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Valkyrie Elysium Recensione: ritorno al passato nel nuovo gioco Square Enix

Square Enix ripesca Valkyrie dalla lista delle sue storiche IP del passato, un ritorno gradevole ma non perfetto.

Valkyrie Elysium Recensione: ritorno al passato nel nuovo gioco Square Enix
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Tra Star Ocean, Valkyrie Profile e addirittura Tactics Ogre, ultimamente Square Enix sta pian piano rispolverando buona parte delle proprie IP rimaste a lungo inutilizzate. Approdato su PC, PS4 e PS5 negli ultimi giorni di settembre 2022, Valkyrie Elysium è uno spin-off autoconclusivo di Valkyrie Profile e come tale non rappresenta il prosieguo dell'amatissimo franchise nato sull'originale PlayStation, bensì una dilettevole deviazione votata all'azione sfrenata (ve ne abbiamo parlato nel nostro speciale su Valkyrie Elysium). Dopo aver trascorso una ventina di ore in compagnia della nuova Valchiria protagonista, siamo pronti a emettere il nostro verdetto finale sulla creatura confezionata dai ragazzi di Soleil, giovane studio di sviluppo che a partire dal 2018 si è fatto conoscere principalmente attraverso Naruto to Boruto: Shinobi Striker, Ninjala e Samurai Jack: Battle Through Time.

    La fine del creato è alle porte

    Ambientato in un mondo fortemente ispirato alla sempre affascinante mitologia norrena, Valkyrie Elysium vede per protagonista una giovane guerriera creata dall'onnipotente Padre di Tutti per scongiurare l'imminente Ragnarok.

    Sebbene Odino abbia in passato sconfitto la micidiale lupa chiamata Fenrir, in un scontro che si è quasi concluso col reciproco annientamento delle due forze in campo, la profetizzata fine del creato appare dietro l'angolo e il regno di Midgard è stato pertanto invaso da esseri mostruosi, nonché echi lontani dei popoli che un tempo vi risiedevano e che ormai sono quasi interamente scomparsi. Infondendo i suoi poteri rimasti nella Valchiria di nome Maria, che a conti fatti rappresenta l'ultima speranza di salvezza, il Padre degli Dei invia l'impavida combattente nel mondo umano, affinché questa possa placare la devastazione seminata dalle forze del caos e prevenire il catastrofico evento apparentemente ineluttabile.

    Al netto di un incipit quantomeno intrigante, la storia di Valkyrie Elysium si è rivelata povera e priva di mordente, anche a causa di una sceneggiatura rinunciataria. Fatta eccezione per i capitoli conclusivi della vicenda, che grazie a una serie di prevedibili colpi di scena riescono comunque a suscitare la curiosità del giocatore e spronarlo a continuare, le sequenze di dialogo sono purtroppo ridotte all'osso, anche a causa dell'assenza di NPC. Come del resto avevamo sottolineato nel nostro provato della demo di Valkyria Elysium, Midgard è pressoché disabitata e gli scambi di battute coi comprimari sono maledettamente rari. In assenza di interlocutori con cui interagire, il world building è affidato unicamente ai cosiddetti "fiori spettrali", collezionabili sparpagliati nelle mappe di gioco che, una volta raccolti, permettono a Maria di ascoltare gli ultimi pensieri delle anime perdute.

    Benché i ricordi dei mortali periti consentano di scoprire interessanti antefatti su Midgard, sulla vita che conducevano e sulle circostanze che hanno provocato la totale distruzione del mondo umano, i messaggi testuali innescati dal recupero dei fiori nascosti faticano a tratteggiare in maniera esaustiva ed efficace la morente realtà affidata alla nostra alter-ego. Come risultato, la raccolta dei fiori spettrali si traduce in un'attiva collaterale, indicata perlopiù a quella nutrita fetta di giocatori sempre attenti al ritrovamento di segreti e collezionabili.

    Se la caratterizzazione dei personaggi e del mondo in cui questi si muovono è insomma lacunosa, la progressione non si comporta tanto meglio: la campagna è infatti suddivisa in nove missioni principali estremamente lineari, che culminano con l'immancabile boss fight.

    Nonostante gli stage siano molto ampi e talvolta strutturati su più livelli, avremmo preferito qualche deviazione in più, e magari un maggior numero di collezionabili da recuperare. In compenso, le missioni secondarie proposte dalle mappe già esplorate non costringono a ripercorrere per intero i vari stage, in quanto lo sviluppatore Soleil ha preferito ambientarle in settori di terreno più contenuti e caratterizzati dalla presenza di nemici differenti da quelli incontrabili nella main quest. Una trovata, quella escogitata dallo studio, che scaccia la ripetitività e minimizza il backtracking. Abbiamo apprezzato anche la decisione di Soleil di includere finali multipli, senza però costringere il giocatore a completare la campagna diverse volte: con una longevità di appena 20 ore, Valkyrie Elysium presenta infatti quattro diversi finali, che tuttavia possono essere ottenuti attraverso un unico playthrough ripetendo il solo capitolo conclusivo e modificando alcune scelte. Una soluzione che a nostro avviso sposa perfettamente l'eccessiva linearità del prodotto.

    Le prodezze della Valchiria

    Considerando che sin dall'annuncio Valkyrie Elysium ha fatto storcere il naso ai fan più ostinati di Valkyrie Profile a causa della deriva action imboccata dal gameplay, è quasi paradossale che proprio il sistema di combattimento sia senza ombra di dubbio l'elemento più riuscito dell'intero pacchetto. Come spiegato più volte su queste pagine, lo spin-off confezionato da Square Enix e Soleil ha abbandonato i turni della saga principale per abbracciare invece un impianto ludico frenetico e che sin dai primi istanti ci ha ricordato Drakengard 3.

    Attenendosi ai dettami del genere action RPG, la nostra protagonista è agile e leggera: caratteristiche che nel corso delle battaglie le consentono di compiere scatti molto rapidi e alternare attacchi normali e leggeri per inanellare combo lunghe e devastanti. Abile tanto nella lotta a terra quanto negli scambi di colpi a mezz'aria, Maria dispone poi di un'ampia gamma di pattern di attacco, anche perché questi cambiano a seconda dell'arma utilizzata.

    A seconda dello strumento di morte equipaggiato, del livello raggiunto dall'oggetto e non per ultimo dalla maestria ottenuta nel suo utilizzo, la Valchiria ha accesso a una rosa di attacchi alquanto estesa, che addirittura può modificare al volo sostituendo l'arma principale con quella secondaria.

    Dal momento che il giocatore ha la facoltà di aggiungere all'equipaggiamento due diverse armi bianche, come ad esempio spade, fioretti o lance, in qualsiasi momento della battaglia è possibile premere l'apposito tasto per scambiarle e adottare una strategia finalizzata a sfruttare a proprio vantaggio le debolezze degli avversari. Non per nulla, ogni strumento di morte tende a risultare più o meno efficace a seconda dell'avversario o delle situazioni in cui è impiegato (se le spade sono indicate per i nemici di piccole dimensioni, la lancia è perfetta per gli ostacoli corazzati o quando si è letteralmente circondati, e così via).

    Sempre a proposito delle debolezze va segnalato che i mostri che infestano il regno di Midgard risultano particolarmente vulnerabili agli incantesimi elementali, di cui Maria può servirsi dopo aver aggiunto al proprio armamentario delle apposite pergamene magiche recuperabili nel corso dell'avventura. Chiamati Arti Divine, i terrificanti incantesimi elementali consumano buona parte della barra arti ad ogni utilizzo, e dal momento che questa si ricarica col semplice concatenamento di combo fisiche, il giocatore è puntualmente incoraggiato a dosarne l'uso. Anche perché colpire gli avversari con l'elemento cui sono deboli li induce nel pericoloso stato di "distruzione elementale", una condizione temporanea che li lascia indifesi e ne facilita enormemente l'eliminazione.

    Per incrementare ulteriormente le già fenomenali risorse dell'agguerrita Maria, gli sviluppatori di Soleil hanno ben pensato di dotarla della "Catena di Anime", uno strumento che torna utile sia nelle fasi esplorative che durante la lotta.

    Se nelle sequenze di platforming la catena spirituale va impiegata per agganciare gli appigli, superare crepacci e raggiungere angoli della mappa che altrimenti sarebbero inaccessibili, nel mezzo dei combattimenti questa può essere adoperata per agguantare un nemico a portata e piombargli istantaneamente addosso, allo scopo di annientarlo prima ancora che abbia il tempo per passare al contrattacco. Come intuibile, la Catena di Anime dimostra la propria efficacia nelle situazioni più caotiche e in presenza di arcieri, poiché scongiura la necessità di doversi avvicinare a piedi ad avversari piuttosto distanti, e magari rischiare di essere bersagliati da tutte le direzioni. In ogni caso, la risorsa più preziosa della Valchiria va sicuramente ricercata negli Einherjar, ossia gli spiriti che questa può invocare sul campo di battaglia affinché lottino al suo fianco. Consumando la barra dell'anima, la nostra alter-ego è in grado di richiedere l'intervento (anche simultaneo) di quattro guerrieri extra, che una volta in prima linea si scagliano con tutta la loro potenza contro i mostri. Purtroppo non è possibile impartire agli Einherjar degli ordini specifici e la loro permanenza è breve, tant'è che dopo un minuto circa sono costretti a lasciare il campo, ma nel complesso la loro presenza controbilancia l'assenza di un party vero e proprio.

    Anche perché, sebbene inizialmente Valkyria Elysium possa apparire un titolo assai accessibile, il livello di sfida cresce col passare delle ore, raggiungendo il proprio apice quando lo schermo è letteralmente invaso dagli avversari. Situazione, quella appena dipinta, in cui l'intervento degli Einherjar può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Va comunque segnalato che il gioco presenta tre livelli di difficoltà (Normale, Facile e Difficile), ma per qualche strana ragione l'utente può selezionarlo soltanto all'inizio dell'avventura. Di conseguenza, diversamente da quanto accade ormai nella maggior parte degli RPG, una volta scelto il livello di sfida non è possibile cambiarlo, se non cominciando una nuova partita.

    Fori nella corazza

    Mettendo da parte la componente ludica, sulla quale sono gravitati gli sforzi maggiori compiuti dal team di sviluppo, è tempo di esaminare il comparto tecnico di Valkyrie Elysium, che sin dall'annuncio ci è parso alquanto datato. Trattandosi di un prodotto palesemente a basso budget, non solo il titolo affonda le proprie radici nella precedente generazione di console, ma addirittura non ne soddisfa granché gli standard qualitativi.

    Rispetto a quanto visto nei primi trailer di gameplay, la resa dei modelli poligonali è indubbiamente migliorata, ma lo stesso non si può dire per i paesaggi, che tra le altre cose sono penalizzati da un level design altalenante e alla lunga ripetitivo. A questo va poi sommato il fastidioso effetto pop-up che affligge le zone coperte dalla vegetazione, e che data la semplicità dei paesaggi fatichiamo a giustificare.

    Quantomeno su PlayStation 5 Valkyrie Elysium conserva un frame rate sbloccato a 60 FPS (contro i 35-38 della versione PS4), con sporadici e appena percettibili cali soltanto nei momenti più concitati o quanto lo schermo viene invaso da tre o più Einherjar.

    Nulla da eccepire, invece, sulla colonna sonora realizzata da Motoi Sakuraba, già compositore -tra gli altri- delle saghe di Star Ocean, Tales of e DARK SOULS. Ancora una volta il noto artista nipponico ha preparato un accompagnamento musicale piacevole ed efficace, nonché in grado di accentuare i toni assunti dalla narrazione. Se per quel che concerne il doppiaggio segnaliamo la presenza di due tracce (una in inglese e l'altra in lingua originale giapponese), quantomeno i testi sono stati localizzati in lingua italiana.

    Valkyrie Elysium Valkyrie ElysiumVersione Analizzata PlayStation 5In barba a coloro che sin dall’annuncio hanno criticato la scelta di Square Enix di accantonare il sistema di combattimento a turni di Valkyrie Profile, lo spin-off confezionato da Soleil ci ha divertiti con un solido e variegato impasto ludico, un livello di sfida soddisfacente e tanta strategia. A non convincere, invece, sono la componente narrativa rinunciataria e il comparto tecnico datato, che suggeriscono degli evidenti problemi legati al budget. In definitiva, Valkyrie Elysium potrà non aver centrato appieno il bersaglio, eppure siamo convinti che, coi giusti investimenti, la formula ludica sintetizzata dallo studio Soleil potrebbe rivelarsi vincente. In tal senso, la speranza è che un eventuale sequel riesca quindi a esprimere il pieno potenziale dello spin-off.

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