Vampire Survivors Recensione: un grande fenomeno che brilla sempre di più

Oltre ad essere uno dei più sorprendenti fenomeni videoludici degli ultimi due anni, Vampire Survivors è un piccolo gioiello di game design

Vampire Survivors Recensione: un grande fenomeno che brilla sempre di più
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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox Series X
  • A un anno dall'esordio da record sulle pagine di Steam, sancito da una mole di acquisti assolutamente imprevedibile, Vampire Survivors è ancora un fenomeno di rilevanza mondiale, come dimostra la sua presenza sul palco di The Game Awards. Sono ormai passati un paio di mesi dall'uscita della versione 1.0 del gioco, che nel frattempo è anche sbarcato nel Game Pass e su mobile, ma non è mai troppo tardi per celebrare le qualità dell'eccezionale indie sviluppato da Luca Galante, da poco ampliato con l'uscita del DLC Legacy of the Moonspell (a proposito, ecco qui la mini guida per sbloccare tutti i personaggi di Vampire Survivors). Al di là del suo aspetto spartano, che riporta la mente ai fasti dell'era 8-bit, Vampire Survivors mostra i muscoli con un'offerta ludica efficace e ben tornita, tanto semplice quanto travolgente.

    Coordinate di un fenomeno globale

    Volendo tracciare un profilo tassonomico di Vampire Survivors, tanto per associare all'opera di Poncle dei tratti di genere più o meno definiti, potremmo descriverlo come una sorta di "single-stick shooter" sotto steroidi, in cui ogni match si articola tra le maglie di una maratona di sopravvivenza ad alto tasso di caos. Dopo aver selezionato il nostro personaggio e il livello da affrontare, saremo quindi chiamati a muoverci in giro per lo scenario bersagliando automaticamente le orde nemiche, via via più strabordanti, fino a quando il timer non raggiungerà i 30 minuti e la mietitrice ci si parerà dinnanzi, mettendo fine alla mattanza nel giro di un istante.

    Per raggiungere più agilmente questo letale traguardo, dovremo fare il possibile per dotare il nostro alter ego di abilità e potenziamenti sempre più efficaci, facendo attenzione a combinare i giusti elementi per conquistare versioni avanzate degli armamenti disponibili, e sfruttando al massimo le possibilità concesse da sistema di progressione istanziato, basato sull'accumulo di livelli (da scalare raccogliendo le gemme lasciate a terra dai nemici) e sulla raccolta di ricompense. In ambo i casi la sorte avrà un ruolo chiave nel tracciare il nostro percorso verso la gloria (l'assortimento dei power-up è per la gran parte casuale), ma starà a noi capire come trarre il massimo da ogni circostanza di gioco, cercando di comporre la migliore build ottenibile con le risorse a nostra disposizione.

    Nell'intervallo tra una sortita e l'altra, potremo poi investire le monete ottenute massacrando gli avversari nell'acquisto di potenziamenti permanenti (condivisi tra tutti i membri del roster) e personaggi aggiuntivi, ciascuno dei quali aggiungerà al ciclo del gameplay uno o più tasselli inediti, a partire da nuove armi sbloccabili. Questi sono gli ingredienti alla base della ricetta messa a punto da Luca Galante, ma saggiarne gli aspetti salienti non basta a definire il valore di Vampire Survivors, né a spiegare le ragioni dietro il suo incredibile successo.

    Il titolo di Poncle è in buona sostanza un distillato di pura assuefazione, sostenuto da un costrutto ludico intriso di logiche premiali e progettato per alimentare a colpi di endorfine il desiderio di giocare, al grido di "un'altra partita e poi smetto": la più vecchia menzogna del mondo dei videogiochi. Con un roster nutritissimo e ben diversificato, un elenco praticamente inesauribile di sfide, segreti, scampoli di progressione e variazioni sul tema del massacro, Vampire Survivors continua ad offrire all'utente nuovi motivi per fronteggiare orde senza fine di mostruosità assortite che, al pari di armi, personaggi, livelli e potenziamenti, sono dotati di nomignoli ridanciani, tra bestemmie camuffate e facezie linguistiche degne del buon Maccio.

    "Ancora una e poi smetto"

    Se sulle prime, insomma, sembra difficile credere che un titolo come Vampire Survivors possa rapire i giocatori per decine e decine d'ore, il senso di appagamento trasmesso da ognuno dei suoi costituenti ludici arriva ben presto a rettificare questa errata stima. All'inizio il motore dell'interesse è chiaramente la voglia di sbloccare livelli e personaggi, sostenuta da dinamiche di gameplay tanto semplici quanto efficaci. In seconda battuta, una volta assimilate le basi del gioco, subentra la voglia di sperimentare diverse combinazioni di abilità e potenziamenti, anche in relazione alle caratteristiche proprie dei diversi scenari, differenti per struttura e fauna letale.

    In seguito l'esordio dei primi modificatori (che possono ad esempio dimezzare i tempi di una partita o invertire il layout di un livello) acuirà ulteriormente la nostra voglia di esplorare tutte le possibilità offerte dall'esperienza, fino alle porte di un "endgame" che ci vedrà impegnati nello sblocco dei restanti Traguardi (sfide di vario genere), di tutte le voci del Bestiario e dei molti segreti nascosti nel gioco, che ancora una volta amplieranno la gamma delle variabili in seno al gameplay. Arrivati a questo punto, quello con Vampire Survivors sarà già diventato un appuntamento quotidiano, complice un livello di sfida ben tarato e un assetto corale che non arriva mai ad esaurire del tutto la sua attrattiva.

    Una sfida eternaIl primo DLC di Vampire Survivors, Legacy of the Moonspell, non devia in alcun modo dai canoni della produzione, limitandosi ad aggiungere alla proposta di Poncle sfide, personaggi, armi e uno scenario aggiuntivo. Vale la pena di precisare che, considerando il prezzo del pacchetto, si tratta di una scelta assolutamente sostenibile, in linea con la rotta tracciata dallo sviluppatore anche sul versante di un supporto post lancio ricco, puntuale e destinato a sostenere ancora a lungo la presa del gioco sull'utenza, almeno stando alle prospettive delineate finora.

    Questo anche perché, dopo le prime abbuffate, l'opera di Poncle si dimostrerà un perfetto gioco "di scarico", facilissimo da affiancare a produzioni ben più ambiziose e complesse, quelle che periodicamente prendono d'assalto il nostro tempo libero. In definitiva, insomma, quello che probabilmente era partito come un semplice esercizio di game design, foraggiato dalla passione di Luca Galante, si è trasformato in uno degli indie di maggior successo degli ultimi due anni, in un piccolo gioiello sostanzialmente privo di plateali lacune o asperità di spessore. I principali caveat di Vampire Survivors riguardano un engine che ancora mostra qualche cedimento significativo, e un comparto artistico funzionale ma ben lontano dai livelli qualitativi dell'impianto ludico, per quanto gli evidenti richiami ai capitoli classici di Castlevania possano rappresentare un gradito valore aggiunto per i giocatori con qualche anno sulle spalle (a proposito, date un occhio anche alla nostra recensione di Castlevania Advance Collection).

    Parliamo comunque di note a margine che non adombrano più di tanto il bilancio generale della produzione, soprattutto alla luce del suo risibile prezzo di listino, peraltro nullificato nel caso siate abbonati al servizio Game Pass di Microsoft. Vale la pena di precisare che il gioco è anche presente in versione free-to-play (con qualche spazio pubblicitario non particolarmente fastidioso) su dispositivi mobile, pronto a decuplicare la durata delle vostre "pause riflessive" nel corso della giornata.

    Vampire Survivors Vampire SurvivorsVersione Analizzata PCVampire Survivors è un titolo sorprendente e ben confezionato, sostenuto da una formula capace di rapire l’utenza per trascinarla in un continuo susseguirsi di battaglie pirotecniche ad alta intensità. Mettendo al centro della proposta un gameplay loop semplice ma efficace, Poncle ha costruito un’esperienza densa di meccaniche premiali, somministrate con perizia per spingere l’utenza in un tunnel fatto di assuefazione e divertimento. Figlio di un talento per il game design che speriamo continui a stupirci negli anni a venire, Vampire Survivors è quindi un titolo che vale assolutamente la pena di provare, specialmente considerando il costo irrisorio dell’opera di Luca Galante.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i9 10900K
    • RAM: 32 GB DDR4
    • GPU: RTX 3070Ti
    9

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