotto questo punto di vista è encomiabile, e gli scenari trascinano i sensi in un viaggio nei meandri più oscuri dello sci-fi. Una marcia mortifera scandita dalle chitarre elettriche del dio metallo, che pompano incessantemente adrenalina con un ritmo forsennato e indiavolato.

    Nessuno ha detto che sarebbe stato facile

    Valfaris, come detto, riprende gli stilemi dei tipici run'n'gun di un tempo, ma approfondisce il costrutto ludico con una serie di ibridazioni da non sottovalutare: Therion, per esempio, oltre all'arma primaria (a distanza), ha a disposizione altri due strumenti - tra cui una spada - e questo apre il gameplay a un ventaglio di possibilità decisamente stimolanti. Contrattacchi e parate (legati allo scudo), per esempio, si rivelano fondamentali contro alcuni boss e nemici, e proprio la differenziazione delle schiere aliene è un altro punto di forza di Valfaris. Il riciclo di avversari è minimo, e molte creature hanno pattern d'attacco e movimento differenti. Come detto in precedenza, si tratta di un'avventura di appena cinque ore, ma così variegata da apparire ben più longeva.

    A differenza dei vari Contra e Metal Slug, il nostro Therion ha una barra della salute, il che comporta che può subire alcuni colpi prima di passare a miglior vita. Non pensate però che che questa sia una facilitazione, dato che il livello di sfida si dimostra sempre vivace e mai sottotono. Valfaris offre comunque alcune semplificazioni "moderne" necessarie: ad esempio dei comodi checkpoint ben distribuiti, che si sposano perfettamente con la portabilità della versione Switch.

    Ogni punto di controllo, infatti, corrisponde a un salvataggio dei progressi, e questo permette di accordare la progressione alle necessità della fruizione in mobilità. L'obiettivo diventa quello di superare un'intricata sezione, tirare un sospiro di sollievo, e ributtarsi nella mischia attraverso livelli lineari ma non privi di segreti.
    Gli stage ospitano infatti una lunga serie di aree nascoste, che possono premiare Therion con armi aggiuntive e materiali per il potenziamento dell'arsenale.
    Questo comprende un totale di diciannove armi differenti, suddivise in pistole, spade e cannoni speciali: da lanciarazzi a gatling demoniache, passando per sparafulmini e fucili a pompa. Non importa quale "ferro" sceglierete, avrete il giusto dispensatore di morte per ogni occasione. C'è da dire che il bilanciamento generale dell'arsenale non è sempre perfetto, e alcuni gadget risultano decisamente più utili di altri: per esempio il raggio delle spade è piuttosto corto, e solo un'arma, opportunamente potenziata, elimina questo problema. Nel caso dei cannoni, dato il sistema di mira manuale, avere dalla propria dei missili a ricerca automatica facilita non poco la vita. Ciononostante, capitano situazioni in cui una giusta selezione del "loadout" è in grado di risolvere qualsiasi grattacapo e, ricollegandoci alla distribuzione dei checkpoint, gli sviluppatori hanno provveduto a disporre aree di salvataggio prima di ogni boss fight (presenti in gran numero).

    L'unico aspetto meno entusiasmante di Valfaris, a nostro avviso, riguarda il controllo del personaggio principale, in grado unicamente di saltare e inginocchiarsi sul posto. Si tratta di movenze fin troppo statiche, che non sempre si sposano al meglio con le sezioni platform presenti e la frenesia generale dell'azione. L'unico strumento di difesa è uno scudo direzionale che, se usato col giusto tempismo, permette perfino di rispedire i colpi al mittente.
    Un aiuto da non sottovalutare, ma che non può essere sfruttato all'infinito, poiché condivide la medesima barra di energia delle armi speciali (per ricaricare le "batterie" di Therion basta piazzare qualche colpo melee per raccogliere utili globi).

    Le meccaniche fondamentali di Valfaris vengono messe in mano al giocatore fin dalle prime fasi, e imparare a padroneggiarle tutte è indispensabile per arrivare ai titoli di coda. C'è da dire che il gameplay non scade mai nella frustrazione, e la progressione vive e si sviluppa grazie all'ampliamento dell'inventario, dei nemici e delle situazioni in-game.

    Per quanto riguarda tutti questi aspetti, le sbavature sono davvero irrisorie. Se ne percepiscono di più nel comparto tecnico che, nonostante la sua pixel art retro, presenta qualche oscillazione nel frame rate, causata dal gran numero di esplosioni ed effetti particellari che si scatenano sullo schermo. Niente di drammatico, badate, ma sia in modalità portatile che in docked Valfaris non si mantiene perfettamente granitico.

    Valfaris ValfarisVersione Analizzata Nintendo SwitchValfaris è la perfetta trasposizione in salsa moderna dei run’n’gun che hanno allietato generazioni intere di appassionati. Come se ciò non bastasse, il team di sviluppo ha inserito un arsenale di armi più che dignitoso, anche se con qualche leggerezza nel bilanciamento. A tutto ciò si deve aggiungere una varietà di situazioni, ambientazioni, nemici e boss da rendere un numero umile di ore un’avventura ricca di fascino. Nonostante il genere di appartenenza, sono presenti alcuni buoni elementi di lore, anche se l’epilogo risulta in parte anticlimatico. Le incertezze maggiori sono da ricercarsi in un profilo tecnico comunque dignitoso. Parliamo però di uno studio formato da appena due membri e alle prese con il secondo lavoro ufficiale, e sarebbe ingiusto far pesare troppo degli aspetti funzionali nonostante qualche piccolo difetto. Detto questo, non possiamo che consigliarvi l’acquisto. Siamo più che certi che un giorno rivedremo Therion: la sua missione non si è ancora conclusa.

    8.5

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