Vampire The Masquerade Coteries of New York Recensione: da GDR a Novel

Vampire The Masquerade Coteries of New York trasporta il celebre gioco di ruolo cartaceo nel genere delle visual novel. Esperimento riuscito?

recensione Vampire The Masquerade Coteries of New York Recensione: da GDR a Novel
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Il 2019 è stato un anno fondamentale per le creature succhiasangue del Mondo di Tenebra, a partire dal mese di marzo, in cui è stato annunciato Bloodlines 2. Come vi abbiamo raccontato nella recensione della quinta edizione di Vampire The Masquerade, l'intera saga ha avuto origine dal gioco di ruolo cartaceo, capace di dar vita a un universo narrativo in continua espansione. Mentre attendiamo l'arrivo di Bloodlines 2 , al mosaico del racconto si aggiunge anche un nuovo tassello: Coteries of New York. Questo progetto, a differenza degli altri, è passato un po' in sordina, ma gli amanti della Camarilla non dovrebbero lasciarselo sfuggire: dalle numerose righe scritte dal team Draw Distance si sviluppa una visual novel pregna del fascino notturno e senza tempo, che solo i cainiti sono in grado di scatenare. Abbiamo vissuto la nostra personale avventura tra i vicoli oscuri di New York, soppesando ogni nostra scelta con estrema cautela, e dopo essere sopravvissuti a mille pericoli siamo pronti a raccontarvi la nostra storia.

    Buon sangue non mente

    La primissima decisione da prendere in Coteries of New York è quella sul personaggio da interpretare: la selezione ricade tra un Brujah ribelle, un'aristocratica Ventrue e un Toreador dalla spiccata sensibilità. Ognuno di questi tre individui ha un proprio background, un rammarico che lo porta a cedere facilmente al fascino di una persona misteriosa. Che sia a seguito della rottura amorosa con il proprio partner, oppure per il dolore di un'artista che si è smarrito, è poco importante: a pesare sull'ordito narrativo sono invece le vicende successive.

    Scelto un alter ego, questi verrà ammaliato e subirà l'abbraccio, diventando una creatura della notte per l'eternità. Ovviamente, un evento di tale portata non passa certo inosservato agli occhi della comunità di New York. Non ci vorrà molto tempo perché giunga un emissario del Principe della Grande Mela, dal momento che nulla, tanto meno un essere insignificante, può mettere in pericolo la Masquerade.

    Per chi non avesse mai sperimentato il gioco di ruolo cartaceo, Coteries of New York rappresenta uno splendido punto di ingresso alla lore generale di Vampire. Le prime fasi del racconto si sviluppano infatti attorno a un concetto fondamentale: siete un "neonato" (ossia un vampiro appena venuto al mondo), ed esistono gerarchie e regole millenarie che dovete imparare e rispettare, tra cui appunto la Masquarade, ossia l'obbligo di non rivelare al mondo l'esistenza dei vampiri.

    Se ciò non bastasse, gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un dizionario fruibile in qualsiasi momento: se in un dialogo appare un termine appartenente all'universo del pen&paper, potrete apprendere ulteriori nozioni, nomi alternativi e concetti fondamentali del World of Darkness. A tal proposito, l'unico neo riguarda l'assenza di un ordine alfabetico per i termini elencati.

    Dati i connotati ludici da visual novel di stampo classico, a venir meno sono tutti gli aspetti ruolistici legati al proprio alter ego: portare a termine un compito, quindi, non regala esperienza da spendere in abilità, ma influenza un sistema di rapporti che, a voler essere sinceri, non ci è parso sempre pienamente coerente. C'è inoltre da dire che la scelta del personaggio non rispecchia pienamente i connotati della lore: per esempio, i Brujah sono descritti come guerrieri facilmente irascibili, eppure le nostre decisioni possono plasmare un percorso più riflessivo e incline al ragionamento.

    Questo aspetto viene affrontato dai nostri "superiori", che giustificano la nostra natura come misteriosa e pertanto libera dai dogmi che classificano i vari clan. A pesare come un macigno sono quindi i dialoghi, i rapporti di causa ed effetto che possono metterci in situazioni decisamente pericolose o vantaggiose. Sotto questo aspetto Coteries of New York risulta eccellente: dall'iniziale sensazione di smarrimento si passa infatti alla crescente presa di coscienza sulla natura e sui bisogni del nostro vampiro.

    È la tua scelta definitiva?

    Attraverso le otto ore necessarie a completare con successo la vicenda, il protagonista avrà a disposizione diverse notti in cui sviluppare la propria coterie, ossia un gruppo di compagni insieme ai quali sopravvivere alle minacce di New York: anarchici che rifiutano i dogmi della Camarilla, cacciatori di mostri che si riuniscono sotto lo stendardo della Seconda Inquisizione, e anche qualsiasi ficcanaso che, con un buon smartphone, può registrare i comportamenti sospetti di un individuo e pubblicarli su Youtube.

    Per stringere alleanze sarà quindi necessario seguire delle quest secondarie, da gestire con un sistema di time management ben implementato. Ogni notte c'è la possibilità di svolgere un paio di mansioni prima che il sole sorga, e nella coralità di vicende e comprimari si nasconde un altro punto di forza di Coteries of New York.

    Ogni personaggio risulta ben caratterizzato, profondo e sfaccettato, e dobbiamo dire che, seppur il racconto sia breve, la Grande Mela regala un collettivo di enorme originalità: che si tratti di un Nosferatu che si improvvisa detective del sottosopra, oppure di una hacker che si esibisce in snuff show in streaming nel deep web, ogni volto risulta a suo modo memorabile; emerge quindi la necessità di concentrarsi sulle quest che ci paiono più intriganti, dato che il tempo è tiranno, e il racconto principale verrà a bussare alla nostra porta quando meno ce lo aspettiamo.

    Le uniche pecche che abbiamo riscontrato nell'intreccio sono da ricercarsi in un finale troppo affrettato, e in un sistema dei rapporti poco chiaro: nella nostra run, nonostante un legame appena accennato, abbiamo ritrovato al nostro fianco un comprimario pronto a sostenerci, mentre un compagno salutato con affetto dopo notti trascorse insieme non si è presentato nel momento del bisogno.

    In ogni caso, il rapporto principale, nonché la sfida da vincere ogni giorno, è quella con la propria bestia interiore, ossia quella sete che non abbandona mai un vampiro: sfruttare i poteri sovrannaturali accresce la fame, così come subire troppe ferite, e nei momenti più ardui l'umanità del protagonista può venir meno, scatenando conseguenze assai violente. Simboleggiato da bordi dello schermo via via più insanguinati, la brama di liquido purpureo, se ignorata, può portare ad avvenimenti disastrosi. Al fine di rappresentare la perdita di controllo o una debolezza mal curata, alcune opzioni di dialogo risultano inaccessibili, e bisogna quindi prestare attenzione ad ogni possibile occasione per nutrirsi.

    Questo aspetto, al pari della scrittura generale e del time management che scandisce le notti, contribuisce a rendere Coteries of New York un ottimo prodotto, seppur non esente da difetti: è questo il caso del comparto sonoro, costellato da musiche d'atmosfera che sembrano variazioni troppo simili dello stessa tema, a tratti perfino fastidiose. Fortunatamente, lo stesso non si può dire per i disegni che accompagnano il racconto (scritto interamente in inglese) che, su sfondi statici vivacizzati da piccoli effetti di illuminazione, pone personaggi in rilievo realizzati come dipinti dal tratto ammaliante, capace di contribuire alla memorabilità di ciascun comprimario.

    Vampire: The Masquerade - Coteries of New York Vampire: The Masquerade - Coteries of New YorkVersione Analizzata PCVampire The Masquerade: Coteries of New York trasporta il cuore del gioco cartaceo in una visual novel ricca di fascino ed emozioni. In questa avventura ogni giocatore, avvezzo o meno al Mondo di Tenebra, può immergersi totalmente, provando sensazioni piene e appaganti. Certo, l’accompagnamento sonoro non è all'altezza degli altri elementi, ma grazie a un collettivo di personaggi memorabili, a meccaniche inedite e funzionali per il genere, a un ottimo bouquet di missioni da seguire e a una vicenda principale che perde colpi solo sul finale, i ragazzi di Draw Distance hanno tratteggiato un’opera notevole, con la quale sarà piacevole perdersi nella notte di New York.

    7.5

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