Recensione Virtua Fighter 5

Akira Yuki conquista la Next Generation

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Disponibile per
  • Xbox 360
  • Ps3
  • L'incompreso

    Virtua Fighter è uno dei più grandi misteri del mondo del videogioco: in molti fanno fatica a capire come mai una serie di picchiaduro così curata, sia nel gameplay che nel comparto video, ed aggiornata, con regolarità e qualità, faccia tanta fatica a ricavarsi il meritato spazio tra le preferenze dei videogiocatori occidentali. C'è stato chi accusava Virtua Fighter 1 di essere troppo spartano rispetto all'allor ben più carismatico Tekken 1, e Sega ha rispose con un sequel colorato, tecnicamente ineccepibile e ricco di nuovi personaggi intriganti (come Shun Di, l'anziano maestro che combatte secondo lo stile “dell'ubriaco” e Leon Rafale, forte del Torou-Ken). Poi ci fu chi lo biasimava perchè avrebbe voluto vedere modalità di gioco alternative alla canonica offerta arcade e per questo in Virtua Fighter 3 fu inserito il combattimento a squadre e nel successivo capitolo furono adottate le quest ed il dojo. Ciononostante la saga che ha aperto il filone dei picchiaduro tridimensionali appare sempre un passo indietro ai concorrenti nella classifica delle preferenze dei giocatori, vittima della spietata concorrenza di Namco e Tecmo che, con i loro Tekken, Soul Calibur e Dead or Alive, mandano in visibilio le migliaia di fan ad ogni nuova manifestazione di ciascun brand.
    Virtua Fighter 5 arriva in Europa accompagnando il lancio della nuova Playstation 3 e proponendosi come apripista per i picchiarudo Next Generation su console Sony; la curiosità che proviamo nell'iniziare il primo test di questo blasonato beat'em up è amplificata dalla scarsa, se non nulla, distribuzione che ha ricevuto la sua controparte da Sala Giochi (un settore ormai prossimo all'estinzione, almeno nel vecchio continente...) da più di un anno presente ben più redditizio mercato nipponico. Riuscirà Sega finalmente ad imporre su scala mondiale uno dei suoi brand più illustri? Riusciranno Akira Yuki e Lau Chan a competere questa volta ad armi pari con le loro controparti di casa Namco Paul Phoenix e Kazuya Mishima?
    Le prime impressioni di gioco sono buone...

    Fight!

    Virtua Fighter non tradisce il proprio spirito nemmeno in questa quinta incarnazione, mantenendo le proprie buone abitudini ed offrendo ai videogiocatori un'esperienza di combattimento incredibilmente varia, il cui merito maggiore è quello di sapersi adattare alla perfezione alle esigenze ed al livello del proprio fruitore. Dei diciassette combattenti (comprendendo l'androide Dural, avversario finale del gioco) che partecipano a questo ennesimo torneo, soltanto due sono completamente nuovi: il Wrestler El Blaze, neo/eterno rivale di Wolf Hawkfield ed Eileen, una giovane lottatrice cinese che si è iscritta alla competizione per avvicinare la sua musa ispiratrice, Pai Chan.
    La più intrigante delle New Entry è sicuramente El Blaze, un “minuto” lottatore che non sta mai fermo sul ring: il suo gioco di gambe è incredibile, così come è sofisticato il repertorio di colpi a sua disposizione. La cosa che colpisce maggiormente di questo personaggio è la quantità di combo che si concludono con un rapido scatto e lo portano in una posizione di vantaggio rispetto al proprio avversario; lo stile di combattimento derivante da questa particolarità è spiazzante e spettacolare come raramente si è visto prima in un beat'em up ad incontri. Eileen, invece, combatte con una tecnica che si ispira all'agilità delle scimmie di montagna: i suoi punti forti sono, come già detto, l'estrema rapidità ed una parco mosse molto intuitivo, che basa buona parte delle lunghe combo su schemi iniziali abbastanza facili da imparare e da ripetere, ma che poi si protraggono con comandi concatenati ben più efficaci ma anche complessi da effettuare.
    In effetti Eileen ed El Blaze sembrano nati per “avvicinare” quel pubblico di amanti dei picchiaduro apparentemente spaventati dalla fama di tecnicismo che circonda Virtua Fighter. Si fa presto ad apprendere le mosse di questi due personaggi ed altrettanto tempo è necessario per imparare ad al meglio contro gli avversari di livello medio/basso.
    Come sempre però Virtua Fighter ha un gameplay “a due facce”: la prima lo rende un gioco rapido ed appagante agli occhi del giocatore che lo affronta con medio impegno. Il lato più profondo di questo picchiaduro però si manifesta solo nel momento in cui si comincia ad avere dimestichezza con le contromosse e le parate durante match contro avversari di alto livello; a tal proposito bisogna ammettere che per godere pienamente di tanta meraviglia si necessita un impegno effettivamente superiore a quello richiesto dai titoli concorrenti, ma la qualità e la spettacolarità dei combattimenti derivanti è assolutamente superiore.
    Ciò che abbiamo detto finora non significa che le novità di Virtua Fighter si fermano all'inserimento di due elementi nell'organico lottatori: tutti i combattenti veterani sono stati adeguatamente rivisitati nelle mosse a loro disposizione, nella loro potenza e, soprattutto, nella loro esecuzione. Gran parte degli attacchi standard e delle combo elementari sembrano più facili da ottenere che in passato ed in generale si nota come sia praticamente impossibile individuare un lottatore munito di colpi o combo palesemente superiori a quelli degli altri contendenti. E' evidente che solo in alcuni lottatori questo lavoro di “bilanciamento” è tangibile; Akira e Lau Chan, per esempio, sono stati rivisitati molto meno di Lei Fei e Vanessa, il cui recente ingresso nel roster li prestava a maggiori approfondimenti dello stile di combattimento.

    Insert Coin

    Ancora una volta il menù iniziale di Virtua Fighter 5 trasuda spirito Sega da ogni pixel, nel bene e nel male. Fatta eccezione per rari episodi eclatanti le conversioni casalinghe dei Coin Operator di questa software house si sono dimostrate poco finalizzate al pubblico delle home console che, visto l'investimento nel gioco, richiede una serie di plus capaci di enfatizzare la longevità del titolo oltre la soglia dell'arcade.
    In Virtua Fighter 5 per Playstation 3 sono presenti quattro modalità di gioco: Arcade, Versus, Dojo e Quest. Escludendo per ovvi motivi le prime due e tralasciando per un attimo la modalità Dojo, che è riservata all'apprendimento delle tecniche di combattimento, Appare evidente come l'unica alternativa al “picchiaduro nudo e crudo” sia rappresentata dal "Quest".
    In questa modalità il giocatore dovrà condurre uno dei lottatori attraverso una serie di tornei, facendogli guadagnare punti esperienza, denaro, accessori e capi di abbigliamento con cui personalizzare l'aspetto del proprio alter ego.
    La mappa del Quest Mode ci propone, oltre alla nostra dimora, (in cui è possibile gestire il personaggio) una serie di Sale Giochi in cui sono ospitati dei cabinati di Virtua Fighter 5 su cui si svolgono tornei di livello più o meno impegnativo. Le competizioni internazionali (organizzate con cadenza infreriore) si svolgono invece in veri stadi e per parteciparvi bisogna prima aver sconfitto un gran numero di avversari e collezionato sufficienti punti esperienza da conseguire un rango minimo che dà diritto all'iscrizione. I match mettono in palio anche un certo quantitativo di denaro e, a volte, un premio speciale: gli oggetti contenuti nel forziere conquistato hanno differente pregio ma il più importante di tutti è sicuramente “la gemma”. Ciascuno di questi preziosi, quando diventa nostro, si incastra nei fori di un disco di pietra anch'esso di nostra proprietà; quando tutti gli spazi dell'artefatto saranno riempiti avremo la possibilità di conseguire un premio ancor più ricercato.
    La modalità Quest si dimostra molto più interessante del nudo arcade non tanto per gli extra o i tornei, quanto per la maggiore possibilità di prendere graduale dimestichezza con il proprio combattente: la modalità arcade è spesso spiazzante a causa della progressione di difficoltà a cui si deve sottostare durante gli otto scontri in cui è suddivisa, e spesso costringe a lunghe sessioni di “Continue” derivanti da avversari apparentemente invincibili... Per il resto il quest mode non offre sfide a particolari o modalità di incontro alternative e sotto questo aspetto si rivela un po' deludente.
    L'ingresso nel mondo di Virtua Fighter 5 richiede una tappa obbligatoria nel “Dojo”, grazie al quale potremo apprendere le tecniche di combattimento e le mosse di ciascun lottatore.
    Sorprendentemente questo Dojo è, almeno dal punto di vista didattico, nettamente inferiore a quello di Virtua Fighter 4 Evolution apparso su Playstation 2 nel 2003: la modalità training di quel gioco comprendeva molti aspetti assolutamente innovativi ed estremamente utili nell'apprendimento delle mosse: ogni errore nella sequenza dei comandi era accompagnato da un suggerimento scritto su come evitare di ricadere nello stesso sbaglio e ciascuna mossa aveva il proprio “replay” da cui era possibile capire come realizzare il colpo (era visibile anche la sequenza di tasti premuti). A corredo di tutto questo ben di Dio era allegato un vocabolario contemplante tutti i termini delle arti marziali affrontate da Virtua Fighter, con tanto di nomi e spiegazioni di ciascuna mossa e posizioni di attacco/difesa.
    Gran parte di questi elementi in Virtua Fighter 5 sono andati misteriosamente persi: i commenti ed il dizionario sono assenti (e la cosa crea anche qualche problema...) ed i replay delle mosse sono stati limitati alle mosse più complesse.

    Grafica e Sonoro

    Il lottatori in Virtua Fighter sono realizzati con una dovizia davvero esemplare: le animazioni dei singoli personaggi sono quanto di più curato si sia visto finora in una console Next Generation, sia quelle dei singoli colpi che quelle per i contrasti, le perdite di equilibrio e le cadute. Il gioco di gambe di El Blaze, la camminata furtiva ed animalesca di Eileen ma anche i rapidi ed aggraziati cambi di guardia di Lei Fei sono realizzati con un realismo ed una “pulizia” impressionante.
    La cosmesi dei lottatori è altrettanto curata: i grandissimi modelli poligonali sono adorni di ottime texture ed impreziositi da effetti luminosi di ottimo livello: particolarmente riuscito è l'effetto “ricamo” dei tessuti di cui sono fatti i vestiti di Lau Chan e Pai Chan, la cui trama brilla vistosamente quando illuminata.
    Un po' inferiore, invece, è la qualità delle arene in cui si svolgono i combattimenti. In realtà la lacuna è localizzata solo in alcuni degli scenari, come quello ambientato sulla chiatta che naviga sul fiume o quello situato al centro di una città immersa in una notte stellata e, ed essere ancor più sinceri, se Sega si fosse risparmiata alcune riprese troppo ravvicinate dei fondali, durante la sequenza che introduce l'incontro, forse certi difetti sarebbero passati ancor più inosservati...
    Al comparto audio, composto come sempre da ottimi campionamenti audio e da qualche simpatico accompagnamento musicale, si aggiunge un'inedita telecronaca del match un po' sotto tono..

    Virtua Fighter 5 Virtua Fighter 5Versione Analizzata Playstation 3Virtua Fighter 5 è un gioco incredibilmente difficile da giudicare: l'arduo scalino rappresentato dalla curva di apprendimento è stato notevolmente limato grazie all'inserimento di personaggi rapidamente fruibili ed al bilanciamento delle caratteristiche dei rimanenti. Le soddisfazioni che regala il gameplay di questo picchiaduro sono enormi e destinate ad aumentare esponenzialmente man mano che si prende confidenza con la tattica di gioco. Visivamente Virtua Fighter mostra i muscoli e tratteggia degli atleti quasi in carne ed ossa, fluidi nelle movenze e capaci di reagire alle singole sollecitazioni con una cura mai osservata fino ad ora. All'ennesimo miglioramento dello scontro e del comparto video, però, non è corrisposta un'adeguata implementazione di tutte quelle modalità di gioco alternative che hanno invaso rapidamente tutti i beat'em up per ogni piattaforma da videogame dal loro esordio sui primi episodi della saga di Tekken. L'assenza di una modalità multiplayer via Internet (l'organizzazione del Quest Mode fa presumere che, in qualche momento dello sviluppo, tra le feature disponibili ci fosse anche il gioco online..) lascia uno sgradevole amaro in bocca.. Virtua Fighter è comunque uno dei migliori titoli disponibili al lancio di questa nuova console Sony, un acquisto obbligatorio per gli amanti dei Beat'em Up ed un titolo da valutare attentamente per tutti gli altri giocatori. Questi ultimi sappiano che con questo titolo potrebbero trovare mesi di appagante divertimento in cambio di un devoto e costante allenamento...

    8

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